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[Marchifilm] Transience

posted by VMStaff
  • Tiplogia: Videoclip
  • Durata: 5’ 16”
  • Regia: Alex Marchi
  • Produzione: Marchifilm
  • Trama: Quattro ragazzi si ritrovano in una foresta dopo aver avvertito un senso di estraneità di fronte a normali situazioni di routine. Sentendosi minacciati da presenze oscure fuggono finché, attraverso la musica, trovano la via per la salvezza.
  • Cast: Rock Band "Amnèsia"
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Immergiamoci in questa nuova intervista con Alex Marchi, regista della videoclip “Transience” della rock band emergente Amnèsia, per saperne di più sul suo lavoro.

VideoMakers.net: Ci parli di te e della tua “casa” di produzione?

Alex Marchi: Ho iniziato a fare filmati a 15 anni. Con gli amici abbiamo usato per anni il giorno di Santo Stefano per creare dei piccoli film comici. Era il 2001. Nel 2006 e 2007 ho diretto i miei primi videoclip per due canzoni di mio fratello. Nel 2008 insieme a mio fratello ho diretto un lungometraggio, “Sogno su di te” che è stato proiettato in un Multisala per due sere. Nel 2009 mi sono iscritto al forum di VideoMakers.net e lì ho avuto modo di conoscere molte persone in gamba che mi hanno dato ottimi consigli. Willyfan e Ulisse in particolare. L’estate del 2010 ho realizzato il primo film italiano girato esclusivamente con DSLR, “L.over.S” che è stato proiettato nel 2012 per un totale di sedici giorni in tre diversi multisala (Questo il trailer: https://www.youtube.com/watch?v=Adf1NjwE28I). E poi sono seguiti i cortometraggi e, ultimamente, mi stanno chiedendo molti videoclip. In realtà da un paio di anni sto lavorando alla sceneggiatura per una teen comedy che mi è stata commissionata da un produttore ‘made in Rome’. Non è De Laurentiis, ma di commedie ne ha prodotte e distribuite davvero tante. Il problema è che ogni volta che sembra si possa girare, tutto viene rinviato di qualche mese: progetti che si accavallano, soldi che mancano, attesa di finanziamenti.. insomma, è come Aspettando Godot. Per cui ho pensato che se il film lo produco da solo, non ho un milione di budget, (in realtà nemmeno diecimila euro) ma… con le giuste idee e competenze si possono fare cose fuori dal mainstream ma che interessano alla gente, al pubblico on line.

Amnèsia - Transience

Amnèsia - Transience

VM.net: Nella realizzazione di lavori a budget limitato cosa ritieni sia la carta vincente per a buona riuscita del film e, nello specifico di questo lavoro, cosa è stato determinante per la buona riuscita del progetto?

A.M.: Per fare un buon prodotto di carattere, che sia un film o un cucchiaio, servono creatività e capacità di realizzazione tecnica. Il carattere, appunto, è fondamentale. Inutile provare ad imitare Hollywood. Per fare Hollywood, ci vuole Hollywood. In questo caso il nostro film sarà sempre la brutta copia della copia, della copia. Se uno sceneggiatore o un regista, che hanno una loro personalità individuale, riuscissero a mettere loro stessi con sincerità dentro al film, allora dato che ogni individuo è una singolarità, allora anche il suo film sarebbe un opera originale con un suo carattere unico. Credo che il carattere del prodotto sia la cosa più importante, ed economica, da raggiungere in un low cost.
Questo è ciò che ritengo più importante per un prodotto. Poi è fondamentale come riuscire a far vedere questo prodotto. E’ possibile far girare un video senza avere soldi da spendere in pubblicità? In teoria sì. Credo che una buona parte del budget, oggi sarebbe da sacrificare per costruire le basi della viralità del filmato. Durante le riprese sarebbe opportuno invitare dei blogger conosciuti sul set. Far prendere loro parte alle riprese, fargli scattare foto, scrivere resoconti. Usare i social media per far conoscere il film e, se possibile, creare un hype.
Questo videoclip non aveva budget da dedicare alla pubblicità. Ci siamo concentrati sulle riprese, sulle atmosfere, sulle location. Abbiamo cercato di dare un carattere alle riprese: frenesia, fugacità, instabilità. Camera a mano. Una volta The Blair Witch Project terrorizzava più per il tipo di riprese da nausea piuttosto che per ciò che si vedeva. Oggi la camera handheld è la normalità: tutti sono abituati alle riprese da iPhone. Io adoro la camera a mano, è come un’estensione del mio sguardo. E’ viva, vibrante, si muove con me. In questo modo ho cercato di dare al video il mio carattere.

VM.net: Ci dai qualche dettaglio “tecnico” sulla realizzazione? Potresti parlarci del tipo di attrezzatura utilizzato in tutto il corto?

A.M.: E’ stato girato con una Blackmagic Pocket. Accompagnata con il Lumix 14-140, l’Helios 44-2 e un Petri 135. Poi un treppiedi Manfrotto e uno slider di 30”. Ho girato in ProRes HQ 422 10 bit, ci ha dato una latitudine tale da consentirci un lavoro semplice e ampio in post produzione. Ho montato il lavoro con Adobe Premiere ed ho usato svariati plug in per i colori. La Magic BUllet Suite, le classiche RGB Curve di default, ecc. Uso la camera “cruda”, senza monitor esterni, viewfinder, ecc, che, se devo essere sincero, vedo più come il bisogno di sopravvivenza di chi li produce o l’assuefazione all’uso di chi li utilizza, che un vero bisogno per le mie riprese. Per il montaggio, sincronizzo tutte le clip, una sopra all’altra cosicché, nascondendo o meno i vari livelli, ho, in ogni momento, la possibilità di vedere tutte le inquadrature possibili per quel passaggio.

Amnèsia - Transience

VM.net: Nella realizzazione dei lavori low budget il coinvolgimento degli amici per la realizzazione è un fattore determinante. Ci parli della tua esperienza in merito?

A.M.: Non ho avuto la fortuna di avere amici particolarmente capaci per i vari lavori in ambito cinematografico. A volte qualcuno di loro ha preso l’audio, qualcuno ha truccato, ma non è mai stato un aiuto che apportasse vantaggi ai corti. Generalmente faccio tutto con mio fratello. Scrittura, fotografia, audio, riprese, montaggio, ecc.
Il ruolo di amici o, più in generale di conoscenti, è stato utile davanti all’obiettivo. Voglio dire che non ho mai pagato un attore. Sono tutte persone che l’hanno fatto per amicizia o perché gli era piaciuta l’idea.
Ho avuto la fortuna di lavorare un anno fa con Ana Caterina Morariu (Il mio miglior nemico, Intelligence, ecc.) per un corto – “The Angel 3” che sinceramente non è venuto bene – e con lei sul set ho capito la differenza che c’è tra un’attrice (una delle più brave, tra l’altro, in Italia) e con gli amici.
Non abbiate paura di cercare attori veri. Provate a conquistarli con le idee dato che spesso hanno a che fare con proposte di lavoro di pessimi livello.

VM.net: Quali sono stati i principali intenti e ispirazioni che ti hanno influenzato e che ti ispirano in genere nel tuo modo di realizzare determinati lavori?

A.M.: Sono toscano e sono cresciuto con le commedie di Pieraccioni e quelle di Benigni. Che poi era proprio quello che succedeva il sabato pomeriggio o la domenica in paese. Poi sono rimasto incanto da David Lynch. Tre anni più tardi lo detestavo. Ho seguito le riprese di New Moon (Twilight Saga) che hanno avuto luogo al mio paese, Montepulciano, ma mi sono venuti a noia molto presto. Adoro le commedie stupide che mi ricordano le vacanze al mare a 15 anni; le commedie francesi. Chi fa ridere, che io ritengo siano le uniche persone che contravvengono la termodinamica creando energia, con le risate, dal nulla. Ma adoro anche l’altro lato. E infatti di quello che ho girato, la maggior parte ha tinte scure, situazioni oppressive. Adoro il realismo e alcune derive dagli snuff movies. Mi rendo conto che per quanto il realismo dei film odierni sia a prima vista straordinario, c’è qualcosa nell’inconscio che non accetta la finzione. Ecco, vorrei poter girare solo ciò che è vero. O, più vero possibile.

VM.net: Il budget per realizzarlo? Quanto è costata la sua realizzazione?? E quanto è costato in termini di tempo, dandoci un riferimento per la preproduzione, la produzione e la postproduzione.

A.M.: Transience ha richiesto circa una settimana di scrittura e pre produzione. La prima sceneggiatura non è piaciuta ai ragazzi. Era una storia strana e piena di colpi di scena che giocava su ciò che è vero e ciò che non lo è. Abbiamo scritto la versione definitiva insieme. Otto giorni per girare nelle diverse location (mezze giornate di ripresa), una settimana di post produzione. Il budget totale dei ragazzi è stato di circa 800 euro.

Amnèsia - Transience

Amnèsia - Transience

Amnèsia - Transience

VM.net: Il tuo lavoro quale futuro avrà? Ci sarà la partecipazione a concorsi e proiezione/distribuzione e a che livello?

A.M.: Per “Transience” se ne occupa la band. Sono loro che lo proporranno ai concorsi, musicali, e che lo gestiscono. In generale non candido mai niente per i concorsi. Non so se è un errore, dato che presentando “L.over.S” a dei produttori ho avuto l’incarico di cui dicevo prima. In generale preferisco far girare i video sul web appena terminati e, si sa, i concorsi non vogliono sapere di cose già pubblicate.

VM.net: Sei già al lavoro su un nuovo progetto? Di cosa si tratta e quando vedrà la luce?

A.M.: Sono al lavoro su diversi progetti. Ad Aprile curo le riprese di un videoclip per una cantante che ha video con 800.000 visite. Tra aprile e giugno voglio lavorare ad un thriller che mi è venuto in mente pochi giorni fa. Il videoclip uscirà, verosimilmente entro maggio. Ho sempre da parte una decina di sceneggiature di corti che ho scritto nel tempo e mai girati perché complessi, per il tempo che manca sempre.

Amnèsia - Transience

Amnèsia - Transience

VM.net: Hai un aneddoto particolare da raccontarci?

A.M.: La scena del party. La situazione iniziale era pessima: un mercoledì sera di febbraio, in una casetta in un terreno sperduto con dei ragazzini perlopiù sedicenni e diciassettenni spenti e timidi. Doveva venirne fuori una scena da party americano. Stile American Pie, viva, caotica, volgare. Avrei giurato che non ne sarebbe venuto fuori niente di buono. Poi è successo tutto all’improvviso: una ragazza è salita su una barriques e da sé si è messa a ballare. Il tasso di ormoni in aria è iniziato a salire. Le altre ragazze che nessuno guardava hanno cominciato a togliere le giacche, a scoprire le spalle per catturare qualche sguardo anche loro. I ragazzi cominciavano ad eccitarsi. Le ragazze allora gettarono benzina sul fuoco, trucchi, rossetti, movimenti. Da lì è stato un attimo passare a leccare la nutella sul volto di uno sconosciuto e tutto il resto.

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