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Moderatore: Moderatori

da CrazyDuke
#1069789
Luca = Koroshiya
da ActionCamStudio
#1069797
Perdonami Leroux,ma solitamente,quando li consoco,chiamo gli utenti con il loro nome e do per scontato che tutti ne siano a conoscenza! :birra:
Siamo d'accordo su tutto e provedderò a fornire qualche link su Vimeo. L'altro mio problema è che mi scordo sempre di salvare le pagine che mi interessano sul browser! :birra:
Sono d'accordo con quanto detto da Andrea (Woody! :birra: ) sulla selezione,perchè è importante che ci sia e che meritocraticamente,chi dimostra di avere una marcia in più, venga premiato. E nei casi citati il vantaggio è quello di respirare "l'aria del cinema".
Vorrei solo precisare una cosa: verissimo che non si possa pretendere uno stile personale o una regia di polso da un ragazzo che sta iniziando il suo percorso lavorativo-creativo,però a mio avviso nella formazione e specificatamente in un corso di regia,bisognerebbe dare molto più spazio alla messa in scena e alle dinamiche tra i personaggi. Un dialogo a due con una buona fotografia e due o più punti macchina decenti a mio avviso ,dopo un po' di pratica, chunque è in grado di realizzarlo. il problema invece è dare un senso a questi piani,senza eseguire "il compitino",che per una scuola di cinema va benissimo sia chiaro. Ho sempre sotenuto che un saggio di fine anno debba essere pulito e rispettare un po' tutte le regole formali del cinema,ma bisognerebbe anche dare importanza all'aspetto regisitico. Ci sono milioni di punti macchina da scegliere,ma solo uno è quello giusto a seconda dell'azione rappresentata. Sarà perch le Lezioni di regia di Ėjzenštejn sono state la mia formazione,ma questo è quello che mi piacerebbe vedere qui da noi ed è quello che vedo nei lavori prodotti all'estero. :birra:
da CrazyDuke
#1069808
Che poi... per una buona inquadratura, l'ottica giusta e la luce ben piazzata... c'è il DOP...
Il discorso di Roberto è da incorniciare... preme il tasto (dolente) sulla figura e il compito del regista che... troppo spesso non è ben chiaro...
Quando penso al regista penso all'allenatore di calcio (sport che non seguo...)... come l'allenatore non tocca il pallone... il regista non (è detto che) tocca la mdp... entrambi, però, devono far lavorare tutta la squadra/troupe in maniera armonica... in direzione di un obiettivo comune... di un risultato soddisfacente (vittoria!!!)...
da CrazyDuke
#1069818
Aaaaaaaah!!! Non dirlooooo!!! Abbiamo semplicemente visto tanti, tanti, tanti, tantissimi film...
Visti i tuoi gusti... scommetto che anche tu (quando eravamo giovani... :P) hai passato più di una notte insonne su Rai Tre per 'Fuori Orario'... e non quello (capolavoro) di Scorsese...
Ultima modifica di CrazyDuke il ven, 26 lug 2013 - 16:23, modificato 1 volta in totale.
da Leroux
#1069835
Perdonami Leroux,ma solitamente,quando li consoco,chiamo gli utenti con il loro nome e do per scontato che tutti ne siano a conoscenza! :birra:
Grazie mille a CrazyDuke e a te per le precisazioni onomastiche, che ho richiesto unicamente per non confondermi... :birra:
Siamo d'accordo su tutto e provedderò a fornire qualche link su Vimeo.
Ne sono felice, grazie. :wink:

in Italia le uniche due scuole valide sono: CSC e Scuola Civica a Milano, anzi da qualche anno si è aggiunta anche la Volontè, restano le uniche che possono inserire sul serio perché sono gestite da gente di cinema. Cos'hanno in comune tutte queste scuole? Fanno selezione, quella vera.
Sono d'accordo con quanto detto da Andrea (Woody! :birra: ) sulla selezione,perchè è importante che ci sia e che meritocraticamente,chi dimostra di avere una marcia in più, venga premiato. E nei casi citati il vantaggio è quello di respirare "l'aria del cinema".
Dunque, il discorso si fa un pò complesso.
Punto primo: la selezione.
Sinceramente non penso che chi resti fuori dalle selezioni delle scuole di cinema pubbliche sia necessariamente privo di talento, carte da giocare e attitudine per il cinema.
Lo dico anche perché conosco personalmente ottimi professionisti che non sono stati selezionati dalle scuole citate...
Bisognerebbe capire come si svolgono queste selezioni...
Non dimentichiamoci che siamo pur sempre in Italia... :cry:
Punto secondo: divaricazione tra pubblico e privato.
Che sia una piaga, sono d'accordissimo.
In un mondo ideale non dovrebbe esistere...
Punto terzo: le scuole citate sono le uniche con gente di cinema, le uniche dunque che possono inserire nel lavoro...
Qui mi permetto, sempre costruttivamente, di dissentire.
Dove c'è "gente di cinema" a insegnare ci sono maggiori opportunità per gli allievi di entrare nel mondo del lavoro: su questo non ci piove...
Ma non credo che la "gente di cinema" sia soltanto nelle strutture pubbliche citate.
Certo, è vero che ci sono scuole di cinema gestite da persone incompetenti, millantatori, nomi altisonanti di docenti fantasma...
Ma quelle vanno escluse a priori, a meno che non si vogliano buttare via soldi...
Io però, come ho già scritto, ho conosciuto personalmente diversi docenti Griffith alle lezioni-incontro gratuite tenute all'Isola del Cinema un pò di tempo fa...
Erano tutti, proprio tutti, gente di cinema.
Ed erano anche molto bravi ad insegnare...
Erano presenti anche i loro allievi, a cui si vedeva che erano molto legati...
Vorrei solo precisare una cosa: verissimo che non si possa pretendere uno stile personale o una regia di polso da un ragazzo che sta iniziando il suo percorso lavorativo-creativo,però a mio avviso nella formazione e specificatamente in un corso di regia,bisognerebbe dare molto più spazio alla messa in scena e alle dinamiche tra i personaggi. Un dialogo a due con una buona fotografia e due o più punti macchina decenti a mio avviso ,dopo un po' di pratica, chunque è in grado di realizzarlo. il problema invece è dare un senso a questi piani,senza eseguire "il compitino",che per una scuola di cinema va benissimo sia chiaro. Ho sempre sotenuto che un saggio di fine anno debba essere pulito e rispettare un po' tutte le regole formali del cinema,ma bisognerebbe anche dare importanza all'aspetto regisitico. Ci sono milioni di punti macchina da scegliere,ma solo uno è quello giusto a seconda dell'azione rappresentata.
Guarda, sono d'accordo proprio su tutto ciò che scrivi. Soltanto mi piacerebbe che questo stesso principio base non fosse "dedicato" soltanto al regista, ma un pò a tutti i reparti. Qualsiasi scelta - di scrittura, di ripresa, di fotografia, di suono, di regia e direzione degli attori - dovrebbe avere un senso più profondo dell'osservazione passiva di una regola. La quale comunque, prima di tutto, va padroneggiata. Ma in questo vedo chiaramente che sei d'accordo anche tu... :-D
Sarà perch le Lezioni di regia di Ėjzenštejn sono state la mia formazione,ma questo è quello che mi piacerebbe vedere qui da noi ed è quello che vedo nei lavori prodotti all'estero. :birra:

Beh, se mi citi le Lezioni di regia di Ėjzenštejn non posso far altro che inchinarmi... :scusa: :scusa:
Per l'appunto, le considerazioni di Ėjzenštejn - nei suoi diversi scritti - abbracciano tutto: regia, musica, fotografia, montaggio, persino pittura, matematica, ecc...
Detto questo, anch'io sono un esterofilo incallito, eh... :birra:
da Leroux
#1069878
Quando penso al regista penso all'allenatore di calcio (sport che non seguo...)... come l'allenatore non tocca il pallone... il regista non (è detto che) tocca la mdp... entrambi, però, devono far lavorare tutta la squadra/troupe in maniera armonica... in direzione di un obiettivo comune... di un risultato soddisfacente (vittoria!!!)...
Giusto! :wink:
Io preferirei la metafora del direttore d'orchestra...
Non sfiora nemmeno uno strumento ma deve conoscerli tutti altrimenti rischia di dare indicazioni incomprensibili e sbagliate agli orchestrali (e qui in Italia di registi così ce ne sono a valanghe, eh :evil: )...
scommetto che anche tu hai passato più di una notte insonne su Rai Tre per 'Fuori Orario'...
E si...lottando contro la sonnolenza prodotta dai bellissimi monologhi di Ghezzi!
Mi sa che apparteniamo allo stesso club... :birra:
da CrazyDuke
#1069881
:birra:
da Koroshiya
#1069887
Che poi... per una buona inquadratura, l'ottica giusta e la luce ben piazzata... c'è il DOP...


E' una figura che piano piano secondo me sparirà. Il DOP è nato con la pellicola quando non c'erano automatismi. Serviva principalmente a tradurre in immagini la visione del regista perché le attrezzature erano complicate, ingombranti e pesanti, servivano molte persone per gestirle e il compito del DOP era anche e soprattutto quello di dirigere alcuni reparti. Per direttore della fotografia non si è mai inteso colui che dirige la luce ma colui che dirige il reparto fotografia. Ne parlavo con Roberto qualche tempo fa, un direttore che non dirige nessuno perché lavora da solo col regista che direttore è? Con il progredire della tecnologia digitale si avranno macchine sempre più alla portata di tutti, semplici da usare, con automatismi sempre più progrediti e sensibilità assurde che permetteranno di illuminare uno stadio con un parco luci che adesso ci illumini una stanzetta. E' il mercato dell'Hi-tech che lo chiede, perché così si vendono molte più videocamere e siamo tutti registi, operatori, direttori della fotografia, montatori. E per fatturato l'hi-tech conta più di hollywood, quindi secondo me è scontato chi vincerà. Il cinema sarà sostituito da nuove forme di intrattenimento e il videografo, cioè l'equivalente del fotografo, una persona che gestisce l'intero flusso produttivo di un'opera audiovisiva, prenderà il posto delle troupe cinematografiche. Purtroppo.
da CrazyDuke
#1069890
Koro... prospettiva assolutamente inquietante... speriamo di non vederla...
da Koroshiya
#1069902
Eh ma se non sarà così sarà qualcosa di molto simile. Anche le star del cinema muto temevano il sonoro così come altri non hanno visto di buon occhio il colore, per non parlare della scarsa considerazione che molti cineasti hanno avuto (giustamente) della televisione. E così via. Per quel che ho osservato io il videografo è generalmente uno smanettone che sa fare un po' di tutto ma non eccelle in niente, ma soprattutto è abbastanza ignorante dal punto di vista della cultura cinematografica e artistica. Il progresso spesso può essere anche negativo, e d'altronde non si può certo dire a cuor leggero che il cinema contemporaneo (anche se io farei sempre una netta distinzione tra cinema occidentale e orientale) sia superiore a quello di 30-40 anni fa.
da CrazyDuke
#1069908
Verissimo... è il motivo per cui in sala vado poco e DVD ne vedo molti (di roba 'vecchia' ovviamente...)
Del cinema contemporaneo mi interessa principalmente l'animazione...
da Koroshiya
#1076776
Se parliamo di quello occidentale non posso che quotarti, ma se non l'hai già fatto ti consiglio di scoprire ed esplorare più a fondo il cinema contemporaneo asiatico, specialmente quello che non arriva da noi. E' molto più fresco, innovativo e ricco di idee dei blockbuster triti e ritriti che ormai propone Hollywood.
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