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[Fabio Schifilliti] Come Le Onde

posted by VMStaff
  • Tiplogia: Documentario
  • Durata: 15'
  • Regia: Fabio Schifilliti
  • Produzione: Antonio Barbera
  • Trama: La storia della nascita di "case basse", storico borgo di Messina, raccontata dalla poetessa Maria Costa, consacrata ormai dalla Regione Sicilia "tesoro umano vivente", che attraverso i suoi ricordi ci fa rivivere emozionanti storie, condite alla sua poesia, dall'inizio dell'ormai lontano XX secolo fino ai giorni nostri, nei luoghi appunto delle case basse e dell'ormai storico circolo Motonautica: storie di uomini e di mare, di guerre e di speranze, di drammi e di commedie, di luoghi e di ricordi.
  • Cast: Maria Costa
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Immergiamoci in questa nuova intervista con Fabio Schifilliti, regista de “Come le Onde“, che abbiamo già avuto piacere di intervistare in occasione del suo precedente lavoro “Sinfonia&Follia“.
Cerchiamo allora di capire insieme i percorsi evolutivi avutisi in occasione del suo nuovo lavoro.

Come Le Onde

VideoMakers.net: Ci parli delle evoluzioni che eventualmente ci sono state dal primo lavoro di cui abbiamo già parlato nella nostra sezione rispetto al lavoro attuale?

Fabio Schifilliti: Rieccomi qui dopo ben 7 anni, incredibile. Mi sembra ieri quando davanti al mio pc, emozionato, rispondevo alla stessa intervista inviatami da Nuntro per il mio secondo cortometraggio “Sinfonia&Follia” e ora eccomi di nuovo qui a parlarvi di tutto quello che mi è successo nel frattempo da quel lontano 2007 a ora.
Dunque, come molti di voi sanno, il mio obbiettivo è sempre stato quello di riuscire a diventare un regista cinematografico professionista e lo è tutt’ora. Durante il corso della vita mi sono capitate diverse esperienze lavorative, diversi segnali che mi hanno fatto intraprendere diverse strade, bivi e in un primo momento ho pensato che il mio obbiettivo primario si stesse allontanando. In realtà non è così e vi spiego perché, dal mio punto di vista: dopo Sinfonia&Follia ho avuto la possibilità di stare qualche giorno sul set di Grande, Grosso e Verdone e qui ho capito definitivamente che il regista era esattamente il mestiere a cui aspiravo. Sono stato poi su altri set di altri film fino a quando ho deciso di non fare più l’assistente volontario e di concentrarmi esclusivamente su me stesso. Ho così girato un documentario inedito su Giuseppe Tornatore dal titolo “nell’occhio di un genio” che ho utilizzato tra l’altro come tesi di laurea, poi sono stato chiamato 3 anni consecutivi per un laboratorio di cinema per l’università di Messina, con annesso cortometraggio realizzato dagli studenti a fine corso, ho lavorato un anno per la Tim e soprattutto ho iniziato un bellissimo percorso con gli spot pubblicitari.Una riflessione a questo punto è d’obbligo: da quel lontano 2007 non ho girato più un mio cortometraggio, inteso come film voluto da me, perché sono stato preso da tante commissioni e committenti vari che però mi hanno sempre fatto avere un minimo di guadagno. Nel 2012 mi viene commissionato il documentario in questione, “Come le Onde”, un prodotto che oggi quasi mi ero dimenticato di avere e a Settembre, sfogliando la rete, mi è capitato di leggere il bando della prima edizione del FilmFestival Cubovision&RaiCinema. Decido di partecipare e magicamente mi viene comunicato poco tempo fa di aver vinto sia il premio come Miglior Documentario che come Miglior Premio Assoluto, superando ben 300 film. Il premio consiste in uno stage di 10 giorni a Los Angeles presso la Imagine Entertainment di Ron Howard. Ho cominciato finalmente a scrivere una bozza sul mio primo lungometraggio. Detto questo, io credo nei segni e nelle guide del destino e ciò che sono ora sia nella vita privata che professionale, lo devo esclusivamente ai “segni” e a tutto ciò che finora ho realizzato. Quel tempo, quindi, che io credevo di aver perso si può definire “perso”? la mia risposta è NO.

Come Le Onde

VM.net: Quali competenze e professionalità hai maturato nel tempo trascorso?

F.S.:  Nel corso del tempo ho acquisito sempre più la consapevolezza che il fattore principale non è il mezzo tecnico che si utilizza per girare un prodotto filmico ma ciò che realmente vuoi raccontare e come vuoi raccontarlo.
Ho capito anche che è importante affinare l’anima, riempirla di cultura e di emozioni continue e soprattutto di renderla sensibile: ascoltare molto le persone, essere sempre vigili 24 ore su 24 di tutto quello che accade intorno a noi e al mondo, è un ottimo modo per educare il nostro essere ad assimilare tutte le informazioni per poi amplificarle al massimo, portandole sul grande schermo. Secondo me è proprio questa la funzione del cinema: prendere il particolare e trasformarlo in universale.
Nei miei lavori cerco sempre di dare un forte stampo visivo al prodotto perché la fotografia la ritengo importantissima: quando pensiamo ad un film, la prima cosa che ci viene in mente è la fotografia e per questo cerco di spingere sempre l’immagine in maniera molto intensa, affinché il nostro prodotto possa essere sempre assolutamente riconoscibile secondo lo stile che abbiamo acquisito. I movimenti di macchina sono importantissimi e ogni volta che stabiliamo un’inquadratura o muoviamo la macchina in panoramica o con un carrello, trasferiamo un’emozione diversa allo spettatore. È quindi fondamentale studiare, calcolare e montare il film in testa, prima ancora di girarlo per dargli un forte stampo d’autore.
Avere quindi l’anima pronta a raccontare la vita in un certo modo, insieme ad una forte predisposizione visiva trattando ogni inquadratura come fosse un’opera d’arte, è un ottimo passo per raggiungere la perfezione cinematografica e proprio l’anima stessa è l’unico mezzo per arrivare sempre e direttamente al cuore delle persone.

Come Le Onde

Come Le Onde

VM.net: Nella realizzazione di lavori a budget limitato cosa ritieni sia la carta vincente per la buona riuscita del film e, nello specifico di questo lavoro, cosa è stato determinante per la buona riuscita del progetto?

F.S.: Il fattore vincente è sempre il coinvolgimento emotivo al progetto e unire le forze, le diverse maestranze, è sempre d’obbligo per situazioni low budget: giocando di squadra, ognuno lavorando bene nel proprio settore non fa altro che lavorare bene al film e lavorando bene al film si crea un bel film. Tutti hanno guadagnato alla fine. Da soli si perde sempre.

VM.net: Ci dai qualche dettaglio “tecnico” sulla realizzazione? Potresti parlarci del tipo di attrezzatura utilizzato in tutto il corto?

F.S.: Aver vinto un premio così grosso con questo documentario, rafforza ciò che ho detto sopra e cioè che l’anima è sempre superiore di fronte a qualsiasi mezzo tecnico: quando ho girato “Come le Onde”, è stato il primo esperimento che ho avuto con le DSLR, in particolare con la Canon 60D e infatti l’immagine non è proprio perfetta perché ancora non capivo concettualmente come utilizzare bene il fattore fotografico in un prodotto filmico. Anche la Color non è delle migliori perché mi sentivo proprio bloccato mentalmente e paradossalmente è venuto fuori un prodotto filmico tecnicamente inferiore a tutti gli altri che finora ho realizzato ma alto nei contenuti.
Gli obiettivi utilizzati sono stati gli economici Canon 17-85 per i campi medi e il 50mm 1.8 per i primi piani. Ora lavoro in tutt’altra maniera: Canon 5d mkIII con 24-70 2.8 in RAW VIDEO con la post in Davinci.
L’audio è stato invece registrato con dei radio microfoni Sennheiser insieme ad un mixer.
Il montaggio è stato realizzato con Final Cut Pro X.

VM.net: Nella realizzazione dei lavori low budget, il coinvolgimento degli amici per la realizzazione è un fattore determinante. Ci parli della tua esperienza in merito?

F.S.:  In questo lavoro è stato fondamentale il contributo della mia troupe perché ciò che ci ha accomunati e uniti per portare a termine il lavoro è stata proprio la voglia di raccontare una storia che nessuno sapeva, o meglio, che le nuove generazioni non conoscevano, me compreso. Far tornare in auge un borgo antico ormai dimenticato come quello di “Case Basse” a Messina, attraverso i racconti di una poetessa che oggi è stata consacrata dalla Regione Sicilia “tesoro umano vivente” è stato sicuramente il catalizzatore motivante in noi. Spesso ci dimentichiamo le nostre origini, da dove siamo venuti, chi è vissuto prima di noi e soprattutto cosa ha fatto e quindi io considero il nostro documentario come un “documento” storico da tramandare alle future generazioni.
Anche il titolo è una similitudine che si riallaccia al movimento delle onde sulla spiaggia, onde lunghe, onde corte che prima coprono la sabbia e poi si ritirano nel mare vero e proprio, un po’ come i nostri ricordi lontani, vicini che ogni tanto ci riaffiorano nella mente, ora in maniera chiara, ora un po’ più offuscata. In sostanza è esattamente ciò che accade nel racconto del documentario.

VM.net: Quali sono stati i principali intenti e ispirazioni che ti hanno influenzato nella realizzazione di questo lavoro?

F.S.:  La mia più grande fonte di ispirazione è sempre stata Giuseppe Tornatore e non lo dico perché siamo entrambi siciliani ma perché ho sempre trovato in lui una vicinanza e affinità emotiva talmente ampia da farmi capire che in realtà lui sia esattamente ciò a cui io aspiro. Ogni sua opera che lascia al mondo, che sia uno spot, un documentario o un film, nel momento in cui la guardo, già dall’inizio comincio a sentire sempre e costantemente un flusso continuo emozionale che termina solo dopo qualche ora. Trovo che il suo cinema sia l’esempio dell’unione di una metodo narrativo tipicamente europeo (forse è meglio dire shakespeariano) e di una tecnica visiva assolutamente perfetta.

Come Le Onde

VM.net: Il budget per realizzarlo? Quanto è costata la sua realizzazione? E quanto è costato in termini di tempo, dandoci un riferimento per la preproduzione, la produzione e la post-produzione?

F.S.:  Il documentario è costato poco ma il montaggio è durato veramente tanto perché l’intervista è iniziata alle 9:30 ed è finita alle 13:00 mi pare, quindi la parte più difficile è stata proprio quella di prendere tutte le risposte alle domande e di unirle come se fosse in realtà un unico filo conduttore e la mia decisione è stata quella di farlo iniziare in maniera emozionale, continuare il montaggio più dal punto di vista storico e terminarlo poi emotivamente.

VM.net: Il tuo lavoro quale futuro avrà? Ci sarà la partecipazione a concorsi e proiezione/distribuzione e a che livello? E soprattutto questo lavoro ha già avuto qualche riconoscimento?

F.S.:  “Come le Onde” è stato ad un Festival di Roma (non ricordo il nome) e poi come ho già scritto, ha vinto il premio assoluto alla prima edizione del Cubovision Film Award & RaiCinema. La premiazione sarà durante la cerimonia al The Space Cinema di Roma a Piazza della Repubblica il 18 Marzo alle ore 20:45.

VM.net: Sei già al lavoro su un nuovo progetto? Di cosa si tratta e quando vedrà la luce?

F.S.: Sto iniziando a scrivere la bozza del mio primo lungometraggio dal punto di vista individuale ma dal  punto di vista commerciale giro continuamente spot pubblicitari per un’agenzia di marketing e comunicazione che si chiama “Life-Solution”.

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Altre Informazioni:

  • Musiche: David Carfì
  • D.O.P.: Daniele Chitè
  • Fonico Di Presa Diretta: Dario Carlos Maria Lisitano

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