Didattica

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STOP-MOTION, La Fabbrica Delle Meraviglie

posted by VMStaff
STOP-MOTION, La Fabbrica Delle Meraviglie

Stop-Motion - La Fabbrica Delle Meraviglie

Stop-Motion – La Fabbrica Delle Meraviglie

STOP-MOTION
La fabbrica delle meraviglie

Stefano Bessoni

190×190 mm – 172 pag.
PVP: 20 euro
ISBN: 9788857607092
Scheda Libro: http://www.libri.it/stop-motion-meraviglie

“Dimenticate i colori sgargianti dei cartoni animati per bambini, gli animaletti canterini dei film della Disney e le storie tranquillizzanti per famigliole felici con lieto fine assicurato, perché la stop-motion è la parte nascosta dell’animazione, quella più misteriosa, oscura, perturbante, quella che le persone ‘normali’ generalmente cercano di evitare e che spesso frettolosamente tendono a etichettare come inquietante. I materiali prediletti degli autori che fanno stop-motion sono le ossa, gli stracci, i vecchi balocchi e gli oggetti dimenticati in soffitte polverose e i temi affrontati sconfinano spesso nel gotico e nel macabro, ma se si perde quella ritrosia ingiustificata, quel timore iniziale che a volte può infondere sensazioni sbagliate, si potrà scoprire un mondo meraviglioso, forse un po’ sinistro, ma sicuramente affascinante e coinvolgente. Da sempre considerata la sorella più piccola, bruttarella e un po’ birichina dell’animazione tradizionale, la stop-motion si è vista a un certo punto superare con altezzosità anche dall’avvento dell’animazione 3D e proprio come Cenerentola aveva bisogno dell’intervento di una fata che con i suoi incantesimi rimettesse a posto le cose e facesse finalmente giustizia. Un bel giorno questa fata arrivò, aveva i capelli arruffati, forse mai pettinati in vita sua, il volto scavato e il sorriso dell’eterno fanciullo, veniva da Burbank e si chiamava Tim Burton.” – Stefano Bessoni

Con l’introduzione scritta da Barry JC Purves, ecco che Stefano Bessoni allestisce un manuale illustrato dedicato all’animazione stop-motion. Partendo da Cosa è la stop-motion?, ne analizza la storia e le tecniche, prima di passare alla descrizione passo passo e corredata da dettagliate fotografie della fabbricazione di un burattino per le vostre animazioni, senza trascurare la preparazione del set, l’utilizzo di Dragonframe e le tecniche di montaggio e postproduzione, concludendo con una carrellata su alcuni film in stop-motion che, se non l’avete già fatto, dovete assolutamente vedere, tra cui Něco z Alenky (Qualcosa di Alice) e Lekce Faust (Lezione di Faust) di Jan Švankmajer, Rigoletto di Barry JC Purves, The maker di Christopher Kezelos, La noria di Karla Castañeda e naturalmente il suo Canti della forca.

Introduzione di BARRY J.C. PURVES

Il viaggio dell’animazione

Se avete mai guardato le vostre bambole, i vostri orsacchiotti, le vostre action figure, o anche semplici oggetti inanimati e vi siete chiesti da dove siano venuti, o quali storie abbiano da raccontare, allora questo libro è per voi. Se vi sono piaciuti i meravigliosi lungometraggi in stop-motion e i corti recenti vi hanno fatto letteralmente impazzire, allora questo libro è per voi. E se questi film vi hanno fatto venir voglia di cimentarvi con la suddetta tecnica, allora è sicuramente per voi.
Per me è elettrizzante darvi il benvenuto in questo esauriente volume dedicato alla tecnica gloriosa e assolutamente eccentrica della stop-motion. Stefano ha messo insieme una collezione generosa ed estremamente diversificata di fotografie ricche di splendidi dettagli, molte dedicate al suo lavoro straordinario e viscerale e molte delle quali sono certo di non aver mai visto prima. È una soddisfazione, e per voi sarà una preziosa fonte di ispirazione, vedere così tante fotografie meno familiari, in grado di fornire una panoramica degli stili in cui è possibile declinare la tecnica della stop-motion. I burattini sembrano piuttosto contenti di essere ricchi di metafore, e alcune delle immagini di questo libro, molte delle quali si annidano nel lato decisamente più oscuro dell’animazione, mi fanno restare felicemente senza fiato suscitando in me idee e reazioni di ogni genere. Queste fotografie conferiscono alla nostra tecnica una serietà e una dignità che incutono rispetto. Pungolandovi con scatti sia storici sia contemporanei, il libro vi farà venire l’acquolina in bocca. Non vedrete l’ora di realizzare i vostri film e, grazie alle informazioni esaurienti e ai dettagli che Stefano ha raccolto in queste pagine, il vostro esordio nella stop-motion sarà facile ed entusiasmante. I dettagli tecnici rischiano facilmente di risultare aridi e polverosi ma, grazie ad alcune immagini sbalorditive (oh, la foto con tutti quegli occhi!), qualunque informazione qui diventa interessante e comprensibile.
Uno dei molti aspetti significativi di questo libro è il fatto che i risultati finali sono affiancati dalle varie fasi di realizzazione dei disegni di burattini e personaggi, a partire dai primi abbozzi. Non sempre il risultato corrisponde a quanto immaginato inizialmente, il che porta a concludere che la necessaria pianificazione lasci spazio a uno sviluppo spontaneo delle idee di partenza. Una delle ragioni per cui amo questa tecnica è che siamo noi a lavorare con i burattini – non loro a lavorare per noi. È un rapporto di reciprocità. E che bei burattini troviamo in queste pagine!
L’artigiano che è in ciascuno di noi, leggendo queste pagine, proverà enorme piacere nel percorrere ogni tappa, attraversare ogni processo del viaggio dell’animazione. La stop-motion è una di quelle arti in cui la consapevolezza e la celebrazione della tecnica servono solo ad apprezzare il risultato finale.
Alla fine di questo libro, Stefano ha selezionato circa una dozzina di esempi significativi di stop-motion e li ha analizzati nei dettagli con acume e con amore, approfondendo inoltre l’enorme varietà di tecniche oggi raccolte sotto la vaga etichetta di stop-motion.
Questo è un libro di piacevolissima lettura, che rende pienamente giustizia a una forma d’arte molto amata, un’arte che, pur essendo esposta al rischio costante di diventare superflua, di venire oscurata o perfino annientata dalle più abbaglianti meraviglie della CGI, mantiene ancora una forte visibilità e un’enorme importanza.
Noi animatori in stop-motion non ci faremo da parte e, grazie anche a libri belli, entusiasmanti e stimolanti come questo, la nostra arte rimarrà viva ancora a lungo per la gioia di un pubblico sempre nuovo.

Barry JC Purves – Manchester 2014.

L’autore

Stefano Bessoni è nato a Roma nel 1965. La sua formazione in campo artistico è avvenuta sotto la guida dell’incisore napoletano Mario Scarpati e si è conclusa con il diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Dal 1989 ha realizzato numerosi film sperimentali, installazioni video teatrali e documentari, suscitando l’attenzione della critica e ricevendo molti riconoscimenti presso festival nazionali e internazionali. Dal 1990 al 1998 ha lavorato per alcune società di produzione televisiva come operatore, direttore della fotografia e montatore. Dal 1998 al 2001 ha collaborato con il regista Pupi Avati, in qualità di assistente, storyboard artist e digital effect artist. Nel 1994 il Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari di Roma ha pubblicato un suo saggio sul lavoro intorno alla creazione di un personaggio, dal titolo Attraverso lo specchio. Nella pubblicazione sono inseriti la sceneggiatura e i bozzetti dell’opera videoteatrale Grimm e il teatro della crudeltà. Nel 1995 ha ricevuto il premio FEDIC “Claudio Pastori”, dedicato all’insieme di film realizzati, con la seguente motivazione: “Per la coerenza dell’impegno, l’originalità della ricerca, la cultura e la passione espresse nel complesso delle opere realizzate e nello studio dei rapporti tra cinema, pittura, storia, tradizioni e credenze popolari”. Nel 1998 gli è stata dedicata una personale nell’ambito del VideoFestival di Messina “L’Occhio del Ciclope”, nel 2009 al Reggio Emilia Film Festival e nel 2011 al Fantafestival di Roma. Dal 2000 al 2007 è stato docente di regia cinematografica presso la NUCT, Scuola Internazionale di Cinema e Televisione, di Cinecittà. Dal 2010 al 2013 ha insegnato presso l’Accademia Griffith a Roma, in un corso dedicato al cinema visionario e fantastico, dove ora è titolare di un master di alta specializzazione in animazione stop-motion e illustrazione. Insegna inoltre illustrazione e animazione stop-motion presso La Fabbrica delle Favole a Macerata. Con Logos edizioni ha pubblicato: HOMUNCULUS, WUNDERKAMMER, ALICE SOTTOTERRA e CANTI DELLA FORCA. È in fase di realizzazionePINOCCHIO.

Film

  • 2013 Canti della forca – Prod. e distr. Interzone Visions (Italia)
  • 2011 Krokodyle – Prod. Interzone Visions (Italia) www.krokodyle.com
  • 2009 Imago mortis – Prod. Pixstar (Italia) / Telecinco Cinema (Spagna) – Distr. Medusa (Italia) / Telecinco Cinema (Spagna) – Film riconosciuto di interesse culturale nazionale – Interpreti: Alberto Amarilla, Oona Chaplin, Alex Angulo, Leticia Dolera, Geraldine Chaplin, Francesco Carnelutti, Jun Ichikawa
  • 2005 Frammenti di scienze inesatte – Prod. White Shark Production

Premi e riconoscimenti

  • 2013 Canti della forca: Riconoscimento dell’interesse culturale nazionale da parte del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali Direzione Cinema
  • 2012 Krokodyle: Miglior film per ragazzi, fascia 16-25 anni, e Menzione speciale della giuria di qualità al Vittorio Veneto Film Festival 2012, Festival internazionale di cinema per ragazzi
  • 2011 Krokodyle: Menzione Speciale, Méliès d’Argento al Sitges, Festival Internacional de Cinema Fantàstic de Catalunya, Sitges, Spagna; Miglior film internazionale al Puerto Rico Horror Film Fest, Puerto Rico, USA; Miglior film fantasy al CineFantasy, San Paolo, Brasile; Miglior film, Migliore fotografia, Migliore scenografia, Migliori costumi al Festival del Cinema della Ciociaria “Nino Manfredi”, Frosinone, Italia; Menzione d’onore per il miglior contributo artistico al Fantaspoa 2011, Porto Alegre, Brasile
  • 2006 Imago mortis: Riconoscimento dell’interesse culturale nazionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali Direzione Cinema
  • 2006 Frammenti di scienze inesatte: Primo premio, sezione lungometraggi, al Fano International Film Festival; Premio della Giuria Giovani al Festival Valdarno Cinema Fedic; Miglior lungometraggio al Tenebria Film Festival, Roma; Evento speciale a Filmvideo, Mostra Internazionale del Cortometraggio di Montecatini Terme; Evento speciale (Orrende “prime” visioni) al PesarHorrorFest

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