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Pagina 1 di 4  | Il 28 ed il 29 Novembre scorso si è tenuto presso i locali di AREA DIGITALE l’HD-DAY organizzato dal distributore ADCOM.
L’occasione è stata particolarmente ghiotta perché per la prima volta in Italia sono state messe l’una accanto all’altra le quattro telecamere che più stanno facendo discutere i videomakers nelle ultime settimane: Panasonic AG-HVX200E - Sony HVR-Z1
- Canon XL-H1
- JVC GY-HD101E
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Ma il vero confronto era più che sulle cam in se, su 2 formati di registrazione in alta definizione: HDV, che accomuna Sony, Canon e JVC rispetto al DVCPROHD di Panasonic.  Intanto occorre fare dei distinguo perché, spesso, è facile confondersi anche viste certe astuzie commerciali (HDV/HD, anche se HDV sta più per H-DV dato che si basa sempre su nastri MiniDV ed in qualche modo cerca di essere la naturale evoluzione dello standard DV), quindi è necessario chiedersi: cos’è l’HD (High Definition)? Per capire cos’è l’HD dobbiamo definire cos’è l’SD, cioè la Standard Definition. Con tale termine si indentifica una risoluzione video di 720x576 pixels ed è in sostanza il formato che tutti noi oggi utilizziamo normalmente per i nostri video, con HD invece si identificano video con una risoluzione superiore a 720x576 ma in effetti non esiste un formato unico, si va dal 1280x720 progressivo al 1920x1080 che può essere progressivo od interlacciato, inoltre esistono inoltre vari tipi di formati di registrazione e di supporti. Già definendo queste due risoluzioni HD effettuiamo una prima differenziazione tra le 4 cam presentate da ADCOM, infatti l’unica cam presente che opera solo a 1280x720p è la JVC GY-HD101E mentre le altre 3 cam supportano la risoluzione 1920x1080 anche se effettivamente l’immagine acquisita dai CCD non ha tale risoluzione che viene invece ottenuta tramite interpolazione, ma di questo parleremo in seguito anche perché si vocifera che l’unica cam che acquisisca a piena risoluzione sia la Panasonic AG-HVX200E: a onor del vero ancora non ci sono conferme ufficiali od ufficiose di ciò. L’altra differenziazione importante è il tipo di formato/supporto con cui le informazioni audio/video vengono immagazzinate, infatti abbiamo JVC, Canon e Sony che si sono affidate allo standard HDV su nastro MiniDV mentre la Panasonic si è basata sull’evoluzione HD del DVCPRO su card P2.  L’HDV è un formato compresso basato sull’mpeg2, lo stesso formato di compressione dei DVD, tale scelta è stata fatta per poter mantenere la compatibilità col passato (si sfruttano sempre i nastri miniDV) ed avere allo stesso tempo dei costi di gestione della cam ridotti. Infatti la HVR-Z1, la XL-H1 e la JVC GY-HD101E registrano su normali nastri MiniDV, quindi è evidente che per poter immagazzinare su un nastro che normalmente contiene video compresso 5:1 e con risoluzione 720x576 un video notevolemente più grande è necessario ricorrere ad una compressione maggiore, appunto l’mpeg2. Tale scelta ha pregi e difetti. Se da una parte consente di avere camcorders che comunque possono leggere e scrivere video sui nastri consueti ed avere dei costi di gestione decisamente bassi, dall’altra si hanno alcuni problemi legati alla qualità del video ed alla sua gestione. La compressione mpeg2 si basa su fotogrammi chiave e sulla memorizzazione delle modifiche dei successivi fotogrammi rispetto a questi, quindi nel caso che si presenti un problema tra un fotogramma chiave e l’altro saranno compromessi anche tutti i fotogrammi intermedi arrivando a perdere anche 0,5 secondi di video se non più. Lo stesso problema si presenta anche in fase di editing, infatti se un semplice taglio cade tra 2 fotogrammi chiave il software deve necessariamente ricostruire i fotogrammi intermedi, applicare il taglio e ricomprimere il tutto con conseguente calo qualitativo. Al tutto va aggiunto che una compressione così spinta necessità inevitabilmente di risorse di sistema superiori a quelle necessarie per un normale flusso SD obbligando quindi ad un potenziamento delle proprie apparecchiature.  La Panasonic ha invece scelto una strada completamente differente che consiste nel DVCPROHD. Il DVCPRO è un formato di compressione già apprezzato ed utilizzato che nella AG-HVX200 viene presentato nella sua versione a 100Mbit/sec consentendo l’archiviazione di un flusso dati HD. Ma se un flusso di dati così grande può significare maggiore qualità e minore compressione, significa anche che non è più possibile sfruttare dei semplici nastri MiniDV che supportano un flusso dati di 25Mbit/sec, è quindi stato necessario equipaggiare la cam con 2 slot per card P2 i cui difetti maggiori ad oggi sono l’elevato costo e la ridotta capacità. Attualmente si parla di card da 8Gb che possono contenere poco più di 7 minuti di girato in HD ad un costo approssimativo di 1.800€ + Iva. Risulta evidente come la scarsa autonomia di archiviazione riduca le possibili applicazioni: non è certo al momento un sistema rivolto ad esperienze di tipo documentaristico quanto più a spot o filmati dove la ripresa viene realizzata ad hoc ed immediatamente archiviata in uno storage. Le card P2 non sono certo una novità, ma sicuramente assestano un colpo pesante al mercato prosumer che vede inevitabilmente spostarsi verso l’alto i costi di gestione, anche se tale tecnologia ha indubbi vantaggi: i video registrati sulle card sono immediatamente pronti per l’editing una volta inseriti in uno slot PCMCIA compatibile e le card sono praticamente eterne e molto resistenti. Un possibile “difetto” del DVCPROHD è il limitato supporto da parte di software prosumer al contrario dell’HDV che ormai è supportato anche da software di editing consumer. 
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