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[Transizioni] Dissolvenza o stacco?

Inviato: lun, 19 giu 2017 - 18:23
da Antonella Bellecca
Non riesco a capire come inserire le transizioni correttamente. Faccio degli esempi per spiegarmi meglio.

1. Maria beve un bicchiere d'acqua. STACCO SU: La mano di Maria posa il bicchiere.
Qui è abbastanza evidente che devono essere girate le due scene e poi è un lavoro di montaggio.

2. Suona la sveglia. Luisa a letto sbadiglia. STACCO SU: Luisa sale sul treno.
Qui è passato del tempo. È sufficiente scrivere STACCO? Penso di sì, la sceneggiatura è chiara: è evidente che si è alzata, lavata, vestita...

3. Un gruppo di persone siede in una stanza. STACCO SU: Lo stesso gruppo nella stessa stanza.
Ecco, qui mi chiedo se la transizione giusta non sia DISSOLVENZA, per far capire che è passato del tempo. Lo so che potrei mettere un orologio, ma magari sono persone in attesa dell'autobus o simili.

Non mi preoccupa tanto la resa finale, lì se la vedono regista e montatore. Ma chi legge la sceneggiatura deve capire che è passato del tempo.

Re: [Transizioni] Dissolvenza o stacco?

Inviato: lun, 19 giu 2017 - 18:36
da Antonella Bellecca
Da qualche parte ho letto che lo STACCO si mette quando il passaggio da una parte all'altra dev'essere immediato, mentre la DISSOLVENZA indica un passaggio più morbido, meno istantaneo. Penso che sia un'indicazione che va messa, in sceneggiatura, perché lo sceneggiatore decide se l'azione dev'essere più o meno concitata. A volte sembra che lo sceneggiatore non debba dare alcuna indicazione, per cui le stesse azioni possono dare luogo a scene differentissime, a seconda di come vengono girate. Altre volte sembra che, se lo sceneggiatore non elenca tutte le suppellettili che si trovano in una stanza, lo scenografo non sa che pesci prendere, idem per i costumi.

Re: [Transizioni] Dissolvenza o stacco?

Inviato: mer, 21 giu 2017 - 21:26
da cannibal
Non devi segnare mai gli stacchi. Si scrive "STACCO SU" solo se c'è un passaggio nella stessa scena (quindi nello stesso ambiente). Ma solo per un fatto di maggiore chiarezza. Per il resto, in sceneggiatura basta descrivere l'azione:

"Suona la sveglia. Maria preme il tasto per farla smettere e si gira da''altra parte. Tutto inutile: dopo un istante la sveglia si rimette a suonare col suo trillo infernale. Maria è costretta ad alzarsi ecc."

Come poi verrà girata la scena lo decide il regista. Inquadratura fissa? Stacchi? E quanti stacchi? E ancora: a camera fissa? A mano? Steadycam?

Non solo. Un regista può decidere alcune (lievi) modifiche in corso d'opera. In questo caso ad esempio, il regista può decidere che non appena la sveglia suona, Maria si alza senza farla tanto lunga.

Re: [Transizioni] Dissolvenza o stacco?

Inviato: mer, 21 giu 2017 - 21:44
da Antonella Bellecca
Ho letto infatti che nelle sceneggiature all'americana è meglio evitare del tutto le transizioni. Se la stessa scena prevede che sia trascorso un po' di tempo, si deve mettere un'altra intestazione specificando PIÙ TARDI. Anche gli stacchi possono essere indicati semplicemente andando a capo.

Re: [Transizioni] Dissolvenza o stacco?

Inviato: mer, 21 giu 2017 - 22:13
da cannibal
Infatti, ma non è un discorso di sceneggiatura all'americana, all'italiana, o alla francese (le tre formattazioni storiche). Non preoccuparti proprio degli stacchi. Nemmeno "andando a capo" come dice qualcuno di cui non faccio il nome nel suo inutile manuale. Usa l'andare a capo solo per spezzare i paragrafi quando rischiano di essere troppo lunghi, ma non preoccuparti degli stacchi.

Re: [Transizioni] Dissolvenza o stacco?

Inviato: gio, 22 giu 2017 - 06:04
da clabart
Da quanto ho capito, parlando con registi e produttori, che la sceneggiatura ha solo lo scopo di illustrare come verranno effettuate le riprese, il montaggio è tutta un altra cosa.
Ovvero serve più a capire i costi e se la trama può essere remunerativa.