[Evento] Ludo's Game Mr. Pinky Stampa E-mail
martedì 22 luglio 2008
Evento - Ludo's Game Mr. Pinky

Lo scorso 12 Luglio, presso il cinema Azzurro Scipioni di Roma, si è tenuta la prima proiezione del cortometraggio "Ludo's Game Mr. Pinky", una produzione SimLab Digital, che vede sul grande schermo attori del calibro di Fabio De Caro e Marco Liorni, al suo debutto sul grande schermo.

Leggi il resoconto dell'evento...


di Michela De Paola (Dip. Editoria – SimLab Digital)

ROMA – Sabato 12 Luglio 2008
Alla fine ce l’hanno fatta. Dopo mesi di lavorazione e qualche intoppo produttivo, LUDOS GAME’S MR.PINKY viene finalmente alla luce in una prima proiezione pubblica di tutto rispetto. Se ne era parlato molto, in alcune televisioni e giornali locali e in alcune testate nazionali e quindi l’attesa per questo cortometraggio sul tema del precariato, primo prodotto a budget di rilievo di SimLab Digital dove hanno lavorato calibri come Fabio De Caro e Marco Liorni (alla sua primissima esperienza attoriale), si è manifestata con un’affluenza di tutto rispetto. Ma andiamo con ordine e raccontiamo questo evento dal principio.

Evento - Ludo's Game Mr. Pinky

A fare da cornice alla prima proiezione di MR Pinky è il cinema Azzurro Scipioni dello scrittore, critico e regista Silvano Agosti. Cinema che ha visto tra le altre cose proiezioni di vecchie conoscienze come Luca Poldemengo (La Notte Bianca) e Alex Raccuglia (Skarr). In questo ambiente molto particolare da amanti del cinema l’organizzazione di SimLab si è preoccupata di controllare l’afflusso delle persone e verificare le prenotazioni.

Prima di iniziare con la visione del corto, Stella Petrucci, giovane avvocato romano prestata a presentatrice, fa gli onori di casa ringraziando Silvano Agosti per lo spazio concesso (il quale ha amabilmente intrattenuto il pubblico con le sue disquisizioni), il signor Andrea Petrangeli, Banca Generali, che sponsorizzando l’evento ha dimostrato un’attenzione per queste realtà indipendenti, Giancarlo Centrone come fotografo ufficiale dell’evento, VideoMakers.nettra i più importanti portali italiani di videomaking – che da anni segue il destino di questo gruppo creativo (in sala era presente Franco Semeraro, collaboratore del portale) e il numeroso pubblico che ha strappato un bel sabato mattina alla consueta gita al mare.

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Stella Petrucci legge la sinossi del cortometraggio prodotto da SimLab Digital e diretto da Alex Panichi, su sceneggiatura di Cristian Spaccapaniccia (il vecchio team di Tubo n.403).

«In un imprecisato futuro, in una Roma trasfigurata, Carlo vive la sua ultima giornata da disoccupato e da uomo: Carlo ha perso il lavoro, gli affetti, gli amici, la casa, la famiglia e, sopratutto, la fiducia in se stesso.

Da queste premesse comincia il cortometraggio Ludos Game’s Mr Pinky. Aggrappato alle sue sigarette, come ad un ultimo barlume di speranza, dopo vari tentativi e colloqui di lavoro andati male, Carlo decide di rispondere ad un annuncio della Ludos Games. A questo punto comincia il meccanismo di alienazione. Carlo, pur di lavorare, decide di accettare qualsiasi proposta. Anche quella di diventare una macchina, un tamagotchi vivente.
In un mondo dominato da pubblicità e rifiuti, promesse di ricchezza e baratri di povertà, in un mondo dove il dilemma amletico diventa “produrre o consumare?”, una dura parabola sull’uomo moderno trasformato da soggetto ad oggetto, da produttore consumatore a prodotto consumato, rinunciando alla propria umanità.»

La proiezione ha inizio davanti le quasi 80 persone presenti in sala e il silenzio viene interrotto dalla musica e dalla sigla iniziale del cortometraggio (by Antonello “Antonik”) e dalle prime battute del film. Le immagini e le parole si susseguono in un cadenzato e mai noioso ritmo che porta alla fine dei 15 minuti di proiezione tutto il pubblico che assorto e meravigliato esplode in un fragoroso applauso finale che lascia sorpresi e commossi i preoccupatissimi autori e produttori.

Evento - Ludo's Game Mr. Pinky

La presentatrice, ottima nel suo ruolo, prende immediatamente il microfono ed invita Alessandro Panichi (regista), Cristian Spaccapaniccia (soggettista e sceneggiatore) e Fabio De Caro (protagonista) a ricevere i meritati applausi. Un saluto va immediatamente a Marco Liorni, assente per via della trasmissione su RDS, che si è dimostrato sin dall’inizio una persona disponibile e seria e che ha preso il suo impegno con rispetto.

La prima domanda viene fatta dalla Petrucci ad Alex Panichi, cercando di capire quanto può emozionare un giovane regista vedere la propria opera in una vera e propria sala cinematografica. La risposta dello schivo e timido regista è un laconico «è fico!».

A Cristian Spaccapaniccia viene domandato «cosa si prova dopo i vari tentativi, vedere finalmente la realizzazione di un proprio progetto»; lo sceneggiatore ha espresso tutta la sua soddisfazione cercando a fatica di ricacciare indietro una lacrima che era sul punto di scendere. Una interessante domanda viene posta all’autore proprio da Silvano Agosti, che ha trovato una similitudine tra questa storia e “la metamorfosi” di Kafka. Spaccapaniccia risponde «anche se sembra strano quello è l’unico libro di Kafka che io non ho mai letto. Se penso a come mi è venuta fuori questa storia, onestamente non saprei ancora rispondere».

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De Caro, applauditissimo per la sua straordinaria prova attoriale, difficile quanto variegata in un corto che lo ha costretto a quasi tutte le sfumature possibili, dichiara: «questa sceneggiatura mi è piaciuta subito per tanti motivi, probabilmente perché alcuni aspetti della mia vita trovano riscontro con quella di Carlo (il protagonista) anche se non del tutto… altrimenti l’avrei fatta finita già da un pezzo – risata del pubblico – Comunque è stato un piacere e un onore lavorare con questo regista e questo cast che è stato eccellente e professionale fino alla fine. Basti pensare che sul teatro di posa, dove erano presenti le scenografie costruite appostamente, la troupe era composta di ben 25 persone.»

Nonostante la possibilità che è stata data al pubblico di intervenire, la gente, evidentemente ancora un po’ turbata dal carattere drammatico e riflessivo del cortometraggio, non ha avuto nulla da ridire in merito. La stragrande maggioranza delle persone hanno avuto solo dopo il coraggio di intervenire, fermando il produttore esecutivo Simone Pizzi, l’altro produttore Gabriele Calarco e gli autori nonché l’attore De Caro, intrattenendoli in discussioni e con domande di ogni genere.

Alcune parole vengono spese per presentare SimLab Digital, che dopo dieci anni di attività è finalmente diventata istituzione riconosciuta e si registrerà al ministero come marchio di produzione. Vengono brevissimamente presentate le tappe che hanno portato a questa decisione e a questo cortometraggio, le opere già realizzate. Si prosegue con i ringraziamenti per tutti coloro che hanno cooperato per Mr Pinky, come Florentia Film di Rocco Caprella e PartenoPulp di Michele Salvezza, i quali hanno concesso dotazioni tecniche indispensabili per la realizzazione del corto.

Viene annunciato che verrà presto presentato il progetto SimLab Production Service, nato a favore dei filmaker indipendenti e i vari dipartimenti dell’associazione con i progetti futuri che sono già in lavorazione.

«Ora per SimLab inizia una nuova fase tra sperimentazione e realizzazione di progetti che verranno presentati di volta in volta al pubblico. – dichiara Gabriele Calarco – Continuerà la cooperazione musicale con la band dei Jion che poterà alla realizzazione di un nuovo VideoClip, già in progettazione, e di tre nuovi brani incisi con master di qualità. È in fase di preparazione uno spettacolo teatrale SPRITO ALLEGRO, del quale responsabile del progetto è Ermanno Manzetti che è a capo del dipartimento Spettacolo di SimLab. Ed infine si sta iniziando la valutazione e la progettazione per un nuovo corto, un ennesimo passo avanti per questo gruppo creativo, dal titolo IL GIORNO CHE NON C’E’, da una storia di Barbara Favaro che ha anche scritto la sceneggiatura assieme a Simone Pizzi che ne curerà la regia.»

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Barbara Favaro viene chiamata a presentare la storia di Bianca, protagonista del corto e del mondo da favola moderna, a tratti dura e drammatica, e di magia della quale questa storia è impregnata. Prende la parola anche Simone Pizzi, dichiarando che «dopo Mr Pinky, che sta iniziando a girare per i festival, anche questa storia sarà un ennesimo passo avanti e una conferma per questa fase di riscatto e consolidamento della credibilità del nostro gruppo». Il cortometraggio “il giorno che non c’è” avrà un costo complessivo di 58.000,00 euro ed è già iniziata la fase di finalizzazione della bibbia per la ricerca dei cofinanziatori.

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