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Pagina 1 di 3 di Domenico B. "Mimmob" Introduzione Sapete cos’è il “selective focus” o “fuoco selettivo”? Ci avete mai fatto caso durante la visione di un film? Avete mai provato a realizzarlo? Ebbene, se in qualche film avete notato scene in cui ci sono due o più soggetti e l’attenzione passa dall’uno all’altro semplicemente spostando la messa a fuoco avete assistito all’applicazione pratica del fuoco selettivo. Questa tecnica, nel caso di due soggetti, prevede che sia a fuoco solo uno dei due e, nel momento “importante” della scena, che l’attenzione sia spostata sul secondo soggetto mettendolo a fuoco e sfocando il primo (ad es. nei thriller quando alle spalle della vittima passa qualcosa in lontananza e fuori fuoco e, nel momento in cui la vittima si gira, questa va fuori fuoco mentre lo sfondo diventa nitido).
Per applicare questa tecnica, sui set dei film c’è una persona che si preoccupa esclusivamente della messa a fuoco ed utilizza dei riferimenti sugli obiettivi (su cui generalmente sono riportate le distanze di messa a fuoco). Questo serve anche quando per un movimento di camera l’operatore video deve passare da una distanza all’altra e quindi la messa a fuoco va modificata di conseguenza in base alla distanza. Per un videomaker, la cosa si fa più difficile, anche perché le videocamere “casalinghe” non dispongono di indicazioni di distanze sull’obiettivo. Ma con qualche piccolo trucco, se volete, potete provare a ricreare lo stesso effetto, a patto di avere una videocamera che consenta la messa a fuoco sull’obiettivo tramite una apposita ghiera. 
Quindi, se avete una videocamera in cui non c’è la messa a fuoco manuale o se c’è, ma viene fatta tramite la pressione di pulsantini, potete anche fermarvi a leggere (a meno che non siate curiosi ed abbiate qualche minuto di tempo da perdere… ).
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