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[Massimiliano Finotti] Space Mannus

posted by VMStaff
  • Tiplogia: Cortometraggio
  • Durata: 10' 33"
  • Regia: Massimiliano Finotti
  • Produzione: Massimiliano Finotti, Mannus Club
  • Trama: L’equipaggio dell’astronave Ulisse si trova a fronteggiare l’enigma di un misterioso pianeta in cui gli abitanti sembrano trasformarsi in zombie.
  • Cast: Matteo Ferrante, Federico Bicchi, Elisabetta Fantino, Vittorio Cavalli, Alessandro De Scisciolo
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Immergiamoci in questa nuova intervista con Massimiliano Finotti, regista di “Space Mannus“, che abbiamo già avuto piacere di intervistare in occasione del suo precedente lavoro “Olio su Tela“.
Cerchiamo allora di capire insieme i percorsi evolutivi avutisi in occasione del nuovo lavoro

VideoMakers.net: Ci parli delle evoluzioni che eventualmente ci sono state dal primo lavoro di cui abbiamo già parlato nella nostra sezione rispetto al lavoro attuale?

Massimiliano Finotti: Sono passati sette anni. Olio su Tela è stato il primo cortometraggio, più ingenuo e forse più spavaldo. Nel tempo è maturata l’esperienza, sono cambiate le tecnologie e sono diventato forse (ahimé) più pragmatico: il sogno di creare qualcosa deve necessariamente scendere a patti con l’aspetto economico.

VM.net: Quali competenze e professionalità hai maturato nel tempo trascorso?

M.F.: Credo soprattutto un miglioramento in merito alla scrittura della vicenda, alla gestione della tensione, dei tempi morti e un’attenzione maggiore verso la semplicità dell’esposizione.

Space Mannus

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VM.net: Nella realizzazione di lavori a budget limitato cosa ritieni sia la carta vincente per a buona riuscita del film e, nello specifico di questo lavoro, cosa è stato determinante per la buona riuscita del progetto?

M.F.: Vince l’entusiasmo e il gruppo su tutto. Se si dovessero davvero quantificare ore di lavoro e competenza non si riuscirebbe a fare nulla. Da qui la necessità di trovare un’idea forte che possa stimolare le persone coinvolte a dare più di quanto dovuto. Nello specifico la sfida è stata quella di creare l’interno di un’astronave utilizzando materiali di recupero.

VM.net: Ci dai qualche dettaglio “tecnico” sulla realizzazione? Potresti parlarci del tipo di attrezzatura utilizzato in tutto il corto?

M.F.: La realizzazione del corto è stata subordinata ad un laboratorio estivo. Nella fattispecie i ragazzi hanno preso parte a un ministage di una settimana sulla scenografia tenuto da German Impache.
Siamo partiti dallo studio su carta di ciò che poteva diventare la nostra plancia di comando dell’astronave. Un allagamento del vicino negozio di computer ci ha dato la possibilità di utilizzare alcuni pc ormai inagibili. Poi sono stati sufficienti 3 pannelli di legno, qualche bomboletta spray e il polistirolo ricavato dai contenitori delle nostre mense. La creatività di Impache è poi stata la ciliegina sulla torta, così un’aspirapolvere è diventata la postazione del comandante, un rasoio elettrico un comunicatore, un accendino una pistola e così via. Le riprese sono durate due settimane, una per le parti recitate e una per le astronavi. Abbiamo utilizzato una Sony V1E Hdv e una Sony Nex VG10 per i primi piani. L’audio è stato ripreso con un Rhode NTG-2. Il montaggio è stato successivo fatto con Premiere e After Effect.

VM.net: Nella realizzazione dei lavori low budget, il coinvolgimento degli amici per la realizzazione è un fattore determinante. Ci parli della tua esperienza in merito?

M.F.: E’ stato un vero lavoro di gruppo dove ognuno ci ha messo del suo. Matteo Frola ha coperto i costi vivi dei materiali, Sergio Pegorin ha messo a disposizione tutta la sua abilità manuale, Elisabetta Fischer ha coordinato tutta la lavorazione (e se siamo stati nei tempi è merito suo) e, oltre al già citato Impache e me, una buona parte di gloria la si deve ai ragazzi coinvolti.

Space Mannus

Space Mannus

VM.net: Quali sono stati i principali intenti e ispirazioni che ti hanno influenzato nella realizzazione di questo lavoro?

M.F.: Anche questo è stato un piacevole gioco. Il corto non nasconde un’infanzia passata con Star Trek prima serie, forse Buck Rogers e in generale tutte le serie tv anni Ottanta. È stata una scelta stilistica dipesa da due fattori, uno di cuore e l’altro tecnico. I nostri effetti speciali si fermavano al chroma key. Nessuna motion control o computer grafica, per cui ci siamo divertiti anche a “vestire” il corto di quel periodo. Il gioco è continuato con continue allusioni in sceneggiatura. I nomi dei protagonisti ammiccano a Ridley Scott o Sergej Eisenstein, mentre il personaggio di Junior cita Alien, Metropolis e Star Wars e persino le coordinate di Quazar non sono numeri a caso.

VM.net: Il budget per realizzarlo? Quanto è costata la sua realizzazione? E quanto è costato in termini di tempo, dandoci un riferimento per la preproduzione, la produzione e la post-produzione?

M.F.: La preproduzione è stata interamente coperta dal corso che, in piccola parte, ha contribuito ad alcune spese di produzione. La produzione ha vissuto un ulteriore atto creativo: alcuni operatori del club sono stati dirottati al progetto cinema e assunti come animatori. Per altri è stato reintrodotta la formula del baratto a fronte di pranzi e ingressi in piscina. Altri ancora si sono aggiunti gratuitamente. La post-produzione invece mi è invece completamente crollata addosso. E per le sequenze più complesse (esplosioni, barriere e laser) di grande aiuto è stato l’apporto di Emanuele Giaccone.

VM.net: Il tuo lavoro quale futuro avrà? Ci sarà la partecipazione a concorsi e proiezione/distribuzione e a che livello? E soprattutto questo lavoro ha già avuto qualche riconoscimento?

M.F.: Space Mannus per un anno ha partecipato a concorsi di settore ottenendo diversi riconoscimenti, il più significativo senza dubbio è il “Premio Dams” al Festival Sottodiciotto 2013, con premiazione al Museo del Cinema di Torino. Da gennaio del 2014 è on line sul mio canale youtube.

Space Mannus

VM.net: Sei già al lavoro su un nuovo progetto? Di cosa si tratta e quando vedrà la luce?

M.F.: Per quanto riguarda i laboratori estivi, l’ultimo nato è “Zed” che sta prendendo parte ai concorsi del 2014, mentre in lavorazione ho un documentario sulla resistenza valsusina con Uberto Franchino e Andrea Tabone.

VM.net: Ci puoi dare qualche indiscrezione riguardo i tuoi prossimi impegni?

M.F.: In questo momento sto portando nelle scuole e nei festival “Io sto con Peppino”, un docufiction su Peppino Impastato. Il 21 marzo 2014 (giornata contro le mafie) il lavoro vedrà tre proiezioni in luoghi diversi con la collaborazione dell’associazione Libera.

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Altre Informazioni:

  • Direttrice Di Produzione: Elisabetta Fischer
  • Musiche: German Impache

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