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[Concetti base] I primi passi verso l'HD |
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giovedì 11 novembre 2004 |
di Lorenzo Malinverni
il Product Specialist Editing Solutions di AVID ci illustra i primi concetti della tecnologia HD
I primi passi verso l'Alta Definizione Lorenzo Malinverni, Product Specialist Editing Solutions (Avid)“L’HD, come tipologia di risoluzione e di formato, sta suscitando in questo momento molto interesse. Notevoli sono infatti i vantaggi derivanti dall’utilizzo di questa “nuova” risoluzione. Purtroppo come spesso avviene, l’inizio di ogni nuova avventura implica anche molta confusione. L’intento di questa newsletter è proprio quello di fare un po’di luce sulle varie opportunità che l’HD può offrire, sui differenti formati e sui possibili vantaggi o svantaggi. Per prima cosa è necessario aver chiaro il concetto di HD; alta definizione significa segnale video e non pellicola, e come tale va concepito, come segnale video lui si comporta. Molti identificano erroneamente l’HD come “sostituto” alla pellicola, anche se entrambi hanno poi lo stesso utilizzo finale: spot, video commerciali, istituzionali, film per la televisione, documentari e così via. Vi sono diversi formati HD: -
HDV -
DVCPROHD -
HDCAM -
HD SR -
HD 1:1 Film stream che si differenziano tra di loro fondamentalmente per la qualità o per la compressione alla quale sono sottoposti in fase di registrazione. L’HD differisce fondamentalmente dal video per il numero di linee e quindi di punti o “pixel” dal quale è formato. In questo caso, si parla fondamentalmente di 1080 x 1920 720 x 1280 Cito soltanto questi due formati perché oggi sono quelli considerati e presi come standard da parte del mercato con l’acronimo di 1080 per il primo e 720 per il secondo. Abbiamo pertanto due formati di registrazione, diversi tipi di compressione e differenti modalità di registrazione in relazione al frame rate: 23.97p 24p 25p 50i 29.97p 30p 59.94p 59.94i 60p 60ì Tutte e tre le variabili, formato, risoluzione e frame rate, prese insieme costituiscono i vari formati con cui oggi l’HD può lavorare e con il quale voi potete cimentarvi. Nella realtà la triade sopraelencata comporta poi un bel po’di nozioni di base che sono fondamentali per un utilizzo corretto del segnale. Erroneamente come in tanti pensano, per girare in alta definizione non basta accendere la camera e puntarla su un qualsiasi prodotto; nella realtà, un formato cosi “grande” può e deve essere trattato in fase di ripresa come una pellicola. Pertanto, l’utilizzo delle luci, il controllo della profondità di campo e una buona preparazione possono cambiare il risultato di un prodotto finale in maniera notevole. HD e segnale video Dicevamo prima che l’HD è un segnale video, e come tale si comporta. Le “compressioni” delle quali prima parlavamo sono legate al modo di campionamento, ovvero al rapporto dei tre valori di base che formano il segnale video per eccellenza: Y= brillanza b-Y= croma r-Y=croma Le stesse voci, potete trovarle sotto forma Y CrBr, legate al segnale digitale, oppure YUV se si parla di segnale Pal o NTSC. Il rapporto con la luce, la sua brillanza, il modo in cui gli oggetti riflettono la loro luminosità e il tipo di colore (tinta) definiscono l’immagine che noi vediamo. Nella riproduzione di un immagine, tinta, saturazione e luminosità rappresentano le tre variabili che le camere HD usualmente utilizzano per “vedere”. Un altro modo di identificare un’immagine è legata all’interpretazione del colore in modalità RGB, ovvero le informazioni del pixel legate al rapporto di colore tra Rosso, Verde e Blu; in questo caso parliamo essenzialmente di computer o grafica in generale. Fatta questa parentesi sul modo di “vedere” il colore e di codificarlo, prendiamo in considerazione la quantità del colore in questione. Le sigle che troverete in questo caso sono: 4:1:1 4:2:0 4:2:2 4:4:4 Questi sono i rapporti di quantità di informazione per canale, rappresentanti il rapporto di campionamento in Mghz (unità di misure elettriche). I valori fanno riferimento alle parti di luma e di croma. Per il segnale Video, il primo valore, 4, è la rappresentazione della luminanza ed è superiore alla crominanza poiché, per l’occhio umano, è più facile interpretare le differenze sulla luce piuttosto che sul colore. Più informazioni identificano un miglior dettaglio. HD e workflow L’HD, proprio per la sua flessibilità di gestione, può arrivare ad essere qualitativamente molto simile alla pellicola. Diventa allora fondamentale la gestione del supporto (dopo la ripresa). Quali cose si possono fare? Girare in HD, finalizzare in HD (color correction e compositing) ed utilizzare in seguito funzioni di downonverter per uscire con un formato compatibile con i nostri sistemi di emissione PAL, NTSC. Girare in HD, finalizzare la lavorazione (color correction e compositing) ed arrivare su supporto pellicola passando attraverso sistemi di “print to film”. Girare in pellicola, effettuare lo scanner del materiale in HD, finalizzare e ristampare la pellicola. Il DI (digital intermediate) è la sigla che descrive questi tipi di lavorazione del supporto HD. HD vs PAL e NTSC Durante la ripresa in alta definizione, il materiale viene scritto su Tape, il quale è fornito di un TC (timecode). Si utilizza poi un VTR HD per la cattura del materiale da Tape a computer per il montaggio, la color correction e |
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