[Concetti Base] L'Inquadratura: Termini, Abbreviazioni ed Errori Stampa E-mail
venerdì 01 giugno 2007

di Mario S. “Pegaso”
Disegni 3D di Erregi
Disegni di Mario Siringo
Foto di Mario e Cecilia Siringo


Voglio innanzitutto ringraziare Erregi per la collaborazione e la pazienza avuta nel seguire le mie indicazioni, sue sono le immagini di grafica 3D utilizzate nel tutorial. Ho cercato di renderlo il più semplice possibile, in modo da essere di facile consultazione a chi si è appena accostato al mondo dei videomakers.

Perché questo tutorial? Mi verrebbe voglia di dire “per sovvertire le regole, bisogna prima conoscerle”.
Le inquadrature, come ogni cosa, hanno delle regole ben precise, consolidate nel tempo anche se ultimamente vengono disattese sia per la ricerca sperimentale del linguaggio filmico, sia perché non sono conosciute.

Di seguito le regole che citerò sono principalmente usate nelle soap nostrane, rappresentano un vademecum che può essere usato in qualsiasi filmato, dal corto al documentario, dalla videoclip all’intervista, naturalmente non sono regole ferree ma delle valide basi che aiuteranno i nostri registi “in erba” a produrre dei buoni lavori.


E’ fondamentalmente importante ricordare che ogni volta che viene cambiata la regola, bisogna saper giustificare, dare dei buoni motivi alla scelta fatta.
Alcune regole vengono sovvertite per esigenze di copione, di ripresa, per enfatizzare il momento o per produrre ansia e disagio nello spettatore, esempio pilota è stata la tecnica usata nella serie televisiva “New York Police Department” poi riproposta sempre più spesso nelle successive serie poliziesche “NCI”, “Cold Case”, per citarne alcune. In questi casi si può tranquillamente parlare di stili di regia con scelte innovative sul piano delle riprese: i continui movimenti camera,il sapiente montaggio dove niente è lasciato al caso,per esempio la ripetizione da più punti di vista della stessa scena, i continui scavalcamento di campo che servono a mettere tensione nello spettatore.

In questo tutorial illustrerò i tagli delle inquadrature e spiegherò i termini e le abbreviazioni generalmente usate.

Prima di addentrarci nell’argomento è doveroso ricordare che al momento della ripresa dobbiamo dare un minimo di “aria” (spazio) alla nostra immagine,per ovviare ai problemi tecnici della visione del nostro lavoro su un normale televisore, infatti in questo caso avremo circa 80-95% dell’immagine registrata a secondo del modello e della taratura del televisore, al contrario se visioneremo il lavoro su di un monitor di classe A (broadcast) o su un monitor del computer in fase di montaggio noi riusciremo a vedere il frame pieno.
Nelle camere prosumer di fascia medio-alta e nelle camere broadcast, per ovviare a questo problema, possiamo attivare una funzione molto utile e comoda sul nostro viewfinder: la “safety area”.

Selezionandola viene inserito un bordo rettangolare bianco sul nostro monitor e per essere sicuri di non tagliare niente dobbiamo tenere la nostra inquadratura dentro questo rettangolo. La safety area può essere selezionata in alcuni modelli di videocamere all’80% o 90%.
Se la camera non è predisposta, dobbiamo ricordarci di dare “aria” alle inquadrature anche quando decidiamo, , di usare il formato letter box in fase di post produzione (16:9 fittizio).

In questo tutorial viene solo affrontato l’argomento del taglio di inquadratura del soggetto, ho volutamente tralasciato la regola dei terzi, la tecnica di illuminazione, la tecnica di ripresa con i movimenti camera (panoramica, carrellata), che a mio avviso andrebbero trattati in un secondo momento, con un tutorial appropriato. In parole povere occorre capire che se non si hanno delle basi solide si può realizzare un video con immagini bellissime, con un racconto narrativo efficace ma con delle pecche nella parte tecnica e dobbiamo essere come bambini che imparano a stare in piedi, prima di iniziare a camminare e correre.

Termini, abbreviazioni ed inquadrature corrette
Sono tra parentesi le abbreviazioni che potremo trovare su uno story board.

Figura intera f.i.
Testa - piedi e stessa aria sopra e sotto.

Piano americano p.a.
Taglio all’altezza delle gambe o all’altezza del ginocchio e aria in testa
In televisione alcuni registi si spingono a proporre il taglio caviglie-piedi e aria in testa.

Mezzo busto m.b.
Taglio altezza sterno/ombelico e aria in testa.

Mezzo primo piano m.p.p.
Taglio appena sotto le ascelle e aria in testa.

Primo piano p.p.
Taglio a filo spalle e aria in testa.

Primissimo piano p.p.p.
Taglio appena sotto il mento e a filo dei capelli.
In alcuni casi il taglio superiore è all’attaccatura dei capelli sulla fronte (esempio riga rossa). Importante è avere sempre il mento nell’inquadratura.

Particolare o Dettaglio

La differenza tra particolare e dettaglio è che nel primo caso viene riferito a una persona o a un animale e nel secondo caso ad oggetti o cose inanimate. Esempio: “particolare dell’occhio” o dettaglio del ciak”. Ultimamente questa differenza “linguistica” è stata azzerata e molti usano in maniera indifferente i due termini per indicare la stessa cosa.



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