|
Pagina 2 di 2 Quarto passo : allestire il set del commentatore Per questo esempio, ci basterà un set veramente piccolo, il più piccolo della storia del cinema : la nostra cameretta ! Utilizzeremo poi una notissima tecnica facente parte degli effetti speciali, chiamata "greenscreening". Grazie a questa tecnica, il nostro corpo verrà "ritagliato" da uno sfondo verde, e potrà quindi essere inserito nella nostra immagine di sfondo del cratere. Perchè si utilizza proprio il colore verde ? Perchè è un colore poco comune nel normale vestiario e non è presente in tutte le tonalità bianco-rosa-rosse-giallo-marrone-nero della pelle umana di qualsiasi razza. Se così non fosse, parti delle persone che vorremmo "ritagliare" verrebbero anch'esse ritagliate e quindi la persona risulterebbe inaccettabilmente "spezzettata" o "bucherellata" quà e là. E' altresì interessante notare come esista anche la tecnica chiamata "bluescreening". Questa tecnica è la medesima di quella del "greenscreening", e si differenzia solo per il colore utilizzato per lo sfondo, che in questo caso è il blu. Ancora una volta, tale colore è scelto per la sua mancata presenza nelle tonalità della pelle umana, e viene utilizzato come alternativa al verde, sia senza alcuna particolare ragione che nei casi in cui vi siano oggetti o vestiari di colore verde che non vanno ritagliati. Le due tecniche possono quindi essere applicate indifferentemente secondo i propri gusti e/o secondo particolari esigenze di scena. Sia nel caso del "greenscreening" che in quello del "bluescreening", si utilizza solitamente una tonalità di colore molto luminosa e quasi "fosforescente". Nel nostro particolare caso, potremo acquistare per pochi Euro un pezzo di stoffa verde brillante, reperibile in qualsiasi ben fornito negozio di scampoli. Come dimensioni, sceglieremo una area che possa ricoprirci abbondantemente come sfondo, quindi come minimo un 2 metri per 1 metro. La stoffa deve essere preferibilmente liscia e lavabile, e del tipo di quella che non generi batuffolini rotondi (chiamati comunemente "pelucchi"). Questo in quanto ogni batuffolino o rugosità genererebbe delle ombre che, seppur piccole, renderebbero molto più difficoltoso il successivo "ritaglio" dello sfondo. Fisicamente, il nostro piccolo "set" è stato allestito stendendo il panno verde davanti alla libreria della mia cameretta. E' bastato fissare il panno superiormente, fissandone il lembo sotto ad una serie di libri, aiutandosi con una piccola scala. In questa immagine possiamo vedere il nostro piccolo set (ma del quale possiamo andare fieri!). Si può notare, sulla destra, la scala utilizzata per fissare superiormente il panno :  Da come si può vedere dalla foto, sarà difficile eliminare tutte le pieghe del panno, principalmente formatesi dal peso del panno stesso. Sarà comunque buona norma riuscire a stirarle il più possibile, stendendo al massimo la parte superiore fissata sotto ai libri. E' utile far scorrere una parte del panno anche sotto ai nostri piedi, in modo che il ritaglio sia perfetto anche attorno ai nostri piedi. Particolare attenzione dovrà essere posta nella formazione della piega ad "L" del panno quando incontra il pavimento : se è troppo spigolosa, essa provocherà un'ombra troppo scura. Sarà il caso di curarci di renderla il più possibile arrotondata, tirando leggermente il panno sul pavimento verso la telecamera. Un ultimo accorgimento sarà quello di salire sul panno senza scarpe, per non sporcare il panno e renderlo quindi subito scuro, inficiando perciò la capacità di "ritaglio" del greenscreeening mano a mano che si procede con la ripresa video. Nel nostro caso, da come si può vedere, siamo saliti sul panno con i soli calzini. Per quanto riguarda la telecamera, la predisporremo su un cavalletto. Regoleremo l'altezza della telecamera in modo che sia il più possibile più alta di noi, dato che dovremo fare in modo di far corrispondere il nostro shot con quello ripreso nella nostra immagine di sfondo del cratere, la quale è stata ripresa dall'alto verso il basso. Nel nostro set, l'angolo di ripresa è solo leggermente accennato dall'alto verso il basso, ma ciò sarà più che sufficiente per ottenere il corretto angolo nel successivo inserimento di noi stessi sul bordo del cratere. Finiamo la preparazione del nostro set con il parlare della illuminazione. L'ideale sarebbe illuminare il panno con un faretto posto fra noi ed il panno, in modo che sul panno stesso non possa apparire la nostra ombra. Noi invece ci porremmo nella peggiore delle situazioni, che è poi quella più comune di un qualsiasi videoamatore : illuminazione proveniente dalla sola lampada posta sul soffitto della stanza. Non è il massimo, e difatti si può vedere come la nostra ombra si confonda in modo del tutto indistinguibile con gran parte del nostro corpo, specie l'ombra delle nostre braccia leggermente aperte. Ecco perchè sarebbe stato utile non indossare indumenti neri : l'ombra che noi proiettiamo è sempre nera, e si confonde perfettamente con i nostri abiti, rendendo arduo qualsiasi tentativo di greenscreening, anche con gli strumenti più sofisticati. Un altro appunto riguardo alla illuminazione : si tratta, in questo caso, di una lampada circolare al neon, con una riga di emissione in predominanza sulla frequenza del verde. Questo ci porterà più avanti al dover correggere leggermente i colori della scena, sottraendo un pò di verdi ed aggiungendo un pò di rossi, in modo da darci un aspetto meno "marzianino pallido" tipico di queste illuminazioni. Io, essendo per certi versi un pò curioso, un pò scienziato ed un pò perfezionista, ho deciso di utilizzare un particolare strumento chiamato "spettrometro" per poter meglio valutare qualitativamente l'illuminazione globale della scena. Con questo è possibile calibrare correttamente ed in modo scientifico i colori ripresi, per poterli restituire nel filmato nella loro più completa originalità. Per semplificare al massimo questo tutorial, accenneremo solo brevemente a questa tecnica avanzata, lasciando ai più smaliziati e dotati di strumentazione il piacere di applicare per conto proprio questo affinamento illuminotecnico di alto livello. Possiamo inoltre notare un leggero ma evidente effetto "grana" nella nostra ripresa : questo è dovuto semplicemente allo scarso livello di illuminazione generale della scena. Non abbiamo utilizzato faretti addizionali, e questo è il piccolo scotto che dobbiamo pagare. Del resto, teniamo conto che stiamo utilizzando una videocamera Canon MV3 standard MiniDV digitale, del costo approssimativo di circa 1.500 Euro al momento in cui scrivo, quindi non proprio una perfetta "schifezza". Assicurandovi che, in condizioni di illuminazione ideali, le immagini sono infinitamente migliori e perfette, questo possa servire a spiegarvi quanto sia di primaria importanza sia la qualità che la quantità dell'illuminazione delle scene che vorremo riprendere. Un piccolo ed ultimo appunto a latere: se questo possiamo considerarlo un handycap... abbiamo anche i capelli di colore nero ! Ma noi amiamo le complicazioni, e proseguiremo senza paura, giusto ?
|