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La stessa struttura a livelli collassabili è presente anche nella timeline, per il resto simile a quella di Final Cut Pro.

Il pannello degli strumenti è disposto nella parte alta dell’ interfaccia, e contiene fra gli altri gli strumenti per il testo, le forme grafiche e le maschere.

Inserire un oggetto in una composizione è semplicissimo, basta trascinarlo nella finestra Canvas, dove le guide mobili automatiche aiutano a posizionarlo ed allinearlo.
Come consuetudine dei programmi della suite video Apple, ogni operazione può essere eseguita in molti modi diversi, lasciando ad ogni utente la possibilità di trovare la modalità operativa a lui più congeniale. L’ operazione di inserimento appena descritta, ad esempio, può essere fatta per altre vie, trascinando l’ oggetto direttamente in Timeline o nel Project Pane nel layer desiderato, o ancora direttamente dal browser dei file.
Ad ogni oggetto è associata una “Mini-Timeline”, posta appena sopra i comandi i riproduzione. La Mini-Timeline non è altro che una timeline dedicata ad uno specifico oggetto selezionato. In una composizione in cui sono presenti decine di elementi, questo strumento permette di lavorare singolarmente sul timing di ognuno in maniera più immediata.

Una delle caratteristiche principali di Motion è la possibilità di operare sul progetto in tempo reale, durante il playback. Basta mandare la timeline in play e intervenire sugli oggetti o sui loro parametri, aggiungere e regolare filtri video, spostare, ridimensionare, ecc…mentre si osservano i cambiamenti in tempo reale.
Su questo aspetto è bene spendere due parole, visto che è uno degli argomenti più dibattuti. La scelta di Appe di rendere installabile il programma solo su Mac recenti deriva dal fatto che Motion è “avido” di potenza video. Con la scheda video del sistema di prova (Nvidia Fx 5200 Ultra 64MB), di serie su tutti i Mac recenti, si riesce a lavorare in maniera accettabile in tempo reale finchè non entrano in gioco filtri video o effetti complessi. A quel punto il framerate tende ad abbassarsi decisamente. Per ottenere le migliori prestazioni quindi, è consigliabile una scheda video dotata di 128MB di ram o, meglio, 256. I test reperibili in rete dimostrano come l’ incremento prestazionale derivante dall’ uso di una scheda video più potente sia maggiore rispetto a quello introdotto da una CPU più performante.
Come detto in precedenza i parametri di ogni elemento presente nella composizione sono racchiusi nella finestra Inspector. Ogni utente sa bene però, che della miriade di settagli disponibili, quelli più frequentemente utilizzati sono solo una piccola parte. Ecco allora arrivare in soccorso uno degli strumenti più utili introdotti: le Dashboard.
Una dashboard è un piccolo pannello traslucido fluttuante che può essere spostato a piacimento nell’ interfaccia e ha il compito di racchiudere i settagli più importanti relativi ad ogni oggetto.

L’ interazione è prevalentemente grafica, semplice ed intuitiva e consiste principalmente nello spostare uno slider, direzionare un vettore, tracinare i bordi di una figura, ecc…
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