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[Sbarretti Andrea] L’Operaio

posted by VMStaff
  • Tiplogia: Cortometraggio
  • Durata: 12'
  • Regia: Andrea Sbarretti
  • Produzione: Anamnesi3 Film
  • Trama: Un giovane operaio rischia di essere licenziato a seguito della vendita della fabbrica in cui lavora. Preoccupato di questo, ma ancor più preoccupato dalla mancanza di una fidanzata, si mette alla ricerca di una compagna. La troverà per caso e solo allora capirà che le multinazionali potranno rubargli il lavoro, ma non la vita.
  • Cast: Andrea Sbarretti, Greta Gernini, Doriano Morani, Maila Ciucci, Marco Sordoni, Fabio Bellumore
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Immergiamoci in questa nuova intervista con Andrea Sbarretti regista de “L’Operaio“ che abbiamo già avuto piacere di intervistare in occasione del suo precedente lavoro “ La Notte Di San Bartolomeo”.
Cerchiamo allora di capire insieme i percorsi evolutivi avutisi in occasione del nuovo lavoro.

VideoMakers.net: Ci parli delle evoluzioni che eventualmente ci sono state dal primo lavoro di cui abbiamo già parlato nella nostra sezione rispetto al lavoro attuale?

Andrea Sbarretti: L’evoluzione c’è stata dal punto di vista tecnico innanzitutto. Le attrezzature hanno contribuito non poco al miglioramento. Poi 10 anni di lavoro e di esperienza mi hanno dato un bagaglio sia culturale che pratico. Nel 2004 (anno in cui ho girato il corto recensito su queste pagine) avevo iniziato da poco. Ancora non avevo la consapevolezza di cosa significasse fare cortometraggi o film. Rivedendo i lavori di quei tempi mi accorgo di numerosi errori o di incongruenze frutto dell’inesperienza. In questi dieci anni ho realizzato migliaia di filmati: dai corti, ai filmini per matrimoni, videoclip, documentari, riprese per TV, riprese per società; è un allenamento che ogni videomaker dovrebbe fare. Invece vedo della gente che senza nessuna esperienza, senza essere in grado nemmeno di saper accendere una telecamera, gira un lungometraggio, gente che con un salto vuole scavalcare tutti quelli che come me, si sbattono da anni. Ci credo… è troppo difficile cominciare da zero e troppo difficile competere con altri videomakers e con il giudizio spesso duro di chi guarda. Allora si sceglie la via apparentemente più facile, quella di fare un film, credendo che la qualità di un’opera si giudichi dalla sua lunghezza. Niente di più sbagliato.

VM.net: Quali competenze e professionalità hai maturato nel tempo trascorso?

A.S.: Anni di studio, anni di film visti e studiati in dvd in un continuo pausa, torna indietro, guarda quello stacco, rimanda in avanti, anni in cui ho realizzato molti cortometraggi più o meno riusciti. In questi anni ho avuto modo di girare anche 3 film programmati nei cinema della provincia di Terni. Chiaramente ti cali in un mondo dove devi fare i conti con gli spettatori, con il produttore, con l’esercente del cinema ed ognuno ha delle specifiche esigenze e tu devi cercare di dare un colpo al cerchio ed uno alla botte per accontentare tutti. E questo ti porta a non essere mai completamente libero. Entri in campo veramente, ti confronti con un pubblico pagante, con dei giornalisti veri che ti criticano e soprattutto con la categoria degli invidiosi.

Anamnesi3 Film- "L'Operaio"

Anamnesi3 Film – “L’Operaio”

Anamnesi3 Film- "L'Operaio"

Mi sono stati d’aiuto i numerosi duelli che in passato ho avuto su questo sito. Ma qui si scherzava; nella vita reale una critica ben affilata, può distruggerti. Ma per fortuna, oltre ad aver realizzato (spero) dei film piacevoli, ho sempre saputo reagire con forza a chi mi ha attaccato. Sono del segno zodiacale dello scorpione; si dice che le migliori espressioni di se, gli scorpioni le danno quando vengono attaccati.A questi studi personali ho aggiunto una Laurea in Scienze e Tecnologie della Produzione Artistica. Mi fregio di essere stato credo il primo in Italia ad avere fatto una tesi su Paolo Sorrentino. Ha vinto l’Oscar da pochi giorni ed ora tutti salgono sul carro dei vincitori, ma 10 anni fa era considerato un regista noioso in grado solo di fare film lenti. Per me invece fin da subito è stato un mito.

VM.net: Nella realizzazione di lavori a budget limitato cosa ritieni sia la carta vincente per una buona riuscita del film e, nello specifico di questo lavoro, cosa è stato determinante per la buona riuscita del progetto?

A.S.: Spike Lee diceva che se dopo 15 anni di impegno, non si riesce a lavorare concretamente nel cinema, conviene abbandonare. Io a giugno sono proprio 15 anni che ci provo. Rita Rusic diceva che un filmaker ha zero possibilità di emergere. Le loro parole non mi scoraggiano, anzi, mi caricano, come quando giocavo a calcio e il pubblico mi sfotteva. Segnavo sempre.
La carta vincente è quella di fare lavori non troppo ambiziosi. Più si cerca la storia straordinaria, i dialoghi spettacolari alla Tarantino (per intenderci) e più ci si espone a degli errori. Il limite dei cortometraggi è spesso quello che si vuole scimmiottare il grande cinema, non avendo però gli attori e le competenze giuste. Sento dei dialoghi troppo finti, da mettere in bocca a degli attori che nella vita reale, mai direbbero quelle frasi. Il segreto è quello di essere se stessi e (perché no) raccontare la propria vita, un po’ come faceva Fellini. In questa maniera si è certi di essere credibili. E poi come dico sempre, un conto è scrivere un testo sul computer ed un conto è girarlo. La realizzazione materiale è molto complessa e se non si hanno profonde capacità tecniche si commettono dei pacchiani errori di grammatica cinematografica. È il solito discorso: spesso gente assolutamente inesperta, di punto in bianco si erge a grande regista e annuncia in pompa magna la realizzazione di un film che cambierà la cultura italiana. Niente di più sbagliato e patetico. Io sono per la teoria dei piccoli passi. Fare tanti lavori, fare (soprattutto) esperienza e se mai arriverà una consacrazione, arriverà lentamente, nel corso degli anni, salendo un po’ alla volta. Metaforicamente mi dà l’idea di un fiume che riceve la piena di tanti piccoli ruscelli ed alla fine tracima. Nello specifico, il cortometraggio L’operaio, è uno dei tanti ruscelli.

VM.net: Ci dai qualche dettaglio “tecnico” sulla realizzazione? Potresti parlarci del tipo di attrezzatura utilizzato in tutto il corto?

A.S.: È stato girato con una Sony Z1, la prima telecamera in HDV uscita sul mercato oltre 10 anni fa, ma che io ritengo ancora assolutamente adeguata per un cineasta indipendente, vista la sua straordinaria versatilità. L’audio è stato catturato con un Sennheiser MKH 70, un microfono unidirezionale eccellente, credo il migliore per il cinema. Il microfono è stato montato sopra la telecamera con il supporto SM3 della Rode, non potendo disporre di un microfonista. Cavalletto Cartoni, PC molto vecchio, un Pentium 4 – 2400MH, 512 RAM, software di montaggio Adobe Premiere 2. Io sono rimasto indietro… monto ancora in definizione standard. L’alta definizione a mio parere è sopravvalutata. Tutt’oggi in TV e nei festival si utilizza ancora il DVD.

VM.net: Nella realizzazione dei lavori low budget, il coinvolgimento degli amici per la realizzazione è un fattore determinante. Ci parli della tua esperienza in merito ?

A.S.: Gli amici hanno recitato nel corto, ma a livello tecnico ho fatto tutto da solo: riprese, fotografia, scenografia, suono, montaggio. Devo dire un GRAZIE grande come una casa al vostro sito, dove in questi anni ho appreso molte competenze tecniche che mi hanno permesso oggi, di avere un controllo totale sui miei lavori. E questo è determinante per un aspirante filmaker, poiché la conoscenza tecnica è la base per poter realizzare qualsiasi tipo di video. E non parlo solo di corti o film, ma di video su richiesta che ogni buon filmaker deve realizzare per farsi conoscere, per guadagnare qualche soldo e per allenarsi. Ad esempio ritengo i video matrimoniali, la miglior palestra d’allenamento per chi vuol fare film.

Anamnesi3 Film- "L'Operaio"

Anamnesi3 Film- "L'Operaio"

Anamnesi3 Film- "L'Operaio"

VM.net: Quali sono stati i principali intenti e ispirazioni (filmiche) che ti hanno influenzato nella realizzazione di questo lavoro?

A.S.: La crisi del lavoro in Italia e soprattutto a Terni. C’è stato un grosso sciopero per la difesa degli operai che lavorano nella Thyssen Krupp, la famosa Acciaieria di Terni. Durante lo sciopero ho fatto delle riprese che sono finite nel corto in un mix tra fiction e realtà.
In un gioco delle tre carte, la proprietà dell’AST (Acciai Speciali Terni) è passata da una multinazionale tedesca ad una finlandese, per poi tornare a quella tedesca.
Dobbiamo capire che ormai l’industria non potrà più crescere come un tempo: è stato prodotto tutto. Non si può cambiare automobile o frigorifero o televisione una volta all’anno. Occorre cercare nuove fonti di reddito. La crescita non può essere illimitata ed il mercato non è l’unico fattore che determina la riuscita di un’attività. Occorre ripensare il modo di vivere. Quello che ci vogliono fare credere è sbagliato. La perenne rincorsa alla crescita che tutti i politici ventilano, è solo fuffa. La crescita è finita. Ora l’unica crescita che si può avere è quella della serenità. E nel corto lo specifico bene: potete rubarmi il lavoro, ma la vita no. La vita è mia e non permetterò che voi me la possiate distruggere, in questa costante rincorsa deleteria al denaro.

Anamnesi3 Film- "L'Operaio"

VM.net: Il budget per realizzarlo? Quanto è costata la sua realizzazione? E quanto è costato in termini di tempo, dandoci un riferimento per la preproduzione, la produzione e la post-produzione?

A.S.: Costo zero chiaramente, come tutti i miei lavori. Il corto è sperimentale. Per la prima volta ho voluto realizzare un’opera completamente da solo. Oltre a non avere nessuno sul set, ho voluto eliminare quasi completamente anche il cast degli attori. Perché ho fatto questo? Perché mi sono accordo che la maggior parte delle energie, le sprecavo per contattare gli attori, la troupe, per mettere d’accordo tutti, per telefonare, per cambiare le date in cui girare, per correre appresso ai ritardatari. Ed allora cosa ho fatto? Ho deciso che volevo provare a girare un cortometraggio da solo per concentrarmi esclusivamente sulla regia. Ed ecco che sul set spesso mi sono ritrovato da solo veramente… io e la mia Sony Z1, compagna di tante battaglie e sempre affidabile alleata. In queste condizioni essendo io il protagonista, la realizzazione è stata velocissima. Era sempre buona la prima, poiché non dovevo spiegare agli attori come recitare o alla troupe come lavorare. Quindi nel giro di 10 giorni il corto era già montato. Questo esperimento mi è servito per capire fino a dove potevo spingermi nell’autoproduzione cinematografica. Ebbene il test è stato pienamente positivo, tanto che i prossimi progetti saranno tutti girati senza troupe.

VM.net:Il tuo lavoro quale futuro avrà? Ci sarà la partecipazione a concorsi e proiezione/distribuzione e a che livello? E soprattutto questo lavoro ha già avuto qualche riconoscimento?

A.S.: Visto il carattere sperimentale del corto, non mi aspetto grandi successi. Non è adatto ai festival, perché pur raccontando un problema serio, il clima è piuttosto frivolo. Il protagonista galleggia nel suo mondo e cerca in tutti i modi di estraniarsi dalla società che giudica non conforme alla sua visione della vita. È stato presentato in anteprima al Festival di Giove (TR) dove ha ottenuto un grosso successo di pubblico. Applausi e risate sono stati la conferma della riuscita del lavoro. Poi probabilmente approderà in TV locali dove io collaboro. Credo che la TV ed il web, proprio per la loro fruibilità spensierata, siano i mezzi dove possa aver miglior diffusione.

VM.net: Sei già al lavoro su un nuovo progetto? Di cosa si tratta e quando vedrà la luce?

A.S.: Ti avrei perdonato” è il nuovo cortometraggio in fase di montaggio.
Ho utilizzato la stessa tecnica de L’Operaio”, ovvero nessuna troupe ed inquadrature fisse. Questa volta però ho ingaggiato due attori. Io mi sono limitato a fare un piccolo ruolo. Dovevo tornare a fare il regista; per svolgere correttamente il mio lavoro era necessario stare dietro la telecamera e controllare ogni singola inquadratura, al millimetro. Sono due corti antitetici. Uno grottesco e scanzonato, l’altro delicato e sottile. I protagonisti sono un uomo ed una donna che interpretano marito e moglie.

VM.net: Ci puoi dare qualche indiscrezione riguardo i tuoi prossimi impegni?

A.S.: Sto lavorando contemporaneamente a 3 progetti: al cortometraggio sopra citato, ad una serie documentaristica televisiva dal titolo Io rifletto” e al mio quarto film, dal titolo Lontano da tutti. Sono dei progetti molto diversificati tra di loro, perché ognuno si propone obiettivi diversi. Col corto punto ai concorsi, perché il tema serioso e lo stile professionale, sono adatti ai Festival. Con i documentari punto alla TV locale; saranno 4/5 puntate di 50 minuti cadauna, allegre, ma piuttosto profonde. Mi sono sbizzarrito nelle inquadrature, nelle riprese di soggetti caratteristici, nelle domande scanzonate, il tutto per realizzare dei filmati adatti ad un vasto pubblico, cercando di farlo divertire con un prodotto di qualità. Connubio che raramente coesiste. Il film invece lo faccio per me. Diciamo la verità, un film indipendente non ha mercato. Non potrà uscire al cinema e difficilmente sarà preso ai festival, vista la concorrenza spietata di produzioni che a suon di soldoni mandano avanti i loro lavori.
Allora ecco che voglio finalmente non pensare al pubblico, non avere paura di deludere il produttore, non dover correre appresso a degli attori più o meno mercenari o impreparati. Prendo due, tre attori fidati e attorno a loro costruisco una storia senza sceneggiatura, work in progress. Io fondamentalmente non sono un regista… sono un videomaker, uno a cui piace tenere fisicamente la telecamera in mano in una sorta di amplesso digitale. Diciamo la verità… gli attori sono una specie in via di sviluppo. Tutti vogliono fare gli attori, tutti vogliono apparire, ma se gli dai un dialogo di due righe da imparare a memoria, non sempre ci riescono. Francamente di questa specie in via di sviluppo, ne posso fare a meno.

Anamnesi3 Film- "L'Operaio"

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