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[Paolo Amadini] Start Rec.

posted by VMStaff
  • Tiplogia: Fantascienza
  • Durata: 42'
  • Regia: Paolo Amadini
  • Produzione: N.D.
  • Trama: Durante un concerto a bordo dell'Enterprise, un'illustre personalità romulana viene rapita da un gruppo di dissidenti. Riuscirà il capitano Picard a scovare i rapitori nonostante il piano diabolico da questi escogitato per nascondersi?
  • Cast: Filippo Amadini, Paolo Amadini, Pietro Amadini, Silvio Amadini, Matteo Borsani, Stefano Ciprandi, Paolo Calcaterra, Alberto Cameroni, Lucia Curioni, Sante Ferrara, Elisa Lisca, Francesco Pistone
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Immergiamoci in questa nuova intervista con Paolo Amadini regista di “Start Rec.”, una parodia tutta italiana di Star Trek, per saperne di più sul suo lavoro.

VM: Ci parli di te e dell’idea di realizzare un progetto come “Start Rec.”?

PA: ho 23 anni e realizzare fiction è sempre stato un hobby per me da quando ho avuto a disposizione la mia prima videocamera, tredici anni fa. Molto spesso, erano i miei fratelli maggiori a suggerirmi un’idea e io mi mettevo al lavoro per realizzarla. Proprio questo è successo con il primo “Start Rec.”, del 1998, un filmato di 20 minuti ispirato alla serie classica di Star Trek. I mezzi erano molto limitati: il filmato è stato realizzato in venti giorni durante le vacanze di Natale, usando il “montaggio analogico” (cioè fatto con il videoregistratore). Io e mio fratello Pietro, da soli, abbiamo interpretato otto personaggi diversi.
Nonostante la produzione limitata, la “serie classica” è piaciuta a familiari ed amici, e ha dato lo spunto per la realizzazione di una produzione più impegnativa. “Start Rec.: La Generazione Successiva” ha coinvolto 15 attori di tutte le età e ha richiesto un’attesa di tre anni prima dell’uscita del primo episodio.

VM: Nella realizzazione di lavori a budget limitato quale ritieni sia la carta vincente per la buona riuscita del film e, nello specifico di questo lavoro, cosa è stato determinante per la buona riuscita del progetto?

PA: La passione e la perseveranza sono fattori fondamentali. Spesso le produzioni che mirano ad ottenere una certa qualità si rivelano più impegnative del previsto, ma se il tema e l’obiettivo del filmato sono tali da poter coinvolgere gli attori, questi saranno più motivati e anche le nuove idee sorgeranno spontaneamente durante le riprese.
Con gli amici che hanno recitato in “Start Rec.” mi sono trovato molto bene. Devo riconoscere in loro particolari doti di pazienza e costanza. Ricordo in particolare il primo giorno in cui siamo andati a fare le riprese al Parco del Ticino: oltre ai prevedibili nugoli di zanzare, il bosco era pieno delle sostanze urticanti lasciate per terra e sugli alberi dalle “gatte pelose”, o processionarie, creaturine che in quel periodo dell’anno risultavano particolarmente diffuse. Visto che i ruoli prevedevano tra l’altro di compiere acrobazie e rotolarsi nel sottobosco, vi lascio immaginare quanto abbiamo dormito quella notte… nonostante questo, siamo tornati nel bosco ancora una volta e abbiamo completato le riprese che potete oggi vedere nel filmato.
Parlando oggi con gli attori, ho davvero l’impressione che realizzare “Start Rec.” sia stata per tutti quanti un’esperienza memorabile anche a distanza di diversi anni.

VM: Ci dai qualche dettaglio “tecnico” sulla realizzazione? Potresti parlarci del tipo di attrezzatura utilizzata in tutto il corto? (Citare cam e attrezzature HW e SW utilizzati)

PA: “Start Rec.” è stato realizzato con mezzi particolarmente limitati sia in fase di produzione che di post-produzione. Le riprese sono iniziate con la mia prima Video 8 Sony Handycam CCD-V88E, che era già in fin di vita ed è stata presto sostituita dalla Canon UC-X50Hi, di tipo Hi8. L’illuminazione era quella ambientale, anche se ogni tanto usavo tre lampadine da 100W per qualche aggiustamento. Dopo le riprese era necessario digitalizzare le sole battute riuscite e, sebbene non ricordi quali fossero le caratteristiche del mio PC, ricordo per certo che lo spazio su disco non bastava mai e che una semplice compressione video, che oggi si può fare in tempo reale, richiedeva varie ore di lavoro. Il formato DivX non esisteva ancora, e per la compressione ho usato il codec Cinepak, purtroppo con una sensibile perdita di qualità.

La post-produzione (montaggio, effetti visivi, effetti sonori, colonna sonora, doppiaggio, authoring Video CD) ha coinvolto una costellazione di programmi diversi, perché nessuno dei software che avevo a disposizione faceva tutto quanto mi servisse. Il fatto di essere uno sviluppatore di software mi ha molto aiutato in questa fase: oltre a realizzare script e programmi ad hoc, mi è stato utile poter modificare il codice sorgente del noto VirtualDub. Per l’editing non lineare ho usato Digital Video Producer, il software fornito con la scheda digitalizzatrice AVer-EzCapture. DVP aveva molte limitazioni e richiedeva molto lavoro anche per scene brevi. Lavorando in questo modo mi sono reso conto di quali caratteristiche sono più utili per ridurre i tempi di montaggio, e oggi consiglierei Adobe Premiere, che presenta molte di queste caratteristiche e che probabilmente userò nei miei lavori futuri.

VM: Nella realizzazione dei lavori low budget il coinvolgimento di parenti ed amici per la realizzazione è un fattore determinante. Ci parli della tua esperienza in merito?

PA: La quasi totalità degli attori di “Start Rec.” è costituita da vari amici, parenti e compagni di classe. Dal mondo della scuola provengono anche i due professori che hanno interpretato il Mastro Birraio Romulano Urbok, Francesco Pistone e Sante Ferrara. Quando il cast è composto da volontari che mettono a disposizione la loro opera spontaneamente e senza un orario fisso, la cosa più complessa è organizzare le presenze, ed è proprio per problemi organizzativi che sono dovuto scendere ad alcuni compromessi: ad esempio, i due professori hanno interpretato lo stesso personaggio, grazie a una correzione “al volo” della sceneggiatura. Curiosamente, sempre per problemi di disponibilità, nella “Special Reduced VCD Edition” (con ben tre minuti di film in meno!) entrambi gli attori sono stati doppiati da Stefano Garanzini.

VM: A parte Star Trek, che ha ispirato la serie, quali sono stati i principali intenti e ispirazioni (filmiche) che ti hanno influenzato e che ti ispirano in genere nel tuo modo di realizzare determinati lavori?

PA: Devo confessare che la mia cultura cinematografica è molto limitata. Per esemplificare il concetto potremmo dire che, quando ho iniziato le riprese, pensavo che il cubo di Kubrik fosse un ingegnoso rompicapo particolarmente colorato 🙂 Ora sto esagerando, ma è per far capire come la cultura cinematografica non sia un requisito essenziale del “piccolo regista”, e conti di più l’iniziativa personale: a questo proposito vorrei chiamare a testimone mio fratello Filippo, che è molto ferrato in materia di cinema, e spesso mi ha dato utili suggerimenti … ma in pratica non ha mai messo l’occhio dietro al mirino 😉

Le mie ispirazioni? Ho copiato da Star Trek le tecniche di inquadratura e i movimenti di macchina, ed è stato lì che ho scoperto che gli occhi sono generalmente inquadrati a due terzi di altezza del fotogramma, perché il mio televisore distorceva l’immagine proprio in quel punto. Per lo stile delle battute, mi piace pensare ai film di Mel Brooks, come Balle Spaziali, ovviamente con molte componenti personali.

VM: Il budget per realizzarlo? Quanto è costata la sua realizzazione? E quanto è costato in termini di tempo, dandoci un riferimento per la preproduzione, la produzione e la postproduzione.

PA: Se trascuriamo il costo delle videocamere e degli spostamenti, credo che non abbiamo speso più di 100.000 lire, usate per comprare quattro maglioni sintetici e le bombolette spray per colorarli e trasformarli in uniformi. Ho risparmiato anche sul tempo: buona parte della sceneggiatura l’ho scritta e pensata a scuola durante le lezioni! (bambini, voi non fatelo) In ogni caso il lavoro sul testo è andato avanti anche durante la produzione vera e propria, con continue revisioni alla scaletta, ai dialoghi e alla divisione in inquadrature. Il tempo totale di lavoro è incalcolabile, ma un po’ di statistiche possono aiutare: più di tre anni intercorsi tra la stesura iniziale delle idee e la prima uscita, oltre 20 giorni diversi di riprese, quasi 40 ore di registrazione, circa 45 minuti di durata del primo episodio. La digitalizzazione e il montaggio richiedevano circa cinque volte il tempo di ripresa, cioè se avessi lavorato a tempo pieno avrei impiegato più di un mese a mettere tutto insieme, senza contare gli effetti speciali.

VM: Sappiamo che il tuo lavoro è già stato mostrato in pubblico ed ha avuto ottime critiche da parte di chi l’ha visto. Anche se il progetto risale a qualche anno fa, credi che ci sarà la partecipazione a concorsi? Ne prevedi nuove proiezioni in pubblico o la distribuzione?

PA: Il primo passo per la diffusione di “Start Rec.” è la pubblicazione sul web, che non era proponibile quando abbiamo iniziato ma oggi è una realtà alla portata di tutti. Voglio ringraziare VideoMakers per essere la prima “vetrina” sul mio lavoro; quando l’intervista sarà pubblicata, il filmato completo dovrebbe essere già disponibile sul sito http://www.amadzone.it.
A causa della velocità con cui si sta evolvendo il mondo dell’informatica e della multimedialità, le tecniche usate nel film sono un po’ datate, e il risultato non è paragonabile in termini di qualità con molte altre realizzazioni indipendenti, ma non escludo per questo l’eventuale partecipazione a concorsi. Attualmente non c’è nulla in programma, ma mi auguro di riuscire a presenziare, insieme ad altre produzioni indipendenti, ad una delle prossime edizioni della StarConTrek, evento dedicato alla fantascienza e al gioco che si svolge ogni anno a Milano.

VM: Pensi di creare nuovi episodi della serie o sei già al lavoro su un nuovo progetto? Se sì, di cosa si tratta e quando vedrà la luce?

PA: La sceneggiatura originale di “Start Rec.” prevede tre diversi episodi, e il primo ad essere uscito è il numero tre, in piena tradizione di Guerre Stellari. Abbiamo già girato molte scene che appartengono alla seconda puntata, e con qualche ripresa in più dovremmo riuscire a completarla. La prima puntata invece, se mai sarà realizzata, avrà bisogno di qualche taglio e adattamento. In ogni caso la produzione è molto onerosa in termini di tempo, e questa moneta non è più a buon mercato quando smetti di essere uno studente. Per questo motivo ho deciso di dedicare un periodo più breve a un progetto meno impegnativo ma altrettanto interessante… ma per il momento non voglio anticiparvi nulla, nemmeno il titolo.

VM: Ci puoi dare qualche indiscrezione riguardo ai tuoi prossimi impegni?

PA: Beh, se proprio vi interessa… sono stato invitato a un aperitivo e sto appunto per uscire di casa… questo sabato invece (ma non è ancora confermato) dovrei andare al ristorante giapponese insieme al cast di “Er Tecnici in Prima Linea”… oops… io non ho detto niente!

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