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Pagina 1 di 3 di Sarah di P. "Taytor"
Alcune utili nozioni sul "montaggio video" che è importante tenere sempre bene in mente ...
La lezione seguente è il risultato di miei appunti di studio dal libro “Manuale del montaggio. Tecnica dell’editing nella comunicazione cinematografica e audiovisiva” di Diego Cassani, che consiglio di acquistare per maggiori approfondimenti.
Contenuti:
Introduzione
Regola N.1
Regola N.2
Il piano sequenza
Funzione del montaggio
Il senso
La forma
Il ritmo
Il tempo
Lo spazio
Gli elementi del montaggio
Attacco sull’asse
Attacco sul movimento
Piano d’ascolto
Impallamento
Ellissi temporale
Soggettiva
Montaggio alternato
Montaggio parallelo
Continuità dell’ambiente sonoro
INTRODUZIONE
Dare una definizione precisa di montaggio non è semplice. Può essere definito, inizialmente, come cambiamento di piani, ovvero come un’operazione di “taglio e cucito”: come a teatro lo spettatore usa il binocolo per vedere meglio, così il montatore deve mostrare meglio ciò che accade nella scena, senza confondere il pubblico.
Le regole fondamentali da rispettare sono essenzialmente due:
1) Le inquadrature che si giuntano devono essere piani e campi “relativamente” differenti;
2) Ogni inquadratura ha un suo peso.
Regola N.1
Se mostro un Primo Piano (PP: ripresa di una persona dalle spalle in sù) di un soggetto e, subito nell’inquadratura successiva, un altro PP dello stesso soggetto, ripreso da un altro punto macchina vicino al precedente, lo spettatore penserà ad un errore, ad un taglio casuale della pellicola. Sarebbe quindi preferibile inserire tra le due inquadrature un’inquadratura differente. Tale differenza tra i piani è consigliabile mantenerla, comunque, anche se i soggetti contenuti nelle due inquadrature sono differenti, semplicemente per una questione estetica, a meno che non occupino parti diverse dell’inquadratura.
Regola N.2
Le inquadrature non sono tasselli di un puzzle, elementi inerti ed omogenei, ma delle unità complesse ricche di dinamiche. Ognuna ha il suo contenuto, il suo ritmo interno (dipende dall’azione rappresentata e precede e sollecita il ritmo che verrà dato al montaggio); ha una sua storia, una sua velocità. Le sue caratteristiche sono determinanti per decidere come collocare l’inquadratura nel montaggio, come accoppiarla alle inquadrature precentende e successiva.
Il piano sequenza
E’ un filmato realizzato con un’unica inquadratura, riprendendo la sequenza anche spostandosi, inquadrando nuovi luoghi e nuovi soggetti. Tempi e spazi rappresentati sono come quelli della vecchià unità drammatica aristotelica, cioè sono quelli reali: solo il tempo potrebbe cambiare con accelerazioni e decelerazioni della pellicola.
Esiste, anche se non ci sono stacchi, un montaggio interno all’unica inquadratura, perché sono comunque individuabili campi e piani differenti.
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