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[Santiagofilm] La Notte Bianca

posted by VMStaff
  • Tiplogia: Commedia
  • Durata: 18"
  • Regia: Luca Podelmengo
  • Produzione: Santiagofilm
  • Trama: Due ragazzi, un luogo magico, un evento straordinario, sotto lo sguardo di una oscura presenza. Forse non occorre una macchina per viaggiare nel tempo...
  • Cast: Donatella Salvatico, Ignazio Raso
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Immergiamoci in questa nuova intervista con Luca Poldelmengo regista de “La Notte Bianca“, cortometraggio approdato anche su LA7, per saperne di più.

VM: Luca, “La Notte Bianca“ è una delle vostre produzioni piĂą famose, insieme a “Cuccioli” di cui tanto si è parlato anche sul nostro portale. Ma chi è Luca Poldelmengo e cos’è la Santiago film?

LUCA: In primo luogo sono un appassionato di cinema, anzi un innamorato del cinema. Ho 33 anni, sono sposato e vivo a Roma. La mia principale occupazione è quella di tecnico elettronico in Rai. Da qualche anno ho ripreso gli studi e se tutto va bene in autunno mi laureerò in regia cinematografica e televisiva al DAMS di Roma con una tesi sulla commedia all’italiana. La Santiago nasce ormai 4 anni fa da un gruppo di persone che si conosce ad un corso di regia cinematografica. A quello zoccolo duro composto di sei elementi nel corso degli anni se ne sono aggiunti altri tre, due dei quali facenti parte della grande famiglia di videomakers, Daniela e Jumpy. Il collante del gruppo è naturalmente l’amore per il cinema ma anche la voglia di divertirsi e di stare assieme. Il nostro è, come lo ha saggiamente definito Andrea (lillox) anni fa, un mutuo soccorso. Se qualcuno ha un idea gli altri, per quelle che sono le loro possibilità e attitudini, fanno il possibile perché questi la realizzi.

VM: Nella realizzazione dei corti a budget limitato quale ritieni sia la carta vincente per la buona riuscita del film e, nello specifico di questo corto, cosa è stato determinante per la buona riuscita del progetto?

LUCA: Rispondo senza ombra di dubbio, l’organizzazione. Indubbiamente la storia è fondamentale, come la visione di questa che il regista riesce a trasmettere attraverso gli attori. Ma tutto ciò è subordinato ad un organizzazione(che poi è sempre opera del regista e dei suoi più stretti collaboratori)che faccia sentire tutti parte di un progetto professionale e convincente in cui l’unica cosa che difetta è il denaro e non certo serietà e competenza. Deve essere chiaro per tutti che si tratta di una passione e non di un gioco, la differenza è sostanziale. Il contratto morale che si fa con chi collabora, specie se con sconosciuti come erano per me gli attori, è tacito ma incontrovertibile “ ognuno di noi è convinto delle sue capacità artistiche, e se siamo qui e ci siamo scelti a vicenda anche di quelle degli altri. Facciamo vedere a tutti di che pasta siamo fatti”.

VM: Ci dai qualche dettaglio tecnico sulla realizzazione? Dal Backstage abbiamo apprezzato l’utilizzo anche di una steady. Potresti parlarci del tipo di attrezzatura utilizzati in tutto il corto?

LUCA: Una sola camera, la mia Pana100 di cui sono entusiasta. Treppiedi Manfrotto con testa 501. Un faro 3200° a tre lampade da 250W dimmerabile più un paio di quarzi da 1000W, un microfono direzionale mezzofucile. Questa era l’attrezzatura Santiago che abbiamo potuto utilizzare per tutte le sedute di ripresa. In più il service 4Uvideo Maker nei giorni in cui ha collaborato con noi oltre a fornire le sue professionalità ci ha messo a disposizione, tra le altre cose, il mattebox con filtro promist, una lampada Daylight da 1000W e naturalmente la Stadycam.

VM: Molti giovani registi sembrano molto affascinati dall’uso di effetti speciali, “La Notte Bianca“ è un corto senza fronzoli con un montaggio molto lineare e uso di effetti molto sobri. E’ una filosofia di Santiago o per il futuro ci sarà l’impiego di effetti speciali ?

LUCA: Non mi permetto di parlare per tutta la Santiago, ognuno di noi ha, mi si permetta il termine, una propria poetica e una propria deontologia. Personalmente non ho nulla contro gli effetti speciali, semplicemente in questa storia sarebbero stati un inutile forzatura. Per esempio Geometrica Potenza prevede già in fase di script una certa componente di FX: pensati, drammaticamente giustificati, programmati già in fase di ripresa per poi ottenere il meglio in post produzione. Insomma l’effetto , dal mio punto di vista, non deve essere ne una toppa salva magagne, ne tanto meno il “motivo” del film, ma un freccia in più nella faretra del regista.

VM: Santiago coinvolge molti amici per la realizzazione e sperimentazione di tecniche e oggetti volti a migliorare il risultato finale. Ci parli nel dettaglio di qualche nuova sperimentazione, strumento che è stato determinanete per il corto?

LUCA: La Notte Bianca non ha dato luogo a particolari sperimentazioni di bricolage tecnico, questa domanda sarebbe perfetta per Cuccioli. Ha però dato il la ad un modus operandi che mi sentirei di consigliare. Durante le prove in location, che siano con o senza attori, si riprende ipotizzando i vari punti macchina. Questo girato viene poi montato e si ha già una prima sensazione di ciò che gira e di ciò che manca es. in questo punto sarebbe più efficace vedere la scena da qui, oppure, se l’attore facesse questo movimento invece di quest’altro. Da questo piccolo montato poi solitamente estrapolo le foto con cui compongo il mio storyboard.

VM: Nel finale scopriamo finalmente ed in modo chiaro la dinamica e il filo conduttore del corto: Come mai i nonni ti hanno ispirato “La Notte Bianca“? E qual è stata la loro reazione alla visione del film?

LUCA: Purtroppo i miei nonni non ci sono più da qualche anno e non hanno potuto vedere il film, in compenso mia madre(i nonni erano materni) si è molto emozionata. Il filo conduttore tra il blackout e i miei nonni è piuttosto semplice, senza elettricità la nostra quotidianità cambia radicalmente avvicinandosi molto a quella che doveva essere all’inizio del XX secolo, realtà che conosco proprio attraverso i racconti dei miei nonni che negli anni trenta avevano l’età dei protagonisti del corto e che vivevano questa loro gioventù in una realtà semplice e contadina.

VM: Quali sono stati i principali intenti e ispirazioni (filmiche) che ti hanno influenzato in “La Notte Bianca” e che ti ispirano in genere nel tuo modo di realizzare “corti”?

LUCA: Cinematograficamente parlando sono un onnivoro, devo ammettere però che mentre giravo mi veniva spesso alla mente “la vita è meravigliosa” di Capra, del resto nella sua piccolezza il mio corto non è altro che una favola dai buoni sentimenti come il capolavoro hollywoodiano. Poi una certa attenzione quasi maniacale nella composizione dei piani nelle inquadrature e nella scelta delle angolazioni nella scena della cantina si rifà a tanta teoria del cinema d’autore. Sono convinto che il salto emozionale che si prova in quella scena è dovuto anche a questa voluta maggior cura che ci presenta tutte immagini equilibrate ed esteticamente compiute, in quella scena c’è una “saturazione di senso”.

VM: Il budget per realizzarlo? Quanto è costato alla Santiago la sua realizzazione?? E quanto è costato in termini di tempo, dandoci un riferimento per la preproduzione, la produzione e la postproduzione.

LUCA: Allora il budget era di 1000 euro, messici a disposizione dal comune di Mandela e che ci sono serviti per il service e il truccatore, uniche figure retribuite (se pure ai minimi sindacali) dell’intero cast tecnico artistico. Per quello che riguarda i tempi, un paio di mesi di preparazione: scelta location, prove di regia, scenografia, casting e prove con gli attori selezionati, reperimento materiali. Due weekend di riprese, più una nottata per le riprese in auto. Un paio di mesi per il montaggio e la post produzione audio e video, autoring compreso.

VM: Nel corto appare spesso un visione dei personaggi da un “occhio misterioso”, ci spieghi il significato?

LUCA: Questa “visione” rappresenta il punto di vista della presenza che alberga la casa e che poi scopriremo essere quella dei nonni. Inizialmente questo tipo di immagini ci fa pensare quasi ad un Horror, è stato una sorta di gancio, un escamotage narrativo per tenere da subito lo spettatore avvinghiato alla storia. Questa “visione” poi nel corso del film muterà da minacciosa a curiosa (verso Rosa) per divenire infine benevola nei confronti di entrambi, decidendo alla fine di lasciarli soli e di svelarsi allo spettatore attraverso la foto. La maturazione di Vincenzo, avvenuta grazie alla “guida” di Rosa, non avvicina solo la coppia ma, idealmente, anche nipote e nonni, passato e presente, verso una dimensione più umana e meno frenetica. Dal punto di vista visivo la scelta di come virare le immagini della presenza per renderle “riconoscibili” è stato il momento più controverso dell’intera post produzione e forse dell’intero lavoro. Per come era scritto il film la visione della presenza si presentava in condizioni di luce completamente diverse,in scene molto scure e molto illuminate. Bisognava trovare una caratterizzazione riconoscibile in ambo le situazioni. Contemporaneamente volevamo trovare un sistema che non sporcasse troppo l’immagine, specie in cantina dove il lavoro sulla fotografia era stato importante. Idee classiche come le dominanti cromatiche o il bianco e nero per questi motivi furono subito scartate. Alla fine si è deciso per un ovale che ricordasse l’occhio( che ci ha consentito anche una tendina di chiusura azzeccata visto che il pezzo su cui si conclude il film si intitola “Chiudi gli occhi”) con un leggero Blur motion. Tornassi indietro, forse, farei meno scure le scene della presenza prima che i ragazzi raggiungono la casa, in tv rendono bene ma con i proiettori ai festival spesso sono poco intelligibili.

VM: “La Notte Bianca”, dopo la visualizzazione sul web e su LA7, quale futuro avrà? Pensi di partecipare con questo corto a qualche concorso per cortometraggi?

LUCA: Siamo stati selezionati, nel corso di un anno, ad una decina di concorsi , alcuni dei quali internazionali. Al “Molisecinema Film Festival” abbiamo vinto il premio del pubblico, al “Corto d’Anzio” Donatella si è aggiudicata il premio come migliore attrice protagonista. Da qualche mese a questa parte lo sto inviando molto meno, credo che dopo un anno bisogna iniziare a considerare “La notte bianca” una bella esperienza che ci ha riempito di soddisfazione ma che ora è giusto che lasci il posto a nuove sfide.

VM: Sei già al lavoro per un prossimo corto “Geometrica Potenza”: di cosa si tratta e quando vedrà la luce?

LUCA: Geometrica potenza è, o forse sarebbe meglio dire sarà, una commedia surreale dal forte contenuto politico. Dopo un paio di mesi serviti a mettere su un gruppo di attori di primissimo piano e il cast tecnico artistico: montatore, direttore fotografia, aiuto regista ecc. si è iniziato con la prima sezione di riprese di cui potete trovare una dettagliata cronaca sul nostro sito. Poi si è dovuto interrompere, una volta tanto per un motivo positivo. La mia prima sceneggiatura per lungometraggio è stata opzionata da due sceneggiatori professionisti, insieme ai quali dovrò modificarla. Questo ulteriore impegno ha reso inconciliabile la prosecuzione del cortometraggio che spero di riprendere a novembre, quando avrò finito il mio impegno con l’università.

VM: Ci puoi dare qualche indiscrezione riguardo i tuoi prossimi impegni? Sappaimo che una tua sceneggiatura è stata opzionata da due sceneggiatori professionisti… ci dai qualche indiscrezione anche in merito al possibile iter di questa importante novità?

LUCA: Il film in questione, che avevo intitolato “Roma”, parla di periferia e di conseguenza aveva nella scrittura una forte impronta dialettale. Il primo input che mi è venuto da parte degli sceneggiatori è stato quello di cambiare il titolo e di “italianizzare” il testo per rendere il prodotto più appetibile anche fuori dal raccordo anulare. Questo è stato il mio lavoro in questi ultimi giorni, lavoro che ho da poco concluso. Ora, non appena si divincoleranno da altri loro impegni professionali, ci riuniremo assieme per modificare, anche se non sostanzialmente, la mia sceneggiatura. A lavoro finito loro ,che sono due nomi molti in vista nell’ambiente, si occuperanno di proporlo a dei produttori, c’è già un canale preferenziale. A quel punto ci sarà solo da incrociare le dita, perché se il film si farà per me si potrebbero aprire molte porte, non ultima la possibilità che io possa lavorare anche sul set come assistente alla regia, ma questa eventualità sarà subordinata a quale regista eventualmente verrà scelto per dirigerlo. Parliamoci chiaro, il cinema è un mondo piuttosto chiuso, a cui io non appartengo . Non ho più l’età per andare a fare il runner nei set sperando di entrare nelle grazie di qualche regista che mi faccia crescere. L’unica possibilità per me di coronare il mio sogno è di passare per la sceneggiatura. Se il film si farà il nome di Luca Poldelmengo(nei titoli apparirei come autore unico del soggetto e come cosceneggiatore) potrebbe iniziare a non essere più così sconosciuto, specie se avrò un ruolo attivo anche sul set dove ho intenzione di rubare con gli occhi tutto ciò che potrò.

Altre Informazioni:

  • Fotografia: Maurizio Cestelli
  • Aiuto-Regia: Andrea Santini
  • Musiche: Diatriba
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