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Videomakers.net incontra Andrea Toniolo

posted by blies

VideoMakers.net incontra Andrea Toniolo per conoscerlo meglio e saperne di più sul suo lavoro.

VM: Parlaci un po’ di te.

AT: La mia è una carriera molto variegata nel campo della creatività; sono stato motion designer per il web ad Ootworld; poi ho costituito la prima e-zine italiana di webdesign seguendo vari progetti di community online.
Ho fatto l’art-director e il produttore esecutivo per eventi nazionali ed internazionali , documentari Rai e progetti digitali: per Mimic, ad esempio, ho seguito progetti per la 50^ Biennale di Venezia e per il Teatro La Fenice.
Insomma un bel po’ di cose!
Da molti anni sono regista, mograph e supervisore agli VFX.
Il mio campo è principalmente quello dei video per aziende, per Società Multinazionali spaziando nei settori più svariati, dal beauty allo sport, passando dalla moda fino all’industria pesante.
Questo mi consente di allargare il mio bagaglio di esperienze analizzando i bisogni di un target specifico che non è sempre lo stesso.
Infatti molto spesso il mio lavoro è produrre progetti video di “Crafting” e cioè che sfruttino l’entertainment e la modalità di fruizione dello spot tv spiegando però le abilità/peculiarità dell’azienda.

VM: Come sei arrivato alla Motion Graphics ? Hai fatto studi specifici o altro?
AT: Lato A:
Non ho fatto studi specifici; come la maggior parte dei miei colleghi, ho imparato sperimentando, studiando giorno e notte e testando infiniti workflow e metodologie diverse.
La chiave della mia evoluzione però, ritengo sia stata l’orientamento alle esigenze dell’azienda committente, ponendomi sempre la domanda di cosa richiedesse il mercato: in quest’ottica ho sempre cercato di individuale quali delle mie competenze potessero supportare e completare il rapporto che le agenzie di comunicazione hanno con i clienti. E’ su questo che ho lavorato soprattutto.
Lo studio, la lettura e l’approfondimento di libri e riviste del settore è stata ed è tuttora indispensabile perchè è da lì che ho attinto i fondamenti base e da lì che continuo a sperimentare in un continuo e costante processo di apprendimento e di sviluppo della mia conoscenza.
Mi trovo nel mio ufficio e guardando alla mia libreria dell’antichità posso citare alcuni titoli … ecco ad esempio, libri come: “Type in Motion”, “Pause 59 minutes of moving graphics”, “Zoo”, “Moving Type” ma ce ne sono molti altri, libri di grafica, video, foto e cinema.
Un libro che consiglio a tutti è “Teoria generale del montaggio” di EjzenÅ¡tejn oppure, per sfizio e per curiosità, “Uncredited” di Gemma Solana che per certi versi contiene molti spunti di “Type in Motion”.
Non possiamo comunque ignorare le notevoli molte risorse online che sono fonte di informazione e di ispirazione, come “Ventilate” e “Motionographer” […]
Ma nella mia storia professionale, la realtà è che l’evoluzione a mograph artist è stata naturale dato che arrivavo da un mondo che si basava sul lettering.
Luke: “Usa il lettering” 😉

Lato B:

Io non lavoro per emittenti televisive; non produco mograph “pura” o basata su guidelines;
Lavorando per il mondo della comunicazione più classica di advertising, dove le richieste vengono dalle ricerche di mercato uso la MG solo sapendo che può dare valore aggiunto al progetto e produce “un certo effetto”. Quindi la cosa che mi ha fatto “imparare” di più è stata quella di soddisfare le esigenze dei clienti ed eventuali problemi, tentando sempre un buon 50% di “sperimentazione e strada nuova”.
Gran parte del mio lavoro l’ho imparato dagli studi di Marketing, prima di tutto.
Darth Fener: “Usa il marketing” 😉


VM: Quali software utilizzi?
AT: “Qualsiasi” è la risposta che mi viene più naturale dare; in genere mi adeguo alle richieste dell’agenzia che mi commissiona il lavoro e che magari ha un suo workflow specifico.
Se devo preferire direi la suite Adobe e Maya oltre che alla miriade di programmi di Matchmoving, Fluid & Dinamic simulator.
Di sicuro a Mac preferisco PC per via dei plugin esterni che sono più numerosi (al momento); spero che le cose cambieranno.
Faccio una piccola parentesi: mi piacerebbe che ”i nodi” di Maya fossero esportati in tutti i software , dalla grafica ai word processor.
E’ un modo molto naturale di lavorare, io userei Maya anche per fare editing video 😉 gli migliorerei solo la gestione delle UV.

VM: Che hardware hai a disposizione?
AT: Questa è una bella domanda che fa sempre parte del workflow; non sono convinto che nell’ambito del mograph sia necessario produrre grafica sempre “fotorealistica” , credo siano più importanti l’idea e il modo con cui si anima; da questo punto di vista sono molto “inglese”.
Per questo fino a poco tempo fa ero dotato di un po’ di P4 3,4ghz con 2gb di ram e infiniti dischi esterni Lacie D2 Quadra.
Come interfaccia uso firewire rispetto all’esata e alla usb; la trovo più affidabile dell’esata e più veloce dell’usb.
Attualmente Quadcore anche se avrei voluto passare al 64bit con degli Xeon; il problema sono le applicazioni e la stabilità.
Per me la stabilità è la cosa più importante , non mi interessa avere il “disco” più veloce o overcloccare le cpu (già con 4gb in PAE sono aumentati stack error e hang generali quando si lavora in HD con molti plugin).
Preferisco vadano sempre con il minor ingombro e la migliore temperatura possibile.
Uso molto JVC HD200 scaricando gli streaming direttamente da firewire e a cui cambio le ottiche per i lavori che vado a svolgere.
Non disdegno il workflow P2 della hvx200 che in qualche occasione uso (ma il noise sulle parti dark… mmm…).
Uso molte IFF1250 ; le preferisco alle Ianiro per il tipo di luce che è molto più filtrata molto più “cinema”; inoltre le lampade da 1250 durano il doppio per via della ventola di raffreddamento che per quanto poco funzia davvero. Nello studio di posa ovviamente ci sono fresnel 5000 , ianiro ecc ecc
Come cavalletti uso i giapponesi Libec che adoro.
Come Dolly uso il classico WillyGO dell’abc e come crane il camcrane 200.
Non mi dimentico della mia Intuos 3… senza di lei molte cose non potrei farle.

VM: Sei un One Man Band o ti appoggi a collaboratori?
AT: Sono un OMB (fa molto boyband) in quasi tutto il percorso, e in generale per le realizzazioni della grafica+3D e riprese, anche se lavoro in un team con 2 collaboratori molto “fissi”:
Uno è il mio direttore alla fotografia Giuliano Rancan (ciao Giuliano!) e l’altro è Niwa (arigatò! … si scrive così?!) il mio musicista.
Difficile fare lavori senza queste due “bestie”, perché quando si fa comunicazione così di “stomaco” bisogna dividersi un tot di responsabilità.
Il mio musicista è magico, con poche indicazioni mi risolve i problemi e colpisce nel segno ed Il mio DOP Giuliano di certo non usa “sempre lo stesso metodo” si pone come me interrogativi sempre nuovi.
E poi dal canto loro riescono a sopportarmi sul set.
Come collaboratori, uso quando serve operatori video che mi danno una mano a “coprire” le scene.

VM: (OMB) qual’è il tuo workflow?
AT: Beh il classico … ma preferisco definire la mia “giornata tipo” direi che si divide in:
1. riunione con agenzia
2. primo brief cliente e budget iniziale
3. primo storyboard
4. primo videoboard
5. prima demo
6. budget finale
7. shooting
8. compositing ecc ecc
9. consegna
10. pagamento 😉

La parte più importante è sicuramente quella del primo videoboard e demo.
Da quello ricaviamo i costi i tempi precisi ecc ecc.
E’ importante perché definisce la “qualità percepita” del cliente; non serve dare più qualità a chi non la chiede ed è sbagliato darne troppa poca. Noi serviamo il cliente ed i suoi interlocutori. Il nostro compito è fare comunicazione e questa comunicazione deve essere efficace.
Io preferisco sempre mettere “dell’umano” nelle cose che faccio… credo che la figura umana, una ripresa ad una persona dia sempre quel calore che serve.

VM: (COLL) come scegli i tuoi collaboratori? cosa cerchi (creatività, tecnica, conoscenza, velocità)?
AT: Responsabilità. Se sono arrivati a me hanno già la professionalità ma è la responsabilità che è vitale.
Di persone brave è pieno il mondo; di persone responsabili e che sappiano lavorare nel mondo reale, che tengano rapporti e che conoscano cosa NON bisogna mai fare, è davvero povero il mondo.
Preferisco persone che conoscano la loro parte tecnica e che in generale apportino creatività nel progetto; mi piace ci sia discussione sul perché a livello di messaggio prendiamo una strada rispetto ad un’altra che sia dallo/dalla stylist fino al musicista passando per il trucco o il 3D.

VM: Lavori solo con aziende italiane o anche all’estero ? Se solo con Italia hai mai pensato di allargarti al mercato estero?
AT: Ho mantenuto i contatti con pochi clienti diretti importanti con i quali collaboro in un rapporto continuativo. Tra questi cito ad esempio un gruppo multinazionale americano, tra i primi nel settore della movimentazione dei fluidi “ITT Residential & Commercial Water parte della ITT Corporation” con il quale abbiamo partecipato ad un concorso in USA.
Pertanto, molti dei mie lavori vengono concepiti per la distribuzione mondiale sia in Europa, compresa l’Europa occidentale, in America e nei nuovi mercati emergenti (Asia e India).
A questi pochi e selezionati clienti, abbino la stretta collaborazione con una serie di Agenzie, del nord est e delle più importanti città Italiane, le quali hanno una clientela tra le più svariate sia per quanto riguarda i settori di mercato, che la provenienza. Pertanto direi che questo mio lavoro… mi fa sentire un pò cittadino del mondo ed il mio inglese ne ha giovato 😉

VM: Quali sono le tue produzioni recenti?
AT: Recentemente ho prodotto 2 video per il mondo del beauty “That’so” , un video per il mondo della logistica “Renzi”, uno spot Rai per “Elite” una fiction di 9 puntate online ed il video per “ ITT Residential & Commercial Water”; tutti progetti molto diversi.
Attualmente sto sviluppando un progetto molto ambizioso sempre di fiction online e il tanto atteso (per noi) showreel 2008.

VM: Finora qual’è il progetto che ti ha entusiasmato di più, che ti ha dato maggiori soddisfazioni personali e professionali?
AT: Non ce n’è solo uno tutti i progetti che faccio sono per me delle sfide uniche e visto l’anno passato ho ottenuto grandi riconoscimenti dai miei clienti.
Sicuramente per sfida portare a greenscreen il beauty è stato un bel successo e in parte anche vincere il lavoro per ITT RCW è stato un traguardo importante.
Direi che il progetto “Sica” per me è stato un altro traguardo, perché produrre un video di “crafting” per la Comunità Europea che avesse come soggetto una conceria è stata una responsabilità.
Attualmente sta per partire un progetto molto importante per me, ma preferisco non parlarne ora.

VM: Qual’è la tua visione della MG in Italia? Come ti approcci al mercato della MG?
AT: E’ molto complesso rispondere ad una domanda così… cerco di risponderti dal mio punto di vista del mercato “video”.
Ho visto che altri hanno già affrontato il tema delle scuole e del mercato della MG riguardo le emittenti televisive; io vorrei concentrarmi sul fatto che la MG non potrà mai evolvere se rimarrà solo nel mercato del broadcast o delle identity dei sat channels.
Nel mercato “vasto” della comunicazione in movimento (escludendo quindi le case di produzione che producono spot per la tv), la MG è una nicchia in questo momento messa a metà tra il mondo del 3D e il mondo dei video istituzionali.
Molto spesso da una parte ci sono le aziende che fanno 3D architettonico e che di tanto in tanto hanno un approccio grafico alle animazioni,dall’altra aziende video/web che di tanto in tanto inseriscono piccoli elementi grafici all’interno dei loro video.
Quindi è come se la MG non fosse la soluzione di un problema ma un problema stesso; e cioè fornire un qualche soddisfacente servizio ad un cliente che ormai è abituato a vedere ottimi contenuti negli spot della tv generalista.
In parole povere non è più sufficiente “riprendere” un prodotto o una particolare scena; bisogna far si che il messaggio arrivi più chiaro e pulito possibile; a questo a mio parere serve la MG.

VM: Conoscevi già VideoMakers.net?
AT: Si da molti anni . Purtroppo, il poco tempo non mi consente di essere più un assiduo frequentatore di forum.

VM: Cosa ne pensi delle community su Internet?
AT: Sono importantissime. Ma l’esperienza la si fa sulla strada ed è poi giusto condividerla con altri.

VM: Cosa puoi consigliare ad un giovane che si avvicina o si appassiona al mondo della Motion Graphics?
AT: Direi che va valutato lo studio di settore 😉
A parte gli scherzi io consiglio solo di fare un percorso più ampio possibile specialmente nel mondo dell’advertising e poi nel mondo della grafica tradizionale. Poi arriva la regia ed infine la MG.
Secondo me non si fa MG senza un percorso coerente.

VM: Ti aspettiamo ancora su VideoMakers.net, magari presentandoci qualche tuo nuovo lavoro sul nostro forum al quale ti invito a registrarti :)!
AT: Non sono il fratello di Melita, smettila!!!  

Crediti Screenshots: “Fulcrum e Transit sono stati realizzati per ed in collaborazione con Develon.com”  “Leodari e Sica sono stati realizzati per ed in collaborazione con BangStudio”

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