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Pagina 1 di 2 di Paolo V. “spirit74” Con questo tutorial intendo intervallare la stesura della mia più complessa e completa Steadicam per descriverne una versione alternativa davvero semplice ed essenziale. Ho infatti riscontrato sul forum che molti utenti, non esperti di fai da te e senza troppe pretese in fase di ripresa, potrebbero necessitare di una versione di Steadicam estremamente semplice da realizzare e da utilizzare, con una minima spesa riducendo all'osso il progetto al fine di ottenere una soluzione pratica ma comunque funzionale. Sono dunque sceso in cantina ed ho riesumato il mio primissimo prototipo con l'intento di proporlo alla collettività di VideoMakers.net. Bisogna in ogni caso sottolineare che questa versione è da ritenersi adatta per videocamere leggere dato che deve essere sorretta esclusivamente a braccio. Come tipologia e prestazioni essa, per porre un esempio noto, potrebbe essere assimilata ad una via di mezzo tra la Hague Mini Motion ed una Flycam. Anche in questo caso, se il sistema viene dimensionato e bilanciato correttamente in funzione della videocamera di cui si dispone si ottengono buonissimi risultati. IMPORTATE Ne l’autore ne VideoMakers.net ed il suo Staff si assumono alcuna responsabilità su danni diretti o indiretti a cose o persone causati dall’utilizzo di quanto riportato in questo tutorial. Quanto scritto è esclisivamente a scopo didattico e l’eventuale messa in opera del progetto è a totale rischio e pericolo dell’utente.
Inizierò descrivendo la meccanica della Steadicam e terminerò, nella la seconda parte del tutorial che verrà pubblicata a breve, con la trattazione “quasi matematica” per la corretta progettazione ed un corretto dimensionamento. PREMESSA Per questo tutorial NON indicherò mai misure e dimensioni dato che il progetto può essere realizzato con materiali simili e non necessariamente identici (per esempio profilato rettangolare da 1x2 cm di sezione oppure quadrato da 1,5x1,5 cm o quant'altro a piacere) e che le sue dimensioni fisiche (lunghezza totale della colonna o dei due tronconi sopra e sotto al cardano), come vedremo nel capitolo dedicato al dimensionamento, saranno suscettibili a varianti dovute al tipo di videocamera oppure a diverse esigenze ed ai gusti dell'utilizzatore. L'importante, per iniziare, è valutare e comprendere la struttura di base; nel prossimo tutorial capiremo come determinare le dimensioni ottimali. DESCRIZIONE e NOTE COSTRUTTIVE Così come visibile nella figura seguente, la Steadicam, oltre allo stelo o colonna, è composta dai seguenti componenti principali: - A – Testa per il fissaggio della Videocamera
- B – Snodo cardanico
- C – Impugnatura
- D – Staffa di fissaggio per il contrappeso (nel mio caso si tratta della batteria)
![[Ripresa] SimpleSteadi (by Spirit74) Steadicam per principianti 1 [Ripresa] SimpleSteadi (by Spirit74) Steadicam per principianti 1](images/stories/Articoli/Articoli/2009/20090710/001.jpg)
In sostanza si ha una colonna rigida che funge da sostegno e che deve essere preferibilmente realizzata con materiali molto leggeri, io ho utilizzato un profilato in alluminio e ho realizzato le giunzioni tra i vari pezzi mediante piastrine di alluminio dello spessore di 2mm fissando i vari particolari semplicemente utilizzando alcuni rivetti, più leggeri rispetto alle viti. Ricordo di avere recuperato tale profilato da una vecchia antenna televisiva, ma un qualsiasi profilato, preferibilmente a sezione rettangolare o quadrata, acquistato presso un qualsiasi negozio per il fai da te andrà benissimo. La testa di fissaggio “A” è stata recuperata da un trepiedi di tipo economico per uso fotografico. L'impugnatura “C” è un semplice manico in legno per lima. Vedremo meglio i particolari nelle fasi successive. Ecco come si presenta l'insieme in assetto da lavoro. ![[Ripresa] SimpleSteadi (by Spirit74) Steadicam per principianti 1 [Ripresa] SimpleSteadi (by Spirit74) Steadicam per principianti 1](images/stories/Articoli/Articoli/2009/20090710/002.jpg)
Nell’immagine seguente è visibile la zona impugnatura. Si noti come l'asse verticale della colonna sia stato interrotto, mediante un apposito scarto laterale (o meglio frontale), in modo da lasciare spazio alla impugnatura e alle sue oscillazioni (considerando anche la mano dell'operatore) senza deviare il fulcro del cardano mantenendolo perfettamente sull'asse verticale. Sarà anche utile praticare un foro, nel caso che questo non ci sia già, al fondo della impugnatura “C” in modo da poter infilare una asta di sostegno, utile sia per poter riporre l'attrezzo nei momenti di pausa ma soprattutto per eseguire comodamente il bilanciamento. Come supporto di sostegno, in questo esempio, ho utilizzato l'asta di supporto per un piatto per batteria, un accessorio simile a quello indicato nel tutorial Accessorio per SANDA 100 potrà andare ugualmente bene. In questa immagine si vedono chiaramente anche le placche di giunzione tra i vari profilati con i relativi rivetti per il fissaggio, come già detto i rivetti sono consigliabili perché pratici e leggeri, comunque una serie di bulloncini o viti autofilettanti potranno andare benissimo. Chi disponesse di tale tecnologia potrebbe anche ricorrere alla saldatura dei vari pezzi. ![[Ripresa] SimpleSteadi (by Spirit74) Steadicam per principianti 1 [Ripresa] SimpleSteadi (by Spirit74) Steadicam per principianti 1](images/stories/Articoli/Articoli/2009/20090710/003.jpg) Anche in questo caso il particolare che ricopre la maggiore importanza è il CARDANO B, visibile nella prossima immagine. Dovendosi trattare di una attrezzatura estremamente semplice e leggera ho pensato di realizzare un semplice giunto cardanico mediante l'uso di due semicerchi in alluminio, 4 viti M3 ed una rondellona in teflon.
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