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[Le cose che so di me] D’io

posted by VMStaff
  • Tiplogia: Cortometraggio
  • Durata: 3' 34"
  • Regia: Emiliano Cribari
  • Produzione: "Le cose che so di me" Produzione Indipendente
  • Trama: "D'io" è l'inedito punto di vista di un cane domestico, affacciato al balcone della vita di un giovane in crisi con se stesso e col mondo. Una sorta di poetico barlume di speranza che si fa spazio nelle tenebre della mente umana.
  • Cast: Alessio Venturini
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Immergiamoci in questa nuova intervista con Emiliano Cribari regista di “D’io” che abbiamo giĂ  avuto piacere di intervistare in occasione del suo precedente lavoro “Tuttotorna“.

Cinema Indipendente - D'io
Cerchiamo allora di capire insieme i percorsi evolutivi in occasione del nuovo lavoro.

Cinema Indipendente - D'io

VM: Ci parli delle evoluzioni che eventualmente ci sono state dal primo lavoro di cui abbiamo giĂ  parlato nella nostra sezione rispetto al lavoro attuale?

EC: Sono state tante, le evoluzioni fatte dai primi lavori a questo. Tante. Innanzitutto, per così dire, di “avvicinamento al pubblico”. Il mio percorso vuole arrivare a tutti, allontanandosi dai virtuosismi letterari che appassionano i cinefili e gli intellettuali e che hanno segnato la prima parte del mio viaggio nel cinema. Non che “D’io” sia un’opera popolare, ma certamente – rispetto a “Tuttotorna” – ha un linguaggio che non ha bisogno di una seconda, terza visione, ma arriva anche alla prima. E le immagini tentano di allontanarsi da quella poesia visiva, estetica, cercando di essere funzionali e accrescitive. Insomma, non piĂą il video a sostegno del testo, ma contenuto e immagini sullo stesso piano.

VM: Quali competenze e professionalitĂ  hai maturato nel tempo trascorso?

EC: Dopo “Tuttotorna” ci sono stati molti lavori, due dei quali distribuiti dalla Cecchi Gori Home Video (“Via Varsavia” e “30 anni quasi 21”), una collaborazione con la RAI per la quale ho realizzato alcuni spot educativi sulla lettura e per la quale sto realizzando 15 booktrailers. Ma al di là di queste e di molte altre esperienze, direi che tra “Tuttotorna” e “D’io” e tra “D’io” e i miei lavori successivi ci sono tanti sani errori compiuti sul campo che, inevitabilmente, mi hanno fatto maturare. Non solo come regista, ma anche come produttore indipendente, nel rapporto con collaboratori e sponsor.

VM: Nella realizzazione di lavori a budget limitato cosa ritieni sia la carta vincente per a buona riuscita del film e, nello specifico di questo lavoro, cosa è stato determinante per la buona riuscita del progetto?

EC: Innanzitutto l’idea, e poi la professionalità e l’impegno. Se un lavoro è a budget limitato, o anche a budget zero, questo non può e non deve essere un alibi. Certo, i mezzi sono quelli che sono e i soldi aiuterebbero molto il progetto, ma se l’idea è buona e è condivisa da collaboratori che non sono solo amici, ma anche professionisti, allora il risultato non sarà eccezionale, ma sicuramente il migliore possibile in quel momento.

VM: Ci dai qualche dettaglio “tecnico” sulla realizzazione? Potresti parlarci del tipo di attrezzatura utilizzato in tutto il corto?

EC: La mia fedele compagna di sempre, la Panasonic AG-HVX200 e un piccolo set di luci a temperatura esterna. Bagaglio minimo ma affidabile.

Cinema Indipendente - D'io

VM: Nella realizzazione dei lavori low budget, il coinvolgimento degli amici per la realizzazione è un fattore determinante. Ci parli della tua esperienza in merito?

EC: Credo di essere molto fortunato, perché facendo questo lavoro da un po’ di tempo i miei amici sono tutti, o quasi, persone del settore, che quindi si prestano e prestano la loro esperienza e professionalità al lavoro. Per esempio lo stesso Alessio Venturini, il protagonista del corto, è un caro amico ma soprattutto un attore molto bravo, che “usa” i nostri set per sperimentare, per provarsi anche in ruoli che ancora non ha avuto l’occasione di rivestire nel corso del suo percorso artistico.

VM: Quali sono stati i principali intenti e ispirazioni (filmiche) che ti hanno influenzato nella realizzazione di questo lavoro?

EC: La continua introspezione. Nessun modello cinematografico preciso, ma esclusivamente uno sguardo vigile e clinico sulla quotidianitĂ .

VM: Il budget per realizzarlo? Quanto è costata la sua realizzazione? E quanto è costato in termini di tempo, dandoci un riferimento per la preproduzione, la produzione e la post-produzione?

EC: Opera sperimentale, “D’io”, e pertanto realizzata a budget 0. Nata un po’ come un gioco, ci ha “rubato” un giorno di riprese e un paio di post-produzione, escluso il tempo, naturalmente, che ci è voluto per realizzare le musiche originali, di Michele Papadia.

VM: Il tuo lavoro quale futuro avrĂ ? Ci sarĂ  la partecipazione a concorsi e proiezione/distribuzione e a che livello? E soprattutto questo lavoro ha giĂ  avuto qualche riconoscimento?

EC: Nel mio futuro, di qui a pochissimi mesi, ci sarĂ  finalmente la sala cinematografica. Ad Aprile inizierò infatti a girare il mio primo lungometraggio destinato a una distribuzione cinematografica, e non piĂą quindi per l’Home Video. E poi, di lì in poi… vedremo cosa succederĂ : sicuramente dovrò essere bravo a rimanere nel giro. Per quanto riguarda “D’io”, invece, il corto – che ho distribuito pochissimo, purtroppo, a causa di tanti altri impegni – ha ricevuto un secondo posto, proprio pochi mesi fa, al Premio “Tagliacorto”.

VM:  Sei già al lavoro su un nuovo progetto? Di cosa si tratta e quando vedrà la luce?

EC: Come accennavo, ad Aprile girerò un film, scritto da Riccardo Leto, che si intitolerĂ  “Brokers – Eroi per gioco”. Se sarò – e saremo – bravi, vedrete che questo film farĂ  parlare di sĂ©. E poi a Settembre tornerò alle mie produzioni, con il corto “L’amore è un taxi”, una commedia ironica che si avvarrĂ  di un’importante distribuzione sia nazionale che internazionale e che vedrĂ  la partecipazione di alcuni nomi molto noti del panorama cinematografica italiano.

VM: Ci puoi dare qualche indiscrezione riguardo i tuoi prossimi impegni?

EC: Sì. Mi piacerebbe darla su un corto che finora non ho avuto modo di citare ma che è stato, ed è tuttora, molto importante nel mio percorso soprattutto registico, in questo caso: s’intitola “Ho soltanto chiuso gli occhi”. UscirĂ  in DVD ad Aprile e sarĂ  presentato presso il Salone del libro di Torino. Scritto e interpretato da Fabrizio Rizzolo, questo lavoro – intelligentemente sociale – ha segnato il mio debutto come regista e basta, non cioè anche come autore, ed è stata un’esperienza difficile ma straordinaria al tempo stesso, e i risultati – ne sono convinto – mi/ci daranno ragione.

Altre Informazioni:

  • Soggetto e Sceneggiatura: Emiliano Cribari
  • Fotografia: Le cose che so di me
  • Montaggio: Emiliano Cribari

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