Didattica

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Aperte le iscrizioni ai nuovi corsi di cinema Aiace

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Aperte le iscrizioni ai nuovi corsi di cinema Aiace

Aperte le iscrizioni ai nuovi corsi di cinema Aiace
Inverno-primavera 2009

Sono aperte le iscrizioni ai nuovi corsi di cinema organizzati per la cittadinanza dall’Aiace Torino che prenderanno progressivamente il via da febbraio. Il ciclo inverno-primavera 2009 prevede, accanto al tradizionale corso-base di Introduzione alla visione cinematografica (dal 13 febbraio), quattro inedite proposte monografiche incentrate su protagonisti, sviluppi e tendenze della cinematografia nazionale e internazionale.

Orson Welles. Il cineasta che sconvolse Hollywood (dal 2 marzo) è dedicato a un autore di precoce e immenso talento che fin dal suo sbalorditivo esordio con Quarto potere ha optato per scelte stilistiche tanto inedite e originali quanto invise al sistema produttivo hollywoodiano. Il corso, organizzato in occasione della retrospettiva che il Museo Nazionale del Cinema dedicherà a Welles nel prossimo mese di marzo, si concentra sulla prima fase della carriera dell’autore, per analizzare, tra molti altri aspetti, il suo tormentato rapporto con l’industria cinematografica.

L’America all’italiana. I grandi film di Sergio Leone (dal 24 febbraio) ripercorre le tappe focali di un’altra carriera cinematografica segnata da grande talento e spettacolarità, capace di rivoluzionare un genere narrativo classico qual è il western sottoponendolo a una revisione critica che costringe a rileggere in modo nuovo e polemico l’epos della frontiera e il progredire della civiltà. In tal senso, i film di Sergio Leone possono essere considerati il lucido specchio di una sensibilità collettiva che tende a guardare al passato con occhi diversi e che si misura con un inasprimento dei conflitti all’interno della società.

Dardenne, il cinema del reale. I fratelli di Liegi, tra rigore estetico e profondità di sguardo (dal 25 febbraio) è dedicato alla coppia di registi belgi che, con due Palme d’oro vinte in meno di un decennio, rappresentano la declinazione più contemporanea del cinema d’autore, capaci di esprimere uno stile visivo inconfondibile e immediatamente riconoscibile. Il loro cinema, attento ai personaggi socialmente fragili, ma di grande potenza umana (gli adolescenti, i lavoratori sfruttati, gli emigrati), sa emozionare senza mai fare leva sulla retorica: una lezione di stile che intreccia l’eredità di Rossellini e Bresson, e media il rispetto della realtà con la costruzione di perfetti meccanismi narrativi, in cui la precisione di chi filma non si scinde mai dall’emozione di chi guarda.

La Cina che cambia. Il nuovo cinema cinese dagli anni Novanta a oggi (dal 19 febbraio) prosegue un percorso di avvicinamento – già iniziato lo scorso anno – a una produzione filmica ricchissima che, nonostante i tanti premi vinti nei maggiori festival internazionali, è ancora oggi penalizzata dalla miopia della distribuzione occidentale. Con un occhio di riguardo alla produzione indipendente e ai suoi capofila, da Zhang Yuan a Jia Zanghke, il corso, attraverso l’analisi di alcuni film esemplari, mira a tracciare un panorama del modo in cui il cinema cinese sta documentando la trasformazione di un Paese che, nel passaggio da un’economia di stato a una di mercato, ha visto sconvolti i propri costumi e le proprie abitudini.

I corsi, tenuti da docenti qualificati e corredati da un’ampia antologia di sequenze tratte dai diversi film, si svolgono presso la sede Aiace di Torino, in Galleria Subalpina 30, dove sono attualmente aperte le iscrizioni dal lunedì al venerdì (dalle ore 15,30 alle 18,30).

Quota d’iscrizione (per singolo corso): € 55

Informazioni: tel. 011 538962; e- mail: aiacetorino@aiacetorino.it; www.aiacetorino.it

 

PROGRAMMA

Introduzione alla visione cinematografica

Per amare e conoscere meglio il cinema: la porta d’accesso a tutti i corsi Aiace.

1. Le origini del racconto cinematografico

Dal "grado zero" del linguaggio del cinema alla sua prima maturità. Analisi di sequenze: dai film dei Lumière a Griffith.

2. Lo spazio dentro l’inquadratura

Filmico e profilmico, ambiente e figure, luci e colori.

Analisi di sequenze da film di Hitchcock, Welles, Visconti e da Via col vento.

3. Lo spazio dell’inquadratura

La scala dei piani, l’angolazione, il fuori campo, la soggettiva, i movimenti di macchina.

Analisi di sequenze da film di Bergman, Kubrick, Lang, Welles, Vidor.

4. Il montaggio

Modelli e forme di montaggio. Connotazione e découpage. Il montaggio proibito: piano sequenza e profondità di campo.

Analisi di sequenze da film di Hitchcock, Coppola, Ejzenstejn, Edwards, Mizoguchi.

5. Immagini e suoni

L’inquadratura audiovisiva: musiche, rumori, voci.

Analisi di sequenze da film di Truffaut, Lubitsch, Kubrick, Scola, Tati.

Docente: Michele Marangi. Frequenza: 5 incontri settimanali di due ore ciascuno, il venerdì dalle 21 alle 23. Inizio del corso: venerdì 13 febbraio

Il corso potrà essere replicato in base al numero di adesioni

Orson Welles. Il cineasta che sconvolse Hollywood

Quando nel 1941 firma la sua prima regia cinematografica, il ventiseienne Orson Welles può già vantare un passato da enfant prodige di assoluto rilievo, contrassegnato da innovative esperienze in campo teatrale e radiofonico. Quarto potere, oltre a confermare in un altro ambito espressivo il suo immenso e precoce talento, segna una delle tappe più significative dell’intera storia della settima arte. Perché proprio a partire da quel titolo l’autore americano opta per inedite scelte stilistiche – frantumazione della continuità narrativa, utilizzo di piani-sequenza e profondità di campo, impiego dell’obiettivo grandangolare ecc. –, destinate a caratterizzare fortemente la sua poetica e, più in generale, a incidere sul successivo sviluppo del linguaggio delle immagini in movimento. Moderno nel momento in cui il cinema si trova ancora nel pieno del cosiddetto periodo classico, non viene compreso dal pubblico dell’epoca né, tanto meno, dal sistema produttivo hollywoodiano. Il quale mal sopporta qualcuno che scardina continuamente codici rappresentativi ritenuti inviolabili e cerca quindi di limitarne il più possibile l’azione. Il corso, organizzato in occasione della retrospettiva che il Museo Nazionale del Cinema dedicherà a Welles nel prossimo mese di marzo, si concentra sulla prima fase della carriera dell’autore, per analizzare, tra molti altri aspetti, come il suo rapporto con l’industria cinematografica sia fin dall’inizio decisamente tormentato.

1. Il miglior esordio dell’intera storia del cinema: Quarto potere

2. Ricerca formale e insanabili dissidi con la produzione: L’orgoglio degli Amberson

3. Tra progetti incompiuti e film di genere: It’s All True e Lo straniero

4. L’ultima opera prodotta con una major: La signora di Shanghai

5. Il primo incontro con Shakespeare: Macbeth

Docente: Massimo Quaglia. Frequenza: 5 incontri settimanali di due ore ciascuno, il lunedì dalle 21 alle 23. Inizio del corso: lunedì 2 marzo

Il corso potrà essere replicato in base al numero di adesioni

L’America all’italiana. I grandi film di Sergio Leone

Compiute le prime esperienze registiche nell’ambito del cinema mitologico (Gli ultimi giorni diPompei e Il colosso di Rodi), Sergio Leone trasferisce la sua straordinaria padronanza di uno stile spettacolare in un genere narrativo classico qual è il western. Modelli di racconto e codici linguistici vengono privati della ragione mitica e morale propria della tradizione hollywoodiana e vengono trasformati in un’espressione rituale. Si tratta di un omaggio agli stereotipi del western classico ma anche, al tempo stesso, di una revisione critica che costringe a rileggere in modo nuovo e polemico l’epos della frontiera e il progredire della civiltà. Da una parte le scelte di linguaggio lavorano sul piano della dilatazione dei tempi narrativi, costruiscono inquadrature di grande fascino e intensità; dall’altra i temi trattati (la violenza, la rivoluzione, la lotta armata) propongono un evidente interrogativo sul presente. In tal senso, i film di Sergio Leone possono essere considerati il lucido specchio di una sensibilità collettiva che tende a guardare al passato con occhi diversi e che si misura con un inasprimento dei conflitti all’interno della società.

Le caratteristiche salienti della produzione del regista romano risiedono nel suo impatto spettacolare, nella perizia con cui si costruiscono raffinati paradigmi dei rapporti interpersonali e con cui si dà vita a tipi narrativi di estrema originalità (vedi, su tutti, l’eroe cinico e senza nome interpretato da Clint Eastwood, oppure i due gangster ebrei newyorkesi di C’era una volta in America). A proposito degli attori, va ricordato come i film di Leone costituiscano una sintesi tra differenti epoche del cinema americano (da Henry Fonda a Robert De Niro, da Rod Steiger a James Woods, da Eli Wallach a Lee Van Cliff, da James Coburn a Charles Bronson) e le più alte espressioni del panorama italiano (Gian Maria Volonté, Claudia Cardinale, Romolo Valli, Gabriele Ferzetti, Paolo Stoppa, Aldo Giuffré) ed europeo (Klaus Kinski).

Da sottolineare, infine, le colonne sonore firmate da Ennio Morricone, che avvolgono i personaggi e le vicende in memorabili atmosfere segnate da tensione psicologica e struggimento interiore.

1. La nascita di un nuovo genere: Per un pugno di dollari

2. Tra racconto picaresco e commedia all’italiana: Per qualche dollaro in più e Il buono, il brutto e il cattivo

3. La fine dell’epopea: C’era una volta il West

4. Viva la Rivoluzione: Giù la testa

5. Una saga americana: C’era una volta in America

Docente: Umberto Mosca. Frequenza: 5 incontri settimanali di due ore ciascuno, il martedì dalle 21 alle 23. Inizio del corso: martedì 24 febbraio

Il corso potrà essere replicato in base al numero di adesioni

Dardenne, il cinema del reale. I fratelli di Liegi, tra rigore estetico e profondità di sguardo

Con due Palme d’oro vinte in meno di un decennio, i fratelli Dardenne rappresentano la declinazione più contemporanea del cinema d’autore, capaci di esprimere uno stile visivo inconfondibile e immediatamente riconoscibile, che si intreccia sempre a una visione profonda e non riconciliata delle zone buie della nostra società. I Dardenne, inizialmente autori di documentari – senza muoversi da Liegi, nel cuore delle contraddizioni di un’Europa che dimentica la fatica quotidiana di molti suoi cittadini, con attori che tornano nei vari film e la stessa équipe, attenti a personaggi fragili socialmente, ma di grande potenza umana, quali gli adolescenti, i lavoratori sfruttati, gli emigrati – sanno emozionare senza mai spingere sul retorico. Si tratta di una lezione di stile che intreccia l’eredità di Rossellini e Bresson, e media il rispetto della realtà con la costruzione di perfetti meccanismi narrativi, in cui la precisione di chi filma non si scinde mai dall’emozione di chi guarda.

1. La promesse. Una storia di formazione esemplare, in cui la riflessione sui diritti di chi è sfruttato coincide con la capacità di disobbedire ai padri, quando si rivelano "cattivi maestri".

2. Rosetta. Palma d’oro a Cannes, per un film di grande impatto, sia per le scelte visive che per la denuncia sociale, tanto che in Belgio la legge sull’occupazione giovanile ha preso il nome di Plan Rosetta.

3. Il figlio. Dietro le apparenze di una storia minima, tutta giocata sui dettagli, una riflessione esistenziale sul senso del perdono e sui rischi della vendetta.

4. L’enfant. Seconda Palma d’oro a Cannes, un perfetto meccanismo di suspense morale, che rielabora una storia vera in cui la fatica del vivere non coincide con la rinuncia a "essere" umani.

5. Il matrimonio di Lorna. Il film più complesso, che forse apre una nuova fase narrativa innestando sul rigore realistico metafore fiabesche. Per esprimere senza compromessi la forza dirompente di chi parte dai margini.

Docente: Michele Marangi. Frequenza: 5 incontri settimanali di due ore ciascuno, il mercoledì dalle 21 alle 23. Inizio del corso: mercoledì 25 febbraio

Il corso potrà essere replicato in base al numero di adesioni

La Cina che cambia. Il nuovo cinema cinese dagli anni Novanta a oggi

Ciò che oggi alla Cina si rimprovera, oltre alla tragica mancanza di diritti civili all’interno del Paese e alla gestione di un potere dalle caratteristiche fortemente antidemocratiche, è l’incapacità di produrre ed esportare una cultura che sia in qualche misura equivalente alla sua forza economica, così da mettere in dubbio l’idea che al secolo americano (fatto anche di western, rock and roll, Disney ed Hemingway) possa succedere, come i dati economici sembrano suggerire, un secolo cinese. Ciò tuttavia è vero solo in parte. Il cinema cinese lo dimostra, a partire dal grande numero di premi che i suoi film hanno ottenuto ai più prestigiosi festival internazionali: da Cannes a Venezia, da Berlino a Locarno. Semmai il problema è la miopia della distribuzione occidentale, e soprattutto italiana, incapace di cogliere non solo la ricchezza ma anche le potenzialità commerciali di gran parte del cinema cinese contemporaneo. Con un occhio di riguardo alla produzione indipendente e ai suoi capofila, da Zhang Yuan a Jia Zanghke, questo corso, attraverso l’analisi di alcuni film esemplari, mira a tracciare un panorama del modo in cui il cinema cinese sta documentando la trasformazione di un Paese che, nel passaggio da un’economia di stato a una di mercato, ha visto sconvolte le proprie abitudini e i propri costumi. Le opere che prenderemo in esame, oltre a rappresentare alcuni degli esiti più intensi sul piano espressivo di tutto il cinema contemporaneo, ci offriranno uno spaccato assai interessante di diversi aspetti della società cinese contemporanea: dal mondo della famiglia a quello del lavoro, dai problemi della criminalità a quelli del consumismo, dalla corsa all’occidentalizzazione alla dissoluzione dei vecchi costumi, dalla fine del maoismo alle nuove forme di contestazione sino ad arrivare all’emarginazione delle minoranze etniche, degli omosessuali, delle donne e dei dissidenti.

Docente: Dario Tomasi. Frequenza: 5 incontri settimanali di due ore ciascuno, il giovedì dalle 19 alle 21. Inizio del corso: giovedì 19 febbraio

Il corso potrà essere replicato in base al numero di adesioni

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