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Pagina 1 di 3 di "Mad Martha"
Capitolo 2: Allestire il set del commentatore (brevi cenni illuminotecnici) Come abbiamo poc'anzi citato in anteprima nel capitolo precedente, ci addentreremo ora molto brevemente in alcuni cenni di illuminotecnica. Tutto ciò ci servirà per capire come è illuminata la nostra scena a livello qualitativo e poter intervenire in post-produzione per correggere eventuali imperfezioni e restituire così una fedeltà perfetta dei colori reali. Eventuali analisi quantitative, invece, sempre riferite al livello di illuminazione, sarà possibile effettuarle ad occhio e correggere in fase di ripresa il livello di intensità illuminativa. E' a questo punto importante notare come sia importante poter correggere il livello di illuminazione al momento della ripresa, dal vivo. Questo perchè una scarsa illuminazione a livello di produzione provoca una accentuazione del rumore di fondo generale dell'immagine, il quale provoca la cosiddetta "grana" o "grain" in inglese (vedere come esempio l'immagine sottostante) :  Aumentando l'illuminazione in post-produzione resterà l'effetto "grana", il quale non sparirà mai del tutto. Per far sparire la grana in post-produzione, sarà possibile applicare diversi tipi di filtro software, ma tutti questi metodi non faranno altro che aumentare il "blurring" della scena, ovvero la sua inesorabile sfuocatura. Se, al contrario, l'illuminazione in produzione è eccessiva, si produrranno delle zone eccessivamente "bianche", che scurite in post-produzione non faranno altro che generare al loro posto delle zone "grigie", senza alcun miglioramento. Questo perchè sia una scarsa che una eccessiva illuminazione in produzione, provocano una reale perdita di informazione a livello di pixel, che non sarà più possibile recuperare nemmeno in post-produzione. Per poter eseguire un controllo qualitativo sulla illuminazione della nostra scena, sarà necessario utilizzare un particolare strumento chiamato "spettrometro", vale a dire uno strumento ottico che ci permetterà di scomporre la luce nelle sue componenti di colore fondamentali, potendo misurare per ognuna il suo livello di intensità relativo. L'immagine seguente mostra un esempio di spettrometro ottico, molto efficace e preciso, seppure dall'aspetto molto "artigianale" :  E' necessario effettuare l'analisi spettrografica in produzione, andando a misurare direttamente la fonte o le fonti di luce utilizzate in scena. Non è assolutamente possibile effettuare una analisi spettrografica in post-produzione: un errore comune è pensare che le intensità dei colori RGB di ogni pixel possano rappresentare il reale spettro ottico di tale porzione di immagine. Ciò non è vero. Si può pensare, a livello molto semplificativo, ad ogni livello R, G e B di un pixel come al risultato della somma di una infinità di addendi, l'insieme dei quali forma per l'appunto lo "spettro" di tale pixel. Se quindi noi abbiamo un livello per esempio di 35 per la componente R (Rossa), esso potrebbe rappresentare il risultato di una qualsiasi somma, alla quale è impossibile risalire se non andandola a misurare sul campo : potrebbe essere un 30 + 5, oppure un 20 + 10 + 2 + 3... e via dicendo. Per poter misurare lo spettro, dobbiamo puntare lo spettrometro verso la nostra fonte di luce (in questo caso la nostra plafoniera quadrata al neon sul soffitto) ed osservarlo attraverso l'oculare dello strumento. Potremo poi, con buon profitto, piazzare l'obiettivo della nostra telecamera davanti all'oculare dello spettrometro e registrare quindi su nastro tale spettro per ulteriori e precise analisi. Ecco come si presenta lo spettro della nostra plafoniera al neon utilizzata per le nostre riprese :  Questa immagine è stata ripresa tramite lo spettrometro rappresentato più sopra e memorizzata in digitale tramite la nostra videocamera Canon MV3. Come si può constatare, la nostra fonte di luce ha due principali predominanti : una verde ed una violetta. Ma non lasciamoci ingannare dalle apparenze. Il nostro occhio può ingannarci, infatti esso è più sensibile alla zona centrale dello spettro ottico e meno alle sue estremità. Di conseguenza, la riga violetta dello spettro potrebbe essere anche più forte di intensità rispetto alla verde, che noi invece "vediamo" (e quindi valutiamo) molto più intensa al suo diretto confronto. Vediamone il grafico relativo delle intensità : 
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