|
Pagina 2 di 2 Immergiamoci in questa nuova intervista con Guglielmo Favilla e Alessandro Izzo, registi di Kiss me Lorena, per saperne di più sul loro lavoro. 
VM: Ci parlate di voi e della vostra “casa” di produzione? AI: Ci conosciamo da molto tempo, per via delle passioni comuni dei fumetti e della lotta con le piattole. Abbiamo cominciato nel ’99 a fare cortometraggi. Il primo era una roba in bianco e nero, realizzato con una telecamera VHS prestata da uno zio. Era un piano sequenza di dieci minuti perché non avevamo strumenti per montare. La miseria assoluta. GF: Però vinse un premio in un concorso amatoriale ed il riconoscimento ci dette alla testa. Decidemmo di realizzare un lungometraggio che potesse sovvertire i cliché del cinema moderno e renderci ricchi e famosi. Un film che parlasse ai giovani... AI: ... ma anche ai vecchi. GF: E alle ragazze. AI: Soprattutto alle ragazze. GF: E così nacque “Mandorle” (i Licaoni - 2000), girato nei ritagli di tempo durante i fine settimana. Una gestazione travagliata e durata più di un anno. Lo girammo con una Video8, e per il montaggio usammo un pc con scheda Matrox Marvel G200. Te li ricordi i tempi morti ad aspettare i rendering per vedere tre secondi di scena? AI: E come no... anzi volevo dirti... sai quando ti lasciavo da solo davanti al computer e me ne andavo? GF: Sì... AI: ... GF: ... insomma?... AI: Beh, ho avuto una storia con tua madre. GF: ... AI: E comunque proprio in quei momenti di attesa nacquero le idee portanti di “N.A.N.O.” (i Licaoni – 2002), secondo lungometraggio comico realizzato stavolta con la nostra gloriosa Canon XM1. Per il montaggio passammo alla Matrox RT2500 e Premiere 6.5 (che usiamo tutt’ora). GF: Nel frattempo avevamo imparato molto dall’esperienza di Mandorle, soprattutto quando al montaggio ci rendevamo conto degli errori commessi in fase di ripresa. AI: Tua madre non la pensava così. GF: ... AI: Anche N.A.N.O. fu un’ottima scuola: quarantadue (42!) ore di girato, scene di massa, comparse, effetti speciali... doveva essere il perfetto punto di incontro tra “Casinò” di Scorsese e “Una pallottola spuntata”. GF: Ovviamente non lo fu. AI: Insomma abbiamo imparato un bel po’ di cose strada facendo. GF: Poi ci sono stati i cortometraggi... AI: Già, i corti... “Santre”... GF: ... “Last Blood”... AI: ... “Sgt. Palomo”... GF: ... per poi tornare al lungo con Kiss me Lorena. AI: Insomma un percorso strano e contorto... GF: ... sempre a imbarcarsi in progetti difficilissimi ed economicamente disastrosi. AI: Budget ridotti all’osso, ambizioni altissime... GF: Proprio degli stronzi. AI: Già. Soprattutto te. GF: ... 
VM: Nella realizzazione di lavori a budget limitato cosa ritenete sia la carta vincente per la buona riuscita del film e, nello specifico di questo lavoro, cosa è stato determinante per la buona riuscita del progetto? GF: Sicuramente un lavoro di pianificazione estremamente preciso e il poter contare su una squadra di persone molto affiatate e già rodate. AI: Anche la tranquillità di girare con mezzi che avevamo già utilizzato molto, e di cui conoscevamo abbastanza bene pregi e difetti. GF: Il fatto che il film fosse a sketch (e quindi a compartimenti stagni) ha fatto sì che potessimo effettuare una rotazione del cast, sia tecnico che artistico. Ad esempio nel film hanno lavorato quattro direttori della fotografia, avvicendandosi e prendendo in consegna sketch diversi. AI: Questo ha permesso che il lavoro (non retribuito) fosse equamente diviso e non gravasse eccessivamente sulle spalle di nessuno. GF: Tranne le nostre... AI: Già... GF: Già. 
VM: Ci date qualche dettaglio “tecnico” sulla realizzazione? Potreste parlarci del tipo di attrezzatura utilizzato in tutto il lungo? AI: Abbiamo usato una vecchia Canon XL1, con obiettivi standard e grandangolare. In un paio di scene ne abbiamo usate due. In alcuni sketch invece siamo tornati alla nostra amata XM1. L’illuminazione è stata realizzata per lo più con luci teatrali. GF: In alcune scene siamo andati direttamente a luce naturale e pannelli di polistirolo. AI: Poi abbiamo trovato un genio a Pisa (Mr. Frame) che si è costruito in casa carrelli, dolly e altre diavolerie del genere. Quindi in alcune scene ci siamo avvalsi di questi strumenti artigianali. GF: E poi la Steadicam. AI: Già... il mitico Andrea Maguolo che è venuto da Roma qualche giorno e ci ha regalato delle riprese spettacolari con la sua Steadicam. GF: Per la postproduzione video abbiamo usato la Matrox RTx.100 (Montaggio con Premiere 6.5 e AfterEffects 6.0 per il ritocco colore). 
VM: Nella realizzazone dei lavori low budget il coinvolgimento degli amici per la realizzazione è un fattore determinante. Ci parli della tua esperienza in merito. AI: Quello che ci siamo sforzati di fare è stato di creare un ambiente lavorativo “vero”, chiamando ragazzi anche giovani ed inesperti (noi stessi lo siamo)... GF: Che Cosa? AI: Come? GF: Cosa siamo? Giovani o inesperti? AI: Boh... Giovani? GF: Prosegui. AI: Insomma l’idea era questa: anche se nessuno di voi prenderà una lira, e anche se ci conosciamo da una vita, vogliamo il vostro sangue. GF: Io ingoierò la tua anima! Io ingoierò la tua anima! Ah! Ah! Ah... ehm... AI: L’unica situazione realmente professionale ed “agiata” è stata quella della post-produzione audio per la quale ci siamo avvalsi dello “StudioVinile” di Marco Baracchino (anche musicista per il film). Marco ha creduto nel progetto e ci ha messo a disposizione la sua competenza e le sue attrezzature gratuitamente. GF: Poi c’erano quelle amiche tue, sì insomma, ... quelle che ci intrattenevano durante il montaggio... AI: Una era tua sorella. GF: ... 
VM: Quali sono stati i principali intenti e ispirazioni (filmiche) che vi hanno influenzato e che vi ispirano in genere nel vostro modo di realizzare determinati lavori? GF: Parto dalla “A”? Altman, Antonioni... AI: Zitto. Tantissime ispirazioni. GF: Soprattutto dal cinema d’oltreoceano. AI: Nella fattispecie di “Kiss me Lorena”, un nome su tutti: John Landis. A cui il film è rispettosamente dedicato. GF: Ma perché, è morto? AI: Non ancora. GF: E comunque, a gusti spaziamo molto. Dal cinema di genere e di intrattenimento, a quello impegnato. AI: Parla per te, io coi film di Giancarlo Antognoni mi ci rompo i cogl... 
VM: Il budget per realizzarlo? Quanto è costata la sua realizzazione?? E quanto è costato in termini di tempo, dandoci un riferimento per la preproduzione, la produzione e la postproduzione. AI: Il budget complessivo è ammontato a diciottomila euro. In parte finanziati dalla “Overlook Production” di Marco Donati. GF: Già, la Overlook... non ne avevamo ancora parlato. AI: Marco (e Donatella Donati) sono state le uniche persone a credere in noi. Avevano visto un nostro corto, “Last Blood”, che era una roba horror-action... GF: Caso raro nella nostra filmografia, visto che generalmente ci occupiamo di commedia. AI: Insomma, se hai finito con le tue puntualizzazioni, stavo dicendo che i Donati hanno creduto in noi e hanno deciso di contribuire al finanziamento del film. GF: Due mesi di pre-produzione, un mese di riprese e due di post. Più un anno di fermo a causa del fatto che il film non se lo voleva accattare nessuno. AI: ... GF: ...? AI: Hai finito? GF: No, volevo anche dire che nel film ci sono effetti speciali di make-up (di CreaFX), effetti digitali (di Impronte Digitali), un musical e ragazze maggiorate in topless. 
VM: Il vostro lavoro quale futuro avrà? Ci sarà la partecipazione a concorsi e proiezione/distribuzione e a che livello? AI: Internet. Dopo un anno di stenti e porte sbattute in faccia abbiamo capito che un film anticonvenzionale, girato in maniera anticonvenzionale... GF: ... doveva avere una distribuzione anticonvenzionale. AI: Di comune accordo con Overlook, abbiamo deciso di puntare sul web come strumento potente ed economico. GF: Sulla rete c’è un pubblico di reali appassionati. Gente curiosa che ha voglia di vedere roba nuova. AI: Insomma, se il film non piace, preferiamo sentircelo dire da chi ha avuto la voglia e la pazienza di andarselo a cercare... GF: ... piuttosto che da qualche direttore di marketing che pensa di sapere cosa vuole la gente... AI: ... o che crede che Kubrick sia ancora vivo... GF: Ma dai? Perché, sta male? AI: ... VM: Siete già al lavoro su un nuovo progetto? Di cosa si tratta e quando vedrà la luce? GF: Vorremmo realizzare un film dal titolo “Very Evil Motorcycle Zombies from Outer Spaces”, con tante esplosioni, zombie spaziali, moto infuocate e maggiorate in topless. AI: In realtà abbiamo nel cassetto da un paio di annetti il lungo basato sulle situazioni di “Last Blood”. Un film horror-action. Una roba tosta. Alla Carpenter. GF: Però mischiato a Zuzzurro e Gaspare. AI: Ma che dici? 
VM: Ci potete dare qualche indiscrezione riguardo i vostri prossimi impegni? GF: Diventare immortale ed invincibile. AI: Farmi di nuovo vivo con sua madre. VM: Volete aggiungere qualcosa? GF: No. AI: Mmh... direi di no. Francesca Detti: Io sì. Ho scritto, prodotto e organizzato questo film e manco mi citate? Siete proprio due ... VM: Grazie ragazzi. E alla prossima.
|