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Videomakers.net incontra Adam Glasman, “Macbeth”

posted by VMStaff

VideoMakers.net ha avviato da tempo una importante collaborazione con Blackmagic Design, importante produttore di hardware e software per la produzione video; nell’ambito di questa partnership, proponiamo ai nostri utenti questa interessante intervista a Adam Glasman, colorist londinese della società Goldcrest Post, che rivela perché il suo ultimo progetto cinematografico, il nuovo adattamento di Macbeth da parte di Justin Kurzel, interpretato da Michael Fassbender, mostrerà il capolavoro di Shakespeare come non è mai stato visto prima.


Creare la correzione di colore per il nuovo “Macbeth” firmato Justin Kurzel

Già considerato come una delle pellicole più acclamate del Festival di Cannes, l’ultimo adattamento di Macbeth – in uscita nelle sale Italiane da Novembre – sembrerebbe avviato ad essere uno dei film più maggiormente attesi del 2015.

Considerando il talento dietro le quinte, è facile capire il perché. Michael Fassbender seguirà le orme dei suoi colleghi X-Men mutanti, Patrick Stewart, James McAvoy e Ian McKellen, nel ruolo del protagonista Macbeth. Accanto a lui, la vincitrice del premio Oscar Marion Cotillard, vestirà  i panni della consorte del lord scozzese, Lady Macbeth. Da ultimo, la direzione del giovane regista Australiano Justin Kurzel, un nome relativamente nuovo a Hollywood che ha già sorpreso il pubblico in passato con il suo precedente film e primo lungometraggio, “Snowtown”, nel 2011.

“Macbeth” di Justin Kurzel

“Macbeth” di Justin Kurzel

Certo, anche con un regista così innovativo ed un cast di attori così notevoli, riproporre una delle opere più famose di Shakespeare non sarebbe comunque stata un’impresa facile. Fortunatamente, Kurzel disponeva anche di una troupe stellare di specialisti per aiutarlo, tra cui Adam Arkapaw, direttore della fotografia per “True Detective”, con il quale aveva già collaborato per “Snowtown”; Adam Glasman, colorist per Goldcrest Post di Londra la cui carriera include opere quali “Ritorno a Cold Mountain”, “Les Miserables”, “Casino Royale” e “World War Z”.

“Esistono alcuni adattamenti di Macbeth dal passato che sono diventati punti di riferimento per la maggior parte di noi e tutte le principali recensioni che ho letto confermano che Justin Kunzel, il nostro regista, ha creato un film completamente diverso rispetto a tutti gli altri. Ha avuto una sua visione chiara e potente su come il film sarebbe dovuto apparire e sull’impressione che avrebbe dovuto dare. È unico quando lo si vede”.

afferma Glasman.

Uno degli elementi più sorprendenti per gli spettatori, Glasman rivela, è la violenza brutale del film – combinata a dialoghi linguisticamente accurati e ridotti di personaggi come il Portiere Ubriaco, che fornisce un tocco comico al manoscritto originale di Shakespeare.

Un’altra differenza è costituita dal modo in cui si esprime nel modo in cui la colorazione finale del film è stata trattata con DaVinci Resolve.

“Normalmente il mio compito come colorist consiste nell’applicare colore al film in modo uniforme, così che ogni ripresa si combini e divenga conforme al resto della sequenza. Per Macbeth, invece, abbiamo deliberatamente creato salti tra una ripresa e l’altra.”

Rammenta Glasman.

“Macbeth” di Justin Kurzel

“Per esempio, la scena della battaglia di apertura del film ha un atmosfera distintamente fredda, in tinta azzurra. Successivamente siamo passati ad alcune scene delle streghe nella battaglia con una tinta di giallo. Tutto ciò è stato intenzionale: non doveva esserci similitudine. La circostanza che Macbeth certamente vedeva situazioni mistiche, significava che poteva vedere gli avvenimenti sotto diversi colori. Anche perché queste riprese rappresentavano il suo punto di vista. Lo si vede in battaglia e il suo punto di vista sono le streghe e quello è il momento in cui saltiamo tra i colori.”

Questa stilizzazione non è mai più ovvia di quando è stata utilizzata in una delle scene preferite di Glasman, che è poi diventata anche una delle più impegnative da realizzare: la sequenza della battaglia finale.

“Non so se lo avete già notato dal trailer, ma la battaglia finale è abbastanza audace. È molto, molto rossa, come se Macbeth fosse appena entrato nella sua versione personale dell’inferno.”

“È letteralmente al massimo del rosso che il gamut di colori ci ha permesso, tanto da divenire bizzarramente problematico quando si dovevano combinare tutti gli elementi assieme.”

Glasman continua, rivelando che una parte del problema era l’intenzione di non creare una correzione di colore uniformemente rossa, ma di introdurre il rosso nelle ombre per poi andare verso il giallo nei punti di luce.

“Penseresti che avere un colore così dominante sia facile, perché bastava copiarlo da una ripresa all’altra ma, in realtà, era molto sensibile a sbalzi di colore – sbalzi che sarebbero stati ovvi se veniva osservato da chiunque guardava l’insieme delle scene.”

“Macbeth” di Justin Kurzel

“Macbeth” di Justin Kurzel

Per perfezionare la scena, Glasman si è avvantaggiato di tutti gli strumenti disponibili in DaVinci Resolve.

“Abbiamo usato molta vignettatura per intensificare la profondità, poi abbiamo evidenziato le facce con delle forme tracciate. Ho anche fatto uso del defocusing selettivo per diminuire i dettagli negli alberi di sottofondo, e usato la riduzione del rumore in alcune riprese eseguite in slow motion, in particolare quelle riprese dalla Phantom camera”.

Glasman aggiunge:

“Mi piace molto la scena della battaglia finale per quant’è estrema. Mi piace anche l’aspetto della scena del banchetto a cui abbiamo dato un’atmosfera dorata. È la scena in cui Macbeth comincia a vedere Banquo, anche se l’ha già ucciso, sta avendo delle allucinazioni e tutto è stato filmato nella cattedrale di Ely, un posto bellissimo. Penso che la cinematografia di Adam Arkapaw sia incredibile; la location è straordinaria e poi i costumi e i trucchi sono tutti stupendi.”

Per altri creativi o colorist che sperano di imitare la sua carriera, Glasman ha solo due consigli da dare: perseverare e fare quanta più pratica possibile.

“Io faccio le correzioni colore da così tanto che oggi è come seconda natura per me, non devo veramente pensare a quello che voglio fare – lo faccio e basta – una cosa per la quale i miei clienti sono molto grati. L’unico modo per arrivarci è semplicemente fare tanta pratica.”

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