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#1231410
buona sera a tutti, tempo fa fu pubblicato lo schema di un piccolo circuito per variare la corrente di due batterie in serie da 7,2 v, non sono riuscito a trovarlo, c'è qualcuno disposto ad aiutarmi? ringrazio anticipatamente
gabriele_51
Ultima modifica di matt62 il gio, 25 feb 2016 - 00:46, modificato 1 volta in totale. Motivazione: Sistemato il Titolo aggiungendo le parentesi quadre [] come da Regolamento che mi raccomando di leggere con calma (vedi art. 8).
da matt62
#1231412
Ciao gabriele_51 ,

Non hai letto attentamente il Regolamento!
Ti invito a presentarti nell'apposita sezione Presentazioni, prima di iniziare a postare le tue richieste questo è valido anche per te, vedendo che sei iscritto dal 2009, nel caso ti risultasse di averti già presentato ti chiediamo ulteriormente la cortesia di ripetere il passaggio, grazie.

Inoltre la Titolazione la ho resa conforme al Regolamento guarda Art. 8

Grazie per l'attenzione,
ciao.
#1231882
Era forse questo ?
#1232219
Il dissipatore è sempre d'obbligo ! Nel progetto originale infatti il regolatore di tensione (o meglio la sua aletta di raffreddamento) era fissato direttamente sul profilato in alluminio dell'asta il quale fungeva in automatico da dissipatore...
nell'articolo comunque dovrei anche spiegare che si tratta di un regolatore di tensione...e non di corrente...
molti, comunque, parlano di corrente intendendo riferirsi alla tensione...quante volte si è sentito dire di un alimentatore chiamato "trasformatore di corrente" che in realtà trasforma la tensione e non è neppure un trasformatore perchè eroga tensione continua...ecc. eccc...
Hai fatto comunque bene a chiarire...
Ciao
#1232371
ottima idea, occhio che in genere le alette di raffreddamento degli integrati sono collegati col piedino di massa e la pasta termoconduttiva è anche conduttore di corrente, giusto per precisare ;)
#1232375
Se posso dire la mia, sono molti anni che non utilizzo più i regolatori tipo LM317 e similari.
Il problema è il seguente: se io ho in ingresso una tensione di 12 volt (ad esempio) e in uscita chiedo 7.5 volt con 1 A di assorbimento (sempre ad esempio) questi regolatori, pur facendo egregiamente il loro lavoro, dissiperanno i 4,5 volt in eccedenza a 1A, ovvero 45 W, in calore sulle alette di raffreddamento a fronte di 75W consumati dall'utilizzo, con un consumo totale di 120W. L'efficienza in questo caso è pari a circa il 60%nella migliore delle ipotesi.
In un apparato alimentato ad esempio a 220V o sull'auto la cosa può essere ininfluente, ma in un sistema a batteria dove la capacità delle batterie è limitata e comunque influisce sulla durata della batteria stessa, io userei uno step-down, ovvero un riduttore di tensione switching, che in parole povere trasforma l'eccedenza di tensione in corrente, raggiungendo efficienze nell'ordine del 95%.
Tali sistemi costano davvero poco (ad esempio: http://www.anteipaolucci.it/riduttori-di-tensione-switching/10996-convertitore-dcdc-1535v-3a-.html), sono leggeri, molto perchè non richiedono alette di raffreddamento, e permettono di guadagnare autonomia di batteria tanto più lunga quanto più era la differenza di tensione richiesta rispetto a quella disponibile.
Meditateci... gli Lm317 sono un bell'esercizio di elettronica ma risalgono agli anni '80!
#1232395
Se posso dire la mia, sono molti anni che non utilizzo più i regolatori tipo LM317 e similari.
Il problema è il seguente: se io ho in ingresso una tensione di 12 volt (ad esempio) e in uscita chiedo 7.5 volt con 1 A di assorbimento (sempre ad esempio) questi regolatori, pur facendo egregiamente il loro lavoro, dissiperanno i 4,5 volt in eccedenza a 1A, ovvero 45 W, in calore sulle alette di raffreddamento a fronte di 75W consumati dall'utilizzo, con un consumo totale di 120W. L'efficienza in questo caso è pari a circa il 60%nella migliore delle ipotesi.
In un apparato alimentato ad esempio a 220V o sull'auto la cosa può essere ininfluente, ma in un sistema a batteria dove la capacità delle batterie è limitata e comunque influisce sulla durata della batteria stessa, io userei uno step-down, ovvero un riduttore di tensione switching, che in parole povere trasforma l'eccedenza di tensione in corrente, raggiungendo efficienze nell'ordine del 95%.
Tali sistemi costano davvero poco (ad esempio: http://www.anteipaolucci.it/riduttori-di-tensione-switching/10996-convertitore-dcdc-1535v-3a-.html), sono leggeri, molto perchè non richiedono alette di raffreddamento, e permettono di guadagnare autonomia di batteria tanto più lunga quanto più era la differenza di tensione richiesta rispetto a quella disponibile.
Meditateci... gli Lm317 sono un bell'esercizio di elettronica ma risalgono agli anni '80!

hai perfettamente ragione, infatti per queste operazioni sarebbe consigliato uno switching.

anche se ad essere sincero 2 batterie le metterei in parallelo e userei un boost converter a dirla tutta... anche perchè in parallelo si potrebbero caricare insieme (usando caricabatterie apposta con bilanciatori e avendo batterie identiche)

il vero top sarebbe un sistemino semplice di 2-3 porte logiche e 2 transistor che preservi lo stato della batteria e permetta di usarne una alla volta, così da cambiarle durante il funzionamento... mmmh mi sa che butterò giù uno schemino domani, mi hai fatto salire la scimmia :festa:
#1232397
In realtà non ho capito a cosa serve, la domanda iniziale è fumosa e non si capisce perché mettere 2 batterie in serie per poi variarne la tensione.
Spero che non si voglia riportare la tensione a 7.4 v, perché allora è inutile, si dissipa tutta la potenza di una batteria. Ovvero, una batteria alimenta la camera, l'altra scalda la stanza.
#1232415
Willyfan quello che dici è sacrosanto.... ma come sempre dipende dalle applicazioni che come sempre possono avere esigenze diverse...
per esempio per basse correnti il problema si pone poco...
e gli switcing possono generare fastidiose interferenze (se non opportunamente filtrate) dovunte alla frequenza di lavoro...

in sostanza il vetusto stabilizzatore è si di modeste pretese ma è facile da gestire, il costo è contenuto e non richiede particolari conoscenze di elettronica
#1232418
Willyfan quello che dici è sacrosanto.... ma come sempre dipende dalle applicazioni che come sempre possono avere esigenze diverse...
per esempio per basse correnti il problema si pone poco...
e gli switcing possono generare fastidiose interferenze (se non opportunamente filtrate) dovunte alla frequenza di lavoro...

in sostanza il vetusto stabilizzatore è si di modeste pretese ma è facile da gestire, il costo è contenuto e non richiede particolari conoscenze di elettronica
Ok, ma uno step down già montato e pronto all'uso costa 3 euro, praticamente poco più del lm317 da solo, senza gli altri componenti e l'aletta.
Inoltre, il problema non è le basse o alte correnti, ma la differenza tra tensione in ingresso e tensione in uscita. Ad esempio, se (per assurdo) uno mette due batterie in serie da 7,5 volt e poi riabbassa la tensione a 7,5 volt con un lm317, è come se avesse una sola batteria, l'altra scalda solo il dissipatore. Ma anche portare dai 15 ad esempio ai 12 la perdita è importante.
Se guardi, il circuito da me linkato ad un costo veramente basso (3 euro circa) è già pronto all'uso, è leggero e non richiede alcuna aletta di raffreddamento, ed è efficiente.
Fa uso di un chip serie LM (2596) e la frequenza dell'oscillatore a 150khz è bassa per causare interferenze radio, e abbastanza alta da essere inudibile o creare altri tipi di interferenze.
Faccio notare che oggi come oggi gli alimentatori stabilizzati sullo stile dell' LM317 non si usano praticamente più in nessuna applicazione. Qualunque alimentatore da PC, da Notebook, gli alimentatori dei sistemi audio, telecamere ecc ecc sono tutti invariabilmente switching. L'alimentatore vecchio stile è un ricordo di un tempo, che viene forse utilizzato ancora in qualche apparato audio HIFI nostalgicamente HI-END, e dico nostalgicamente perchè in un epoca in cui i migliori amplificatori sono in classe D (tipo hypex ad esempio) uno switcher non dovrebbe più fare paura a nessuno.
#1232424
E' tutto assolutamente vero Willy !!! Confermo....
e ribadisco anche che sarebbe stupido usare 2 batterie in seririe per poi "dissiparne una"...in ogni caso...
e ti ricordo che il regolatore scalda perchè dissipa potenza, la potenza in corrente continua risponde alla seguente legge: P = V x I
Questo solo per confermare il concetto delle basse correnti a cui accennavo prima...
per esempio se su 12 V consumo 1 A e alimento con una batteria da 24 V dovendo "dissipare" il 50 % di tensione e quindi 12 V mi troverò a dover dissipare : P = V x I = 12 x 1 = 12 W
se invece avessi un assorbimento di 100 mA avrei P = 12 x 0.1 = 1.2 W
(è dunque importante il valore della tensione da "tagliare" ma altrettanto importante il valore di corrente da erogare)
se il circuito da alimantare consuma un centianio di milliampere o poco più la potenza dissipata si riduce di conseguenza a livelli trascurabili e dunque l'utilizzo del vecchio metodo risulta accettabile e con una uscita perfettamene livellata e priva di residui di frequenze....sto pensando ad esempio ad impieghi tipo preampli audio o simili....
#1232425
Dimenticavo :
E' D'OBBLIGO RICORDARE CHE COLLEGARE 2 BATTERIE IN DIRETTO PARALLELO NON è SOLO SCONSIGLIABILE MA DECISAMENTE PERICOLOSO !Trattandosi infatti di componenti attivi e tenendo conto che le 2 o + tensioni dei deiversi dispositivi anche se identici non potranno mai essere in assoluto identici la batteria con un livello di tensione superiore indurrebbe una corrente in quella/e collegate in parallelo...
Per farla breve...come minimo esse si scalderanno anche senza alimentare nulla ed all'aumentare della differnza di potenzioale la corrente potrebbe andare in fuga come per un corto circuito causando anche una potenziale esplosione !

Detonazione a parte ricordiamoci anche che le batterie contengono compomenti e ioni cancerogeni...che è consigliabile non inalare.

Posso rispondere soltanto per il 18 105 mm. Il Si[…]

Si scusa :scusa: Media Encoder non ho letto per[…]

Ciao. Escludendo che possa essere qualche plugin d[…]

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