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Videomakers.net incontra Andrea Pellegrini

posted by blies

VideoMakers.net incontra Andrea Pellegrini per conoscerlo meglio e saperne di più sul suo lavoro.

MoGraph - Andrea Pellegrini

VM: Parlaci un po’ di te.

AP: Sono nato a Roma, anno 1982. Sono un appassionato di tutto quello che e’ esagerato, eccessivo, numeroso. Adoro andare ai rave piu’ grandi d’europa, dove il numero delle persone viene sempre menzionato per primo, adoro andare al cinema esclusivamente per i colossal per i quali sono stati spesi milioni e milioni per gli effetti speciali. Adoro la motion graphics americana, quella “pesante”, quella che purtroppo in Italia viene meno; l’Italia, troppi concetti.

VM: Come sei arrivato alla Motion Graphics? Hai fatto studi specifici o altro?

AP: Tutto e’ cominciato con Print Artist se non vado errando, credo fosse alle medie… poi le prime versioni di Corel Draw, giocherellavo a creare le copertine delle prime compilation di mp3. Chi non lo ha fatto, era cosi figo! Conclusi gli anni traumatici di latino, italiano e storia, mi sono iscritto al corso triennale di Digital Design presso lo Ied, sempre a Roma e ho conosciuto programmi come After Effects, Illustrator e Maya. Se potessi tornare indietro non lo rifarei… lo IED intendo.

MoGraph - Andrea Pellegrini

VM: Quali software utilizzi?

AP: After Effects e’ sempre aperto, ormai e’ un automatismo, anche se non serve… Windows e zac, After Effects. Poi sbraito* e lo richiudo 🙂
Photoshop, Maya, Illustrator… sto cominciando a metter mano su Cinema 4D che sembra veramente eccezzionale per velocita’ e rendimento sempre in ambito MG.

*SBRAITO = arrabbiarsi notevolemente accanendosi verbalmente contro qualcosa o qualcuno.

VM: Che hardware hai a disposizione?

AP: Attualmente lavorando come freelance uso un Laptop, un DELL M6300 abbastanza efficace, che non ho ancora sfruttato a pieno nel 3D. Ma spesso uso il pc o il mac che mi danno in dotazione le aziende.

MoGraph - Andrea Pellegrini

VM: Sei un “One Man Band” o ti appoggi a collaboratori?

AP: One Man Band, ma sono cresciuto lavorando in gruppo, con un team creativo, ed ora e’ la parte del lavoro che mi manca di piu’.

VM: Qual’è il tuo workflow?

AP: In Italia ho lavorato per 3 anni presso Nextmedia Lab seguendo un workflow tipico: brief, brainstorming, storyboard, produzione, modifiche, sbraito, modifiche, sbraito di squadra, consegna.
Ora invece come freelance, il tutto si riduce a un semplice, brief e produzione, con uno storyboard e materiale gia’ pronto. Senza la creativita’ si perde passione in quello che si fa’, non senti il progetto tuo e lavori esclusivamente pensando ai soldi.
Mi sento un sicario in questo periodo… il recruiter mi chiama, mi assegna il cliente, eseguo il lavoro, prendo i soldi e torno a casa. Non e’ quello che voglio fare, e suppongo cambiero’ paese molto presto se non verro’ assunto in qualche studio.

VM: Lavori solo con aziende italiane o anche all’estero? Se solo con Italia hai mai pensato di allargarti al mercato estero?

AP: Questo Gennaio mi sono trasferito a Londra. E’ la prima tappa di un percorso che spero mi porti a girare per il mondo, senza dover rimettere piede in Italia per molto tempo. Probabilmente come prima tappa non e’ la piu’ azzeccata, non mi sembra ci sia molto mercato per freelance in ambito MG Broadcast, e la concorrenza sembra spietata.

MoGraph - Andrea Pellegrini

VM: Quali sono le tue produzioni recenti?

AP: Ho compositato del materiale HD per un video mandato in loop sui pannelli digitali delle scale mobili di alcune stazioni metropolitane londinesi.

VM: Finora qual’è il progetto che ti ha entusiasmato di più, che ti ha dato maggiori soddisfazioni personali e professionali?

AP: Un opener per il canale satellitare AXN, dove i tempi erano ridotti, ma mi sono divertito molto a creare l’animazione della X. In generale mi entusiasmano lavori brevi ma ben fatti.

VM: Qual’è la tua visione della MG in Italia?

AP: Una persona una volta disse: i clienti “piccoli” non hanno soldi perche’ sono piccoli, i clienti “medi” (metallurgica, elettricita’, legname etc…) hanno molti soldi e pagano bene, ma non sono clienti “importanti” e pochi vogliono lavorare per loro, ed i clienti “grandi” (televisione) hanno molti soldi ma pagano poco perche’ tutti vogliono lavorare per loro.
Il discorso sembra che funzioni ma se questo sia effettivamente vero o meno al momento non me ne curo. Ho fretta di crescere ancora e scoprire quello che offre il resto del mondo.
Tuttavia ci sono molte giovani agenzie che spuntano in fretta realizzando ottimi lavori. Se la MG migliorera’ sara’ grazie a loro.
Il discorso e’ strettamente legato anche alle scuole. Quelle dai nomi rinomati che molti anni fa erano le migliori nel campo del design, ora sfruttano quei nomi esclusivamente per creare nuovi corsi (video design, digital design) e fare soldi.

MoGraph - Andrea Pellegrini

VM: Come ti approcci al mercato della MG?

AP: Cerco di farmi conoscere sul mercato mettendo piede in piu’ agenzie possibili realizzando un buon lavoro. Dopodiche’ la seconda chiamata e’ solo questione di tempo.

VM: Conoscevi già Videomakers.net?

AP: Mi sono imbatutto qualche volta nel vostro sito.

VM: Cosa ne pensi delle community su Internet?

AP: Irrinunciabili.

VM: Cosa puoi consigliare ad un giovane che si avvicina o si appassiona al mondo della Motion Graphics?

AP: Finiti gli studi, fai la valigia, saluta mamma e papa’ e iscriviti in una delle migliori scuole che trovi, all’ESTERO! Tra e Europa e USA hai l’imbarazzo della scelta. NON RESTARE IN ITALIA.
I plugin sono come le caramelle, uno tira l’altro. E troppe caramelle fanno male.

VM: Ti aspettiamo ancora su VideoMakers.net, magari presentandoci qualche tuo nuovo lavoro sul nostro forum.

AP: Faro’ una capatina ogni tanto 🙂

MoGraph - Andrea Pellegrini

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