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[Caffarella] Jimmy E I Suoi Fenomeni

posted by VMStaff
  • Tiplogia: docu-fiction
  • Durata: 35'
  • Regia: Dario De Rosario e Gianni De Mare
  • Produzione: Caffarella
  • Trama: E' la storia di Luigi Origene Soffrano detto Jimmy il Fenomeno, raccontata, oltre che con scene tratte da film e cinegiornali, attraverso le avventure di due epigoni, Capello e Nandino.
  • Cast: Jimmy il Fenomeno (se stesso), Danny Lemmo (se stesso), Gino Nardella (conduttore tv), Capello e Nandino
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Immergiamoci in questa nuova intervista con Dario De Rosario regista di “Jimmy E I Suoi Fenomeni” per saperne di più sul suo lavoro.

VM: Ci parli di te e della tua “casa” di produzione?

DDR: Faccio corti (Pupaze, Pulvix) da una manciata di anni per semplice divertimento ma con passione e impegno. Con Gianni De Mare, a sua volta autore, attore e regista (Werther e Gonfiate la bambola) ho giĂ  firmato regie a quattro mani (Alimortal Kombat e Una confusione che succede ogni giorno).
Noi due, con l’aggiunta di Valentino Follieri, formiamo la “Caffarella”, fantomatica casa di produzione che ha in bilancio unicamente le nostre menti malate.

VM: Nella realizzazione di lavori a budget limitato cosa ritieni sia la carta vincente per la buona riuscita del film e, nello specifico di questo lavoro, cosa è stato determinante per la buona riuscita del progetto?

DDR: Quando si fanno i conti con un budget limitato (e con 500-1000 euro si tratta di lavori no-budget), le difficoltà naturalmente si moltiplicano. E’ proprio nella ricerca delle “soluzioni”, per forza di cose artigianali, che il videomaker deve dare sfogo alla creatività. Trasformare quindi le difficoltà in opportunità … e questo per parlare delle ciliegine. La torta vera e propria, a cui davvero non si può rinunciare, è l’idea (e successiva sceneggiatura). Se questa è valida diventa più facile coinvolgere e motivare. Poi, con le infinite possibilità dell’immaginazione, si può anche scegliere di raccontare una storia semplice in modo stimolante e originale.
Penso sia importante concentrarsi su ciò che ci circonda e che dunque conosciamo. Nel meridione, la decantata “necessità” di evadere-raccontare si fa pressante. La mia provincia, quella di Foggia, sta vivendo anni di degrado assoluto: se è vero che le storie sono già nell’aria, qui si fa fatica a scansarle!

Da tenere bene a mente sono i presupposti: senza determinazione e impegno non si parte neanche. Infine c’è la creazione del ”nocciolo duro”: nei primi lavori si ha la possibilità di capire quali collaboratori sono animati da vera passione.
Nello specifico di questo lavoro, abbiamo avuto la possibilità di girare una breve scena (breve anche per scelta: Jimmy è sempre stato “l’uomo dei 10 secondi”) con un personaggio cult dello spettacolo nostrano (ma lo conoscono pure in America, Jimmy the Phenomenon). Questa è già di per sé una garanzia di fruibilità. Particolare attenzione abbiamo posto all’alternarsi del documentario con la fiction, cercando da un lato di fare affezionare lo spettatore a Jimmy, dall’altro di renderlo partecipe delle tribolate avventure dei protagonisti.

VM: Ci dai qualche dettaglio “tecnico” sulla realizzazione? Potresti parlarci del tipo di attrezzatura utilizzato in tutto il corto?

DDR: Abbiamo “optato” per un’attrezzatura snella (l’alternativa era la finestra). Un faretto, un cavalletto, un microfono senza fili e la videocamera (JVC GY-DV5000). Mai abbiamo avuto la possibilità di dedicarci a riprese che non fossero semplici, questo per diverse cause: location da sgomberare velocemente (chiesa, teatro, villa comunale), comparse dall’umore variabile … insomma, i nostri erano più che altro dei veri e propri piani da assalto per videomakers da assalto.
Per il montaggio ho utilizzato Premiere 6.5 e Photoshop 6, con un pentium3 da 600mhz. La conversione dei filmati (film, cinegiornali, interviste il cui reperimento ha portato via molto tempo) è stata una scocciatura, data la varietà delle fonti (cassette registrate da tv, divx, dvd). Per queste operazioni ho utilizzato Solveig Avi Trimmer e Sc videoconverter. Per l’audio ho utilizzato Nero Wave Editor e Soundforge. Adriano Di Molfetta (grafico di Foggia) ha realizzato l’abito digitale di Jimmy con Flash.

VM: Nella realizzazone dei lavori low budget il coinvolgimento degli amici per la realizzazione è un fattore determinante. Ci parli della tua esperienza in merito.

DDR: Alla “troupe” formata dai tre della Caffarella, va ad aggiungersi Jean-Patrick Sablot, parigino trapiantato a San Severo (Fg). Nella vita fa l’operatore in emittenti locali e filma matrimoni. In “Jimmy” si è occupato dell’unico faretto a disposizione, del microfono e di parte delle riprese. Ha partecipato al progetto gratuitamente perché, come noi, è un sognatore. Per le location dobbiamo ringraziare alcuni amici. Persino per ottenere la disponibilità del teatro abbiamo evitato un iter burocratico che dalle nostre parti ha sempre esito incerto, e abbiamo sfruttato delle “conoscenze” (risultato: 4 ore a disposizione, l’ultima delle quali con una scolaresca in visita …).

Discorso a parte per il cast artistico: la nostra è stata una scommessa. Da sempre sognavamo di filmare i numerosi personaggi “pittoreschi” che popolano la nostra città. Riteniamo infatti che Jimmy sia la punta di un iceberg. Uno di loro quindi, ma dotato di amore per lo spettacolo e determinazione. Immaginate la difficoltà di dover girare non con attori dilettanti, ma con gente che neanche voleva essere davanti ad una videocamera (gli stessi protagonisti dopo un’ora iniziavano ad innervosirsi): una faticaccia immane.

Capello e Nandino (i due protagonisti) sono due tipi molto singolari. Capello (quello con i capelli bianchi) si chiama Pasquale Iannuzzi, ma persino la zia lo chiama Capello. E’ conosciutissimo qui a Lucera e gli aneddoti su di lui circolano da sempre. Nella vita reale fa il parcheggiatore. Nandino è invece muratore e cantante di musica napoletana. I due fanno già coppia fissa nella vita reale, sono molto amici. Abbiamo fornito loro una sceneggiatura, ma per i dialoghi abbiamo dato solo linee guida: quasi tutti gli strafalcioni sono autentici.
Per alcune scene abbiamo fatto ricorso ai soliti amici fidati. Gli unici attori veri del corto sono di razza: il grande Jimmy che, nonostante le sue non brillanti condizioni di salute, si è detto subito disponibile; Danny Lemmo, maestro e membro a vita dell’Actor Studio di New York (ha fatto molto teatro, con Arthur Penn tra gli altri) che da poco insegna recitazione in Italia; il bravissimo Gino Nardella, cabarettista sanseverese, attivo anche in tv. E’ stato molto importante per me “affrontare” degli attori professionisti (per convincerli a partecipare intendo) armato solo di un’idea. Ho mostrato loro dei miei lavori precedenti (ma temevo che questo fosse controproducente!). Ne ho tratto degli insegnamenti: entusiasmo e un poco di sana incoscienza non guastano mai.

VM: Quali sono stati i principali intenti e ispirazioni (filmiche) che ti hanno influenzato e che ti ispirano in genere nel tuo modo di realizzare determinati lavori?

DDR: L’intento principale era quello di rendere omaggio all’attore più famoso (!) nato a Lucera. Egli, agli occhi dei due protagonisti, rappresenta un’anima pura che, in virtù (o a dispetto) dei propri evidenti difetti fisici, è riuscito a lasciare traccia di sé nell’immaginario collettivo del cinema.
A differenza di Gianni e Valentino non amo particolarmente il filone “trash”, ma con loro condivido la passione per il cinema “alto”. In questo momento sono affascinato dalla contaminazione tra neo-realismo e surrealismo teorizzata da L. Bunuel con “I figli della violenza” e da V. De Sica con “Miracolo a Milano”.
In particolare per questo corto ho riletto dei fumetti di Andrea Pazienza, ho rivisto “Accattone” di Pasolini, “Brutti, sporchi e cattivi” di Scola, “Come inguaiammo il cinema italiano” e “Il ritorno di Cagliostro” di Ciprì e Maresco e “Tano da morire” di Roberta Torre. Il finale demenziale è mutuato dai film con Pierino…
Spero che nel corto si respiri una molecola dell’aria presente in questi film, ma ovviamente sono scettico.

VM: Il budget per realizzarlo? Quanto è costata la sua realizzazione? E quanto è costato in termini di tempo, dandoci un riferimento per la preproduzione, la produzione e la postproduzione.

DDR: Il vil danaro (1000 euro) lo abbiamo racimolato dalle nostre tasche e facendo un giro di negozi e pub. Quasi tutto è stato speso per il week-end che noi della troupe abbiamo trascorso a Milano per girare la breve scena con Jimmy. Durante quei giorni, Jimmy e soprattutto Capello ci hanno regalato degli aneddoti divertentissimi, degni di Totò e Peppino in visita a Milano: per esempio, durante le riprese una signora distinta si è avvicinata … a Capello e gli ha chiesto un autografo, mentre Jimmy attonito era seduto a pochi metri di distanza.
Abbiamo impiegato un paio di mesi per scrivere la sceneggiatura (poi ridimensionata), 10 giorni di riprese (fatte però nell’arco di 4 mesi) e 4-5 mesi per il montaggio (con calma). Il reperimento di filmati e interviste, oltre a vari intoppi, ha portato via molto tempo.

VM: Il tuo lavoro quale strada ha seguito in termini di visibilità? C’è stata o pensi che ci sarà la partecipazione a concorsi e proiezione/distribuzione e a che livello?

DDR: Grazie alla notorietà di Jimmy e, nella nostra città, di molti dei personaggi coinvolti, la curiosità è stata fin dall’inizio straordinaria. Abbiamo proiettato un’anteprima in una rassegna locale di corti chiamata “Cortelli”. La curiosità e l’attesa sono cresciuti e il presidente della nostra squadra di calcio, entusiasta dell’idea, ha organizzato una partita in onore di Jimmy (a cui ha devoluto l’incasso). E’ nata anche una breve collaborazione: mi ha commissionato uno spot per la campagna abbonamenti del Lucera Calcio da trasmettere sulle emittenti local

Dal giorno in cui abbiamo completato il dvd (ago2006), le proiezioni pubbliche sono state numerose e sempre affollatissime. Non esagero se dico che a Lucera uno su tre ha visto “Jimmy e i suoi fenomeni”. La curiosità ha contagiato anche Foggia e altri paesi limitrofi, la diffusione del documentario è in forte crescita. Noi naturalmente siamo increduli: sapevamo dell’interesse, ma il successo non era certo scontato.
Abbiamo deciso di dare subito in pasto alla rete il nostro lavoro, per tenere fede alla logica che ci ha animati sin dall’inizio. Per il momento si trova in quello che è il tempio della condivisione, eMule. Stiamo valutando i concorsi più adatti (la durata forse è proibitiva) e se metterlo a disposizione in un formato più leggero su un nostro spazio web.

VM: Sei giĂ  al lavoro su un nuovo progetto? Di cosa si tratta e quando vedrĂ  la luce?

DDR: Ho diverse idee, in questi giorni ne sto focalizzando una in particolare. Gianni è impegnato nella creazione di una WebTv. Valentino ha scritto dei nuovi soggetti.

VM: Ciao e grazie! Lo Staff

DDR: Grazie a voi! Dario

Hanno partecipato:

  • Montaggio: Dario De Rosario
  • Sceneggiatura: Dario De Rosario, Gianni De Mare e Valentino Follieri

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