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Pagina 2 di 3 Possiamo vedere che vi sono degli andamenti di intensità che ad occhio nudo non è possibile valutare, ma che una analisi al computer della immagine ripresa dal sensore della nostra videocamera ci porta in netto rilievo. C'è però da tenere presente un altro aspetto dal quale non possiamo prescindere : questo spettro è stato ripreso dalla nostra videocamera, il cui sensore ottico ha anch'esso una sua caratteristica "curva di sensibilità" ,come l'ha del resto il nostro occhio. Prima, quindi, di poter effettuare qualsiasi misurazione quantitativa sullo spettro da noi ripreso, sarà necessario CALIBRARE ciò che è stato ripreso con la curva di sensibilità del sensore della nostra videocamera. Per poter ricavare la curva di sensibilità sarà necessario riprendere lo spettro di una comunissima lampadina ad incandescenza (vale a dire quella classica trasparente, con il filetto interno in tungsteno sostenuto da una forcella) :  Sappiamo che questo spettro è considerato "continuo", vale a dire con intensità uguale per ogni riga di emissione. Questo ci darà la curva di sensibilità del sensore, in quanto qualsiasi variazione relativa di intensità sarà per l'appunto una "pecca" od "eccesso" di sensibilità del nostro sensore ottico della telecamera. Questo spettro sarà poi misurato in intensità riga per riga. Il grafico risultante è semplicemente la curva di sensibilità del nostro sensore della telecamera :  Dove quindi la sensibilità è bassa (principalmente all'inizio ed alla fine dello spettro) dovremo correggere il segnale letto amplificandolo, e dove la sensibilità è alta (verso i due terzi centrali dello spettro) dovremo correggere il segnale letto attenuandolo. Questo ovviamente se terremo come riferimento una media al 60% del grafico, altrimenti se terremo una media al 100% del grafico, occorrerà amplificare tutto il segnale (di valori ovviamente diversi per ogni punto del grafico) che non si trova a circa due trezi del grafico stesso. In ogni caso, il risultato finale non cambierà di una virgola, dato che stiamo applicando correzioni su valori relativi e non assoluti. Adesso abbiamo la possibilità di ottenere un grafico CALIBRATO della nostra illuminazione al neon :  Con in mano questo grafico, che rappresenta la qualità e la intensità relativa di illuminazione della nostra scena, possiamo adesso calibrare la colorazione generale della nostra ripresa in post-produzione. Potremo, ad esempio, prendere il 50% del grafico come linea di riferimento e quindi fare in modo di amplificare i segnali più bassi ed attenuare i più alti per farli tutti giacere sulla linea orizzontale del 50%. Questo lo possiamo fare materialmente andando a modificare, con qualsiasi software che permetta la correzione del colore del filmato, lo spazio cromatico a livello continuo, modificando i valori della scala cromatica dal rosso al violetto, secondo il grafico calibrato che abbiamo ottenuto dalle nostre fonti di illuminazione del set, e che qui sopra è rappresentato nel caso del nostro esempio. Qui si può vedere che, volendo procedere ad occhio, basterà diminuire di parecchio la componente verde (a circa due terzi del grafico), un pò i gialli e aumentare in generale i rossi (parte alla estrema destra del grafico : notare che esso è invertito rispetto alla immagine dello spettro) e se vogliamo possiamo anche aumentare un pò i violetti (parte sinistra del grafico), a parte una piccola porzione (picco) degli stessi, la quale andrà aumentata di molto poco, in quanto già ad un alto valore.
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