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[M&G Universal Pictures] Thriller

posted by VMStaff
  • Tiplogia: Thriller
  • Durata: 12’
  • Regia: Domenico Belardo
  • Produzione: M&G Universal Pictures
  • Trama: Un ragazzo "videodipendente" sta guardando una serie di film horror/thriller ed inaspettatamente si ritrova a vivere un'esperienza “thriller" intrappolato nella propria abitazione ...
  • Cast: Dario Rovinello, Renata di Cesare, Stefano Belfiori
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Immergiamoci in questa nuova intervista con Domenico Belardo regista di “Thriller” per saperne di più sul suo lavoro.

VM: Ci parli di te e della tua “casa” di produzione?

DB: Ciao, sono Domenico Belardo, “mimmob” per il web e componente dello staff di videomakers.net (da qui la raccomandazione che mi ha consentito di essere intervistato …). Mi dedico al videoediting dal 2000 e lo faccio con divertimento e passione; giro corti per avere l’occasione di imparare qualcosa di nuovo e poterlo poi trasferire a chi frequenta questa comunità, che insieme al resto dello staff coltivo con grande dedizione.
Per quanto riguarda la mia “casa di produzione” … in realtà, sono solo io …

VM: Sappiamo che questo corto fa parte di un progetto complesso e di una sorta di “trilogia”: ci puoi dire altro a riguardo?

DB: Il progetto è la realizzazione di una “trilogia di cortometraggi sui generi cinematografici”: ho previsto i generi “Thriller” (appena realizzato ed oggetto di quest’intervista), “Action” e “Musical”. Il filo conduttore che li lega è il “videodipendente”, ovvero una persona talmente presa dai film, al punto che arriva a confonderli con la propria realtà. Tutti e tre i corti iniziano in modo analogo (ragazzo sul divano, piedi sul tavolino, patatine o popcorn a portata di mano, pila di DVD tutti dello stesso genere). Ciò che cambia è quello che accade al protagonista incluso il finale, che assume toni diversi per ogni genere.
La finalità di questo progetto è cimentarmi in diversi generi cinematografici (e infatti non è detto che rimanga una “trilogia”) per cercare di ricreare “in casa” i trucchi e le tecniche usate da chi questo lo fa per lavoro. Nel caso di Thriller, ad esempio, ho approfittato di un periodo di malattia da solo a casa per studiare i DVD in mio possesso su questo genere. Prendevo nota su un quaderno di tutte le informazioni (immagini, luci, tempi, musiche, suoni) su tutte le scene che mi “spaventavano” (o che lo avevano fatto alla prima visione del film) o che creavano suspence. Mi piacerebbe fare lo stesso per Action, mentre per Musical, trattandosi di un musical un po’ “particolare” (non pensate a musical tipo “Moulin Rouge”) ed avendo il corto una vena comica, ho già bene in mente cosa fare, anche se la fase di preproduzione dovrà essere ancora più accurata rispetto a Thriller.

VM: Nella realizzazione di lavori a budget limitato quale ritieni sia la carta vincente per la buona riuscita del film e, nello specifico di questo lavoro, cosa è stato determinante per la buona riuscita del progetto?

DB: Oltre ai collaboratori, alle competenze tecniche ed alle buone idee, credo che in tutti i lavori a budget limitato la carta vincente sia l’organizzazione e la pianificazione iniziale. Se non è pianificato tutto fin dall’inizio, il rischio è quello di dover improvvisare nel girare una scena e se non si è abbastanza “decisi” nell’improvvisare, oltre ad allungare i tempi, si potrebbe generare sfiducia in chi sta collaborando. Inoltre il risultato finale in un modo o nell’altro mostrerebbe i segni dell’improvvisazione rivelandone l’amatorialietà.
La mia prima esperienza in questo senso (Mission Impossibile 2,5) fu girato durante una vacanza in Grecia e nonostante sia qualitativamente scarso (sia per l’inesperienza sia per i mezzi tecnici di allora), è stato realizzato grazie ai precedenti mesi di pianificazione: sceneggiatura, storyboard di tutto il film e foglio di lavoro con accorpamento degli “shot” per location, mi hanno consentito di girare il tutto ritagliando 1 o 2 ore al giorno in circa 10 giorni di vacanza (e stiamo parlando di un film di circa 40 minuti con continui cambi di inquadrature e che ha una storia ed un filo logico ben definito).
La mia seconda esperienza è un corto di 4 minuti realizzato per un concorso (in cui ho anche vinto il 1° premio :D) e “autogirato” in meno di 2 ore durante una domenica mentre la mia bimba faceva il suo sonnellino pomeridiano. Se non avessi pianificato tutto durante le 2 settimane precedenti, non avrei mai potuto girare un corto “da solo” (ovvero nel ruolo di regista, attore e cameraman) in così poco tempo.
Nel caso di “Thriller”, che in effetti è il primo vero cortometraggio girato e montato con estrema dedizione, la cosa è stata analoga poiché ogni sera pianificavo gli shot da girare il giorno dopo e predisponevo le luci e gli oggetti di scena necessari. Questo ci consentiva di essere subito operativi la sera e di sapere fino a che punto spingerci. Dopo le riprese visionavo il materiale girato e se c’era qualcosa che non andava, lo annotavo nel foglio delle riprese da ripetere. Ad ogni modo, durante le riprese, facevo affidamento allo storyboard preparato con tutte le indicazioni importanti da ricordare per ogni inquadratura.
Insomma queste 150 righe di risposta solo per dire che secondo me la PIANIFICAZIONE è fondamentale. Ovviamente questo non significa voler limitare la creatività e l’improvvisazione, anzi … più le cose sono pianificate più si riesce ad essere “tranquilli” sul set e ad avere la lucidità per poter scatenare all’occorrenza fantasia e creatività.
Inoltre è importante aver visto il proprio film/corto prima ancora di girarlo … nella propria testa!

VM: Hai citato il tuo primo lavoro “MI 2.5” (che ti ha anche fatto conoscere alla comunità dei videomakers di allora). Ovviamente Thriller evidenzia una maggiore maturità: cosa a tuo avviso ha contribuito a farti maturare?

DB: Non so se si può parlare di maturazione, trattandosi di due lavori completamente diversi. Diciamo che in MI 2,5 non avevo alcuna competenza nel campo dei videomakers e sui SW che avrei usato per il montaggio e gli effetti speciali (l’idea di realizzare quel “film” nacque proprio come occasione per imparare ad usare software nuovi dopo 1 anno di Pinnacle Studio 1.06). In Thriller l’aspetto tecnico di postproduzione credo sia notevolmente migliorato. Idem la componente relativa alla regia ed alla ripresa (si vede che nel frattempo sono andato più spesso al cinema ed ho comprato tanti DVD con inserti speciali …). Quello che dovrei provare a curare maggiormente è l’aspetto legato alla fotografia, anche se è un aspetto per il quale preferirei, in futuro, affidarmi a qualcuno che ne capisca davvero e concentrarmi di più su regia e riprese … è estremamente sbagliato provare a fare tutto da soli durante le riprese … sbagliato e faticoso!

VM: Ci dai qualche dettaglio “tecnico” sulla realizzazione? Potresti parlarci del tipo di attrezzatura utilizzato in tutto il corto?

DB:
RIPRESE
Videocamera Canon XM1: una buona macchina, ma che in interni aggiunge molta grana (e si vede, nonostante abbia lavorato sempre in manuale tenendo a “0” il Gain). Però ha un ottimo zoom ottico (20X) ed un buono stabilizzatore ottico. Queste due cose mi hanno aiutato a giocare con il fuoco selettivo e a fare molte riprese a mano libera che a mio giudizio risultano tecnicamente buone.
Ho utilizzato anche l’aggiuntivo grandangolare Canon 0,7x in alcune inquadrature con campo più ampio. Purtroppo questo addizionale, per quanto sia l’originale Canon, riduce la nitidezza delle immagini.
Per la messa a fuoco selettiva ed il passaggio da un soggetto all’altro in un paio di inquadrature ho usato il mio “anello per la messa a fuoco” (vedi tutorial su VM.net :D)
Ho usato anche un cavalletto fotografico discretamente solido ed un carrello di quelli con 3 ruote sul quale attaccare il cavalletto. Il carrello, per evitare gli scossoni dovuti alle fughe delle mattonelle scorreva su due tappetini di gomma piuma di quelli usati per fare ginnastica.
Per la componente audio ho utilizzato una buona cuffia ed un microfono JVC a fucile (attaccato ad un’asta appendiabiti usando un panno morbido per togliere la polvere come “impugnatura isolante”). Purtroppo non avevo avuto modo di testare per bene il microfono e spesso, per la fretta, dimenticavo di controllare l’audio in cuffia … e questo ha causato un po’ di problemi con l’audio in presa diretta.
Per l’illuminazione ho usato alcuni fari alogeni da giardino (3 da 500W e 2 da 150W) modificati con alette e regolatori di tensione tutto fatto in casa. Per reggerli, uno stativo per fari, altri 2 cavalletti ed un’altra asta appendiabiti :D.
Inoltre abbiamo girato un po’ di backstage con una videocamera Canon 8mm … giusto per farvi capire che le foto di scene che vedete allegate non sono state scattate con il telefonino, ma sono fotogrammi estratti da un video (forse venivano meglio con il telefonino :D).

HARDWARE
Se devo essere sincero neanche ricordo le caratteristiche del mio PC :D. Non lo ho mai ritenuto un vincolo per la realizzazione dei video. Secondo me la potenza del computer è indirettamente proporzionale alla pazienza che serve. Avendone io tanta, e non facendo video per lavoro (quindi non ho scadenze da rispettare) non mi sono mai preoccupato di avere un PC particolarmente performante … gli aggiornamenti Hardware che ho fatto sono sempre stati dettati da eventuali limiti “minimi” imposti dai software che prediligevo per queste attività.

SOFTWARE
Ho usato l’intero pacchetto Adobe per il Video (la Adobe Creative Suite 2.0 Premium) usando Premiere Pro 2 per il montaggio, Audition 2 per l’editing dell’audio ed montaggio della colonna sonora, After Effects 7 per il compositing, Photoshop CS 2 per alcune componenti grafiche (i graffi sul tavolo, ad es.), Encore DVD per l’authoring finale.
Per la componente 3D dopo varie vicissitudini sono ricorso a Poser 5 della Curious Labs, mentre per la musica ho utilizzato Reason 3 della Prophelleread suonando su una tastiera Yamaha PSR2700 collegata al PC via Midi.

VM: Come hai realizzato l’animazione del mostro?

DB: Questo è stato un grosso problema. Scartata l’idea iniziale di fare un “pupazzo animabile” ho puntato alla grafica 3D. Inizialmente avevo trovato una collaborazione per la modellazione e l’animazione del mostriciattolo secondo una serie di disegni che davano l’idea di come immaginavo il soggetto ed in quali shot inserirlo. Poi, dopo più di un mesetto di attesa senza risultati ho dovuto rinunciare alla collaborazione e rimboccarmi le maniche. Per tagliare corto, ho acquistato il modello sul sito della DAZ accontentandomi di quello che ho trovato. Il mostriciattolo doveva essere più “cattivo” e cupo, ma è già tanto che abbia trovato un modello che aveva le 3 dita con unghie, così come volevo io :D.
L’illuminazione, la posa e l’animazione dell’esserino sono state quindi realizzate direttamente in Poser che, purtroppo, da questo punto di vista non aiuta molto a “rispecchiare” la situazione di luci ed inquadrature di una ripresa dal vivo. Durante le riprese, per ogni inquadratura in cui era previsto il mostro virtuale, avevo annotato nel dettaglio la posizione della camera, e delle luci, le distanze dalla camera e dei vari elementi a video, oltre ad aver messo nella scena un riferimento in filo di ferro con marcatori colorati … insomma ho cercato di fare le cose cercando di “imitare in economia” i professionisti :D. Tutto questo però è servito poco perché Poser come dicevo non è un vero e proprio SW di grafica 3D adatto all’integrazione con riprese video.
Ad ogni modo l’animazione è stata fatta impostando manualmente i fotogrammi chiave, ad eccezione della “corsa”, che è stata realizzata sfruttando uno strumento semiautomatico interno di Poser.

VM: Nella realizzazione dei lavori low budget il coinvolgimento degli amici per la realizzazione è un fattore determinante. Ci parli della tua esperienza in merito.

DB: Senza di loro non avrei potuto realizzare questo corto. Ringrazio per questo Dario (l’attore principale), Renata (la co-protagonista ed aiuto sul set) e Stefano (aiuto sul set e controparte reale del mostriciattolo … muoveva chiavi, maniglie, porte, scatola :D). La cosa bella è che nessuno di loro ha a che fare con il mondo del video (nessuno di loro ha mai avuto una videocamera in casa), ma sono solo colleghi con cui condivido le uscite al cinema.
Li ho coinvolti perché improvvisamente mi si era presentata l’opportunità di realizzare il corto. Avevo 5-6 serate a disposizione per girare il tutto e gli ho proposto di aiutarmi. Loro hanno accettato con piacere, senza sapere a cosa andavano incontro e devo dire che si sono resi conto di quanto sia difficile fare queste cose (e probabilmente ora apprezzano di più ogni film che vediamo :D). Abbiamo lavorato e sofferto davvero tanto, perché abbiamo girato le ultime 2 settimane di luglio 2006, quando è scoppiato il caldo afoso … e non potete immaginare cosa è stato girare la scena in mansarda senza poter accendere il condizionatore a causa dei fari e dei limiti del contatore …
In compenso, prima di iniziare a girare si cenava seduti a tavola tutti insieme e a fine riprese o durante le pause ci si gratificava con un bel gelato o un riposino sull’altalena …

VM: E’ stato difficile dirigere un attore che aveva un antagonista solo virtuale?

DB: Non è stato molto difficile perché nelle scene con interazione tra mostro e protagonista gli spiegavo prima la scena nel dettaglio e c’era sempre un qualche riferimento per lui (coperta che si muove, scheletro in filo di ferro del mostro, …).
Diciamo che la vera difficoltà è stata “dirigere un attore”.
Primo, perché non era un attore e non ha mai interpretato una parte in vita sua.
Secondo, perché doveva “spaventarsi” e lui è uno che arriva anche ad addormentarsi durante gli horror al cinema.
Terzo, perché non sono un regista, ma un semplice videomaker 😀
Però ho imparato molto su questa componente e devo dire che molti risultati positivi nel corto ci sono credo anche grazie alle indicazioni “registiche” che hanno aiutato Dario a risultare più credibile (trattenere il respiro nei momenti di paura, giocare con il movimento degli occhi, guardarsi allo specchio per trovare l’espressione giusta nella sequenza finale …).
E devo dire che per essere uno che non è un attore e non ha mai recitato prima, se l’è cavata davvero molto bene, ascoltando ed eseguendo con attenzione le indicazioni che gli davo prima di ogni sequenza.

VM: Il tuo stile sembra molto influenzato dalle fiction americane, a chi ti sei ispirato per la regia?

DB: In realtà il mio stile è quello delle fiction americane, poiché guardo principalmente prodotti di tale fattura, che rispecchiano il mio modo di “usufruire” del cinema, ovvero come “intrattenimento” e “distrazione”. Non seguo molto il cinema italiano che è invece molto bravo a raccontare la vita vera ed i drammi ad essa legati (anche nelle commedie se ci fate caso). Io ho già troppi pensieri legati alla vita di tutti i giorni, quindi preferisco guardare i film per distrarmi e passare qualche ora pensando ad altro, per questo preferisco gli americani che in questo sono più portati, a volte, anche a rischio di fare film spettacolari ma “vuoti” e “banali”.
Tornando al corto “Thriller”, devo dire che ho praticamente “copiato” alcune scene/inquadrature/situazioni tipiche dei film in mio possesso. In particolare adoro “Le verità nascoste” di R. Zemeckis e a questo film mi sono ispirato molto. Giusto per fare un paio di esempio, c’è la scena dell’occhio che guarda attraverso la fessura ed il soggetto che gli si presenta davanti di colpo, e poi ci sono le inquadrature esageratamente basse (come già faceva Hitchock che arrivava a scavare nel pavimento pur di abbassare ulteriormente la cinepresa per una inquadratura e a cui si è ispirato Zemeckis in una scena in cui la “camera” riprende da “sotto il pavimento”). Io, in un’inquadratura di questo tipo, per non rovinare il pavimento di casa, ho preferito sollevare la scatola ed appoggiare la videocamera su una confezione di Nesquik (molto più economica) :D.

VM: Quali sono stati i principali intenti e ispirazioni (filmiche) che ti hanno influenzato e che ti ispirano in genere nel tuo modo di realizzare determinati lavori?

DB: Nel caso di “Thriller” la fonte di tutto è stato un episodio del film “Trilogia del terrore” che vidi all’età di circa 10 anni … mi impressionò tantissimo al punto che ancora oggi (a circa 25 anni di distanza) ricordo benissimo alcuni passaggi di quell’episodio, ispirato ad un racconto di Richard Matheson intitolato “La preda”. In quel caso una ragazza tornava a casa da un viaggio in Africa portando con sé alcuni souvenir tra cui una statuetta di legno di un indigeno con al collo una catena che serviva per intrappolare uno spirito maligno … la catena si rompe e la ragazza si ritrova ad essere preda di questa statuetta animata che la insegue per casa. Quando decisi di provare a fare un corto che creasse suspence e tensione, quella storia mi è subito tornata alla mente ed ho scritto la sceneggiatura basandomi su quel racconto, ma cercando di riportarlo ai giorni nostri.

Per il resto dei miei lavori e le mie ispirazioni filmiche, devo dire che non seguo dei registi in particolare (se mi dite i nomi neanche so chi sono a volte :D), ma apprezzo tanto i registi che lavorano nelle produzioni americane, in particolare per i film che uniscono azione ed effetti speciali. “Stranamente” (e lo dico in quanto appassionato di effetti speciali) non impazzisco per i film fantasy, come “il signore degli anelli” o scifi, come la saga di “Star Wars”, proprio per il fatto che trattano di ambienti e personaggi di “fantasia”. Adoro i film in cui gli effetti sono applicati alla realtà, ma non si vedono. Ad es. il primo Matrix è stato il film che mi ha spinto ad avvicinarmi agli effetti speciali ed è un film in cui vedi persone “normali” (e non mostri generati in CG) che fanno cose speciali, facendole come se fosse effettivamente possibile farle nella realtà. Per questo motivo gli episodi 2 e 3 di Matrix, per quanto eccellenti dal punto di vista degli effetti speciali, non mi ispirano molto per l’eccessivo uso di controfigure digitali ed “azioni” al limite del fantascientifico.

VM: Il budget per realizzarlo? Quanto è costata la sua realizzazione?? E quanto è costato in termini di tempo, dandoci un riferimento per la preproduzione, la produzione e la postproduzione.

DB: Direi che è quasi un vero e proprio “budget zero” poiché, le spese “vere” sono state il modello 3D (20 €), due scatole da decoupage uguali (5 €) e ben 6 buste di patatine confezione famiglia (le patatine scomparivano a vista d’occhio durante le riprese ed occorreva mantenerne costante il livello per continuità nelle riprese). I gelati ed i pasti non li considero nel budget poiché era anche un modo per stare tra amici. Per l’attrezzatura sono tutte cose che avevo acquistato o realizzato in precedenza e sempre nella massima economia.
Sui tempi sono abbastanza preparato perché avendo fatto il corto come “laboratorio”, ho cercato di tenere traccia di tutto quello che facevo (annotando i tempi effettivi di lavoro):

  • SCENEGGIATURA: due settimane di traffico mattutino a Roma per arrivare in ufficio.
  • STORYBOARD: un pomeriggio domenicale per autofotografarmi con l’autoscatto della mia piccola compatta digitale (circa 220 foto), una mattinata per organizzare le immagini e costruire lo storyboard in Powerpoint, due serate per annotare di fianco ad ogni shot tutte le info necessarie per riprese e montaggio.
  • RIPRESE: 5 serate in due settimane dalle 21:00 fino alle 24:00. Solo l’ultima sera, abbiamo fatto l’1:30 … al termine di ogni serata, mettevo a posto il “set”, acquisivo il girato e lo catalogavo verificando se era tutto OK, mettendoci circa 1 ora a serata.
  • MONTAGGIO: 5 ore per il premontato ed il successivo trim finale, preciso al fotogramma; altre 2 ore per giocare con il PAN e posizionare gli spezzoni tra le barre nere aggiunte in montaggio; 5 ore per il bilanciamento/livellamento delle luci e dei colori e per la correzione colore.
  • TITOLAZIONE: 6 ore in After Effects spese soprattutto a cercare di tracciare i movimenti dell’inquadratura.
  • ANIMAZIONI 3D: circa 12 ore di lavoro in Poser. Altre 12 ore per fare il compositing in After Effects di tutte le scene in cui c’era il troll.
  • COMPOSITING: oltre 20 ore di lavoro in After Effects esclusa la titolazione e l’aggiunta del troll 3D … ci sono molte inquadrature in cui c’è del compositing, ma non si vede …
  • MUSICHE: 1 ora per pianificare su carta suoni e musiche ed i tempi in cui inserirli; 2 ore per abbozzare tutti gli spezzoni di musica (solo giri di accordi o strumenti solisti) guardando il video e suonando la tastiera contemporaneamente; circa 20 ore per comporre, suonare per bene e lavorare tutte le musiche.
  • SUONI: 2 ore per scrutare le mie librerie e trovare i suoni che mi servivano; 5 ore per tentare di recuperare i suoni in presa diretta per i quali ci sono stati un po’ di problemi; 6 ore per creare/modificare i suoni e montarli in corrispondenza del video; 5 ore per il livellamento e l’equalizzazione di tutte le tracce audio; 1 ora per la distribuzione sui 6 canali audio per il Dolby.

In totale, quindi:

  • PREPRODUZIONE: circa 20 ore, anche se non quantificabile con precisione
  • PRODUZIONE: circa 20 ore
  • POSTPRODUZIONE: quasi 100 ore

VM: Il tuo lavoro quale futuro avrà? Ci sarà la partecipazione a concorsi e proiezione/distribuzione e a che livello?

DB: La prima proiezione è avvenuta a casa di un collega di lavoro, che ha adibito una stanza della propria casa a mini-cinema con plasma 42” ed impianto DTS ultra professionale e tarato alla perfezione. Abbiamo invitato amici e parenti ed abbiamo proiettato il corto a turni di 3 persone per tutta la serata, chiedendo loro di compilare una scheda di valutazione che avevo predisposto. Devo dire che è piaciuto molto e nessuno ha evidenziato le pecche tecniche di cui sono pienamente consapevole. Anzi, alcuni hanno anche “indicato” di essere “saltati” un paio di volte, ma tutti hanno dichiarato di essere rimasti incollati al video condividendo la tensione e la suspence e per scoprire gli sviluppi della situazione e il destino del protagonista. Ovviamente il corto va guardato al buio e con il volume alto per poterlo apprezzare al meglio e la saletta in questione era adattissima!
Per quanto riguarda i concorsi, anche se non è un corto che ha una storia “interessante” e il livello qualitativo non è eccellente, l’ho spedito un po’ in giro perché non si sa mai … magari capita qualche giurato che da piccolo è rimasto impressionato come me dallo stesso film da cui ho preso spunto …

VM: Sei già al lavoro su un nuovo progetto? Di cosa si tratta e quando vedrà la luce?

DB: Diciamo che mi piacerebbe completare la trilogia, ma non mi metto fretta e per adesso tornerò a “produrre” per videomakers.net che in questi mesi ho trascurato per impegni di lavoro e per il fatto che il poco tempo libero lo dedicavo soprattutto alla realizzazione del corto. Mi piacerebbe anche realizzare un lungometraggio divertente dove, come dicevo, gli effetti speciali ci siano e non si vedano. In particolare ho scritto già da un paio di anni la sceneggiatura del seguito di “M:I-2,5” che si intitola “Mission Impossibile 3 meno 1/4”. Ma nello scriverlo ho puntato talmente in alto in termini di location, personaggi ed eventi (tra l’altro davvero divertenti) che non credo sarà mai possibile realizzarlo, anche perché l’attore principale, che ha interpretato l’agente “Juanitos” nel primo episodio, per lavoro si è trasferito in Emilia Romagna e riusciamo a vederci molto poco … però “mai dire mai”!!!

VM: Ci puoi dare qualche indiscrezione riguardo i tuoi prossimi impegni?

DB: Non prometto ancora niente, ma conto di realizzare piccoli interventi video da pubblicare sulla VMTV per raccontare un po’ le esperienze (positive e negative) legate a questo cortometraggio … una sorta di video-diario-tutorial :D. In particolare mi piacerebbe fare alcuni “making of” per le componenti di preproduzione, produzione e postproduzione di questo cortometraggio. Magari qualcuno troverà degli spunti utili che gli eviteranno di fare gli errori che ho commesso io ;-).

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