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Canon Cinema EOS per raccontare le suggestive atmosfere delle Isole Lofoten

posted by VMStaff
Canon Cinema EOS per raccontare le suggestive atmosfere delle Isole Lofoten

Un documentario televisivo sulle isole norvegesi realizzato grazie alla videocamera Canon EOS C500 MARK II, che ha soddisfatto tutte le esigenze della produzione Erebus Productions specializzata in documentari geografico-naturalistico-scientifici.

All’interno del mercato delle produzioni video, il settore documentaristico gioca un ruolo da protagonista: un segmento in continua evoluzione con peculiarità distintive ed esigenze di ripresa molto complesse, che al tempo stesso attrae sempre di più un pubblico giovane, attento alle grandi potenzialità della diffusione digitale.

Un ambito in crescita anche Italia e che vede gli autori documentaristi sempre attenti e interessati alle nuove tecnologie e a soluzioni affidabili, compatte e versatili. Questi aspetti unitamente alla ricerca di elevati standard di qualità delle immagini – sia dal punto di vista tecnico che espressivo/narrativo – hanno portato la casa di produzioni video Erebus Productions a scegliere di affidarsi alla videocamera Canon EOS C500 Mark II per realizzare alle Isole Lofoten  il documentario sulla pesca del merluzzo (che andrà in onda su RAI Tre per la trasmissione “Geo”) e due servizi televisivi per Canale 5 per il programma “L’arca di Noè” che nella puntata del 26 aprile ha registrato una share altissima del 15.3%, mentre il secondo servizio sarà trasmesso il 31 maggio.

Il progetto è stato possibile anche grazie alla collaborazione di Adcom, importante system integrator di Bologna specializzato di tecnologie audiovisive e fornitura di soluzioni “chiavi in mano” per la comunicazione broadcast e le produzioni televisive.

Tra i requisiti fondamentali che hanno determinato la scelta, la casa di produzione ha considerato l’adattabilità della videocamera in tutte le fasi della lavorazione di un documentario, comprese quelle del flusso dati e della post-produzione. Infatti, un prodotto visivo comincia con le riprese, ma si appropria definitivamente della sua identità solo nel momento dell’export finale dalla timeline di montaggio e quest’ultima fase è sempre direttamente influenzata da ogni singolo fotogramma registrato durante la produzione.

All’inizio dell’anno in pieno inverno artico, i professionisti di Erebus Productions sono arrivati alle Isole Lofoten dove con EOS C500 Mark II – utilizzata come camera principale per le riprese, ma affiancata dalla videocamera EOS C200 – hanno dovuto affrontare le difficoltà delle condizioni climatiche e di illuminazione diurna ridotta sia in termini di ore giornaliere disponibili, che di intensità della luce.

Freddo pungente, nevicate intensissime, vento forte e persistente, riprese notturne all’aperto (in particolare per documentare il rientro dei pescherecci nei porticcioli) e riprese notturne in interni con illuminazione scarsa e quasi esclusivamente a neon. Tutte situazioni particolari, per le quali la troupe doveva essere agile e dinamica, soprattutto per le riprese di azioni spontanee della popolazione locale e il racconto della natura circostante.

Non lavorando con attori e ancor meno in set predefiniti dove tutto è sotto controllo, la ‘firma’ del documentarista si deve distinguere per la sua capacità di saper cogliere con le immagini la naturalezza degli eventi che si susseguono davanti all’obiettivo (spesso in maniera improvvisa e accidentale) e la spontaneità delle persone impegnate nelle attività quotidiane. Lo strumento ideale è dunque una camera piccola, versatile, con tutte le funzioni immediatamente accessibili e che possa diventare un’estensione delle mani e dell’occhio dell’operatore.

“Avendo utilizzato per diversi anni le videocamere Canon Cinema EOS, con questo nuovo modello EOS C500 Mark II ho potuto constatare un nuovo miglioramento in termini di ergonomia e comfort di utilizzo – specie nell’arco di un’intera e intensa giornata di lavoro – e ho apprezzato la possibilità di registrare internamente alla camera con sensore full frame da 5,9K, in formato Canon RAW Light da 2,1Gbps, 12 Bit, fino a 60 fps, oltre al particolare look cinematografico proprio della Color Science Technology di Canon”

ha commentato Roberto Palozzi, regista del progetto.

“Solo pochissimo tempo fa, l’idea di poter disporre di una così straordinaria potenza in un corpo macchina che puoi tranquillamente tenere in mano per molte ore, o che puoi continuamente infilare e tirar fuori dallo zaino senza troppi convenevoli, sembrava un sogno lontano”

ha aggiunto Palozzi. Canon Cinema ESO C500 Mark II è dunque un sogno che diventa realtà per il regista che ha trovato straordinari anche ulteriori aspetti come l’efficace impugnatura con il pulsante del REC e altri comandi remotati in grado di offrire un bilanciamento del sistema camera-microfono-ottica non ancora eguagliato da altre videocamere di analoghe caratteristiche tecniche.

Per i documentaristi in particolare, grazie al nuovo sistema di stabilizzazione interna a 5 assi anche l’utilizzo a mano libera offre potenzialità estremamente avanzate e tutte da esplorare grazie alla combinazione di impugnatura, maniglia e architettura del corpo macchina.

“Come documentarista mi trovo spesso ad usare la camera a mano, magari in barca o in luoghi scomodi, dove usare il cavalletto rappresenta una complicazione. Grazie a Canon EOS C500 Mark II – che vanta la stabilizzazione elettronica dell’immagine IS – finalmente sono riuscito a utilizzare la focale a 200 mm a mano e avere riprese molto stabili. Sono rimasto positivamente stupito dalla stabilizzazione che si ottiene grazie alla somma dei sistemi di riduzione delle vibrazioni: quello dell’ottica e quello interno alla camera. Il risultato è stato davvero sorprendente! Ho ripreso pescatori in movimento che scaricavano i tanti merluzzi pescati, uccelli in volo, persone in azione e scene della natura con ottimi risultati di stabilità grazie, anche al perfetto autofocus che mi ha permesso di occuparmi solo dell’inquadratura col teleobiettivo…una vera soddisfazione”

ha commentato Fabio Ferioli, direttore della fotografia.

A proposito dell’autofocus dual pixel, per Ferioli, è l’innovazione Canon più importante insieme al formato di registrazione CRM – Cinema Raw Light -.

“Finalmente un autofocus degno di nota nella fascia camere cinema professionali. Il documentarista quasi sempre controlla la camera da solo e la messa a fuoco non è sempre impeccabile. Nel caso della C500 Mark II, è veloce e preciso quasi come… un focus puller dedicato! Funziona con le ottiche AF Canon e, grazie al ‘focus guide’, anche con tutte le ottiche Cine senza autofocus che possono beneficiare di un innovativo, grande aiuto per la corretta messa a fuoco”

ha proseguito il direttore della fotografia. Quando si usano ottiche cine senza AF questo intuitivo “focus guide” diventa indispensabile. EOS C500 Mark II ha funzioni molto interessanti come “AF a inseguimento”, che tiene a fuoco un soggetto mentre si muove anche senza rilevarne il viso e “Manual Focus” con assistenza AF che sfrutta la precisione dell’autofocus per affinare la messa a fuoco manuale.

“Nella settimana di uso intenso della C500 Mark II alle isole Lofoten, l’impostazione che ho usato costantemente è stato l’autofocus: la camera teneva sempre a fuoco ciò che si trovava nel rettangolo bianco AF, facile da spostare e ridimensionare a piacere decisamente meglio di quanto io potessi fare a mano. Continuavo a meravigliarmi, scena dopo scena, dell’affidabilità, della sua comodità e della sua precisione e mi sono detto più volte che non avrei più potuto farne a meno! Anche la sera con pochissima luce l’AF Dual Pixel ha funzionato benissimo. Inoltre, la funzione ‘AF rilevamento viso’ è di grande aiuto e l’ho usata per inquadrare persone in movimento. Perfetto e facile anche con più soggetti in campo: tutti i visi sono rilevati con un piccolo quadrato. Io ho scelto il volto da tenere a fuoco toccando il touch screen del monitor e quando ho voluto passare il fuoco su un’altra persona, ho semplicemente toccato il quadrato attorno a un altro viso. Il passaggio è fluido, morbido, sicuro e stabile. Il ‘focus guide’ è una vera magia Canon”.

Per Roberto Palozzi un altro aspetto distintivo e unico del brand Canon è quello di poter disporre del più ampio parco di obiettivi fotografici e cinematografici disponibile sul mercato. In particolare, ha potuto apprezzare le funzionalità dell’obiettivo Canon EF 85mm f/1.2L che abbinato con EOS C500 Mark II ha garantito una stabilizzazione interna del tutto inaspettata nella produzione di documentari e docu-film. Con questo obiettivo, la videocamera si è rivelata essere un vero sistema di ripresa “impugna e filma” dalla compattezza stupefacente che, anche a mano libera, dispensa immagini professionali di livello cinematografico, inavvicinabili da qualunque altra macchina di pari dimensioni.

“Con EOS C500 Mark II e l’obiettivo 85mm ho potuto muovermi in totale libertà e velocemente, realizzando immagini bokeh e cambi di fuoco di grande drammaticità. Ma anche inquadrature nitide su più piani grazie alla possibilità di avere una profondità di campo non troppo ridotta anche in situazioni di quasi buio completo perché la videocamera mi ha concesso di diaframmare senza dover far salire il valore della sensibilità oltre 2000 ISO, ottenendo così immagini in cui la grana è pressoché impercettibile. Ho potuto così constatare l’efficacia degli oltre 15 stop di gamma dinamica!”.

Con il progetto video della Erebus Productions alle Isole Lofoten, Canon EOS C500 Mark II si è dimostrata ineguagliabile per facilità, immediatezza ed efficacia di utilizzo. In ambito documentaristico nessuno avrebbe mai sperato di trovare in prodotto così performante e dal carattere cinematografico.

“Con il modello Canon EOS C500 Mark II è come avere un’auto da corsa con prestazioni da Formula 1, ma con la guidabilità e l’affidabilità di una city car”, Roberto Palozzi.

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