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Moderatore: Moderatori

#1126025
Ehi, a proposito di belle riprese, a chi se lo fosse perso consiglio di recuperare di corsa "Il Capitale Umano" di Virzì.

Mi è balzato l'occhio su un piano sequenza (credo fosse girato a spalla, ma potrei sbagliarmi) di una concitata scena familiare che si conclude con un fuoco selettivo sullo specchio a metà scale, andando a centrare l'attenzione sulla madre della ragazzina che nel frattempo stava scappando trafelata.
Da standing ovation, fermo restando che il film in sé è qualcosa che si discosta parecchio dal Virzì a cui eravamo abituati e che a me personalmente è molto piaciuto nel complesso.

Ovvio, i film non sono solo tecnica, ma quando questa è al servizio dello svolgimento di parti del racconto e vi si amalgama così bene da essere discreta passando quasi inosservata, lì si è colpito nel segno, lì si ha a che fare con maestranze con due palle di granito, non con pischelli troppo cresciuti che sbavano appena possono sbatter dentro angoli visivi troppo ricercati o movimenti di macchina tanto elaborati e vanagloriosi quanto perfettamente gratuiti.
da madcat
#1126050
Ehi, a proposito di belle riprese, a chi se lo fosse perso consiglio di recuperare di corsa "Il Capitale Umano" di Virzì.

Mi è balzato l'occhio su un piano sequenza (credo fosse girato a spalla, ma potrei sbagliarmi) di una concitata scena familiare che si conclude con un fuoco selettivo sullo specchio a metà scale, andando a centrare l'attenzione sulla madre della ragazzina che nel frattempo stava scappando trafelata.
Da standing ovation, fermo restando che il film in sé è qualcosa che si discosta parecchio dal Virzì a cui eravamo abituati e che a me personalmente è molto piaciuto nel complesso.

Ovvio, i film non sono solo tecnica, ma quando questa è al servizio dello svolgimento di parti del racconto e vi si amalgama così bene da essere discreta passando quasi inosservata, lì si è colpito nel segno, lì si ha a che fare con maestranze con due palle di granito, non con pischelli troppo cresciuti che sbavano appena possono sbatter dentro angoli visivi troppo ricercati o movimenti di macchina tanto elaborati e vanagloriosi quanto perfettamente gratuiti.

Sono rifiniture che mancando lo sbozzo abbagliano di luce propria. Il film di Virzì ha problemi strutturali di cui ho detto sopra ma il pregio di definire bene alcune figure non meno tipicamente italiane di quelle nel film di Sorrentino: la patetica petulanza dell'avvocato arrivista, l'sterismo maternale di sua figlia verso il ragazzo difficile (quanta italica ipocrisia anche in questa definizione).

Paragonato con film spessi, come il citato Breaking the Waves di Lars von Trier cui aggiungerei Dancer in the Dark, risulta però un filmetto, anche perché la tensione drammatica deve uscire dalla storia e non dalla recitazione concitata; la quale, così com'è, evidenzia ancora di più l'etnicità degli attori.

I film italiani stanno diventando come quelli indiani.
Ultima modifica di madcat il sab, 05 apr 2014 - 10:05, modificato 1 volta in totale.
da CrazyDuke
#1126082
Magari stessero diventando come quelli indiani... avremmo una Florida industria...
Von Trier e Virzì non li digerisco...
da Eliogabalus
#1126083
Chiudiamo gli occhi e facciamoci trasportare dalla vera bellezza, che dovrebbe avere più a che fare con il decadimento che con gli spot della Valtur.
Questa è la grande bellezza di Roma, ci voleva Nico D'alessandria...ma chi lo consoce...

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=rNBAwpb9_Gk[/youtube]


Roberto, questo film lo conosco! Lo vidi tanti anni fa, durante uno dei consueti notturni Fuori Orario celebrati da Ghezzi su Rai3. :wink:
Concordo con quello che dici, L'imperatore di Roma è pervaso da quella decadenza straniante e dal quel senso di defenestrazione assoluta che provo quando guardo Accattone di Pasolini, tanto per portare un esempio.
Sorrentino? Mi ha sempre lasciato indifferente e, com'è noto, proprio per la caratteristica rara di porsi al di là del bene e del male, nessun sentimento è peggiore dell'indifferenza e questo i suoi film mi trasmettono: indifferenza; però tant'è, se Sorrentino non mi dice niente, non mi dice niente, proprio non riescere a smuovermi nulla in alcuna delle direzioni possibili, manca la polpa. Non credo vedrò mai La Grande Bellezza, e non tanto perché io sia prevenuto, ma perché dopo parecchie prove ormai hai capito come lavora un regista, e non vedo perché costui dovrebbe iniziare a sorprendermi proprio ora.
Sai cosa penso? Che esistano solo due categorie di registi: quelli importanti e quelli furbi, e Sorrentino non appartiene alla prima.
#1126084
Magari stessero diventando come quelli indiani... avremmo una Florida industria...
...Concordo.

Su Von Trier, sono appena rientrato dalla visione di "Nymphomaniac" e non posso sbottonarmi (hahaha) troppo su un film presentato in una versione depurata per aggiudicarsi un bel VM14, "stranamente" approvata dal regista che però non ha partecipato ai tagli (frase che compare all'inizio del film) e soprattutto visto solo a metà, per ora.
Mi limito solo a dire che Stellan Skarsgard, Christian Slater e Uma Thurman sono di-vi-ni mentre per il resto, purtroppo, è inevitabile che assistere ad un ripetuto ingroppacchiarsi in quel modo sul grande schermo tenda a suscitare solo spontanee risate, così com'è successo nella platea dove stavo, così come è successo a me.
da CrazyDuke
#1126091
Sai cosa penso? Che esistano solo due categorie di registi: quelli importanti e quelli furbi, e Sorrentino non appartiene alla prima.

:wave:
@arancia: uno dei motivi per cui il danese non mi piace è proprio legato al senso del ridicolo (involontario??) che trasmettono i suoi film... eppoi... mi sa di vecchiume... le sue 'provocazioni' sono anacronistiche... soprattutto per chi, come me, è cresciuto con un cinema... estremo!!! Però riconosco la sua grossa capacità di creare belle immagini...
da madcat
#1126122
Magari stessero diventando come quelli indiani... avremmo una Florida industria...
...Concordo.

Su Von Trier, sono appena rientrato dalla visione di "Nymphomaniac" e non posso sbottonarmi (hahaha) troppo su un film presentato in una versione depurata per aggiudicarsi un bel VM14, "stranamente" approvata dal regista che però non ha partecipato ai tagli (frase che compare all'inizio del film) e soprattutto visto solo a metà, per ora.
Mi limito solo a dire che Stellan Skarsgard, Christian Slater e Uma Thurman sono di-vi-ni mentre per il resto, purtroppo, è inevitabile che assistere ad un ripetuto ingroppacchiarsi in quel modo sul grande schermo tenda a suscitare solo spontanee risate, così com'è successo nella platea dove stavo, così come è successo a me.


Di von Trier ho visto solo Breaking the Waves, The Idiots, Dancer in the Dark, Dogville e Melancholia; più la serie TV Ridget. Limitatamente quello che ho visto mi chiedo cosa troviate di ridicolo. Mentre sul fatto che tutto vada bene per far lavorare gli operatori del settore non potrei essere meno daccordo. I cinepanettoni sono già i 'Dilwale Dulhania Le Jayenge' italiani; anzi... magari ci riuscissero tutti.
#1126124
In quello che ho visto ieri sera ho trovato molto senso del ridicolo, infatti, ma non era involontario perché gli intenti ironici con cui sono costruite molte sequenze, certi dialoghi e certe situazioni con interventi grafici e split-screen sono chiari espedienti per alleggerire una tensione o un imbarazzo che (ed ecco il nocciolo della questione)... non ho minimamente avvertito.
Mettici anche i cavernicoli Rammstein a ruttare la loro "Führe mich" rivisitata e il dubbio prende consistenza.

Cosa intende provocare Von Trier nel 2014, nell'era di Internet e della tv spazzatura?
A sdoganare il sesso non simulato nel cinema mainstream ci aveva pensato Nagisa Oshima già negli anni 70, ma non è nemmeno questo il punto, secondo me.
Von Trier pesca abitualmente nel torbido e non l'ho visto mai come un regista che propone materiale controverso senza chiari riferimenti ai suoi demoni personali, senza l'onestà di chi affronta la vita in maniera estremamente difficile alle prese con conflitti interiori pesanti come macigni, in questo il paragone con Bergman (anche nella teatralità tipica di quest'ultimo) è inevitabile.
Probabilmente a sfavore di Von Trier, ma ci sta tutto.

Che poi si lanci in provocazioni da linciaggio come quelle di Cannes è tutt'altro paio di maniche, lì c'è l'uomo che rivendica il diritto di dire quel cacchio che vuole, tanto si assume tutte le sue responsabilità.
Un artista realmente libero non ha paura di imbarazzare la sua audience, penso che il suo problema risieda in un esasperato narcisismo ma i suoi film parlano di lui e lo fanno nella maniera più schietta possibile, senza rinunciare a inquadrature di una bellezza folgorante come sono presenti anche in Nymphomaniac, senza rinunciare a momenti molto toccanti di fronte ai quali sarà solo lo spettatore a decidere quanto e se siano stati rovinati o esaltati dalle abbondanti chiavate che certamente non sono lì per puro caso.

Vedremo a film compiuto.
Il film di Virzì ha problemi strutturali di cui ho detto sopra ma il pregio di definire bene alcune figure non meno tipicamente italiane di quelle nel film di Sorrentino:
Avrà anche i suoi problemi strutturali, perlomeno è uscito con un certo coraggio dal terreno che lo ha visto per anni a suo agio in un genere di commedia agrodolce comunque degna del miglior Monicelli.
Meglio i passi falsi di chi si getta in qualcosa di nuovo, che le mosse calcolate (azzeccate?) di chi propone da anni la stessa zuppa.

Comunque, se 6000 persone o 6 milioni decidono che un film merita l'Oscar, mi gioco sempre il mio asso nella manica: e se si fossero sbagliati tutti devo far parte anch'io del loro gregge? ;)
da ActionCamStudio
#1126492

Roberto, questo film lo conosco! Lo vidi tanti anni fa, durante uno dei consueti notturni Fuori Orario celebrati da Ghezzi su Rai3. :wink:


Ahimè lo conoscono in pochi Martino!
Una sana retrospettiva non farebbe male in "codesto momento storico"...
Io i film italiani a noi contemporanei non li digerisco, non riesco a vederli, non mi piacciono le sceneggiature, non mi piacciono gli attori, non mi piacciono i registi e non mi piace la fotografia. Questo non vuol dire assolutamente che all'estero siamo messi meglio, ma almeno ci sono più alternative (parlo sia di alternative tematiche che di stile e genere) e trovo una competenza assai maggiore anche nel più economico film russo girato con MKII. In Italia ci vedo solo spocchia e tanta fuffa...di cosa vorremmo parlare poi se non sono libero di dire che Luca Argentero è un cane maledetto? Se solo provo a sostenere questa tesi orde di cinefili improvvisati (o peggio...studenti del DAMS!) mi mangiano vivo!
Ma noi abbiamo anche un altro pregevole Oscar (no,no,no...non cito Tornatore e Salvatores...), quello di Benigni per il suo "La vita è bella", a cui anche io avrei preferito il titolo scelto da Godard: "La vita è bella ad Auschwitz"... ma va la...
Ultima modifica di ActionCamStudio il mar, 08 apr 2014 - 22:47, modificato 1 volta in totale.
da Eliogabalus
#1126718
Ahahaha.. Luca Argentero! :disgu:

E a proposito di retrospettive, del perché il saccheggio di Tarantino attinge a pieni mani dalla fimografia italiana dei '70 e degli artisti liberi che non hanno paura di imbarazzare la propria audience:

https://www.youtube.com/watch?v=ztaDscQ ... ture=share
da suede
#1126765
A mio avviso la cosa davvero bella è la sequenza finale sul Tevere con i titoli di coda. Questa navigazione è un'immagine assolutamente inedita di Roma che ho trovato davvero poetica ed emozionante. Per il resto credo che un film non debba necessariamente spiegare tutto, quindi anche le parti metaforiche senza apparente significato o troppo immaginative se ben realizzate a me personalmente non danno fastidio. Forse i movimenti di camera su crane sono fino eccessivi ma a me piacciono molto. La storia mi è piaciuta, forse la sceneggiatura non è il massimo, la fotografia è curata forse un po' troppo a seguire la moda di una correzione del colore su toni ancora più caldi di quelli che Roma già di suo non fornisce, ma tutto sommato il film a me è piaciuto. Non so se effettivamente merita l'Oscar (anche perché non ho visto gli altri film candidati) ma di certo è stato fatto per poterlo vincere e forse questa è la sua più grande pecca.
#1126795
Ahahaha.. Luca Argentero! :disgu:

E a proposito di retrospettive, del perché il saccheggio di Tarantino attinge a pieni mani dalla fimografia italiana dei '70 e degli artisti liberi che non hanno paura di imbarazzare la propria audience:

https://www.youtube.com/watch?v=ztaDscQ ... ture=share

Permettimi un sorrisino sulla parola "artisti"...
Certo, se Trentin Quarantino ha saputo far crescere fiori anche dal letame italiano il merito è solo suo, considerando anche come personalmente io non lo ami affatto.

Tornando a La Grande Bellezza, che non ho più rivisto, l'andrei a rivedere solo per farmi una mia idea di cosa possa esser piaciuto di quel film.
Eppure non mi è sfuggito nulla nonostante la pericolosa sonnolenza che si stava impadronendo di me.
C'è pur sempre da imparare, dopotutto, e magari sono io un pò troppo capatosta.
da Eliogabalus
#1126814
Ahahaha.. Luca Argentero! :disgu:

E a proposito di retrospettive, del perché il saccheggio di Tarantino attinge a pieni mani dalla fimografia italiana dei '70 e degli artisti liberi che non hanno paura di imbarazzare la propria audience:

https://www.youtube.com/watch?v=ztaDscQ ... ture=share

Permettimi un sorrisino sulla parola "artisti"...
Certo, se Trentin Quarantino ha saputo far crescere fiori anche dal letame italiano il merito è solo suo, considerando anche come personalmente io non lo ami affatto.


D'accordo, la diatriba su cosa possa essere considerato 'arte' o meno rimane comunque aperta. Avevo riportato solo una scena tratta da un film che, almeno per quegli anni, era abbastanza desueto e carico di un'ironia feroce che oggi non vedo più. Certo Di Leo non è né un Monicelli né un Risi, ma nemmeno Tarantino lo è, dunque posso capire anche perché non ti faccia impazzire. Sicuramente Tarantino si è appropriato di certi codici, li ha personalizzati e li ha fatti crescere, tuttavia il suo cinema rimane per lo più d'intrattenimento, se si vuole intrattenimento ben fatto e di alta qualità, ma pur sempre su quei registri.
da CrazyDuke
#1126848
@Roberto: come al solito... intervento immenso che quoto in pieno... ma lo sai, abbiamo gli stessi gusti...
@Eliogabalus: Di Leo lo preferisco (per l'opera omnia) a Monicelli e Risi (ottimi in singoli film più che nella filmografia... ovviamente IMHO)... Tarantino mi piace ma lo reputo un talento senza genio... conosco fin troppo bene le pellicole da cui attinge, quindi... come quando ascolto degli scandali che mi riguardano... provo noia perché manca il gusto della novità... però Tarantino non m'annoia!!!
Tornando al film di Sorrentino e tornando alla noia... beh... io già il trailer l'ho trovato soporifero ideologicamente e un film alla Calà nell'immagine... eddai... capisco che l'intento era criticare (moralisticamente :kill: ) certe realtà... però... quelle scene di festa, la canzone della Carrà... ma che è... 'Vita Smeralda'?? 'Panarea'?? Anche se è chiaro che la fotografia di Bigazzi fa la differenza (per quanto fredda, formale...manierista...)...
Lo so... stasera sono cattivo e ne approfitto per aggiungere una chicca letta in internet...
' dare l'Oscar ad un film dove tra l'altro recita la Ferilli... tanto valeva darlo allo spot di poltrone sofa per l'interpretazione del maestro artigiano...'...
:wave:
:regia: MITO!!!
da ActionCamStudio
#1126851
Ahhhh...Martino, domenica scorsa proiezione de "Il boss" e a seguire concertone dei Calibro 35. Serata magnifica. Io sono uno che ama tutto il cinema, quello di serie C, di serie B e di serie A. Quello che riuscivano a combinare con quattro lire negli anni settanta era incredibile per me. Quelli della nostra generazione (suppongo siamo più o meno coetanei...di Fausto lo so per certo!) hanno visto e amato/odiato quelle pellicole a prescindere e non hanno avuto bisogno di Tarantino per apprezzarne i meriti o criticarne i difetti. Certo è che le testate di Mario Adorf sul parabrezza per sfondare il vetro ne "La mala ordina" sono per me un gioiello di ingegno pecoreccio irraggiungibile! Ovviamente ci sono i gusti personali e su quelli non si deve mai discutere, per fortuna ognuno di noi ha la libertà di esprimere il proprio parere e come diceva giustamente Fausto, litigare per un film (e non solo ovviamente) è futile...però per quel che mi riguarda mi piacerebbe avere delle risposte un po' più sensate dai miei interlocutori quando mi ritrovo a parlare con cinefili piuttosto "pecoroni" (cosa avrebbe detto Lilli Carati a proposito delle pecore da me citate?), nel senso che per partito preso o per moda mi scodellano frasi insensate e pure offensive! Non mi riferisco a nessuno dei presenti a questa discussione, mi riferisco a chi mi dice "Eh...se li potessi fare pure tu quei movimenti di macchina li faresti eccome! E' solo invidia!". Ma invidia "de che"? Io sono uno di quelli che quando ha letto in Lezioni di regia del maestro russo come filmare un omicidio in maniera efficace utilizzando un unico punto macchina, è saltato su una sedia ed ha gioito per giorni interi. Quando ho visto Hunger e sono uscito dalla sala in lacrime ho re-imparato cosa significhi fare cinema. Un piano sequenza di circa un quarto d'ora, forse più, con macchina fissa su un dialogo di una bellezza rara, interpretato (sostenuto forse è meglio) in maniera magistrale da due attori che hanno bene a mente cosa significhi recitare è stata la dimostrazione formale dell'esistenza della sintesi, della possibilità di scarnificare il superfluo per raggiungere la vera essenza di quello che si vuole mostrare e raccontare. Giuro di aver pianto come un bambino nel finale del film, una apertura visiva e sonora impressionante dopo la costrizione, la sofferenza e la scelta estrema. Questo è cinema per me, certo il cinema di serie A. Dei voli pindarici sul nulla, dell'accento gagà di Servillo e dell'aria fritta continuerò a farne a meno, perchè per me è pura estetica di maniera che lascia il tempo che trova, quello di abbagliare l'occhio e annebbiare il cervello.
Fausto...può darsi pure che tutto il mondo abbia ragione e tu torto, potresti essere tu la "capatosta"...ma l'autostima no? :lol:
Il dottore non lo ordina e per quel che mi riguarda lo sforzo l'ho fatto, quello di guardare per intero un film che reputo immondizia.
Crazy, ti lancio una birra visto che abbiamo scritto in contemporanea! :birra:

Ciao Eugenio , lo STAFF e i MOD tutti[…]

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