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Sezione in cui parlare di come nasce e si sviluppa una sceneggiatura.

Moderatore: Moderatori

da Fall
#1312452
Salve a tutti, sono un ragazzo di 21 anni autodidatta. Ultimamente ho iniziato a scrivere sceneggiature di cortometraggi, e vorrei sapere una vostra opinione per migliorare sia dal punto di vista narrativo e linguistico che da quello più tecnico della formattazione e impaginazione.

Non conosco nessuno con nozioni di questo tipo, quindi mi affido a voi. Spero vi piacciano!

Massacratemi pure se volete! Ogni critica è ben accetta :duel: :festa:

Il Cervo: 17 pagine
Mare Aperto: 13 pagine
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#1312535
Prima di tutto complimenti per l'inventiva e l'immaginazione. Riguardo al CERVO, ho scritto alcune notazioni che ti copio. La storia mi è piaciuta molto anche se finisce all'improvviso. Queste sono le mie osservazioni:

1. L'azione è troppo spezzettata. Anche se, correttamente, sei andato a capo ad ogni cambio di inquadratura, a mo' di suggerimento al regista, secondo me è stilisticamente meglio se accorpi l'azione a quattro cinque righe per volta. In questo modo la lettura è più fluente.

2. Nella scena 5, l'intera conversazione è OS. Sei sicuro di questa scelta? Sullo schermo si traduce in una immagine fissa del ragazzo che ascolta, a me sembra troppo statico.

3. Scena 7: "Il sole le illumina, come a dargli..." dovrebbe essere "come a dar loro..." (riferito alle corna del cervo).

4. Scena 7: "Da qua" (il fucile) dovrebbe essere "Da' qua".

5. Non sono per principio contraria a qualche notazione emotiva, ma qui davvero abbondano. Per es. nella scena 8, "il vento sembra cambiare, come offeso da qualcosa", "il suono del vento non somiglia a niente", "un suono che lo separa da ogni cosa, come se non avesse importanza"... Queste non sono né azioni né inquadrature: che se ne fa il regista di queste notazioni? Sono letterarie, non tecniche, mentre una sceneggiatura è uno strumento tecnico, ha uno scopo pratico. Anche se è difficile staccare l'idea del film, che hai in mente, dalla sceneggiatura che scrivi, in realtà devi sempre ricordare che l'autore del film è il regista, lo sceneggiatore serve solo a elencare le scene: il clima, lo stile, il ritmo, sono dati dalla regia, non dalla sceneggiatura.

6. La scena 15 non è molto chiara, dovresti descrivere meglio il luogo dove si svolge. Non si visualizza spazialmente il rapporto tra la cucina e le scale; forse dovresti suddividere in due scene. La descrizione degli ambienti è parte integrante dell'azione: non che debba essere minuziosa, ma sufficiente a visualizzare la scena.

7. Nella scena 16, verso la fine, il discorso del Padre è interrotto da un'azione. Quando riprende il personaggio deve avere accanto la notazione CONT.: PADRE (CONT). Questo serve agli attori per sapere che non devono aspettare la battuta di un altro attore. Idem per il Ragazzo nella scena 17 e in varie altre parti della sceneggiatura, per es. alla fine della scena 7.

8. Quando ci sono più personaggi in una scena, è meglio mettere tra parentesi il destinatario delle battute. Per es. nella scena 15:

PADRE (CONT)
(al Ragazzo)
Aspetta qui.

9. Nella scena 18 non è "sta zitto" ma "sta' zitto".

10. I rumori che dovranno essere prodotti a parte devono essere segnalati in maiuscolo. Per es. nella scena 19 "uno sparo" dev'essere in maiuscolo, perché presumibilmente il rumore verrà aggiunto in postproduzione, quindi non fa parte delle riprese. Ugualmente nella scena 20: Silenzio, ogni tanto VERSI DI ANIMALI NOTTURNI. E poi: Lo stomaco del Ragazzo FA RUMORE. Etc.

11. In una sceneggiatura non si può mettere "un urlo" (scena 19), ma si deve indicare l'urlo come battuta, così:

PADRE (O.S.)
(urlo di dolore)
AAH!...

12. La scena nella scarpata dovrebbe avere una intestazione a parte, non più BOSCO ma SCARPATA.

13. Anche la scena 21 dovrebbe essere suddivisa, perché si svolge in due luoghi fisici diversi.

14. "Il Ragazzo vede TRE CACCIATORI".
#1312538
Riguardo a MARE APERTO, non mi è piaciuto un granché, sono sincera, non ci sono colpi di scena e i protagonisti muoiono senza una logica. Comunque ho scritto qualche osservazione:

1. Le scene non sono numerate!

2. Sono dubbiosa sul fatto di mettere in una sceneggiatura "si vede qualcosa muoversi, un punto lontano. Potrebbe essere una barca di qualsiasi tipo, ma il produttore deve sapere che cos'è, non è uno spettatore.

3. Perché i vari personaggi sono sottolineati, tranne il CUOCO? Comunque non è necessario sottolineare i personaggi.

4. Non "Fa vedere", ma "Fa' vedere".

5. Anche qui non hai specificato (CONT) quando un personaggio riprende la battuta interrotta da un'azione.

6. Le transizioni puoi ometterle, sono una scelta del regista.

7. Una intestazione così: "int. scialuppa - più tardi", non va bene perché il regista, quando schedula la sceneggiatura, accorpa velocemente le scene e deve a colpo d'occhio sapere quante sono di giorno e quante di notte. Quindi nell'intestazione le indicazioni GIORNO o NOTTE ci devono sempre stare.

8. Quando il Ragazzo urla, è una battuta:

RAGAZZO
(urla di dolore)
AAH!

9. Meglio "il braccio è cianotico" piuttosto che "è diventato cianotico". L'informazione è più chiara.

10. I rumori saranno aggiunti in postproduzione, quindi: IL VENTO SOFFIA, L'ACQUA SCIABORDA FORTE dentro la scialuppa.

11. Le scene nella scialuppa sono tutte in esterni. Infatti l'indicazione INT/EST serve al direttore della fotografia per sapere se le scene sono all'aperto o al chiuso: la programmazione delle giornate di ripresa è diversa, e anche le luci chiaramente. Anche una scena che si svolge al chiuso, ma è ripresa da fuori, per es. da fuori la finestra, è indicata come EST, perché la cinepresa è all'esterno.

12. Nella descrizione della scena, nell'azione cioè, devi mettere le azioni che si svolgono nell'inquadratura. "Il Mozzo non riesce più a vogare ecc." nel linguaggio cinematografico è "Il Mozzo rallenta le vogate, quindi anche il Capitano rallenta le vogate". Apparentemente non c'è differenza, invece nel primo caso è una narrazione, nel secondo una descrizione.

13. Quando qualcuno urla si fa prima a mettere maiuscolo:

CAPITANO
EHI! SIAMO QUI!

Comunque anche la parentesi va bene.
da Fall
#1312542
Antonella Bellecca ha scritto: sab, 11 apr 2020 - 18:55 Prima di tutto complimenti per l'inventiva e l'immaginazione. Riguardo al CERVO, ho scritto alcune notazioni che ti copio. La storia mi è piaciuta molto anche se finisce all'improvviso.
e io ti ringrazio per il tempo che hai impiegato :wink:

Antonella Bellecca ha scritto: sab, 11 apr 2020 - 18:55 2. Nella scena 5, l'intera conversazione è OS. Sei sicuro di questa scelta? Sullo schermo si traduce in una immagine fissa del ragazzo che ascolta, a me sembra troppo statico.
sì, l'ho fatto di proposito perché il cortometraggio è tutto dal punto di vista del ragazzo, e non volevo scene in cui lui non c'è. noi vediamo quello che vede lui e scopriamo le cose (l'amante) quando le scopre lui.
Antonella Bellecca ha scritto: sab, 11 apr 2020 - 18:55 3. Scena 7: "Il sole le illumina, come a dargli..." dovrebbe essere "come a dar loro..." (riferito alle corna del cervo).
ops! purtroppo gli errori sfuggono sempre non importa quante volte rileggi. grazie!
Antonella Bellecca ha scritto: sab, 11 apr 2020 - 18:55 5. Non sono per principio contraria a qualche notazione emotiva, ma qui davvero abbondano. Per es. nella scena 8, "il vento sembra cambiare, come offeso da qualcosa", "il suono del vento non somiglia a niente", "un suono che lo separa da ogni cosa, come se non avesse importanza"... Queste non sono né azioni né inquadrature: che se ne fa il regista di queste notazioni? Sono letterarie, non tecniche, mentre una sceneggiatura è uno strumento tecnico, ha uno scopo pratico. Anche se è difficile staccare l'idea del film, che hai in mente, dalla sceneggiatura che scrivi, in realtà devi sempre ricordare che l'autore del film è il regista, lo sceneggiatore serve solo a elencare le scene: il clima, lo stile, il ritmo, sono dati dalla regia, non dalla sceneggiatura.
ecco questa è una cosa che io capisco ma fino a un certo punto. per esempio se un personaggio è in silenzio e vede qualcosa, qualcosa che non è una cosa importante o straordinaria (per esempio un semplice albero mosso dal vento) ma PER LUI è importante e per questo si prende del tempo, rallentando l'azione, io come faccio a esprimerlo? dovrei scrivere solo "tizio guarda l'albero mosso dal vento"? non sto facendo polemica, è solo che penso che forse dovrei in qualche modo cercare di spiegare il motivo per cui sta zitto e guarda il vento, anche se magari non è filmabile.
cioè ho pensato che forse la sceneggiatura è sì una descrizione di fatti, ma alcune volte per esprimere qualcosa bisogna sfociare nel letterario, perché per far immaginare qualcosa al regista, qualcosa di più profondo, a volte l'elenco di fatti non basta. anche perché i personaggi sono importanti e i loro sentimenti spesso possono determinare delle scelte che poi fanno all'interno della storia.
però ripeto non sto polemizzando, cerco solo di spiegare perché l'ho fatto. non saprei come esprimere la profondità di un pensiero senza dirlo (sempre qualche riga, s'intende)
Antonella Bellecca ha scritto: sab, 11 apr 2020 - 18:55 6. La scena 15 non è molto chiara, dovresti descrivere meglio il luogo dove si svolge. Non si visualizza spazialmente il rapporto tra la cucina e le scale; forse dovresti suddividere in due scene. La descrizione degli ambienti è parte integrante dell'azione: non che debba essere minuziosa, ma sufficiente a visualizzare la scena.
forse hai ragione. dici dovrei descrivere meglio la casa? ho pensato di non dare indicazioni troppo precise sulla scenografia o location, in modo tale da lasciare spazio al regista. anche perché la geografia della casa non è così fondamentale.
Antonella Bellecca ha scritto: sab, 11 apr 2020 - 18:55 10. I rumori che dovranno essere prodotti a parte devono essere segnalati in maiuscolo. Per es. nella scena 19 "uno sparo" dev'essere in maiuscolo, perché presumibilmente il rumore verrà aggiunto in postproduzione, quindi non fa parte delle riprese. Ugualmente nella scena 20: Silenzio, ogni tanto VERSI DI ANIMALI NOTTURNI. E poi: Lo stomaco del Ragazzo FA RUMORE. Etc.
ah ok. avevo letto effettivamente delle sceneggiature (in inglese) in cui erano in maiuscolo e altre in minuscolo. visto che ero indeciso, ho pensato di tenerle minuscole per tenere la lettura più fluida
Antonella Bellecca ha scritto: sab, 11 apr 2020 - 18:55 11. In una sceneggiatura non si può mettere "un urlo" (scena 19), ma si deve indicare l'urlo come battuta, così:

PADRE (O.S.)
(urlo di dolore)
AAH!...
ah! non lo sapevo! grazie!
una domanda allora: quando si hanno delle scene in cui si sente parlare dei personaggi lontani, però non è davvero importante cosa dicono, dovrei scriverlo comunque?

grazie molte comunque! posso chiederti invece cosa ti è piaciuto? al di là degli aspetti tecnici :festa:
Ultima modifica di Fall il dom, 12 apr 2020 - 01:26, modificato 2 volte in totale.
da Fall
#1312543
Antonella Bellecca ha scritto: sab, 11 apr 2020 - 21:25 Riguardo a MARE APERTO, non mi è piaciuto un granché, sono sincera
mi spiace! penso che il cervo sia una sceneggiatura migliore con più spunti, però ho messo questa lo stesso, anche perché tra le due sceneggiature, a mia sorpresa, questa è quella che si è presa più complimenti
Antonella Bellecca ha scritto: sab, 11 apr 2020 - 18:55 7. Una intestazione così: "int. scialuppa - più tardi", non va bene perché il regista, quando schedula la sceneggiatura, accorpa velocemente le scene e deve a colpo d'occhio sapere quante sono di giorno e quante di notte. Quindi nell'intestazione le indicazioni GIORNO o NOTTE ci devono sempre stare.
questa è una cosa che ho improvvisato. ho pensato che la fotografia fosse comunque diversa, a causa del sole che cambia posizione.
allora avrei dovuto staccare semplicemente in GIORNO e poi ancora GIORNO? io l'avevo fatto anche per far capire il passaggio di tempo

Antonella Bellecca ha scritto: sab, 11 apr 2020 - 18:55 11. Le scene nella scialuppa sono tutte in esterni. Infatti l'indicazione INT/EST serve al direttore della fotografia per sapere se le scene sono all'aperto o al chiuso: la programmazione delle giornate di ripresa è diversa, e anche le luci chiaramente. Anche una scena che si svolge al chiuso, ma è ripresa da fuori, per es. da fuori la finestra, è indicata come EST, perché la cinepresa è all'esterno.
AAAAH grazie, mi hai risolto un dubbio amletico. io pensavo visto che sono DENTRO la barca, allora scrivo INT, mentre quando si sta in mare aperto allora EST.
che ingenuo, grazie :festa:
#1312557
Fall ha scritto: dom, 12 apr 2020 - 00:37se un personaggio è in silenzio e vede qualcosa, qualcosa che non è una cosa importante ma PER LUI è importante, penso che forse dovrei in qualche modo cercare di spiegare il motivo per cui sta zitto e guarda il vento, anche se magari non è filmabile. Forse la sceneggiatura è sì una descrizione di fatti, ma alcune volte per esprimere qualcosa bisogna sfociare nel letterario, perché per far immaginare qualcosa al regista l'elenco di fatti non basta. Non saprei come esprimere la profondità di un pensiero senza dirlo.
Ma io sono d'accordo con te, solo che penso che hai esagerato con queste notazioni. Se il ragazzo guarda il vento, puoi scrivere: "il ragazzo guarda smarrito il vento" o qualcosa di simile. Dilungarti sulle motivazioni dei personaggi, secondo me, non è utile.
Fall ha scritto: dom, 12 apr 2020 - 00:37Quando si hanno delle scene in cui si sente parlare dei personaggi lontani, però non è davvero importante cosa dicono, dovrei scriverlo comunque?
Puoi mettere "GENTE parlotta in lontananza". Se sono personaggi, li citi. Se sono comparse, metti le maiuscole, serve a chi fa il casting.
Fall ha scritto: dom, 12 apr 2020 - 00:37Posso chiederti invece cosa ti è piaciuto?
La profondità dei personaggi.
#1312558
Fall ha scritto: dom, 12 apr 2020 - 00:43Allora avrei dovuto staccare semplicemente in GIORNO e poi ancora GIORNO? io l'avevo fatto anche per far capire il passaggio di tempo.
Puoi risolvere intanto numerando le scene, e poi mettendo ad ogni intestazione, dopo GIORNO: PIU' TARDI, POCO DOPO, SUBITO DOPO...
#1316027
Condivido tutte le osservazioni di Antonella, aggiungendo anche che l'intestazione della scena o è GIORNO o è NOTTE. Se si tratta di mattina o sera specificalo nella descrizione (come indicazione per la fotografia) perché nello spoglio della sceneggiatura, il primo accorpamento che si fa è GIORNO da una parte e NOTTE dall'altra.

Ma queste sono "sciocchezze". Occorrerebbe scrivere un libro per spiegarti bene cosa non va in 'sta roba. Scrivere buone sceneggiature è difficile (davvero difficile) e tranqui, sei ancora giovane e tempo ne hai.

Guarda, ti faccio solo l'esempio di quelle cinque righe della scena 1.
In primis, ciò che si scrive serve per far vedere, nel visualizzare immagini nella [CUT] legge. Tutto ciò che si scrive. E ogni parola ha un peso.

Che cos'è un bosco fitto e NERO? Che vuol dire? Vuoi trasmettere qualcosa? E cosa? Mistero? Paura? Suspence? Non lo so. E non lo so perché non arriva niente. I boschi non sono neri. Che vuol dire?

Gli alberi sono altissimi e vecchi. Mmmh... alberi altissimi? Alti quanto? Voglio dire, sono forse sequoie? Perché sono anche vecchi. Cioè? Come faccio a VEDERE degli alberi VECCHi? Ma soprattutto, perché? Se lo scrivi (e io lo leggo) questa cosa deve avere una sua importanza. O no? E quale sarebbe questa importanza di avere alberi altissimi... e vecchi?

Una sequenza di immagini della foresta (non era un bosco? Sono due cose diverse) immacolata. Queste sono descrizioni inutili. In sceneggiatura ci si limita a descrivere, illustrare (con le giuste parole). Sta poi al regista la scelta visiva effettiva. Perché magari si accontenta di un'unica inquadratura in campo lungo. Magari girerà una lenta panoramica. Oppure, forse, deciderà di girare più inquadrature da montare poi in una "sequenza di immagini". Ma è lui che decide. A meno che non ci siano specifiche necessità drammatiche, in una situazione come questa (presentare un luogo), lo sceneggiatore si limita a "pennellare" quel luogo con due parole.

E a proposito. Ci stai presentando un semplice e banalissimo bosco per Dio! Non scrivere canti della Divina Commedia per una cosa del genere. Ti giuro (e non scherzo) che volevo interrompere la lettura dopo quella prima scena. Cinque righe per dire: "Un bosco vuoto e silenzioso"? No!

Una roba come "nel quale nessun uomo sembra abbia mai messo piede" è quel genere di frase (inutile) che fa interrompere la lettura a qualsiasi produttore o regista. "Ecco un altro principiante" è ciò che si dicono. Perché tu NON PUOI VISUALIZZARE qualcosa che sembra mai calpestata da piede umano. Che vuol dire che SEMBRA? E anche se così fosse? Come lo vedo? Come lo capisco?

Una sceneggiatura non è un romanzo. Non devi trasmettere emozioni con frasi introspettive. Devi trasmetterle con ciò che vedo (scritto bene) e con ciò che succede.

In secundis: a che pro?
Ogni scena deve avere un senso all'interno dell'impianto. Perché c'è? Che funzione NARRATIVA ha? E in questo caso? C'è un bosco, e allora? Il bosco in questo caso è un luogo della vicenda, non un ELEMENTO. Si tratta ancora una volta di uno dei (tanti) errori di quelli alle prime armi: confondere un luogo dell'azione con il suo elemento. Qui l'elemento è il cervo. Se proprio vuoi mostrarmi qualcosa all'inizio, mostrami questo.

Ma se devi mostrare, NON FARLO MAI IN MANIERA BANALE. Devi acchiappare chi legge (e poi chi guarderà il film) fin dal principio e tenerlo per le palle fino alla fine. Altrimenti non ne vale la pena.

Pensa la figura di un cervo che intravedo fugacemente tra il fitto della vegetazione (ok, in un bosco). Un lupo si avvicina per saltargli addosso e papparselo. Ma proprio nell'istante in cui sta per spiccare il ferale balzo, un paio di enormi corna che brillano così intensamnte da sembrare d'oro. Cosi grandi e lucenti che il lupo... scappa!

Omiodio!

E' scappato per un cervo? Un lupo? Allora forse non era veramente un cervo. Eppure la sagoma intravista all'inizio, seppur fugacemente era quella di un cervo. Ma quelle corna allora? Sono marroni quelle dei cervi queste invece... strane... dorate [CUT]! Talmente strane che un lupo si è dato. Che sta succedendo? Che mistero è mai questo?

Tre righe (scritte come si deve), venti secondi di filmato, e hai già lo spettatore incollato alla poltrona. Prima ancora, il lettore della sceneggiatura. Altro che bosco nero!

Si scrivono così le sceneggiature.

Insisti. Ci vogliono anni per padroneggiare il mestiere. Anni. Quindi non desistere e continua scrivere, E a battere la testa. Va bene così, è giusto così.

Spero di esserti stato utile.
da Fall
#1316042
cannibal ha scritto: dom, 03 mag 2020 - 01:50 Una sequenza di immagini della foresta (non era un bosco? Sono due cose diverse) immacolata. Queste sono descrizioni inutili. In sceneggiatura ci si limita a descrivere, illustrare (con le giuste parole). Sta poi al regista la scelta visiva effettiva. Perché magari si accontenta di un'unica inquadratura in campo lungo. Magari girerà una lenta panoramica. Oppure, forse, deciderà di girare più inquadrature da montare poi in una "sequenza di immagini". Ma è lui che decide. A meno che non ci siano specifiche necessità drammatiche, in una situazione come questa (presentare un luogo), lo sceneggiatore si limita a "pennellare" quel luogo con due parole.
ah ok, no io ho pensato solo di mettere delle sequenze di immagini del bosco. cioè, semplici immagini di un bosco vuoto per far vedere l'ambientazione del cortometraggio e perché volevo in qualche modo mostrare la "solitudine" del posto in cui vivono, che è in un certo senso la solitudine che sente il ragazzo che vive in una famiglia che si sta sgretolando.
cannibal ha scritto: dom, 03 mag 2020 - 01:50 E a proposito. Ci stai presentando un semplice e banalissimo bosco per Dio! Non scrivere canti della Divina Commedia per una cosa del genere. Ti giuro (e non scherzo) che volevo interrompere la lettura dopo quella prima scena. Cinque righe per dire: "Un bosco vuoto e silenzioso"? No!

Una roba come "nel quale nessun uomo sembra abbia mai messo piede" è quel genere di frase (inutile) che fa interrompere la lettura a qualsiasi produttore o regista. "Ecco un altro principiante" è ciò che si dicono. Perché tu NON PUOI VISUALIZZARE qualcosa che sembra mai calpestata da piede umano. Che vuol dire che SEMBRA? E anche se così fosse? Come lo vedo? Come lo capisco?

Una sceneggiatura non è un romanzo. Non devi trasmettere emozioni con frasi introspettive. Devi trasmetterle con ciò che vedo (scritto bene) e con ciò che succede.
qui hai perfettamente ragione, sono andato troppo sul poetico e forse anche sul didascalico. è difficile capire quando si oltrepassa il confine, anche perché quando scrivi immagini tutto e ti sembra che ogni frase sia effettivamente fondamentale. cercherò di badarci di più in futuro e tenermi di più sui fatti
cannibal ha scritto: dom, 03 mag 2020 - 01:50 In secundis: a che pro?
Ogni scena deve avere un senso all'interno dell'impianto. Perché c'è? Che funzione NARRATIVA ha? E in questo caso? C'è un bosco, e allora? Il bosco in questo caso è un luogo della vicenda, non un ELEMENTO. Si tratta ancora una volta di uno dei (tanti) errori di quelli alle prime armi: confondere un luogo dell'azione con il suo elemento. Qui l'elemento è il cervo. Se proprio vuoi mostrarmi qualcosa all'inizio, mostrami questo.
ho spiegato poco più su a che serviva questa scena. comunque anche se c'è la figura del cervo, questo è solo un simbolo. lo dice un personaggio che la gente ha bisogno di un "mito" (cioè in questo caso il cervo) per dare un senso alle proprie vite. il padre vede il cervo come un riscatto personale, credendo che magari tutto si aggiusterebbe se lo catturasse.
Il figlio invece (e questo volevo fosse più sottile) nel cervo vede più se stesso: la solitudine del cervo è come la sua; più il cervo viene ferito da presenze "esterne" al bosco (i personaggi) più la sua famiglia si sgretola da presenze esterne (l'amante).
da qui anche la descrizione "sembra nessuno ci abbia mai messo piede", ma effettivamente è troppo da romanzo.

cannibal ha scritto: dom, 03 mag 2020 - 01:50 Insisti. Ci vogliono anni per padroneggiare il mestiere. Anni. Quindi non desistere e continua scrivere, E a battere la testa. Va bene così, è giusto così.

Spero di esserti stato utile.
ci provo :duel: grazie per i consigli. se nel messaggio sembro pretenzioso o che mi scuso, non cerco di giustificare le scelte ma solo di spiegarle
da Fall
#1316044
comunque ne ho scritta un'altra. se vi va di leggerla, mi farebbe piacere. sennò amen 8)

17 pagine
Ultima modifica di Fall il dom, 10 mag 2020 - 11:03, modificato 1 volta in totale.
#1316408
Antonella Bellecca ha scritto: sab, 11 apr 2020 - 21:258. Quando il Ragazzo urla, è una battuta:

RAGAZZO
(urla di dolore)
AAH!
A proposito della resa delle URLA nella sceneggiatura, ho trovato questa intervista relativa al film TRE GENERAZIONI:

Elle Fanning: Sulla sceneggiatura c’era solo scritto “Ray grida”.
Susan Sarandon: E’ difficile quando la sceneggiatura dice “Scoppia a piangere”.

Quindi forse non è così categorico... Comunque penso che chi scrive sceneggiature a quei livelli si possa permettere licenze che ad un principiante non sono concesse, anche se a dire il vero la sceneggiatrice è poco conosciuta, Nikole Beckwith.
da Fall
#1316725
Ma infatti. ma non è l'unica che lo fa, in molte sceneggiature americane è scritto così, per questo l'ho messo. poi di sceneggiature italiane professioniste io non ne trovo. sembra tutti facciano di tutto per non pubblicarle su internet. magari si trova qualcosa pubblicato da qualche casa editrice, ma credo siano sceneggiature tirate a lucido proprio per la pubblicazione e non so quanto siano affidabili

Beh, in realtà non è proprio un'ipot[…]

Bisogna sempre leggere tutto il manuale d'uso, c[…]

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