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[I Licaoni] Kiss Me Lorena Stampa E-mail
venerdì 29 settembre 2006
 

Immergiamoci in questa nuova intervista con Guglielmo Favilla e Alessandro Izzo, registi di Kiss me Lorena, per saperne di più sul loro lavoro.

VM: Ci parlate di voi e della vostra “casa” di produzione?

AI: Ci conosciamo da molto tempo, per via delle passioni comuni dei fumetti e della lotta con le piattole. Abbiamo cominciato nel ’99 a fare cortometraggi. Il primo era una roba in bianco e nero, realizzato con una telecamera VHS prestata da uno zio. Era un piano sequenza di dieci minuti perché non avevamo strumenti per montare. La miseria assoluta.

GF: Però vinse un premio in un concorso amatoriale ed il riconoscimento ci dette alla testa. Decidemmo di realizzare un lungometraggio che potesse sovvertire i cliché del cinema moderno e renderci ricchi e famosi. Un film che parlasse ai giovani...

AI: ... ma anche ai vecchi.

GF: E alle ragazze.

AI: Soprattutto alle ragazze.

GF: E così nacque “Mandorle” (i Licaoni - 2000), girato nei ritagli di tempo durante i fine settimana. Una gestazione travagliata e durata più di un anno. Lo girammo con una Video8, e per il montaggio usammo un pc con scheda Matrox Marvel G200. Te li ricordi i tempi morti ad aspettare i rendering per vedere tre secondi di scena?

AI: E come no... anzi volevo dirti... sai quando ti lasciavo da solo davanti al computer e me ne andavo?

GF: Sì...

AI: ...

GF: ... insomma?...

AI: Beh, ho avuto una storia con tua madre.

GF: ...

AI: E comunque proprio in quei momenti di attesa nacquero le idee portanti di “N.A.N.O.” (i Licaoni – 2002), secondo lungometraggio comico realizzato stavolta con la nostra gloriosa Canon XM1. Per il montaggio passammo alla Matrox RT2500 e Premiere 6.5 (che usiamo tutt’ora).

GF: Nel frattempo avevamo imparato molto dall’esperienza di Mandorle, soprattutto quando al montaggio ci rendevamo conto degli errori commessi in fase di ripresa.

AI: Tua madre non la pensava così.

GF: ...

AI: Anche N.A.N.O. fu un’ottima scuola: quarantadue (42!) ore di girato, scene di massa, comparse, effetti speciali... doveva essere il perfetto punto di incontro tra “Casinò” di Scorsese e “Una pallottola spuntata”.

GF: Ovviamente non lo fu.

AI: Insomma abbiamo imparato un bel po’ di cose strada facendo.

GF: Poi ci sono stati i cortometraggi...

AI: Già, i corti... “Santre”...

GF: ... “Last Blood”...

AI: ... “Sgt. Palomo”...

GF: ... per poi tornare al lungo con Kiss me Lorena.

AI: Insomma un percorso strano e contorto...

GF: ... sempre a imbarcarsi in progetti difficilissimi ed economicamente disastrosi.

AI: Budget ridotti all’osso, ambizioni altissime...

GF: Proprio degli stronzi.

AI: Già. Soprattutto te.

GF: ...

VM:  Nella realizzazione di lavori a budget limitato cosa ritenete sia la carta vincente per la buona riuscita del film e, nello specifico di questo lavoro, cosa è stato determinante per la buona riuscita del progetto?

GF: Sicuramente un lavoro di pianificazione estremamente preciso e il poter contare su una squadra di persone molto affiatate e già rodate.

AI: Anche la tranquillità di girare con mezzi che avevamo già utilizzato molto, e di cui conoscevamo abbastanza bene pregi e difetti.

GF: Il fatto che il film fosse a sketch (e quindi a compartimenti stagni) ha fatto sì che potessimo effettuare una rotazione del cast, sia tecnico che artistico. Ad esempio nel film hanno lavorato quattro direttori della fotografia, avvicendandosi e prendendo in consegna sketch diversi.

AI: Questo ha permesso che il lavoro (non retribuito) fosse equamente diviso e non gravasse eccessivamente sulle spalle di nessuno.

GF: Tranne le nostre...

AI: Già...

GF: Già.

VM:  Ci date qualche dettaglio “tecnico” sulla realizzazione? Potreste parlarci del tipo di attrezzatura utilizzato in tutto il lungo?

AI: Abbiamo usato una vecchia Canon XL1, con obiettivi standard e grandangolare. In un paio di scene ne abbiamo usate due. In alcuni sketch invece siamo tornati alla nostra amata XM1.

L’illuminazione è stata realizzata per lo più con luci teatrali.

GF: In alcune scene siamo andati direttamente a luce naturale e pannelli di polistirolo.

AI: Poi abbiamo trovato un genio a Pisa (Mr. Frame) che si è costruito in casa carrelli, dolly e altre diavolerie del genere. Quindi in alcune scene ci siamo avvalsi di questi strumenti artigianali.

GF: E poi la Steadicam.

AI: Già... il mitico Andrea Maguolo che è venuto da Roma qualche giorno e ci ha regalato delle riprese spettacolari con la sua Steadicam.

GF: Per la postproduzione video abbiamo usato la Matrox RTx.100 (Montaggio con Premiere 6.5 e AfterEffects 6.0 per il ritocco colore).

VM:  Nella realizzazone dei lavori low budget il coinvolgimento degli amici per la realizzazione è un fattore determinante. Ci parli della tua esperienza in merito.

AI: Quello che ci siamo sforzati di fare è stato di creare un ambiente lavorativo “vero”, chiamando ragazzi anche giovani ed inesperti (noi stessi lo siamo)...

GF: Che Cosa?

AI: Come?

GF: Cosa siamo? Giovani o inesperti?

AI: Boh... Giovani?

GF: Prosegui.

AI: Insomma l’idea era questa: anche se nessuno di voi prenderà una lira, e anche se ci conosciamo da una vita, vogliamo il vostro sangue.

GF: Io ingoierò la tua anima! Io ingoierò la tua anima! Ah! Ah! Ah... ehm...

AI: L’unica situazione realmente professionale ed “agiata” è stata quella della post-produzione audio per la quale ci siamo avvalsi dello “StudioVinile” di Marco Baracchino (anche musicista per il film). Marco ha creduto nel progetto e ci ha messo a disposizione la sua competenza e le sue attrezzature gratuitamente.

GF: Poi c’erano quelle amiche tue, sì insomma, ... quelle che ci intrattenevano durante il montaggio...

AI: Una era tua sorella.

GF: ...

VM: Quali sono stati i principali intenti e ispirazioni (filmiche) che vi hanno influenzato e che vi ispirano in genere nel vostro modo di realizzare determinati lavori?

GF: Parto dalla “A”? Altman, Antonioni...

AI: Zitto. Tantissime ispirazioni.

GF: Soprattutto dal cinema d’oltreoceano.

AI: Nella fattispecie di “Kiss me Lorena”, un nome su tutti: John Landis. A cui il film è rispettosamente dedicato.

GF: Ma perché, è morto?

AI: Non ancora.

GF: E comunque, a gusti spaziamo molto. Dal cinema di genere e di intrattenimento, a quello impegnato.

AI: Parla per te, io coi film di Giancarlo Antognoni mi ci rompo i cogl...

VM: Il budget per realizzarlo? Quanto è costata la sua realizzazione?? E quanto è costato in termini di tempo, dandoci un riferimento per la preproduzione, la produzione e la postproduzione.

AI: Il budget complessivo è ammontato a diciottomila euro. In parte finanziati dalla “Overlook Production” di Marco Donati.

GF: Già, la Overlook... non ne avevamo ancora parlato.

AI: Marco (e Donatella Donati) sono state le uniche persone a credere in noi. Avevano visto un nostro corto, “Last Blood”, che era una roba horror-action...

GF: Caso raro nella nostra filmografia, visto che generalmente ci occupiamo di commedia.

AI: Insomma, se hai finito con le tue puntualizzazioni, stavo dicendo che i Donati hanno creduto in noi e hanno deciso di contribuire al finanziamento del film.

GF: Due mesi di pre-produzione, un mese di riprese e due di post. Più un anno di fermo a causa del fatto che il film non se lo voleva accattare nessuno.

AI: ...

GF: ...?

AI: Hai finito?

GF: No, volevo anche dire che nel film ci sono effetti speciali di make-up (di CreaFX), effetti digitali (di Impronte Digitali), un musical e ragazze maggiorate in topless.

VM:  Il vostro lavoro quale futuro avrà? Ci sarà la partecipazione a concorsi e proiezione/distribuzione e a che livello?

AI: Internet. Dopo un anno di stenti e porte sbattute in faccia abbiamo capito che un film anticonvenzionale, girato in maniera anticonvenzionale...

GF: ... doveva avere una distribuzione anticonvenzionale.

AI: Di comune accordo con Overlook, abbiamo deciso di puntare sul web come strumento potente ed economico.

GF: Sulla rete c’è un pubblico di reali appassionati. Gente curiosa che ha voglia di vedere roba nuova.

AI: Insomma, se il film non piace, preferiamo sentircelo dire da chi ha avuto la voglia e la pazienza di andarselo a cercare...

GF: ... piuttosto che da qualche direttore di marketing che pensa di sapere cosa vuole la gente...

AI: ... o che crede che Kubrick sia ancora vivo...

GF: Ma dai? Perché, sta male?

AI: ...

VM: Siete già al lavoro su un nuovo progetto? Di cosa si tratta e quando vedrà la luce?

GF: Vorremmo realizzare un film dal titolo “Very Evil Motorcycle Zombies from Outer Spaces”, con tante esplosioni, zombie spaziali, moto infuocate e maggiorate in topless.

AI: In realtà abbiamo nel cassetto da un paio di annetti il lungo basato sulle situazioni di “Last Blood”. Un film horror-action. Una roba tosta. Alla Carpenter.

GF: Però mischiato a Zuzzurro e Gaspare.

AI: Ma che dici?

VM: Ci potete dare qualche indiscrezione riguardo i vostri prossimi impegni?

GF: Diventare immortale ed invincibile.

AI: Farmi di nuovo vivo con sua madre.

VM: Volete aggiungere qualcosa?

GF: No.

AI: Mmh... direi di no.

Francesca Detti: Io sì. Ho scritto, prodotto e organizzato questo film e manco mi citate? Siete proprio due ...

VM:  Grazie ragazzi. E alla prossima.




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