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[P-GRUPPE] Ototoi

posted by VMStaff
  • Tiplogia: Videoarte
  • Durata: 7’
  • Regia: N.D.
  • Produzione: Comitato Artistico P-GRUPPE
  • Trama: “Non ricordo un granché, ma in compenso sogno…” Un luogo fuori dal tempo, uno spazio onirico che si dischiude davanti agli occhi del protagonista e dello spettatore. E poi: figure incappucciate misteriose e letali, arcani riti sacrificali, vuoti di memoria e di esistenza. Un mosaico. Un abisso vertiginoso e frammentato di volti e geometrie. Il dramma dell’artista che fa tutt’uno con il dramma del pubblico. Signore e signori, ecco a voi l’identità irrisolta e irrisolvibile di Mod, ovvero il teatro (crudele ) della vita.
  • Cast: David Chialli, Giacchi Andrea
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Immergiamoci in questa nuova intervista con UGO regista di “OTOTOI” per saperne di più sul suo lavoro.

VM: Ci parli di te e della tua “casa” di produzione?

UGO: Io sono uno che gli piace scrivere. E infatti ho pubblicato un romanzo di recente. Poi invece di scrivere a volte mi metto dietro la camera, ma a livello tecnico non faccio nulla. Io sono membro del Comitato Artistico P-gruppe, la factory artistica che mi mette a disposizione tutti i mezzi – tecnici e concettuali – per lavorare al meglio. Il Comitato è garante di qualità e quando io faccio i miei lavori so che dietro c’è un gruppo di persone abili e raffinate che mi assicura che io farò bene.

VM: Nella realizzazione di lavori a budget limitato cosa ritieni sia la carta vincente per a buona riuscita del film e, nello specifico di questo lavoro, cosa è stato determinante per la buona riuscita del progetto?

UGO: Non so cosa si provi a lavorare con il low budget perché noi abbiamo speso molto. Per noi la cosa determinante è stata la riunione giornaliera della troupe al 110web Cafè di Perugia, dove seduti su comode poltrone e circondati da persone chiassose abbiamo avuto modo di organizzare i lavori al meglio, e di non chiederci cosa stesse avvenendo. Abbiamo lavorato molto bene perché in quel posto c’era il ghiaccio a sufficienza per poterci servire dei drinks molto freschi.

VM: Ci dai qualche dettaglio “tecnico” sulla realizzazione? Potresti parlarci del tipo di attrezzatura utilizzato in tutto il corto?

UGO: Dal punto di vista tecnico non penso sia il caso di parlare perché i miei tecnici sono dei professionisti e sono gelosi delle loro abilità e soprattutto tutto ciò diventerebbe molto noioso, che è come se a una donna molto bella gli chiedi come ha fatto a tenersi delle chiappe così sode. Non glielo chiedi. Mi sembra comunque che le cose siano state fatte con un computer. Abbiamo usato il digitale. E 4 fotografi. Molte fotografie, a differenza dei registi che vedi al cinema, noi abbiamo usato tante fotografie che poi abbiamo messe vicine. Ma non solo.

VM: Nella realizzazione dei lavori low budget il coinvolgimento degli amici per la realizzazione è un fattore determinante. Ci parli della tua esperienza in merito.

UGO: Noi non abbiamo usato gli amici, ma professionisti che hanno deciso spontaneamente di lavorare per e con noi. Io voglio ringraziare in particolar modo Valerio Ciarrocca, un punto di riferimento per l’allestimento scenografico e per il trasporto, l’organizzazione delle merci e la tempistica dei lavori. Poi anche un altro professionista del settore ha voluto entrare nella troupe: Andrea Guarini, che con abilità è riuscito a mettere in piedi la mia installazione ‘Antenna Emotiva’.
Ognuno da un campo differente. Ad esempio il cuoco del Madrugada Arnaldo Perrino è venuto ad aiutarci per il rinfresco: ci ha raggiunti per rimanere soltanto poche ore.
La truccatrice greca Valentina Tsilikopoulos si è inventata un trucco con la farina.
Le sarte macedoni Zmijamac e Popcevalieva hanno pensato ai costumi, e dal nulla mi hanno tirato fuori 50 costumi in due ore, che con la carta sembravano molto più belli di come me li ero immaginati.
Poi dopo c’erano tutti i nostri grandi fotografi, quelli che in pratica hanno fatto l’opera: il palermitano Andrea Cattano che lavora spesso in bianco e nero e che fa della velocità e dell’istante il proprio punto di forza. Lui e Gisella Speranza, altra fotografa per Ototoi, stanno già lavorando ad altri progetti P-gruppe.
Poi c’è Matteo Vinti che va a fotografare in Irlanda presso un noto studio. E poi Tosia Gudznikowa, che oltre a lavorare per il backstage di Michele Placido ultimamente ha anche realizzato un proprio lavoro cinematografico molto interessante. Poi la pittrice friulana Cristina Battistin si è messa al lavoro per lo storyboard, prefigurando con una penna lo sviluppo narrativo ancor prima di girare. Poi abbiamo avuto con noi l’operatore Giovanni Ammendolia della Videoinflussi, organizzatrice del Volcano Film Fest, che ci ha permesso di girare le scene nel migliore dei modi e che ha messo mano anche a diverse inquadrature.
Lui dice sempre ‘Alto cinema! Alto cinema!’. Al montaggio due bravi tecnici delle Fucine. E poi le musiche, questo si che mi piace raccontarlo: Squeaky Lobster è un compositore belga di micromusica o musica concreta, che gli è piaciuto il P-gruppe e allora ha deciso di farci la soundtrack. E’ molto capace ma ora è lontano dalla factory sfortunatamente.
Infine l’attore David Chialli, che è ritornato direttamente da Parigi, dove era andato per conoscere i bar dove era passato Celine. Lui ha una forte formazione filosofica, e il volto magro e spigoloso faceva al mio caso. Lui anche è uno scrittore.
Tutte queste persone hanno collaborato con il P-gruppe, in una giornata di sole molto bella dove c’era una performance di 50 comparse (peraltro molte di queste gravitano nel mondo dell’arte) e un’antenna e dove tutto si è svolto sotto lo sguardo vigile di Leeza Hooper e Davide Walter Pairone del P-gruppe.
La situazione orgiastica venutasi a creare ci ha dato molte soddisfazioni. Un ragazzo è svenuto durante le riprese. Poi gli abbiamo dato l’acqua e lui si è ripreso ed è rimasto a guardare da fuori.

VM: Quali sono stati i principali intenti e ispirazioni (filmiche) che ti hanno influenzato e che ti ispirano in genere nel tuo modo di realizzare determinati lavori?

UGO: Io mi ispiro ai film di Sasha Tsinski, un regista che ho conosciuto un giorno in treno da Milano. Lui mi ha dato i suoi dvd, poi l’ho cercato su internet ma non sono riuscito a trovare sue tracce. Ora penso che viva a Zagabria.
Devo dire che ora il cinema lo guardo sempre meno, perché l’imbroglio sul lenzuolo cresce sempre di più e io non voglio tutta questa mediatezza nel momento conoscitivo del mondo. Io non so cosa ho detto di preciso, ma funziona così.
Io quando penso ai miei lavori di videoarte o di cinema o chiamatelo come vi pare, io dicevo – non ci penso ma li sogno. Se una cosa la sogno, e quando mi sveglio me la ricordo bene, e sento che però c’è rimasto qualcosa di indefinito nel sogno, qualcosa che non ho ben visto, come fosse un demone che non riconosco, allora prendo la troupe e mi metto a girare per indagare sulla natura di questo mostro. Se invece non me la sento, perché sono sopraffatto dalla noia, faccio altro.

VM: Il budget per realizzarlo? Quanto è costata la sua realizzazione? E quanto è costato in termini di tempo, dandoci un riferimento per la preproduzione, la produzione e la postproduzione.

UGO: Dal punto di vista economico abbiamo speso molto. Ma ci è venuta incontro una Banca nota nel centro Italia. Dal punto di vista temporale abbiamo speso molto. Ma ci è venuto incontro Dio.
Io nel 2006 ho avuto da fare molti altri lavori, che non c’entrano con il video, e allora ho fatto in modo che altri si occupassero dell’organizzazione dei lavori. Quindi non so bene come siano andate le cose.

VM: Il tuo lavoro quale futuro avrà? Ci sarà la partecipazione a concorsi e proiezione/distribuzione e a che livello?

UGO: Ho appena finito di scrivere un nuovo romanzo. Sempre all’interno della mia produzione anoressica. Poi sto allestendo un’installazione. E come sempre collaboro con gli altri artisti della Factory per la realizzazione o l’elaborazione concettuale di altri lavori. Ho deciso di partecipare a pochi concorsi. Ai concorsi ci sono i cani.
A Roma ho partecipato ad uno, e dopo la proiezione del mio lavoro e dopo aver ricevuto molti complimenti , la gente si è arrabbiata perché gli ho detto che i loro lavori erano a dir poco penosi. Neanche trash, neanche B-movie: non c’era consapevolezza del proprio operato. Gli ho detto che prima del montaggio c’è la catena di montaggio e li c’è la serialità, almeno.
E allora tutti infervorati, tutti cani.
Per quanto riguarda OTOTOI esistono soltanto 150 copie originali. Molte delle quali già acquistate da privati. Il costo è molto alto.

VM: Sei già al lavoro su un nuovo progetto? Di cosa si tratta e quando vedrà la luce?

UGO: Ho risposto qui sopra, ora faccio copia e incolla e lo rimetto qui: “Ho appena finito di scrivere un nuovo romanzo. Sempre all’interno della mia produzione Anoressica. Poi sto allestendo un’installazione. E come sempre collaboro con gli altri artisti della Factory per la realizzazione o l’elaborazione concettuale di altri lavori” .

VM: Ci puoi dare qualche indiscrezione riguardo i tuoi prossimi impegni?

UGO: Io sto lavorando a delle opere concettuali-suprematiste-magre. Costano molto ma sono molto belle da vedere. E c’è poco da capire.
Poi c’è la scrittura anoressica, che mi porta via molto tempo poco prezioso.

Altre Informazioni:

  • Soggetto: UGO (dal racconto ‘Ritratto!’, UGO _ 2006)
  • Fotografia: Andrea Cattano, Gisella Speranza, Matteo Vinti, Tosia Gudzikowska
  • Storyboard: Cristina Battistin
  • Montaggio: Luciano Carrera, Graziano D’Angelo
  • Operatore: Giovanni Ammendolia
  • Musiche Originali: Laurent Delforge aka Squeaky Lobster
  • Costumi: Kristina Zmijanac, Lidija Popcevalieva
  • Trucco: Valentina Tsilikopoulos
  • Allestimento scenografia: Valerio Ciarrocca, Andrea Guarini
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