[Scene di Film] Il Miglio verde: luce dalle mani Stampa E-mail
giovedì 12 febbraio 2004
di Raffaele S. "dops"

Bellissimo effetto ripreso dal film “The Green Mile” con l'uso del plug-in “Trapcode Shine”

Siamo sempre più abituati agli effetti speciali che ci propongono continuamene nei film, ma almeno per quanto mi riguarda non finirò mai di stupirmi. Anche perché lo scopo principale di chi crea effetti speciali, è proprio quello di stupire lo spettatore. Gli effetti speciali più belli sono sicuramente quelli con le luci, specie se associati ad elementi reali quali l’uomo o gli animali.Dopo questa piccola premessa, vorrei parlarvi di come sia semplice realizzare un effetto molto bello e di forte impatto. Stò parlando di uno degli effetti che potete vedere nel film "The green mile" (il miglio verde) nel momento in cui "Percy" (il carceriere cattivo) uccide, schiacciandolo, il topolino di Delacroix (Del). A quel punto John Coffey (il gigante buono) si offre di resuscitarlo, quindi con il topolino tra le mani soffia (o aspira non l’ho capito bene) e una luce molto realistica gli esce dalle mani, i pratica stà facendo un miracolo. Spero che non sia l’unico in Italia ad aver visto questo film! ;-)

Vabbè ho capito vi faccio vedere uno screen shot:

Comunque lo scopo prefissato è quello di ricreare questa luce, quindi ho pensato a due metodi possibili. Uno sarebbe stato quello di utilizzare esclusivamente le maschere di After Effects, e poi lavorare con i filtri. Sarebbe stato sicuramente possibile e lo è.. ma sarebbe stato più difficile, tra poco vi spiego il perché, e l’altro sarebbe quello di utilizzare una fonte di luce reale, quello più semplice e che andremo ad affrontare.

Per prima cosa dobbiamo ricreare una scena simile a quella del film, dove l’attore con le mani raccolte in una posizione adeguata e cioè lasciando degli spazi tra le dita (da cui uscirà la luce), e la bocca in prossimità dei pollici, fà finta di soffiare o aspirare.

L’inquadratura è tutta dedicata alle mani, ma se ci scappa un pezzo di volto non è male. L’ambiente è soffuso, se avete una buona videocamera basta una lampada di quelle che usiamo comunemente nelle nostre case. A questo punto bastano 8 -10 secondi di ripresa, cercando di rimanere immobili con le mani. Ed è proprio questo il punto più difficile!

E’ molto difficile rimanere immobili per una decina di secondi, specie in una posizione non naturale, in quanto anche se le nostre mani non tremano, il corpo oscillerà indubbiamente e di conseguenza anche le nostre braccia e le nostre mani oscilleranno.Per questo motivo è da escludere il primo metodo che prevede l’uso esclusivo delle maschere disegnate tra gli spazi delle dita.Il problema è che nel tempo è difficile seguire quelle piccole oscillazioni del corpo, e anche se lavorassimo frame to frame l’effetto sarebbe irreale in quanto, essendo in primo piano, si vedrebbe la differenza tra l’oscillazione del corpo e quella della maschera. Si certo avremmo potuto usare uno strumento molto utile e molto semplificato nella versione 6 di After Effect Pro, il "Motion Tracker".

In pratica lo strumento ci permette di tenere traccia di un oggetto ad es. su un video e applicarne il movimento ad un altro oggetto su un altro livello. Questa è una spiegazione molto semplificata dello strumento Motion Tracker, che in moltissimi casi è molto utile ma nel nostro ci complicherebbe la vita per una serie di motivi, i più importanti forse sono che avendo una scena poco illuminata avremmo dovuto provvedere a definire una regione attiva contrastando il corpo dell’attore con un altro oggetto (ad es. una pallina di ping pong colorata tra gli spazi delle dita). Un altro motivo potrebbe essere legato alla forma delle maschere, infatti per ottenere qualcosa di abbastanza definito avremmo dovuto non solo modificare nel tempo la posizione e rotazione delle maschere attraverso il tracking, ma anche la loro forma.. in quanto lo spazio tra le dita avrebbe potuto allargarsi o restringersi. Ci sarebbero altri motivi, ma questi due bastano per farci prendere un'altra strada.

Quindi il metodo migliore per ricreare questa scena è quello più semplice, e cioè fare uso di una fonte luminosa reale. Dobbiamo quindi provvedere al recupero di una piccola fonte di luce che possa stare tra le mani. Siccome le mie mani sono piccole, mi sono dovuto procurare una piccola lampadina che ho collegato ad un trasformatore da 9V. Eccola:

Con questa lampadina tra le mani non ci resta che riprendere la scena:

 

Riprendiamo i nostri 8 -10 secondi. Acquisiamo con il nostro programma preferito ed una volta ottenuto il file, creiamo una cartella sul nostro hard disk mettiamoci il nostro file dentro e apriamo After Effects. Creiamo una nuova composizione dalle dimensioni DV Pal standard e cioè di 720 x 576.

Avreste dovuto acquisire in questo formato, altrimenti date alla composizione le stesse dimensioni del file video acquisito. A questo punto importiamo nella finestra Project il nostro video e trasciniamolo sulla time line:



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