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Pagina 2 di 3 Analisi di progetto L’idea di autocostruirsi questo accessorio è stata motivata non dalla necessità di farne un uso specifico, ma bensì per capire e sperimentare le difficoltà che si sarebbero incontrate nella realizzazione e nella messa a punto. Dall’analisi delle steadi in commercio risulta che buona parte di esse sono sostenute da corpetti che da una parte ne agevolano l’uso, ma dall’altra lo rendono poco pratico per le operazioni di applicazione e disinstallazione al corpetto stesso. Le altre sono destinate a telecamere più leggere che, quando vengono debitamente attrezzate, raggiungono un peso considerevole e che, anche se impiegate solo pochi minuti, procurano all’operatore una grande sensazione di affaticamento. Nel progetto che andremo a realizzare, il problema dell’aggancio al corpetto è stato tenuto in considerazione solo per poter eseguire delle modifiche alla struttura, mentre il problema del peso è stato risolto impiegando due manopole di sostegno. Questa soluzione in pratica si è dimostrata vincente perché la stabilità e la maneggevolezza ne hanno guadagnato in modo considerevole, permettendo di non affaticare troppo l’operatore. Se comparata ad altre steadi, risultano innovativi alcuni aspetti: · Il sistema di regolazione dei pesi L’impiego delle barre filettate garantisce una regolazione molto precisa, anche se esteticamente può non convincere: basti pensare che impiegando una barra filettata da 6mm lo spostamento del peso è di solo 1mm/giro, inoltre al momento del bloccaggio si è sicuri di non variare la posizione del peso. · La precarica dei cuscinetti Regolando il dado di serraggio del cuscinetto è possibile effettuare una frenatura controllata che riduce in modo drastico l’effetto pendolo. · L’impiego di due cuscinetti La scelta di utilizzare due cuscinetti schermati tra cannotto e barilotto del gimbal consente di evitare completamente l’effetto bandiera, resta però garantita l’assoluta rotazione del post in tutti i sensi.
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