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Moderatore: Moderatori

da Clicknclips
#1110884
Siamo OT, ma la risposta è d'obbligo.
Dal momento che ad un certo punto del topic si è messa in relazione l'attendibilità di un utente rispetto al numero di messaggi ho solo voluto precisare che questa relazione non esiste, almeno nelle intenzioni. E' ovvio che la "storia" della presenza di ciascuno dà un quadro della professionalità, dell'esperienza, della preparazione di ciascuno nel tempo, secondo l'immagine che riusciamo a dare di noi e del giudizio che liberamente gli altri utenti si formano. Avere centomila messaggi non da diritto ad alcuna stelletta di attendibilità, così come averne solo cinque o dieci non deve necessariamente alimentare sospetti. E' la sostanza che fa la differenza e non la quantità. Tutto questo dando per scontata la buona fede di ognuno, fino a prova contraria.
il riferimento al 50 deriva solo dal regolamento bacheca:
Nella sezione Bacheca [Cerco/Vendo/Offro] possono inserire annunci di vendita, prestazioni di servizi o per la ricerca di un prodotto/servizio solo gli utenti registrati con almeno 50 messaggi, non vi sono vincoli invece per poter rispondere ad un topic già presente nella sezione e nelle relative sottosezioni.

Se qualcosa non fosse ancora chiaro, per non inquinare il topic, sono disponibile in MP.
#1306824
Salve a tutti,

spero nessuno di voi ne avrà a male se resuscito un topic così vecchio come questo.

Tuttavia, non ho potuto fare meno di notare la cronica mancanza di recensioni e pareri attendibili sull'Accademia Griffith (segno che la macchina pubblicitaria e promozionale messa in piedi dalla scuola, purtroppo, funziona molto bene), e pertanto sono qui per colmare questo vuoto, sperando allo stesso tempo di chiarire le idee a chiunque di voi intenda studiare cinema attivamente.

Spiegazione breve: l'Accademia Griffith, nonostante la bellissima confezione, è una scuola di pessima qualità, per non dire di infimo ordine. Si lavora o troppo o troppo poco, e la didattica praticamente non esiste. Il mio consiglio è di cercare altrove, che è meglio.

Spiegazione lunga: ho frequentato l'Accademia Griffith durante l'anno accademico 2018-2019. Di più non posso dire, perché purtroppo con [MOD CUT] (il responsabile didattico della scuola) ho avuto un contenzioso personale molto pesante, scaturito dalla rabbia per l'aver sborsato 5000 euro senza aver appreso praticamente nulla, quindi non posso espormi più di tanto.

Posso però asserire di aver lavorato tanto con i miei colleghi di corso quanto con i ragazzi degli altri corsi, e che quindi posso tranquillamente parlare a nome di tutti.

La scuola effettivamente si presenta nel migliore dei modi: leggendo sul sito, si vede che essa vanta partnership importanti, allievi giunti a partecipare a numerosi festival e qualche nome di rilievo tra gli insegnanti e gli ospiti che vengono in visita alle lezioni. A ciò si aggiunga la certificazione Midiware di cui viene fatto sfoggio da qualche anno e che sembrerebbe dare gran lustro all'altrettanto recente corso in Musica da Film.

Ma, al di là di tante belle parole, la realtà è ben diversa da come viene presentata: anzitutto, come accennavo, la didattica praticamente non esiste. O meglio, essa si estende appena due mesi, in cui vengono presentati, in modo sì conciso ma al tempo stesso molto superficiale, i concetti alla base del corso che si è scelto.

Dopodiché si comincia a lavorare. E qui cominciano le mazzate: le tempistiche a volte sono veramente impossibili, con carichi di lavoro veramente gargantueschi, da svolgersi a volte in massimo due settimane. C'è chi parte avvantaggiato e quindi, pur con molte difficoltà, finisce prima. Tutti gli altri vengono letteralmente vessati fintantoché non completano il lavoro, il quale poi deve essere giudicato assolutamente impeccabile a insindacabile parere del responsabile didattico (che ha sempre l'ultima voce in capitolo).

Non c'è nulla di male nel dare del tempo in più per recuperare a chi è rimasto indietro, sia chiaro. Non fosse altro che, non appena qualcuno non rispetta le scadenze, TUTTA LA DIDATTICA SI BLOCCA fintantoché quel qualcuno non ha consegnato in via definitiva. Il che è una cosa assurda: ciò alla fine porta spesso alla creazione di due classi nella stessa classe, dove, per dirla con le parole di Frankie Hi-NRG "gli ultimi saranno ultimi e i primi irraggiungibili".

Un copione che si ripete per quasi tutto l'anno: all'inizio per quel che riguarda i lavori di esercitazione. Poi per quel che riguarda i lavori finali, quelli svolti collettivamente da tutte le classi e che poi dovrebbero diventare prodotti finiti da presentare ai festival. Qui ovviamente le legnate arrivano con più forza, e alla fine nessuno è mai veramente soddisfatto del risultato finale.

Insomma, per farla breve: o ci si gira i pollici, o si lavora agli stessi ritmi di una catena di montaggio. In tutto questo gli esiti definitivi lasciano sempre a desiderare, non si impara niente di nuovo e tutti semplicemente rimangono con lo stesso bagaglio tecnico che avevano prima di entrare alla scuola. La giustificazione è sempre quella: "dovete abituarvi a certi ritmi, se volete lavorare nel cinema!" Non lo metto in dubbio: il punto è che, per lavorare in fretta e furia, bisogna saper padroneggiare un minimo di teoria. Altrimenti è tutto inutile...

L'altro grosso problema, in tutto questo, è costituito dal responsabile didattico: [MOD CUT]. Ora, per chi non lo sapesse, questo signore è un musicista che si occupa di cinema solo per passione. La sua attività principale è quella di compositore di musica contemporanea, e il suo lavoro nel mondo delle colonne sonore si riduce a una manciata di prodotti che si contano sulla punta delle dita. Ora io mi chiedo: come fa un signore che ha passato 10 anni in conservatorio, e che il mondo dei film l'ha frequentato più da spettatore che non da professionista, a dirigere una scuola di cinema?

Risposta: il signor [MOD CUT], pur con le miglior intenzioni e forte di un egocentrismo debordante, si è semplicemente auto-eletto esperto del settore. I risultati si vedono: i controlli che svolge sui lavori che abbiamo consegnato sono spesso approssimativi e tutt'altro che chiarificatori. Non si capisce mai bene quale metro usi per valutarli, e quanto vi sia di soggettivo e di oggettivo in tale metro. A volte sembra quasi che un lavoro passi o meno a seconda di come si sia alzato dal letto.

A ciò si aggiunga l'onnipresenza del signor [MOD CUT], che praticamente si occupa di almeno due-tre materie per corso, anche a costo di soverchiare gli altri insegnanti (il corpo didattico, peraltro, è di qualità piuttosto altalenante). Il tutto pur di darsi delle arie da forbito homo universalis che non per delle reali competenze. Parafrasando Enzo Biagi: se il signor [MOD CUT] avesse le tette, farebbe pure la segretaria [MOD CUT].

In calce, gli altri due grossi limiti della scuola: gli orari e la struttura. I primi sono del tutto irragionevoli e rendono praticamente la vita impossibile a chi viene da fuori e fa il pendolare. Comprimere tutte le ore previste in soli cinque mesi, per poi strutturarle in quattro giornate di fila a settimana senza riposo in cui si attacca la mattina presto e se finisce nel pomeriggio, è semplice follia. Difatti, sebbene ci fosse stato detto che i corsi richiedono semplicemente "un certo dispendio di tempo da parte dell'allievo", la nostra attenzione è stata quasi del tutto catalizzata dalla scuola, rendendo la vita impossibile a chi aveva un lavoro, problemi familiari e così via...

E' una cosa che non sta in cielo né in terra: una scuola di mestieri creativi non può e non deve trasformarsi in una sorta di Megaditta fantozziana, dove se piove un imprevisto dal cielo allora salta tutto il lavoro. E' una cosa che non dovrebbe accadere, ma che di fatto alla Griffith accade puntualmente, vista la tabella oraria a dir poco impossibile.

Per quanto riguarda la struttura: pagare 5000 euro per una scuola che consta di un corridoio e di due aule è una cosa semplicemente scandalosa. Per alcuni corsi, tra l'altro, il possesso di un portatile è praticamente obbligatorio e, senza di esso, si rischia di essere letteralmente estromessi dal lavoro in classe. L'unico PC che c'è viene giusto usato per le lezioni di montaggio. Come si faccia a far pagare una scuola sprovvista perfino di un'aula informatica così tanto è una cosa che sa solo il signor [MOD CUT]...

Certo, non che sia mancato il materiale per lavorare (telecamere e quant'altro), ma sempre e comunque noleggiato per brevi periodi. E ogni tanto non è mancato qualche problema tecnico. La domanda che sorge spontanea è: ma allora tutti i soldi che noi allievi paghiamo dove vanno a finire? Semplice: in promozione, in pubblicità, e nell'invitare occasionalmente qualche professionista di richiamo la cui presenza dovrebbe costituire un "grande momento didattico" per gli allievi.

Trattasi di banali marchette, in realtà: il personaggio arriva, saluta, parla della sua attività e dei suoi lavori, dà qualche incoraggiamento agli allievi, lascia la sua email e poi se ne va. Alla faccia del grande momento didattico. Che in realtà sarebbe costituito dai racconti di vita vissuta del professionista in questione: in alcuni casi abbastanza interessanti. Ma per la maggior parte delle volte si tratta di piccoli aneddoti che lasciano il tempo che trovano, spesso infarciti di banalità e ovvietà di cui si potrebbe volentieri fare a meno.

Tirando le somme, la Griffith non è una scuola degna di questo nome. Un servizio così scadente non merita di essere pagato così tanto. Se vi piace il cinema, piuttosto fatelo per conto vostro. Oppure cercare degli istituti più seri, più dediti alla pratica e un po' meno all'attività promozionale.

Questo è quanto. Se volete sapere dell'altro, mi rendo disponibile a rispondere a qualsiasi vostra domanda, sia in privato che qui sul topic.
Ultima modifica di Clicknclips il ven, 19 lug 2019 - 18:40, modificato 1 volta in totale. Motivazione: Operati [MOD CUT] per prevenire qualsiasi genere di contenzioso con le persone nominate
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