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Dal Comunicato Stampa Ufficiale: IL MIO PAESE 2.0
“Il mio paese 2.0” prosegue idealmente il film di Daniele Vicari “Il Mio Paese”, in una sorta di memoria audio-visiva d’Italia, costruita dai suoi veri protagonisti (gente comune che ha vissuto/vive nel suo piccolo certe condizioni sociali), utilizzando le nuove tecnologie di comunicazione sociale (i.e. web 2.0) che consentono a tutti di realizzare e condividere in rete i propri video (i.e. user generated content). “Il mio Paese” del regista Daniele Vicari è infatti un film documentario che, ispirandosi a “L’Italia non è un Paese povero” realizzato negli anni ‘60 dal regista Joris Ivens (che fotografava il boom economico dal Nord a Sud) ne ripropone alcuni frammenti ripercorrendo lo stesso tragitto all’inverso, dal profondo sud di Gela al nord di Porto Marghera attraverso le storie di personali L’obiettivo de “Il Mio Paese 2.0” è di raccogliere videotestimonianze (video-racconti) degli italiani circa la loro storia e il loro territorio. Tutti i video del progetto sono visibili sul sito www.tbtv.it nella sezione dedicata a Il Mio Paese 2.0 Il film “Il mio Paese” affronta delle specifiche tematiche socio-culturali, riportate di seguito, dalle quali sarà possibile partire per focalizzare/indirizzare i racconti degli utenti : - I. Immigrazione ed emigrazione
- II. Ambiente ed Ecosostenibilità
- III. Lavoro ed Industria: i nuovi lavori, la riconversione dell’industria pesante, precariato
- IV. Ricerca scientifica
- V. Politiche culturali
- VI. Memoria
Sul sito www.tbtv.it è possibile vedere in tempo reale i video arrivati che ad oggi sono 250 provenienti da diverse parti dell’Italia: Trento, Brescia, Torino, Milano, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo, Nuoro, Sassari e molte altre. Testimonianze e racconti legati alla disoccupazione e al precariato come quella del ragazzo della Cineteca di Bologna, denuncie e iniziative sociali come la Missione Speranza e Carità a Palermo, ma anche storie divertenti e divertite, inusuali, senza tralasciare tradizione e folclore come la preghiera siciliana, la taranta e i pupi siciliani. Il tutto finalizzato a dare voce a quella parte degli italiani che spesso non riesce ad emergere sui media tradizionali. Agli utenti quindi viene chiesto di girare un video della durata massima di 3 minuti utilizzando una semplice video camera o una webcam. Per questo ultimo mese sono graditi in particolar modo video che raccontano la vita precaria, il lavoro in tutte le sue declinazioni possibili, da Bolzano a Gela. |