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[Salvatore Dipasquale] Un Bacio A Mezzanotte

posted by VMStaff
  • Tiplogia: Thriller
  • Durata: 10’ 24”
  • Regia: Salvatore Dipasquale
  • Produzione: Salvatore Dipasquale
  • Trama: E’ mezzanotte. Una donna, vestita in rosso, torna confusa a casa. Una donna, vestita in nero, ascolta la musica da un vecchio mangianastri mentre si prepara per uscire. All’improvviso, la musica si interrompe e bussano alla porta…chi sta bussando? E chi è la donna vestita in rosso? Cosa sta accadendo? Dove e quando? Dietro questi misteri, si cela forse una storia di rimozione. E di violenza.
  • Cast: Antonella Zago, Lorenzo Firrincieli
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Immergiamoci in questa nuova intervista con Salvatore Dipasquale, regista di “Un Bacio a Mezzanotte” per saperne di più sul suo lavoro.

[Salvatore Dipasquale] Un Bacio A Mezzanotte

VM: Ci parli di te e della tua “casa” di produzione?

SdP: Sono un medico di 27 anni e mi occupo di psichiatria e psicologia clinica. Ho sempre nutrito un grande interesse per le arti visive, in particolare la fotografia e il cinema. Qualche anno fa ho avuto l’opportunità di lavorare con una troupe professionale per la produzione di uno spot pubblicitario, e dopo tale esperienza ho deciso di realizzare questo lavoro, che è il mio primo corto ed è stato autoprodotto. Successivamente con alcuni amici abbiamo formato una piccola troupe che fa riferimento ad uno studio di produzione multimediale, la ShineRecords, e collaborando insieme cerchiamo di portare avanti i nostri progetti.

VM: Nella realizzazione di lavori a budget limitato cosa ritieni sia la carta vincente per a buona riuscita del film e, nello specifico di questo lavoro, cosa è stato determinante per la buona riuscita del progetto?

SdP: Non so se il mio progetto sia alla fine “ben riuscito” e meritevole di essere considerato “cinema indipendente”, tuttavia penso che la condivisione e il confronto su questo lavoro con altri videomakers possa essere utile. In ogni caso, ai fini di un buon risultato, credo sia fondamentale partire da un’idea valida e svilupparla in maniera intelligente, disporre di un equipe di lavoro competente e curare al meglio le varie fasi della produzione. Nel mio corto quest’ultimo aspetto è stato quello più critico. In primis, avrei dovuto preparare meglio la pre-produzione, ovvero la pianificazione delle riprese, la scenografia e soprattutto il sonoro, in quanto l’idea di non utilizzare la presa diretta si è rivelata infelice. Anche la stesura della sceneggiatura non è stata semplice, perché la scelta di raccontare in maniera criptica ed ellittica una storia di violenza ha creato numerosi problemi di correlativo oggettivo.
In seguito, nel corso delle riprese, sono sorti problemi con la troupe: le persone che avevano infatti dato la loro disponibilità all’inizio si sono via via ritirate perché, non avendo avuto altre esperienze simili, non immaginavano che girare un corto fosse così faticoso ed impegnativo. Di conseguenza ho dovuto curare tutti gli aspetti tecnici da solo. Alla fine siamo rimasti solo in tre; io, l’operatore di camera e la mia ragazza, che si è dovuta improvvisare attrice protagonista per non far saltare il progetto. Le riprese si sono così prolungate parecchio, perchè abbiamo dovuto ri-girare numerose sequenze. In post produzione infine è stato difficile sincronizzare le immagini con il sonoro registrato a parte e trovare una colonna sonora adeguata. Nonostante le numerose difficoltà, sono soddisfatto per avere portato a termine questo lavoro anche perché, come diceva Stanley Kubrick, “il miglior modo per imparare a fare film è girarne uno” e girare un corto ha rappresentato per me un’ottima esperienza per capire come gestire una produzione video.

[Salvatore Dipasquale] Un Bacio A Mezzanotte

VM: Quali sono le sequenze che ti hanno causato maggiori difficoltà in fase di ripresa e/o di montaggio?

SdP: Le sequenze nella camera da letto non sono state semplici perché la stanza era molto piccola e c’erano ben sei specchi e due vetrate, per cui si vedevano riflessi di luce dappertutto. Abbiamo anche smontato le vetrate, girando con le finestre aperte… era dicembre inoltrato e si moriva dal freddo. Inoltre dovevamo effettuare dei movimenti di macchina e si vedeva l’operatore riflesso nello specchio. La scena del corridoio centrale è stata difficile da illuminare, perché il corridoio era corto e stretto e non c’era lo spazio per sistemare le luci. Alla fine abbiamo usato un faro da 1000 watt puntato verso l’alto, che ha danneggiato l’intonaco del soffitto tanto era il calore che emetteva. Per quanto riguarda il montaggio, si doveva rendere l’idea che tutto quello che si vedeva non stava realmente accadendo: la protagonista infatti rimane tutto il tempo nella camera da letto e le immagini e i suoni rappresentano un’esperienza allucinatoria prima e di depersonalizzazione poi. Questa idea è stata complicata da realizzare, anche perché volevo che lo spettatore la intuisse, e che non fosse evidenziata in maniera troppo esplicita. Per queste ragioni è stato difficile stabilire il final cut: la prima versione durava 21 minuti, la seconda 17 e la terza 19. Dalla quarta versione sono riuscito a rendere il montaggio più scorrevole e meno ridondante, riducendo la durata a quasi 13 minuti. L’ultima versione, quella definitiva, dura 10 minuti e sostanzialmente è la più vicina all’idea originale: sebbene ho dovuto eliminare a malincuore alcune scene che mi piacevano, penso che questo montaggio sia più equilibrato e renda la storia da un lato più scorrevole e piacevole, dall’altro più oscura e misteriosa, e questo era l’obiettivo che mi ero prefissato all’inizio.

VM: Ci dai qualche dettaglio “tecnico” sulla realizzazione? Potresti parlarci del tipo di attrezzatura utilizzato in tutto il corto?

SdP: Ho utilizzato una Canon HV20, dotata del grandangolo Canon WD-H43, un cavalletto Velbon CX 686 e il Rode Videomic (che è stato disponibile solo alla fine delle riprese, e l’abbiamo utilizzato per registrare di nuovo il sonoro). Le “carrellate” sono state realizzate con una vecchia carrozzina “Peg Perego”, che ha mostrato tutti i suoi limiti di rigidità torsionale, rendendo quasi un effetto “steady” poco piacevole. Benché successivamente ho avuto a disposizione una Canon XH-A1 con relativi accessori, ho preferito non rigirare nessuna sequenza con questa camera, neppure quelle in cui la HV20 mostrava tutti i suoi limiti (vedi defocus, panoramiche con effetto “rolling shutter” e riprese notturne). Per quanto concerne le luci, ho utilizzate le “classiche” luci alogene da cantiere da 150, 250 e 500 watt; un faro da 1000 watt (quello che si usava con le super8 nelle scene di interni) e diverse lampade a basso consumo. Inizialmente ho montato in SD con downconversion da cam con Vegas 7; successivamente ho aggiornato l’hardware e ho montato in HDV con transcodifica “Cineform” passando a Vegas Pro 8, il quale, grazie alla tecnologia “smart rendering”, ha permesso di velocizzare non poco le operazioni di rendering e quindi di montaggio. Ho applicato la color correction e il “Magic Bullett” perché la HV20, benché opportunamente settata, rendeva immagini troppo piatte e viranti al giallo. Inoltre ho cercato di ottimizzare la color correction per lo streaming su Exposure Room, perché in alcune sequenze l’encoder flash creava numerosi artefatti di compressione che non erano visibili nella versione AVC, e siccome lo staff di Exposure Room, per quanto disponibile, non ha potuto risolvere il problema, ho preferito modificare la colorimetria per eliminare o quantomeno ridurre, questi artefatti.

[Salvatore Dipasquale] Un Bacio A Mezzanotte

VM: Nella realizzazione dei lavori low budget il coinvolgimento degli amici per la realizzazione è un fattore determinante. Ci parli della tua esperienza in merito?

SdP: Il coinvolgimento degli amici è stato determinante, mi riferisco in particolare all’operatore e agli attori, perché senza di loro non avrei potuto portare a termine questo corto, soprattutto dopo che parte della troupe si era defilata. Un altro ringraziamento va agli autori delle musiche, che concedendomi i loro brani a titolo gratuito mi hanno permesso di terminare il montaggio senza avere problemi di diritti d’autore, in particolare Giovanni Dall’O’ e la sua ragazza, Vera Sorrentino che si sono mostrati molto disponibili.

VM: Quali sono stati i principali intenti e ispirazioni (filmiche) che ti hanno influenzato e che ti ispirano in genere nel tuo modo di realizzare determinati lavori?

SdP: L’atmosfera e le immagini del corto mi sono venute in mente ascoltando la musica di Krzyzstof Penderecki, in particolare “Trenody for victims of Hiroshima” e “Mors Stupebit et Natura”. ll brano “L’Amore no” di Lina Termini era stato fonte di ispirazione della sequenza in camera da letto, ma alla fine ho preferito utilizzare “Un bacio a mezzanotte” perché il testo si sposava in maniera ironica con il tema e le immagini del corto, in particolare per quanto concerne i riferimenti a “mezzanotte”, a “innamorarsi”, al “sogno” e a “non fidarsi”, al punto da spingermi ad intitolare il corto “Un Bacio a Mezzanotte”. Ho avuto la fortuna di poter disporre di una versione con Licenza Creative Commons 2.0 di questo brano, eseguito in maniera splendida dai “Souvenir d’Italie” e gentilmente concesso da Jamendo. Per quanto riguarda le ispirazioni cinematografiche, i miei autori preferiti sono Kubrick, Lynch, Cronenberg, Scorsese, Von Trier e Kim Ki-Duk. Credo che “qualcosa” di questi autori sia presente nel mio corto, soprattutto per quanto concerne Lynch e Kubrick: so che sicuramente questo è un limite, ma penso che all’inizio sia un po’ inevitabile ispirarsi ai “propri maestri”, d’altronde non credo che il mio sia stato un processo di sterile copia, e meglio comunque ispirarsi a dei “maestri”, piuttosto che a dei “mestieranti”.

[Salvatore Dipasquale] Un Bacio A Mezzanotte

VM: Il budget per realizzarlo? Quanto è costata la sua realizzazione?? E quanto è costato in termini di tempo, dandoci un riferimento per la preproduzione, la produzione e la postproduzione.

SdP: È un lavoro a budget zero, ma ciò non vuol dire che non ci sia stato un costo (per esempio gli spostamenti, il cibo, attrezzature e spese varie) che sinceramente non saprei quantificare. Il periodo di lavorazione ovviamente è stato parecchio lungo, anche perché ci sono state diverse interruzioni. La pre-produzione, ahimè, è stata invece troppo breve. Abbiamo iniziato a girare troppo presto, una volta alla settimana quattro ore al giorno, compresi gli spostamenti e la preparazione del set. Erano condizioni impossibili per lavorare bene, e infatti ho preferito bloccare la produzione. Nel frattempo la troupe si è defilata. Tre mesi dopo, tuttavia, la produzione è ripartita con i tre “superstiti”, rigirando tutto daccapo, per tre giorni 8 ore al giorno. Dopo un nuovo stop di un mese e mezzo abbiamo girato le sequenze negli esterni e iniziato il montaggio. La post-produzione si è prolungata tanto a seguito delle difficoltà a trovare le musiche adeguate e alla necessità di registrare nuovamente il sonoro. A dire il vero, verso la fine della post-produzione, abbiamo avuto una brutta esperienza di cui non mi va di parlare tanto e che ci ha fatto perdere ulteriore tempo. Diciamo che è stata una grossa delusione, legata a promesse disattese. Nel complesso tutta la produzione è durata circa un anno, a seguito dei problemi di cui sopra ma anche di altri impegni e di altri lavori concomitanti.

VM: Il tuo lavoro quale futuro avrà? Ci sarà la partecipazione a concorsi e proiezione/distribuzione e a che livello?

SdP: Per me è già una grande soddisfazione aver finito e pubblicato questo lavoro su VM. Sto ultimando il processo di authoring con DVD Architect 4.5, ma sinceramente non so dirti se presenterò “Un Bacio a Mezzanotte” a qualche concorso. Non ho preso nessuna decisione. Vediamo cosa succede…

[Salvatore Dipasquale] Un Bacio A Mezzanotte

VM: Ci puoi dare qualche indiscrezione riguardo i tuoi prossimi impegni?

SdP: Sicuramente oggi ho molta più esperienza e migliori apparecchiature rispetto al periodo in cui ho girato questo corto. Inoltre, come già detto, adesso abbiamo formato un’equipe di lavoro molto affiatata. Abbiamo da poco concluso uno spot pubblicitario e ci sono in cantiere diverse proposte di collaborazione per altri spot pubblicitari e alcuni videoclip musicali. Stiamo preparando la sceneggiatura di un mediometraggio, e sviluppando alcune idee per corti. A breve dovrebbe partire la pre-produzione di un documentario sul fenomeno immigrazione nella mia città. In programma ci sarebbero inoltre alcuni video promozionali legati al nostro territorio. Sono impegnato anche nel progetto “Medicina Narrativa” (www.medicinanarrativa.it), finalizzato ad utilizzare le narrazioni di medici e pazienti, ma anche quelle letterarie e cinematografiche per migliorare il rapporto medico/paziente e il vissuto di malattia dei malati. Spesso ho utilizzato lo “strumento video” in campo educativo e spero in futuro anche in campo terapeutico, sebbene le prospettive di “cinematerapia” e “videoterapia” attualmente non sono molto chiare. Infine, con un altro utente del forum sto collaborando alla sceneggiatura di un noir. Spero di riuscire a portare avanti tutti questi progetti… e che il tempo non sia tiranno!

Altre Informazioni:

  • Soggetto e Sceneggiatura: Salvatore Dipasquale e Antonella Zago
  • Fotografia: Salvatore Dipasquale
  • Operatore: Christian Ragusa
  • Musiche: Giovanni Leon Dall’O’, Souvenir d’Italie, Antonino Calapai
  • Montaggio: Salvatore Dipasquale
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