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[Gianpaolo Bucci] (In)Visible Cities

posted by VMStaff
  • Tiplogia: Documentario/Serie
  • Durata: 60'
  • Regia: Gianpaolo Bucci
  • Produzione: Gianpaolo Bucci & Beatrice Ngalula Kabutakapua per Ass. Cult. "Oltre Lo Sguardo"
  • Trama: Una storia senza fine che inizia con la gioveane guida di nome Beatrice: nata in Italia, ma il colore della sua pelle ha sempre richiamato la sua origine africana. Questa è la storia del viaggio alla ricerca delle sue radici e per farlo non torna nel continente dal quale partirono i suoi genitori, ma va alla ricerca di altri “come lei”, seconde generazioni e migranti. Il suo viaggio inizia nel quartiere gallese di Butetown, a Cardiff...
  • Cast: N.D.
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Immergiamoci in questa nuova intervista con Gianpaolo Bucci regista di “(IN)VISIBLE CITIES” per saperne di piĂą sul suo lavoro.

Videomakers.net: Ci parli di te e della tua “casa” di produzione?

Gianpaolo Bucci: Per rispondere prenderò spunto dal motto di (IN)VISIBLE CITIES, “the whole world is our home”: la mia casa di produzione non esiste sulle carte, è una rete di collaborazioni che coltivo da anni con filmmakers (e non solo) di tutto il mondo. Dopo aver lavorato per anni per la RAI, due anni fa ho iniziato a cercare progetti più orientati al sociale, quindi mi sono trasferito a Londra e poi a Los Angeles e le suggestioni non hanno tardato ad arrivare. Lavorando freelance nella capitale inglese, ho notato come possa essere conveniente portare i propri progetti personali in strutture già esistenti e gestite da persone nel proprio network di cui ci si possa fidare: a Londra anche le compagnie più piccole o nate da poco hanno nel portfolio lavori con aziende e marchi molto blasonati. Nel mio caso, ho avviato (IN)VISIBLE CITIES con una giornalista italo-congolese, Beatrice Kabutakapua, e lo portiamo avanti con le nostre forze di freelancers e autofinanziandoci. A Londra avevo conosciuto Marco Morano ed Erica Mainini della HoxtonLab, che hanno voluto da subito entrare nel progetto pur senza un budget iniziale, curandone il sound design e fornendoci consulenza sull’immagine. Per ora ai fini burocratici italiani utilizziamo l’associazione culturale “Oltre lo sguardo”, di cui sono presidente, mentre all’estero operiamo in collaborazione con HoxtonLab e stiamo cercando di estendere la partnership con altri soggetti.

VM.net: Nella realizzazione di lavori a budget limitato quale ritieni sia la carta vincente per la buona riuscita del film e, nello specifico di questo lavoro, cosa è stato determinante per la buona riuscita del progetto?

G.B.: Intesa immediata coi partners e voglia genuina di collaborare, innanzitutto. Io sono avvantaggiato sull’intesa perché lavoro con la mia compagna: io filmmaker, lei giornalista, quindi le esperienze sul campo sono diverse ma complementari. Questo lo trovo più proficuo rispetto al collaborare con persone dalle stesse competenze e aspirazioni (tutti registi!). Meglio una squadra eterogenea: come un regista, un DOP, uno storyteller, un PR/ufficio stampa e un commercialista, per esempio. Noi autofinanziandoci abbiamo dovuto spesso fare le veci anche degli ultimi due, ma preferiamo demandarne le competenze a chi lo fa per professione.

(IN)VISIBLE CITIES

(IN)VISIBLE CITIES

VM.net: Ci dai qualche dettaglio “tecnico” sulla realizzazione? Potresti parlarci del tipo di attrezzatura utilizzato in tutto il corto?  

G.B.: Uso da anni una Canon 550D con ottiche fisse, per lo più “vintage” adattate. Il cavalletto l’ho abbandonato dopo le primissime interviste, e così le luci LED, perché ho capito che era necessario ridurre all’osso l’attrezzatura per non risultare invasivo ma ottenere la massima spontaneità dai protagonisti. Montavo su Avid Media Composer da oltre 10 anni, con questo film sono passato a Premiere CS6. Inizialmente su un portatile Dell Precision M6400, ora su Mac Mini 2011 (RAM upgraded a 16 Gb) per questioni di stanchezza: sia per il peso che dovevo portare nello zaino, sia nei confronti dei sistemi operativi Windows. Ho dovuto aggiornarmi molto sulle novità in tema di workflow dopo anni in cui non mi ero informato: infatti la qualità del video ne risentiva molto all’inizio.
Aggiornare l’Avid alla versione 6.5 è stato determinante per poter lavorare meglio con l’AMA e quindi rimandare le noiose transcodifiche alla fine del lavoro; però debbo ammettere che anche Premiere CS6 mi ha sorpreso positivamente, e lo consiglierei a chi avvii un progetto indipendente senza assilli di broadcast. Infatti ora uso solo Premiere e la suite CS6, che aiuta molto il filmmaker indipendente anche per l’integrazione con tutti gli altri sw come Audition, After Effects, Photoshop, SpeedGrade. Non è esente da difettucci, ma credo che ognuno debba scegliersi una piattaforma commisurata alle proprie esigenze in termini di tempo, budget (io non posso permettermi una gran quantità di dischi rigidi, anche perché portarseli in giro per il mondo pesa), e collaboratori a disposizione.

VM.net: Nella realizzazione dei lavori low budget il coinvolgimento degli amici per la realizzazione è un fattore determinante. Ci parli della tua esperienza in merito?

G.B.: Per me è stato determinante innanzitutto coinvolgere la mia compagna, Beatrice Kabutakapua! (IN)VISIBLE CITIES nasce dalle sue ricerche giornalistiche in alcune città d’Europa (Cardiff, Oslo, Bruxelles), insieme abbiamo deciso di farne un documentario e spingere le nostre ambizioni su scala globale. Poi, oltre all’aiuto già menzionato degli amici di HoxtonLab, è stata fondamentale tutta la rete di nostre amicizie, anche quelle di più lunga data: per il nostro materiale promozionale, ad esempio, ci hanno aiutato i miei amici d’infanzia Marco Corriere (fotografo) ed Emiliano Mirotto (grafico), unitamente al modello per l’occasione Michel Nzisabira, che conosco anche lui fin da quando era bambino. La nostra locandina quindi è nata nella mia città natale, Maddaloni (CE), mentre tornavamo da Londra e ripartivamo per Los Angeles!
Un altro amico e collaboratore di lunga data è Osmel “Ox” Fabre, un valente grafico con cui avevo collaborato in RAI che mi ha sempre prestato prontamente aiuto in varie fasi della produzione e nell’ottimizzare il nostro sito. A Roma poi abbiamo conosciuto Francesco Carta, che ci aveva intervistati per Città Nuova, e abbiamo visto in lui la persona giusta per gestire alcuni comunicati stampa e i nostri social mentre eravamo a Istanbul in pieno oscuramento pre-elettorale voluto da Erdogan. Lungo il nostro cammino, sono state innumerevoli le nuove amicizie che ci hanno aiutati fornendoci contatti, parlando di noi, a volte ospitandoci (come Himmat e Amel, una coppia di sudanesi che vivono a Cardiff): alcuni di loro potrete vederli nel documentario, e insieme a molti altri sono rimasti nostri amici con cui ci sentiamo spesso tramite i social o tramite Skype per raccontarci le reciproche novità o anche solo farci gli auguri.

VM.net: Quali sono stati i principali intenti e ispirazioni che ti hanno influenzato e che ti ispirano in genere nel tuo modo di realizzare determinati lavori?

G.B.: Fin da quando, quasi quindici anni fa, decisi di intraprendere questa strada ho sempre pensato che fosse necessaria una conoscenza a tutto tondo di vari campi (non solo artistici); in effetti l’evoluzione delle tecnologie digitali e di conseguenza delle figure professionali nel campo dell’audiovisivo hanno amplificato e reso sempre più necessaria questa versatilità di interessi e competenze. Se oggi dicessi che “nella mia pratica documentaria mi ispiro a un Joris Ivens” meriterei un sonoro pernacchio, perché oggi la maggior parte degli stimoli vengono da nuovi media, arti grafiche, e sono esposto molto più a serie TV, corti, video musicali e infografiche animate che cinema tradizionale (volente o nolente). Quindi cerco di “fare film” (e non “fare documentari”, per quanto ormai entrambi i termini si possano tranquillamente definire obsoleti) cercando di innovarne le forme perché qualunque contenuto sia presentato in maniera fresca, contemporanea e accattivante per tutti.

(IN)VISIBLE CITIES

(IN)VISIBLE CITIES

VM.net: Il budget per realizzarlo? Quanto è costata la sua realizzazione?? E quanto è costato in termini di tempo, dandoci un riferimento per la preproduzione, la produzione e la postproduzione.

G.B.: Finora è costato circa diecimila euro attinti dai risparmi accumulati in anni di lavori per la RAI e non: per la maggior parte sono stati spesi in un minimo upgrade dell’attrezzatura e per i costi di viaggi e soggiorni a Cardiff, attraverso gli USA da Los Angeles a New York, e infine a Istanbul. Proprio questi sono i costi più ingenti e necessari, che stiamo cercando di ammortizzare allargando la nostra rete di contatti per ottenere ospitalità gratuita nelle città (quindi se conoscete qualcuno che voglia ospitarci nelle 13 città in cambio di innumerevoli aneddoti o scampoli di cucina partenopea e congolese, ve ne saremo ben grati!)
Il budget necessario per completare un progetto di tale portata, però, sarebbe intorno ai 200.000 euro: saper ammortizzare tali spese sta all’abilità dei produttori, e speriamo di essere abbastanza bravi (altrimenti ci troverete sotto i ponti di una delle 13 città). Finora il fundraising e il reperimento di sponsor è stata la parte preponderante delle nostre fatiche, come è facile immaginare. Soldi veri e propri ancora non sono entrati, perché voler portare avanti un progetto più orientato all’utilità sociale che ai profitti commerciali naturalmente ti espone a questo; inoltre sono contrario al lanciarmi in una campagna crowdfunding basata su amici e conoscenti, perché non reputo giusto finanziare la mia attività così ma preferisco costruire contatti con grossi finanziatori privati o associazioni da coinvolgere.
Quindi per ora l’impresa è ancora autofinanziata, e nell’abbattimento del budget concorrono le prestazioni professionali a titolo gratuito di amici o il supporto in natura di altri collaboratori e simpatizzanti. Il nostro unico sponsor è il sito Fiverr.com: una comunità di creativi che offrono servizi di grafica, trascrizione, traduzione, sottotitolazione ecc. I fondatori di Fiverr hanno trovato accattivante il nostro progetto e ci hanno accordato un cospicuo coupon da spendere nei servizi offerti dai loro utenti.

VM.net: Il tuo lavoro quale futuro avrĂ ? Ci sarĂ  la partecipazione a concorsi e proiezione/distribuzione e a che livello?

G.B.: Al momento il lungometraggio che racconta il nostro primo anno di viaggi è programmato in alcune sale d’Italia dove incontreremo il pubblico tra ottobre e novembre. Gli appuntamenti già fissati sono: 9 ottobre al Cinema Trevi di Roma, 30 ottobre al Museo della Resistenza e Diritti Civili di Torino, 13 novembre al Teatro Nuovo di Capodarco di Fermo, 16 novembre al Kursaal di Grottammare (AP).
Stiamo organizzando altre date tra Campania e Lombardia tramite i nostri contatti, e chiunque tra i lettori di Videomakers.net sia interessato a organizzare una proiezione nel proprio comune può contattarci all’indirizzo look@invisiblecities.us.
Per tenersi aggiornati sui nostri prossimi eventi e sapere quando saremo nel comune piĂą vicino a voi, niente di piĂą facile che seguirci tramite la nostra pagina Facebook (https://www.facebook.com/pages/Invisible-Cities/429454673809162) o Twitter (invisible_cit)
Intanto siamo alla ricerca di una distribuzione per definire il taglio seriale, un doc per ogni città, e alla fine del percorso pubblicare un’edizione in DVD con libro allegato. Ciò che rimarrà dopo la divulgazione del documentario sarà il sito internet del progetto (www.invisiblecities.us), inteso come punto d’incontro dove migranti, organizzazioni e associazioni interessate possano scambiare e raccogliere esperienze utili. Inoltre organizziamo già attività correlate al progetto e alla nostra esperienza, come seminari, workshops e video didattici sull’intercultura sia per adulti sia per studenti delle scuole.

(IN)VISIBLE CITIES

VM.net: Sei giĂ  al lavoro su un nuovo progetto? Di cosa si tratta e quando vedrĂ  la luce?

G.B.: Nonostante da qui al 2018 (IN)VISIBLE CITIES mi richiederà ancora molte energie, di tanto in tanto è stimolante avviare nuovi progetti per rinnovarsi: i prossimi saranno nel casertano, ma non rivelo nulla finché non si concretizzano!

(IN)VISIBLE CITIES

VM.net: Ci puoi dare qualche indiscrezione riguardo i tuoi prossimi impegni?

G.B.: Sto valutando una serie di opportunità molto stimolanti per tornare a lavorare nel Regno Unito e negli USA dal 2015. Nel frattempo ho deciso di fermarmi a Roma, dove sarò di nuovo impegnato con la RAI dalla fine di quest’anno mentre curo alcune collaborazioni qui in Italia: perciò anch’io mi sento come le persone ritratte nel mio film, per cui “the whole world is our home”!

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Altre Informazioni:

  • Stoytelling: Beatrice Ngalula Kabutakapua
  • Sound Design: Marco Morano per Hoxtonlab

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