Didattica

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Corsi di Cinema con Arthur Penn e André Téchiné

posted by VMStaff
Corsi di Cinema con Arthur Penn e André Téchiné

 

Arthur Penn e André Téchiné,
due grandi maestri ai nuovi corsi di cinema Aiace

 

Sono aperte dal 3 settembre le iscrizioni ai nuovi corsi di cinema organizzati per la cittadinanza dall’Aiace Torino che per il prossimo ciclo dell’autunno-inverno 2007-2008 si avvalgono della collaborazione di due docenti d’eccezione, Arthur Penn e André Téchiné, entrambi presenti a Torino in occasione delle retrospettive a loro dedicate dalla prossima edizione di Sottodiciotto Filmfestival (6-15 dicembre 2007). In concomitanza al duplice evento, l’Aiace organizza due master class dalla formula inedita: quattro lezioni condotte da storici, docenti universitari e critici cinematografici e un incontro conclusivo alla presenza del regista cui il corso è espressamente dedicato. L’iniziativa rappresenta un’imperdibile opportunità per studenti ed esperti del settore, così come per gli appassionati di cinema tout-court, di confrontarsi con due grandi protagonisti della scena cinematografica contemporanea, potendo in parallelo vedere – o rivedere – le loro opere su grande schermo e analizzarle con l’aiuto di una pluralità di esperti.

Le due master class, che – grazie alla collaborazione del Dams, Facoltà di Scienze della Formazione – Università degli Studi di Torino – si svolgeranno a Palazzo Nuovo, al Laboratorio multimediale Quazza, enucleano gli aspetti più personali dell’opera di entrambi gli autori. L’intervento di Arthur Penn siglerà l’11 dicembre (alle ore 18) il corso a lui dedicato, A Hollywood contro Hollywood (al via il 13 novembre), che lo presenta come il più europeo tra i registi americani, un maestro capace di padroneggiare con impareggiabile abilità gli schemi della “Mecca del cinema” e di sabotarli dall’interno.

Successivamente, il 13 dicembre (sempre alle ore 18) si concluderà con la partecipazione del regista il ciclo di incontri dedicati a André Téchiné, Testimone delle inquietudini e dei sentimenti contemporanei (al via il 15 novembre), che offre l’opportunità di conoscere da vicino uno dei più grandi autori del cinema francese degli ultimi quarant’anni, magistrale nella direzione degli attori.

Alle due iniziative speciali, si affianca l’ampio ventaglio dei nuovi corsi, come di consueto ricco di proposte formative, approfondimenti e spunti inediti. In calendario, oltre alle tradizionali lezioni propedeutiche di Introduzione alla visione cinematografica (dal 9 ottobre) e di Scrivere (per) il cinema. Introduzione alla sceneggiatura (dal 15 ottobre), tre corsi monografici: Wim Wenders. Un cineasta tra due culture (dal 15 ottobre), L’America ribelle. Figure, movimenti e miti tra gli anni Sessanta e Settanta (dal 18 ottobre), Gli imperdibili. Autori e tendenze dell’ultima stagione (dal 23 ottobre) e Fiori di fuoco. Il cinema di Kitano Takeshi (dal 14 novembre).

Le iscrizioni sono aperte presso la sede dell’Associazione, in Galleria Subalpina 30, dal lunedì al venerdì (dalle ore 15,30 alle 18,30). Info: tel. 011 538962; e- mail: aiacetorino@aiacetorino.it; www.aiacetorino.it

I corsi si svolgono presso la sede dell’Associazione; le master class si svolgono presso l’Università degli Studi di Torino – Palazzo Nuovo, Laboratorio multimediale Quazza, via S. Ottavio 20. La frequenza è riservata ai soci Aiace. La master class su André Téchiné è aperta anche ai soci del Centre Culturel Français de Turin. Gli studenti universitari possono iscriversi alle master class a un prezzo speciale e riceveranno in omaggio la tessera Aiace 2007.

Programma dei corsi e delle master class

Introduzione alla visione cinematografica
Per amare e conoscere meglio il cinema.

1. Le origini del racconto cinematografico
Dal "grado zero" del linguaggio del cinema alla sua prima maturità.
Analisi di sequenze: dai film dei Lumière a Griffith.

2. Lo spazio dentro l’inquadratura
Filmico e profilmico, ambiente e figure, luci e colori.
Analisi di sequenze da film di Hitchcock, Welles, Visconti e da Via col vento.

3. Lo spazio dell’inquadratura
La scala dei piani, l’angolazione, il fuori campo, la soggettiva, i movimenti di macchina.
Analisi di sequenze da film di Bergman, Kubrick, Lang, Welles, Vidor.

4. Il montaggio
Modelli e forme di montaggio. Connotazione e découpage. Il montaggio proibito: piano sequenza e profondità di campo.
Analisi di sequenze da film di Hitchcock, Coppola, Ejzenstejn, Edwards, Mizoguchi.

5. Immagini e suoni
L’inquadratura audiovisiva: musiche, rumori, voci.
Analisi di sequenze da film di Truffaut, Lubitsch, Kubrick, Scola, Tati.

Docente: Michele Marangi; frequenza: 5 incontri settimanali di due ore ciascuno, il martedì dalle 19.00 alle 21.00; inizio del corso: martedì 9 ottobre 2007; costo del corso: € 55, riservato ai soci Aiace; sede: Aiace

Gli imperdibili. Autori e tendenze dell’ultima stagione
Il corso nasce dall’esigenza di cercare di capire cosa sia il cinema oggi, all’inizio del nuovo millennio, che cosa ancora lo leghi al passato e alla sua storia, e che cosa invece lo proietti nel futuro delle nuove tecnologie, nell’universo della multimedialità, nel mondo delle realtà virtuali. Ogni incontro prenderà in esame un grande film della stagione passata, introducendolo attraverso un breve profilo del suo autore e collocandolo nell’ambito della tendenza a cui appartiene. Il film verrà poi analizzato nelle sue componenti narrative, stilistiche e te-matiche, cercando infine di definire il segno che ha lasciato nell’ambito del cinema contemporaneo.

1. Babel di Alejandro Gonzàles Inàrritu (Usa 2006)
2. Il vento che accarezza l’erba di Ken Loach (Francia/Gran Bretagna/ Irlanda 2006)
3. Still Life di Jia Zhang-Ke (Cina 2006)
4. Flags of Our Fathers di Clint Eastwood (Usa 2006) e Lettere da Iwo Jima di Clint Eastwood (Usa 2006)
5. A est di Bucarest di Corneliu Porumboiu (Romania 2006)
6. Le vite degli altri di Florian Henckel von Donnersmarck (Germania 2006)
7. Inland Empire di David Lynch (Francia/Polonia/Usa 2006)
8. Centochiodi di Ermanno Olmi (Italia 2007)
9. L‘arte del sogno di Michel Gondry (Francia/Italia 2006)
10. The Departed di Martin Scorsese (Usa 2006)

Docenti: Michele Marangi, Umberto Mosca, Massimo Quaglia, Dario Tomasi; frequenza: 10 incontri settimanali di due ore ciascuno, il martedì dalle 21.00 alle 23.00; inizio del corso: martedì 23 ottobre 2007; costo del corso: € 107, riservato ai soci Aiace; sede: Aiace

Wim Wenders. Un cineasta tra due culture
Figlio celebre del Junger Deutscher Film degli anni Sessanta, Wim Wenders è un regista di nascita e formazione europea che ha sempre guardato con estrema attenzione e straordinario interesse alle varie espressioni della cultura americana, dalla musica al cinema, passando attraverso la letteratura. Il suo percorso artistico si dipana così tra le due op-poste sponde dell’oceano, in una continua ed efficace dialettica tra la tensione autoriale tipica delle cinematografie del Vecchio Continente e la dimensione spettacolar-industriale di quella a stelle e strisce. I luoghi, i personaggi e le situazioni della quale vengono quindi rivisitati alla luce di una differente sensibilità estetica e rimessi in scena con particolare originalità. Da questo imponente lavoro di sintesi emergono logicamente alcuni temi ricorrenti, che costituiscono una sorta di fiume carsico sotteso all’intera opera wendersiana, al di là delle singole emergenze e del tentativo di riorganizzare la filmografia intorno a motivi narrativi e stilistici coerenti. Il corso, che cercherà di restituire tale complessità e ricchezza, viene organizzato in occasione della retrospettiva che il Torino Film Festival dedicherà all’autore tedesco alla fine di novembre.

1. La trilogia on the road: Alice nelle città, Falso movimento e Nel corso del tempo
2. Immagini letterarie: da Prima del calcio di rigore a Il cielo sopra Berlino
3. La messa in scena della realtà: da Tokyo-Ga a Buena Vista Social Club
4. Il pensiero visivo wendersiano: da Lo stato delle cose a Lisbon Story
5. Il mito americano, tra sogno e disincanto: da Paris, Texas a Non bussare alla mia porta

Docente: Massimo Quaglia; frequenza: 5 incontri settimanali di due ore ciascuno, il lunedì dalle 21.00 alle 23.00; inizio del corso: lunedì 15 ottobre 2007; costo del corso: € 55, riservato ai soci Aiace; sede: Aiace

Fiori di fuoco. Il cinema di Kitano Takeshi
I film di Kitano Takeshi hanno riportato l’attenzione del mondo occidentale sul cinema giapponese come non accadeva dai tempi lontani di Ozu, Mizoguchi e Kurosawa, prima, e di Mishima e Imamura, poi. Col suo stile inconfondibile, fatto di stasi ed ellissi, capace di dialogare col presente come col passato, Kitano si è imposto come uno degli autori più accreditati degli anni Novanta: corteggiato dai maggiori festival internazionali, elogiato dalla critica, amato dal pubblico è riuscito anche a diventare un vero e proprio oggetto di culto, in un curioso pa-rallelo tutto orientale di quel che è accaduto anche per il cinema di Tarantino. Fiori di fuoco. Il cinema di Kitano Taleshi si propone di mettere a fuoco l’intera filmografia del regista, con una particolare attenzione alle sue modalità di messinscena, suddividendo la sua opera in alcuni nuclei di rilievo (dalle vicende criminali a quelle dal carattere più sentimentale sino ai film più auto-biografici che si pongono come una sorta di riflessione sul cinema e il mondo dello spettacolo). Ogni incontro verterà in particolare su un film ma proporrà anche sequenze di altre opere del regista o di esempi di cinema giapponese legati all’opera di Kitano.

1. Storie di yakuza: Sonatine (sequenze da Boiling Point, Brothers e classici del cinema yakuza)
2. Un poliziotto dolente: Hanabi (sequenze da Violent Cop)
3. Amore e sentimento: Il silenzio sul mare (sequenze da L’estate di Kikujiro, Dolls e Hanabi)
4. Nel mondo del jidaigeki: Zatoichi (sequenze dai film della serie Zatoichi)
5. Takeshi 8 e ½: Takeshi’s e Kantoku banzai (sequenze da Kid’s Return e Getting Any?)

Docente: Dario Tomasi; frequenza: 5 incontri settimanali di due ore ciascuno, il mercoledì dalle 19.00 alle 21.00; inizio del corso: mercoledì 14 novembre 2007; costo del corso: € 55, riservato ai soci Aiace; sede: Aiace

L’America ribelle. Figure, movimenti e miti tra gli anni Sessanta e Settanta
Verso la fine degli anni Sessanta si assiste al più importante tentativo di rinnovamento del cinema americano dai tempi del sonoro. Sul piano narrativo ha luogo un autentico capovolgimento delle regole su cui si fondano i vari generi cinematografici. Si tratta di una trasformazione che riguarda soprattutto i personaggi, con tutta una serie di figure considerate "minori" nella tradizione hollywoodiana che assurgono al ruolo di protagoniste. È il caso di minoranze come i pellerossa e gli afroamericani o di categorie come i fuorilegge e i giovani contestatori, di cui si sottolinea lo status di vittime in un sistema sociale e culturale odioso e opprimente. Sarà proprio attraverso le azioni e la resistenza di tali personaggi che la produzione americana di quegli anni eserciterà una libertà espressiva e un’urgenza politica che non ha eguali nell’intera sua storia.

1. Indiani: da Un uomo chiamato cavallo di Elliot Silverstein a Soldato blu di Ralph Nelson, da Ucciderò Willie Kid di Abraham Polonski a Corvo rosso non avrai il mio scalpo di Sidney Pollack.
2. Ribelli on the road: da I selvaggi di Roger Corman a Easy Rider di Dennis Hopper, da La rabbia giovane di Terrence Malick a Punto zero di Richard Sarafian.
3. Fuorilegge e drop-outs: da Il mucchio selvaggio di Sam Peckinpah a Taxi Driver di Martin Scorsese, da Un uomo da marciapiede di John Schlesinger a Qualcuno volò sul nido del cuculo di Milos Forman.
4. Hippies e yuppies: da Il laureato di Mike Nichols a Fragole e sangue di Stuart Hagmann, da High School di Frederick Wiseman a Jesus Christ Superstar di Norman Jewison.
5. Afroamericani: da Il padrone di casa di Hal Ashby a La calda notte dell’Ispettore TibbsL’uomo caffelatte a Sweet Sweetback’s Baadasssss Song di Melvin Van Peebles. di Norman Jewison, da

Docente: Umberto Mosca; frequenza: 5 incontri settimanali di due ore ciascuno, il giovedì dalle 21.00 alle 23.00; inizio del corso: giovedì 18 ottobre 2007; costo del corso:€ 55, riservato ai soci Aiace; sede: Aiace

Scrivere (per) il cinema. Introduzione alla sceneggiatura
12 lezioni di introduzione alla sceneggiatura, per apprendere i fondamenti della scrittura per il cinema, dalle regole di scrittura e format, i principi di funzionamento, sviluppo, organizzazione di un racconto per lo schermo. Ovvero, il “come” e il “che cosa” scrivere per il cinema. Dedicato ad aspiranti sceneggiatori, a chi si occupa in genere di scrittura, comunicazione e immagini, e a chi, più semplicemente, è curioso di capire cosa ci sia all’origine di un film e cosa significhi progettarlo.

5 incontri dedicati a COME SCRIVERE

All’inizio del processo creativo e produttivo: cosa è e a cosa serve una sceneggiatura, per comprendere meglio cosa implichi scrivere per lo schermo.

Scrivere il film: sceneggiatura e letteratura, regole, convenzioni, strategie, "re-gia invisibile", forme e impaginazione dello spec-script.

7 incontri dedicati a CHE COSA SCRIVERE

Stadi del processo creativo: fasi di ideazione e sviluppo di una storia per il cinema, dallo story concept alla stesura, alla riscrittura.

Vendere un’idea: soggetto, pitching, logline e tagline.

Personaggio, progressione, emozione: il conflitto come motore della storia; centralità e co-struzione del personaggio; pubblico ed empatia; la spina dorsale della storia, tra evento dinamico e obiettivo; programmare l’emozione: rollercoaster ed escalation del dramma; agganciare il pubblico: teaser, timelock, suspense e sorpresa, set-up/payoff.

Strutturare il racconto: gli snodi drammatici maggiori; il modello del Viaggio dell’eroe di Campbell e Vogler; i tempi del racconto: i modelli di struttura narrativa di McKee e Field.

Docente: Luca Aimeri; frequenza: 12 incontri bisettimanali di due ore ciascuno, il lunedì dalle 19.00; alle 21.00 e il mercoledì dalle 21.00 alle 23.00; inizio del corso; lunedì 15 ottobre 2007; costo del corso: € 128, riservato ai soci Aiace; sede: Aiace

Arthur Penn: A Hollywood contro Hollywood
Arthur Penn, il più europeo dei registi americani o il più americano dei registi europei. Potrebbe iniziare così la biografia cinematografica di uno dei più grandi e innovativi autori hollywoodiani della nostra epoca. Formatosi alla fantastica scuola del cinema classico americano, Penn ne è diventato una delle figure di punta, passando dal teatro e dalla televisione, senza mai piegarsi alle leggi di Hollywood. Un paradosso, un unicum. Al suo fianco, in una carriera anomala e artisticamente molto ardita, i grandi del pantheon hollywoodiano: Marlon Brando, Jack Nickolson, Paul Newman, Ann Bancroft, Robert Redford, Gene Hackman, Dustin Hoffman, Faye Dunaway, Warren Beatty e tanti altri, che lo considerano unanimemente il miglior direttore di attori.

Fine conoscitore – non solo in campo cinematografico – delle strutture narrative classiche e appassionato sostenitore del ruolo critico dell’intellettuale e artista, Penn letteralmente sabota dall’interno gli schemi hollywoodiani, abitandoli e insieme virandoli. Pensiamo a The Left-Handed Gun (Billy Kid, furia selvaggia, 1958), un’opera fuori canone, un western “d’autore”, che si colloca all’interno di un genere cinematografico apparentemente inossidabile, e ne è la speculare negazione. O ancora al formidabile Mickey One del 1965, un testo filmico ancor oggi fortemente anticipatore: un banco di prova di pura sperimentazione formale che non concede nulla al cosiddetto box office. O ai film che lo hanno reso celebre in tutto il mondo, smentendo le cupe previsioni commerciali di Hollywood, da Bonnie and Clyde (Gangster Story, 1967) a Little Big Man (Piccolo grande uomo, 1970).

Un autore da scoprire e riscoprire, attento alla Storia e alle storie, al piacere dello spettatore e a quella che potremmo definire la responsabilità sociale e politica del regista/narratore. Un grande Maestro. (Maria Nadotti)

1. Lampi di instabilità e violenza che vengono dal profondo (Gianni Volpi)
2. Il lavoro con gli attori (Giulia Carluccio)
3. East/West: Penn nelle vene dell’America (Emiliano Morreale)
4. L‘altra faccia dell’epopea western (Umberto Mosca)
5. Incontro con Arthur Penn (condotto da Maria Nadotti, curatrice della retrospettiva di Sottodiciotto FilmFestival)

Docenti e conduttori: Giulia Carluccio, Emiliano Morreale, Umberto Mosca, Maria Nadotti, Gianni Volpi; frequenza: 5 incontri settimanali di due ore ciascuno, il martedì dalle 18.00 alle 20.00; inizio del corso: martedì 13 novembre 2007; costo del corso: soci Aiace: € 60; studenti universitari: € 30, sede: Palazzo Nuovo, Laboratorio multimediale Quazza (seminterrato), via S. Ottavio 20

André Téchiné. Testimone delle inquietudini e dei sentimenti contemporanei
Uno dei maestri del cinema francese post-Nouvelle Vague, molto amato ma scarsamente conosciuto al di fuori dei confini nazionali. Italia compresa. È questo lo strano destino di André Téchiné, un cineasta che film dopo film ha dimostrato tutta la propria fortissima autorialità, affrontando i vari materiali narrativi, sia quelli depositati dalla tradizione sia quelli inediti, con stile assolutamente personale e originale. Perché non si è rivelato soltanto eccelso direttore di attori – e soprattutto di attrici, dal momento che ha saputo far rendere al meglio, tra le altre, interpreti del calibro di Catherine Deneuve, Isabelle Adjani, Juliette Binoche ed Emmanuelle Béart, oltre a distinguersi come scopritore di nuovi, promettenti talenti – ma anche appassionato e coraggioso sperimentatore d’insolite forme espressive.

Barocco, Rendez-vous, L’età acerba – Les roseaux sauvages e Lontano costituiscono i momenti salienti di un’ampia e complessa ricerca insieme etica ed estetica. Un percorso artistico caratterizzato, unitamente alle naturali ricorrenze tematiche (l’universo giovanile, i legami familiari, i sentimenti ecc.), da un profondo senso d’inquietudine che pervade le varie storie e i rispettivi protagonisti. Ed è probabilmente tale dimensione psicologica, fattore determinante per innescare decisivi processi di evoluzione nei personaggi, a rappresentare l’elemento “disturbante” del suo approccio diegetico alla realtà.

Compito della retrospettiva, della monografia che l’accompagna e di questo corso, sarà dunque quello di far luce, con il fondamentale apporto di un Téchiné presente a Torino per l’occasione, su un’opera sostanzialmente rimossa dall’immaginario collettivo. Con l’intento di offrire al pubblico italiano l’opportunità di farsi conquistare da uno degli sguardi di maggiore lucidità e coerenza all’interno del panorama cinematografico contemporaneo.

1. Un autore di ricerca oltre la Nouvelle Vague (Massimo Quaglia)
2. L‘universo dei sentimenti (Michele Marangi)
3. Corpi, personaggi, luoghi (Carlo Chatrian)
4. Filmare in rapporto all’altro (Gianni Volpi)
5. Incontro con André Téchiné (condotto da Stefano Boni e Massimo Quaglia, curatori della retrospettiva di Sottodiciotto FilmFestival)

Docenti e conduttori: Stefano Boni, Carlo Chatrian, Michele Marangi, Massimo Quaglia, Gianni Volpi; frequenza: 5 incontri settimanali di due ore ciascuno, il giovedì dalle 18.00 alle 20.00; inizio del corso: giovedì 15 novembre 2007; costo del corso: soci Aiace: € 60; soci Centre Culturel Français de Turin: € 60; studenti universitari: € 30; sede: Palazzo Nuovo, Laboratorio multimediale Quazza (seminterrato), via S. Ottavio 20

A tutti i partecipanti al corso sarà data in omaggio la prima monografia italiana dedicata al regista pubblicata in occasione della retrospettiva di Sottodiociotto FilmFestival ed edita da Cineforum.

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