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[Concetti base] Il funzionamento della videocamera Stampa E-mail
giovedì 14 agosto 2003
di Domenico B. "Mimmob"

Spesso capita di ottenere cattive riprese semplicemente perché, spinti dall’entusiasmo per l’acquisto della nuova videocamera, si inizia a riprendere senza neanche aprire il manuale delle istruzioni e senza neanche sapere a cosa servono tutti i pulsanti presenti. Ecco qualche rapida spiegazione per usare al meglio la propria videocamera.

Principali comandi presenti sulla telecamera

La sezione di registrazione della videocamera dispone di comandi identici a quelli di un qualunque altro registratore video o audio, per l’espletamento delle funzioni di:

· registrazione (REC),

· riproduzione (PLAY),

· arresto (STOP),

· avanzamento e riavvolgimento veloce (FFW e REW),

· apertura e chiusura del vano cassetta (EJECT).

E’ inoltre presente un pulsante per avviare ed arrestare la registrazione in fase di ripresa: il tasto unico per la ripresa, di colore generalmente rosso e collocato sull’impugnatura della videocamera in corrispondenza del pollice della mano destra.

Gli altri principali comandi che una videocamera può presentare (ma che non è detto che troverete sulla vostra) sono:

· tasto di FADER, per l’apertura dell’immagine o la chiusura dell’immagine;

· tasto di BACKLIGHT che è un controllo per l’esposizione in condizioni di controluce o di particolare disparità di luce tra soggetto e sfondo (ad esempio sulla neve);

· tasto per la selezione del fuoco: automatico o manuale (in questo secondo caso sarà presente anche un controllo – pulsante, rotella, ghiera – per regolare la messa a fuoco);

· tasto per la selezione del bianco (WHITE);

· tasto di controllo del diaframma (IRIS): automatico o manuale (in questo caso ci sarà anche un potenziometro per regolarne l’apertura e la chiusura);

· comando della velocità dell’otturatore (SHUTTER);

· comando dello zoom con 2 posizioni: W grandangolare, T teleobiettivo.

L’obiettivo zoom

L’obiettivo è un dispositivo ottico, formato da una serie di lenti, che si preoccupa di convergere la luce e focalizzarla sul target rappresentato dal CCD, un dispositivo elettronico che trasforma l’impulso luminoso in impulso elettrico, per poi memorizzarlo sul nastro attraverso le testine di registrazione.

Le videocamere sono dotate di obiettivi a focale variabile (ZOOM) che sono in grado di modificare la loro distanza focale e possono trasformarsi da grandangolari a teleobiettivi, passando attraverso tutti i valori di focale compresi tra i valori massimo e minimo. I comandi dello zoom sono normalmente localizzati sotto le dita della mano destra:

  • premendo il tasto dal lato contraddistinto dalla lettera W, amplierete il campo di ripresa;
  • premendo invece dalla parte contraddistinta dalla lettera T, chiuderete la parte di spazio inquadrata.

Sempre in relazione all’obiettivo, dobbiamo considerare la messa a fuoco.

  • La messa a fuoco automatica libera dalla continua preoccupazione dell’aggiustamento del fuoco durante gli spostamenti del soggetto della ripresa e i cambi di focale.
  • In alcuni casi, come nel caso in cui l’inquadratura raccolga soggetti posti a distanze diverse, conviene intervenire manualmente sulla messa a fuoco.

Per compiere manualmente questa operazione, zoomate al massimo sul soggetto principale, mettete a fuoco agendo sulla ghiera, sulla rotello o sui pulsanti di messa a fuoco, e poi tornate alla focale dello zoom con cui intendete effettuare la ripresa. In questo modo vi sarete assicurati una messa a fuoco più precisa ed indipendente dalla focale che userete.

Il mirino o view-finder

Tutto quello che sarà ripreso dall’obiettivo, potrete vederlo attraverso il mirino elettronico, in inglese view-finder.

Il mirino, inoltre, fornisce le indicazioni dello status di funzionamento della camera e di tutti i suoi apparati, segnalando:

· lo stato del videoregistratore mediante la comparsa delle scritte REC, PLAY, STOP, FFW, REW;

· lo stato di carica delle batterie;

· il contatore dei secondi di durata della ripresa;

· altre eventuali informazioni, dipendente dal tipo di videocamera.

Il mirino permette anche di rivedere le immagini già girate, così come è possibile fare con il display LCD ormai molto diffuso anche sui modelli più economici di videocamere.

La ripresa audio

Il microfono è lo strumento di ripresa del suono ed è anch’esso montato sulla telecamera. A volte è possibile selezionare il suo raggio d’azione e la sua portata: ciò significa che potete aumentare o diminuire la sua sensibilità, agendo su un potenziometro o su un selettore a ghiera.

Per misurare l’intensità del suono ripreso, si utilizza una cuffia collegandola alla relativa presa sul corpo macchina (solo i modelli professionali sono dotati di VU meter, che indicano in decibel la potenza sonora).

Il white o controllo del bianco.

La telecamera è influenzata dai vari tipi di luce in cui viene impiegata.

Su un lato della telecamera è collocato il selettore di WHITE (in inglese, bianco), che solitamente ha tre posizioni: AUTO, INDOOR, OUTDOOR.

  • Nella modalità AUTO, la videocamera effettua automaticamente la selezione del tipo di luce. Nonostante l’utilità del bilanciamento automatico del bianco, bisogna prestare attenzione nell’usarlo con sorgenti di luce miste. In questi casi, è meglio usare le impostazioni predefinite per interni ed esterni.
  • Il valore programmato per interni (INDOOR), si adatta alla luce calda emessa dalle lampade al tungsteno e generalmente va bene per qualunque luce artificiale da interni.
  • Il valore programmato per esterni (OUTDOOR), si adatta alla luce naturale del giorno.
  • Se infine volete effettuare manualmente il bilanciamento del bianco, dovete riprendere un foglio bianco e premere l’apposito pulsante di taratura. Chiaramente questa semplice procedura andrà ripetuta ogni volta che incontrerete condizioni di luce differenti.

Il diaframma.

Il diaframma regola la quantità di luce che affluisce nella videocamera attraverso l’obiettivo, fino a giungere sul CCD.

La regolazione del diaframma può avvenire manualmente (opportunità difficilmente offerta dalle videocamere “entry level”), agendo sul potenziometro dell’IRIS (parola che in inglese significa, appunto, diaframma), oppure automaticamente, spostando il comando nella posizione AUTOIRIS.

Il diaframma, oltre che sulla quantità di luce, incide anche sulla profondità di campo, ovvero quella porzione di spazio davanti e dietro il soggetto principale che durante la ripresa risulta a fuoco, cioè nitida. Essa risulta tanto più ampia, quanto minore è l’apertura del diaframma.

Sulla profondità di campo è fondamentale ricordare che:

  • si estende all’incirca per un terzo davanti e per due terzi dietro al soggetto;
  • un grandangolare ha una profondità di campo maggiore di un teleobiettivo;
  • più lontano è il soggetto, maggiore è la profondità di campo;
  • un diaframma chiuso aumenta la profondità di campo e rende la messa a fuoco meno critica, avendo a disposizione un margine di errore più ampio.
  • Un diaframma aperto riduce la profondità di campo e permette di sfruttare il cosiddetto “fuoco selettivo”, molto utile per isolare un soggetto dallo sfondo (utile soprattutto nella ripresa di primi piani).

Nel caso in cui, neppure alla massima apertura fosse possibile effettuare le riprese, sarete obbligati (o lo farà automaticamente la vostra videocamera per voi) ad agire sul guadagno (GAIN), ad attivare cioè un circuito che aumenta la sensibilità del CCD in casi di luce molto scarsa. Incrementare la sensibilità del CCD comporta, però, lo scadimento dell’immagine e la ripresa appare come disturbata da un “effetto neve”.

Le telecamere amatoriali raramente permettono la regolazione manuale del guadagno, che viene espressa in dB (decibel), ma questa delicata funzione viene svolta in modalità automatica.

Lo shutter.

La videocamera è dotata di un circuito elettronico (SHUTTER) che funge da otturatore, che è il dispositivo che regola la durata dell’esposizione del CCD alla luce.

La possibilità di intervenire manualmente sulla regolazione dello shutter (possibilità non offerta da tutte le videocamere), offre numerose possibilità creative.

  • Alti valori dello shutter (da 1/250 di secondo in su), migliorano la qualità e la definizione dell’immagine, soprattutto negli avvenimenti sportivi, perché consentono di ottenere immagini in movimento molto rapide che risultano perfettamente nitide.
  • Bassi valori per lo shutter permettono di catturare immagini in situazioni di luce bassissima o di creare effetti “sfocati” particolari.

Nel caso in cui non sia possibile regolare manualmente diaframma e shutter, vi potrebbero venire in aiuto alcune combinazioni diaframma/shutter pre-programmate spesso presenti sulla videocamera:

· Ritratto: diaframma più aperto e shutter regolato di conseguenza

· Sport: valore dello shutter alto (tempi veloci) e diaframma regolato di conseguenza

· Panorama: diaframma chiuso e shutter regolato di conseguenza

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