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Moderatore: Moderatori

da rossano buffalmano
#1312326
Salve sono un cameraman tv ho cominciato nel lontano 1992 circa ho lavorato con emittenti televisive poi per un periodo mi sono occupato di foto e non ho più tanto seguito il veloci cambiamenti.
Oggi a 50 anni anzi un anno addietro vado ad un colloquio per una tv privata mi chiedono tanto sul mio curriculum mi dicono ma forse le sue conoscenze sono un po' datate?
Giusto tuttavia spiego di aver lavorato con le telecamere 3/4 insomma di avere conoscenze anche di foto cerco di vendermi nonostante sia un po' indietro sul montaggio attuale e regia mai fatta.
Propongo un periodo di stage ma alla fine non va a buon fine.
Comunque cercavano una persona reperibile sempre che si occupasse di montaggio regia , e riprese disposto a lavorare tante ma tante ore e leggendo fra le righe contratto parte time,
quindi porta a casa a quando va bene davvero poco per quanto richiesto.
Essendo fuori da anni dal settore davvero il cameraman non c'è più o meglio cercano una figura tutto fare sempre disponibile?
A me è sembrato proprio così dovevo fare regia montaggio reperibilità per eventi straordinari.😀😀
da clabart
#1312329
I tempi sono cambiati, e anche in maniera veloce da stravolgere la vita quotidiana.
La tecnologia avanza in tutti i campi e chi non si aggiorna è perduto: è la dura legge del mercato del lavoro.
Oggi un giornalista deve anche saper utilizzare il software di montaggio dell'intervista, del video che ha fatto; li vedo al bar con il Mac su Final Cut montare e a battere il pezzo da inviare alla redazione.
Solo i grandi Broadcaster (RAI, Mediaset, Sky, la7) hanno troupe separate dai giornalisti, dai montatori ma all'interno di queste emittenti televisive ci sono persone che si occupano di più lavori, devono avere più competenze: hardware, software, codec, telefonia, streaming e tanto altro.
Ormai le emittenti televisive, anche quelle grandi, e perfino le testate giornalistiche (e sì, pure loro fanno video) non hanno personale dipendente: tutti esterni a p.iva.
#1312331
Hai pienamente ragione su tutta la linea.
Tuttavia dove ha portato? Scarsa qualità tv private invedibili per contenuti qualità va beh che sono davvero poche quelle oggi rimaste.
Ma non è tanto questo il fulcro bensì la perdita di figure professionali il giornalista che monta il video scrive ecc spesso fa dirette col cellulare sono tutti ragazzi con tante speranze e sogni illusi da editori a loro volta sempre più in crisi!
Vivo in Abruzzo ricordo ai miei tempi una tv che era la canale 5 abruzzese sono tornato mesi addietro il decadimento in ogni dove.
Chi giova di tanti cambiamenti?
da clabart
#1312333
Alla domanda della scarsa qualità è difficile, per me che non sono del settore, da rispondere
Però mi viene da formulare un mio pensiero.
Anzitutto sono del 1960, anno che mi ha permesso di vedere i magnifici anni '80, e anche quelli precedenti, l'esplosione della libertà che ha portato la nascita delle prime radio libere e delle prime emittenti che spuntavano come funghi con pochi mezzi a disposizione, per via degli alti costi delle apparecchiature di qualità unitamente alla mancanza di ingenti investimenti finanziari che potevano avere a disposizione solo la RAI.
Nello splendore del periodo analogico (video) ha visto la nascita di belle macchine (telecamere e videoregistratori) e diversi sistemi di registrazione da 1 pollice, 3/4, Betamax, Betacam e tubi Saticon, Plumbicon, Vidicron, i primi sensori CCD il tutto in contenitori mostruosamente enormi e pesanti (quanti cameraman si sono spezzati la schiena a portare telecamere da 15 kg e videoregistratore a tracolla).
Un esplodere di sistemi uno concorrente all'altro da parte di diverse case costruttrici: Sony, Philips, Panasonic, Thomson, Ikegami, For A, Hitachi e tanti altri, molti dei quali oggi spariti.
A fronte della nascita di queste apparecchiature analogiche sempre più sofisticate potevano permettersele solo, RAI a parte, chi aveva a disposizione ingenti finanziamenti (gli editori non sono altro che imprenditori) dalle banche, dai finanziamenti pubblici (pochi per la verità), dagli introiti pubblicitari (perché non avevano il privilegio dell'unica emittente statale che poteva contare sia sul canone che sugli investimenti del Ministero del Tesoro), oggi sono rimasti in 2: Mediaset e La7.
Molte sono sparite (ricordo Telecapodistria, Telemontecarlo, Telepiù..) sia a causa delle leggi (Mammì la prima a cui seguirono altre) sul riordino delle emittenti televisive, sia per l'introduzione della tecnologia digitale che ha portato il passaggio a sistemi di registrazione digitale sempre più sofisticata a cui oggi possono far fronte solo pochissimi piccoli editori schiacciati dalla concorrenza di Broadcaster di grosso calibro: RAI, Mediaset, La7, Sky, Disney che possono investire miliardi di euro per il canale di trasmissione DTT (per far posto ai canali da assegnare alla telefonia 3G, 4G, 5G, ai militari, protezione civile ecc..) e ovviamente dagli introiti pubblicitari canalizzati verso emittenti a maggior visibilità e anche dai gusti televisivi della popolazione italiana che è cambiata verso altri tipi di contenuti televisivi dai reality a quelli mattutini e pomeridiani con ospiti (da pagare) ideati da uno stuolo di programmatori e agenti televisivi, sociologi cui non possono permettersi; ed ecco assistere le varie pubblicità sui materassi, di Pierino e altri contenuti di basso livello ma non per colpa loro.
Questo cambiamento dello scenario radiotelevisivo italiano ha portato anche un profondo cambiamento dei rapporti di lavoro dove da un lato le aziende ricercano personale altamente specializzato al passo con l'evoluzione della tecnologia con competenze che spaziano dall'hardware all'uso dell'informatica fino alla sua programmazione a competenze sul suono fino a quelle sulle trasmissioni digitali, oltre all'utilizzo di personale esterno al proprio organigramma, e di riflesso le piccole emittenti non potendo permettersi singoli dipendenti mono specializzati cercano personale multiruolo.
Proprio in questi giorni di clausura imposta, sto vedendo interviste (Rai) sulla strada composte da troupe giovanili di ragazzi e ragazze (1 cameraman e 1 fonico con la giraffa per via della distanza sicurezza) che immagino sottopagati, impensabile fino a 10/15 anni fa.
I giornalisti giovani (ma non ragazzini) che ho visto al bar a 2 passi da Palazzo Chigi, la Camera, a montare sui portatili Apple, sono gli stessi (ovviamente non tutti) che abbiamo visto venire qui al forum di Videomaker a chiedere informazioni sulle macchine fotografiche, telecamere, microfoni, software di montaggio, computer di cui erano totalmente a digiuno ma che erano costretti ad usarli poiché imposti dai loro datori di lavoro.
Alcuni ex cameraman dei mitici anni 80 e 90 si sono riciclati in autonomi: documentaristi di alto livello, o passati alle fiction o al cinema, matrimonialisti (anche se qui il settore è inflazionato da ragazzini con la macchina fotografica), reporter a contratto per il migliore offerente, consulenti, ovviamente non tutti hanno avuto questa fortuna molti hanno cambiato mestiere.
Leggendo siti esteri, questi giorni ho letto di un famoso cameraman ex BBC poi in proprio che ha collaborato alla nascita di un canale televisivo scozzese che si è ritrovato senza lavoro a causa della pandemia, ma non è il solo che ho letto.. anche negli USA.
Devo dire anche che l'avvento della Rete (internet) ha portato una ventata di nuove professioni, molte giovanili.
da Clau_dio
#1312343
Tutto condivisibile Clabart, mi fa molta tristezza da ex-imprenditore (non del settore) constatare quanto sia stato micidiale il rullo compressore della globalizzazione a tutti i costi nei confronti di onesti professionisti o tecnici che non hanno saputo o potuto aggiornarsi e restare a galla nel frenetico, e compulsivo, bailamme di novità tecnologiche sfornate a raffica nei nostri tempi. Basti pensare, ad esempio, alla quantità infinita di televisori di tutte le marche che nel giro di qualche mese passa di moda a causa di continui nuovi modelli immessi sul mercato. Ora questa storia del coronavirus ha, in poche settimane, bloccato tutto. Incredibile! Ciò che pareva inarrestabile è stato arrestato da una minaccia tanto subdola quanto invisibile. Viene da chiedersi se davvero il futuro sarà diverso dal modus vivendi che abbiamo avuto finora.
da Koroshiya
#1312345
La verità sta nel mezzo secondo me. Il videogiornalista è una figura che ha preso piede perlopiù nelle televisioni locali, che secondo me ormai non è più un settore da prendere in considerazione perchè è praticamente morente e non è in grado di offrire paghe dignitose, con condizioni dignitose. O nei piccoli siti web che non hanno un grande profitto. Oppure nelle agenzie di stampa che spesso fanno un mercato di rapina ('cci loro). Ma se parliamo di televisioni nazionali o internazionali, che spesso si affidano anche a produzioni esterne che devono sottoscrivere un capitolato, non è così. La figura del cameraman è ancora molto importante e specializzata, e non è richiesto di saper fare un po' di tutto. Io a momenti non so nemmeno come si avvia un software di montaggio, eppure lavoro esclusivamente nella ripresa e lo faccio come principale e unica professione. Certo proprio per quello non è ammesso però che ci siano delle lacune nel mestiere di operatore. Al giorno d'oggi bisogna avere dimestichezza con tutti i generi di tecnologia e saper utilizzare con la stessa efficacia dalla spallare 2/3" fino alla cinecamere moderne passando per le fotocamere mirrorless e tutto il resto. E padroneggiando diversi stili di ripresa, da quelli più tradizionali fino a quelli più dinamici e nuovi.
da Blenderpeppe
#1312348
rossano buffalmano ha scritto: sab, 04 apr 2020 - 19:23 Salve sono un cameraman tv ho cominciato nel lontano 1992 circa ho lavorato con emittenti televisive poi per un periodo mi sono occupato di foto e non ho più tanto seguito il veloci cambiamenti.
Oggi a 50 anni anzi un anno addietro vado ad un colloquio per una tv privata mi chiedono tanto sul mio curriculum mi dicono ma forse le sue conoscenze sono un po' datate?
Giusto tuttavia spiego di aver lavorato con le telecamere 3/4 insomma di avere conoscenze anche di foto cerco di vendermi nonostante sia un po' indietro sul montaggio attuale e regia mai fatta.
Propongo un periodo di stage ma alla fine non va a buon fine.
Comunque cercavano una persona reperibile sempre che si occupasse di montaggio regia , e riprese disposto a lavorare tante ma tante ore e leggendo fra le righe contratto parte time,
quindi porta a casa a quando va bene davvero poco per quanto richiesto.
Essendo fuori da anni dal settore davvero il cameraman non c'è più o meglio cercano una figura tutto fare sempre disponibile?
A me è sembrato proprio così dovevo fare regia montaggio reperibilità per eventi straordinari.😀😀
In parole povere ti volevano sfruttare!
da clabart
#1312350
Condivisibili i pensieri di Claudio e Luca.
Da un lato il fenomeno della globalizzazione, grazie ai nuovi e potenziamento di mezzi di comunicazione, ha portato la diffusione su scala mondiale, di tendenze, di idee, di modelli economici, di prodotti di consumo, ma dall'altro lo stravolgimento di modelli di vita locali toccando vari aspetti economici.
La tendenza dell'economia ad assumere una dimensione globale che supera i confini nazionali attraverso la creazione di un mercato mondiale fatto di capitali e di integrazione di imprese multinazionali con le realtà produttive locali dei paesi in cui si insediano
con la sparizione delle micro imprese, delle variazioni sui costi del lavoro, migrazione della popolazione.
Difatto questo processo ha portato gli stati nazionali connessi e condizionati nell'esercizio della loro sovranità da organismi e fattori transnazionali.
Per carità, non voglio tediarvi di concetti di economia che è il mio lavoro ma che ha anche un riflesso sul mondo del video.
Rispondendo a Luca, il videogiornalista non è un'attività relegata nelle televisioni locali, ma anche in quelle a carattere nazionale, su certi servizi, e perfino nelle testate giornalistiche di carta stampata: basta vedere su Internet i loro siti in cui abbondano articoli, inchieste corredate di video che fino a 10 anni fa li leggevi solo su carta.
da Blenderpeppe
#1312351
Koroshiya ha scritto: dom, 05 apr 2020 - 14:25
La figura del cameraman è ancora molto importante e specializzata, e non è richiesto di saper fare un po' di tutto. Io a momenti non so nemmeno come si avvia un software di montaggio, eppure lavoro esclusivamente nella ripresa e lo faccio come principale e unica professione.
Un cameraman con un normale contratto di lavoro in una TV privata di solito quando dovrebbe guadagnare, quante ore di lavoro dovrebbe fare al giorno? Che tipo di contratto fanno? E in una TV pubblica invece? Insomma come funziona? Tu dove lavori? Buona domenica delle palme e quarantena!
da Koroshiya
#1312356
Sia le emittenti nazionali private che quelle statali molto raramente assumono interni. La maggior parte sia delle news che dei programmi che delle fiction vengono realizzate da produzioni esterne. Quindi la maggior parte del personale impiegato in televisione non lavora direttamente per le reti, ma per qualche produzione. I contratti possono essere a tempo indeterminato (raramente), a tempo determinato, a chiamata (soprattutto nelle news), o di collaborazione con partita iva (quest'ultimo secondo me sconsigliabile). Io lavoro con diverse produzioni, solitamente con contratto a tempo determinato. Le ore di lavoro dipendono dalla produzione, ma generalmente i turni sono da 9 ore giornaliere + 1 ora di pausa per gli esterni, 8 ore per gli interni. Solitamente il sabato e la domenica non si lavora (mezza giornata il sabato solo se si è in trasferta), ma può capitare e in tal caso vengono pagati la domenica come festivo (paga doppia) e il sabato come pre-festivo (+50% sulla paga giornaliera). Mentre le ore di lavoro dopo le 10 di sera vengono pagate come straordinario.
da Anonimo
#1312359
Racconto la mia storia professionale per trarre qualche riflessione.
Sono figlio di fotografo cresciuto con pane e pellicola , ho seguito l'attivita' ed al contempo ho lavorato in emittenti televisive , parlo degli anni 1992 circa , cambiando spesso fra fallimenti chiusure gia' in quegli anni erano glia lbori della crisi del comparto.
Nel 1999 sono tornato nello studio tuttavia introiti sempre piu' in calo a con un figlio ho dovuta fare la scelta la piu' dura della mia vita entrare in fabbrica.
Ci sono stato e ci sto tuttora anche se ho cambiato azienda , al contempo mantenevo la p.iva perche' si poteva sino al 2017 che ho chiuso pèrche' per la foto non c'era piu' storia.

Volevo tornare a fare il cameraman anche perche' ho le basi pero' essendo indietro con montaggio e regia non e' stato possibile al momento.
Poi come dicevate bene e' un settore morente la tv privata.
In verita' non c'e' neanche possibilta' ho fatto sono un colloquio per la verita' al bar c'era un rumore di fondo dovevo urlare come un indemoniato alla fine mi dice non le sembra che le sue competenze sono un po' andate e li mi sono giocato la possibilta' o forse non ho perso gran che' tuttavia anche se hai 50 cominci a rientrare non era male.
Ora i due signori li vedo in tv giornalisti di tv privata anche loro della mia eta' dopo l'improbabile colloquio li ho pure chiamati messagiato non rispondono allora andate spaccate l'etere!

Questa divagazione solo per dire i mestieri cambiano sono scomparsi i molti fotografi anche il cameramen tv di un tempo con il registratore e telecamera non si vede piu!
Che dire a me e' andata male al momento precario , anche in fabbrica anzi al momento disoccupato anche perche' il momento e' quello che e'!

Un caro saluto a tutti!
da Anonimo
#1312360
Koroshiya ha scritto: dom, 05 apr 2020 - 14:25 La verità sta nel mezzo secondo me. Il videogiornalista è una figura che ha preso piede perlopiù nelle televisioni locali, che secondo me ormai non è più un settore da prendere in considerazione perchè è praticamente morente e non è in grado di offrire paghe dignitose, con condizioni dignitose.
Grande verita'!
da danguard
#1317476
Koroshiya ha scritto: dom, 05 apr 2020 - 18:14 Sia le emittenti nazionali private che quelle statali molto raramente assumono interni. La maggior parte sia delle news che dei programmi che delle fiction vengono realizzate da produzioni esterne. Quindi la maggior parte del personale impiegato in televisione non lavora direttamente per le reti, ma per qualche produzione. I contratti possono essere a tempo indeterminato (raramente), a tempo determinato, a chiamata (soprattutto nelle news), o di collaborazione con partita iva (quest'ultimo secondo me sconsigliabile). Io lavoro con diverse produzioni, solitamente con contratto a tempo determinato. Le ore di lavoro dipendono dalla produzione, ma generalmente i turni sono da 9 ore giornaliere + 1 ora di pausa per gli esterni, 8 ore per gli interni. Solitamente il sabato e la domenica non si lavora (mezza giornata il sabato solo se si è in trasferta), ma può capitare e in tal caso vengono pagati la domenica come festivo (paga doppia) e il sabato come pre-festivo (+50% sulla paga giornaliera). Mentre le ore di lavoro dopo le 10 di sera vengono pagate come straordinario.
Io lavoro in Liguria come montatrice e il mio compagno è operatore e lavoriamo per vari service anche in appalto rai per news e trasmissioni varie.
Purtroppo anche in Rai (per ora solo per i regionali, non ancora per nazionali) si comincia a pretendere che l'operatore sia anche montatore e la quota riconosciuta per il montaggio da effettuare in max 1 ora è di poco più di 30€ (!!!) chiaramente lorde. Per il tg regionale già l'operatore esce da solo, senza assistente, e a volte si trova a dover fare pure il giornalista facendo vox pop o interviste (cosa che non dovrebbe fare perchè si tratta di esercizio abusivo di professione). Per non parlare poi delle pretese di sempre più attrezzatura compresa nella troupe standard senza pagare sovrapprezzi anche a per i programmi nazionali.
Uno dei grossi problemi di questo settore è che è poco sindacalizzato, ognuno corre da solo e vale solo la concorrenza così quando i grossi broadcast chiedono sempre di più pagando sempre di meno la maggior parte dei piccoli service si adegua per paura di essere tagliato fuori come fornitore e perdere quel poco di lavoro sicuro. Ma purtoppo poi i nodi vengono al pettine e a forza di accettare condizioni sempre peggiori non hai più i soldi per stare al passo con l'evoluzione tecnologica e investire in attrezzatura e chi la deve utilizzare fa i salti mortali e spera che tutto vada per il meglio perchè se salta qualcosa e non hai la riserva la rai ti contesta il servizio e non solo non ti paga ma se era una cosa importante potrebbe benissimo chiedere un risarcimento per il danno . Altri service si prendono i ragazzini giovani che sottopagano e così ammortizzano un po' i costi. Altri lavorano più ore dell'orologio e siccome la rai ha aumentato i km di trasferta entro i quali non ti vengono pagati i costi di eventuale pernottamento o di autostrada ecc. conosco tecnici che venendo qui da fuori regione dormono in macchina. E dulcis in fundo la rai paga con ritardi assurdi che una volta erano almeno regolari (quindi dopo uno sforzo iniziale entravi a regime e ci stavi dentro) ora non più (ti fanno fatturare anche 6 mesi dopo se non di più e pagano a 60 giorni da fattura) e ci sono persone che fanno fatica pure a pagarsi l'affitto nonostante abbiano crediti di decine di migliaia di euro.
E questo per la rai che riguardo a tariffe, condizioni di lavoro, pagamenti è quella messa meglio, figuriamoci mediaset e sky!
In cocnclusione è uno schifo, un vero schifo.
da danguard
#1317478
Koroshiya ha scritto: dom, 14 giu 2020 - 14:05 Infatti bisogna rifiutarsi di fare i vox populi senza giornalista.
certo, ma se lavori a chiamata e il service che ti chiama accetta questa condizione (e la accetta perchè gli altri accettano e a volte il rifiuto ad accettare certe condizioni va ben al di là del dire semplicemente "chiamo un altro") tu o ti adegui o la prossima volta non verrai chiamato a lavorare
l'ASA (sindacato autonomo per ora molto minoritario) ha consigliato di registrare la telefonata mentre te lo chiedono e di farsi riprendere da qualcuno mentre lo si fa per poter denunciare la cosa con le prove, sapendo però che esporsi in prima persona significa dover subire ritorsioni che potrebbero portare a farti cambiare lavoro
su questo punto in particolare ci vorrebbe la solidarietà e l'appoggio dei giornalisti ma dubito che ciò avvenga anche pure loro, a meno di essere dei giornalisti già affermati, devono sottostare a tutta una serie di imposizioni che vanno a discapito della loro professionalità

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