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Videomakers.net incontra Filippo Vaccari

posted by blies

VideoMakers.net incontra Filippo Vaccari per conoscerlo meglio e saperne di più sul suo lavoro.

 

VM: Parlaci un po’ di te.

FV: Dunque, vediamo se riesco a dare un senso alla confusione che aleggia nella mia mente se penso “ok, parla di te Filippo”.
Partiamo da cosa faccio. Sono, o meglio, penso di essere uno di coloro che in America vengono definiti “Motion Graphic Artist”. Ora, non confondiamoci, “artista” è una definizione che mi spaventa e che sinceramente lascerei usare per personaggi dal calibro ben maggiore del mio. Diciamo che mi piace disegnare linee quadrati cerchi etc etc…e muoverli. Ammetto che ora scendo ad un livello un tantino elementare, ma in fondo è quello che un designer animatore fa. E a me piace davvero molto farlo.
Ho iniziato subito dopo la scuola pensando di voler fare gli effetti visivi dei film. Ma come spesso accade, la direzione in cui si sta andando si chiarisce quando la strada è già percorsa a metà. Così mi sono avvicinato sempre più a quel mondo di quadrati animati a cui accennavo prima, trovando terribilmente stimolante la possibilità di creare ed esprimere qualcosa in cui potessi convogliare le mie tante passioni e i miei interessi…design, 2D, 3D, musica, editing, animazione, fotografia, teatro…
Credo che questo sia in effetti il motivo principale per cui mi sembra così bello il mio lavoro. E’ come trovarsi davanti ad un foglio bianco, riempirlo con tutto ciò che più ti piace e sapere che cambiando un frame puoi dare vita a tutto quel mondo.
Ecco sì, mi piace.

VM: Come sei arrivato alla Motion Graphics? Hai fatto studi specifici o altro?

FV: Diciamo pure che ho fatto studi specifici. Ma in realtà sono arrivato a specializzarmi in motion graphics puramente per caso.
Dopo cinque intensi e meravigliosi anni di liceo artistico (indirizzo Grafico presso il Boccioni, in zona fiera a Milano) mi sono iscritto allo IED seguendo il corso triennale di Digital Design. Un nome, che vuol dire tutto e niente. L’ultimo anno ho scelto di concentrarmi in video design, ma a quei tempi pensavo ancora più che altro al compositing e ai visual effects.
E’ infatti cominciando a lavorare che si capisce meglio cosa si vuol fare e soprattutto in che cosa si riesce meglio. Così, ho iniziato con un piccolo studio negli scantinati monzesi, ma presto sono finito nella “raggiante” Cologno Monzese presso gli studi di SKY.

VM: Quali software utilizzi?

FV: Essenzialmente After Effects. Ma anche data la natura del software, mai da solo. Sul mio mac sono sempre aperti, spesso contemporaneamente, anche Photoshop (probabilmente il miglior software al mondo) Illustrator e Cinema 4D.
In particolare il software della Maxon sta sempre di più diventando un compagno di lavoro fondamentale per me. Non sono mai stato un grande fun del 3D, ma il modo semplice con cui Cinema 4D ti permette di creare ciò che hai in mente, bè insomma, mi ha aiutato spesso. In più comunica in modo trasparente e preciso con After Effects, permettendo di mantenere gli stessi spazi e riferimenti 3D in entrambe le applicazioni.

VM: Che hardware hai a disposizione?

FV: Dunque, personalmente non ho mai avuto una macchina potente a casa. Tenendo presente che cerco di lasciare il lavoro fuori dalla mia stanza, sulla mia scrivania mi si può vedere al computer essenzialmente per navigare in internet e cazzeggiare in genere. Ma da quando ho iniziato a lavorare ho sempre avuto un Mac…eh eh…un iMac prima e un MacBook pro 15 pollici ora che mi capita di essere in giro.
In ambito lavorativo posso affermare di aver lasciato l’ultima macchina PC Windows nello scantinato monzese che citavo prima. In SKY ho sempre lavorato su Mac. Ci sono alcune postazione PC essenzialmente per 3d Studio Max, ma per fortuna si stanno convertendo tutti a Cinema 4D, che naturalmente gira anche su hardware Apple (universal).
Secondo la mia esperienza, dunque, PC o Mac non cambia molto. Tutto sta nella persona che pigia i tasti. Ma i posti e le persone con cui mi piace lavorare sono in genere Apple oriented, diciamo così. Nulla contro i PC, ma su un Mac sono molto più a mio agio, sicuro e mi sento anche più bello (eh eh…).
A parte gli scherzi, secondo la mia esperienza le macchine Apple sono decisamente più stabili, sicure e facili da utilizzare. Non posso negare però che a parità di prestazioni l’hardware PC è molto più economico.
Se dovessi comprare hardware per un reparto grafico, però, non avrei dubbi. Sarebbero solo mac.

VM: Sei una “One Man Band” o ti appoggi a collaboratori?

FV: Posso dire che capitano spesso entrambe le situazioni. Partiamo dal principio che non amo molto lavorare da casa o da solo in generale. Ne viene che molto più spesso mi sono ritrovato in situazioni in cui mi potevo confrontare con altri colleghi. Accade però spesso che a causa del grande volume di lavoro si debba compiere un progetto dall’inizio alla fine essenzialmente da sè. In questo caso ci si esercita a lavorare sotto pressione e ad assumere in pieno la responsabilità di ciò che si sta facendo.
In una situazione ideale si è difficilmente da soli. Importantissime sono le direttive che arrivano dall’art director o creative director. Inoltre posso assicurare che non c’è niente di più stimolante di lavorare gomito a gomito con persone talentuose, che ti possano ispirare ed aiutare. In particolare è molto importante essere umili e non aver paura di chiedere aiuto o consigli, soprattutto riguardo ciò di cui si è più insicuri.
Per quanto riguarda la mia esperienza, posso dire che più il progetto diventa complesso e ricco di sviluppi, più è facile che dietro anche solo 15-30 secondi di video ci siano in realtà tante teste, ognuna delle quali specializzata in un particolare ambito della produzione: conceptual art, storyboard, previsualizzazione, animazione 2D, animazione 3D, luci, camere, editing, color correction, finishing,….

VM: Lavori solo con aziende italiane o anche all’estero? Se solo con Italia hai mai pensato di allargarti al mercato estero?

FV: Proprio di recente ho deciso di uscire dai confini italiani. Le possibilità sono ancora abbastanza aperte. Ho lavorato 3 mesi negli Stati Uniti (a Los Angeles e New york) e questa esperienza, oltre a farmi crescere professionalmente, mi ha fatto capire che questo lavoro si può facilmente fare un po’ dappertutto…ora non c’è ancora nulla di deciso, ma è molto probabile che torni a lavorare per una società ad Hollywood e poi magari da qualche altra parte in giro per l’Europa.
Amo Milano, è la mia città e mi ha regalato talmente tanto sotto il profilo umano e lavorativo che non potrei mai dire niente di male nei suoi confronti. Ma era tempo per me di uscire da una routine che mi stava un po’ spegnendo creativamente. Trovarsi lontano da casa e in contesti molto diversi mi ha aiutato molto a crescere professionalmente e, più in generale, è diventato uno stimolo creativo molto forte al quale per ora non voglio rinunciare. Se potessi, mi piacerebbe girare le capitali europee facendo questo lavoro, sarebbe un’esperienza unica.

VM: Quali sono le tue produzioni recenti?

FV: La mia più recente collaborazione è stata per ESPN, un canale di sport americano, mentre lavoravo a New York per Perception (perceptionnyc.com). Non è stato un lavoro particolarmente creativo dato che il design del pacchetto grafico era già stato fatto da un altro freelance. L’obiettivo era sviluppare un’idea già esistente e adattarla a tutte le necessità del cliente. Capitano progetti di questo tipo. Ma c’è sempre da imparare!

VM: Finora qual’è il progetto che ti ha entusiasmato di più, che ti ha dato maggiori soddisfazioni personali e professionali?

FV: Personalmente mi sento in continua crescita, non penso di essere nessuno e di non essere arrivato proprio da nessuna parte. Posso confessare però che, di recente, vedere le grafiche a cui avevo lavorato, in loop nei display giganti di Times Square a New York mi ha molto emozionato. Dopo tanti anni di televisione, vedere il proprio lavoro in un contesto così unico mi ha veramente sorpreso e, ammetto, fatto sentire orgoglioso. Mi piace immaginare la miriade di persone che passeranno per la famosa piazza newyorkese senza neanche pensare a chi ha realizzato ciò che stanno vedendo…ogni persona con la sua storia…chissà dove sta andando, da dove arriva, che cosa fa…
Mi piace pensare di entrare a far parte della loro vita, anche se solo per così poco e senza che neanche se ne rendano bene conto.

VM: Qual’è la tua visione della MG in Italia?

FV: Diciamo ottimista. Dunque, lo stato attuale penso sia davvero tragico, ma con all’orizzonte belle speranze, diciamo così.
Ogni volta penso a quanto l’Italia sia riuscita ad affermarsi, anche internazionalmente, come punto di riferimento per il design e la moda, e non mi capacito quanto invece sia poca la considerazione che si ha da queste parti per la motion graphics.
Sicuramente l’ambiente broadcast e in particolare le televisioni, nel bene e nel male, sembrerebbero essere la causa.
Per anni Mediaset e RAI sono stati pressochè gli unici luoghi in cui poter svolgere questo tipo di professione. Ma i risultati non sono mai stati particolarmente eccellenti. Penso soprattutto a causa dei pochi investimenti fatti in questo senso e della generale mediocrità che sembra contraddistinguere l’immagine della televisione italiana. MTV prima e i canali satellitari poi hanno portato una grande innovazione nel nostro panorama broadcast. Non solo in fatto di contenuti ma anche in quanto immagine.
Oggi come oggi un buon direttore di un canale sa che non può sottovalutare l’importanza della motion graphics come veicolo per rafforzare l’immagine della propria emittente. Pensiamo a quanto la grafica abbia per esempio funzionato in casi come i canali FOX, MTV e parte dei canali SKY.
Le televisioni quindi hanno facilitato notevolmente il diffondersi, soprattutto in noi giovani, di una sempre più grande attenzione nei confronti della motion graphics. Se a questo si accompagnasse una crescente offerta formativa in questo campo, potremmo sperare in pochi anni di recuperare lo scarto, ahimè ancora notevole, fra l’Italia e altre nazioni europee, per non parlare dell’America.
Ottimista, dunque.

VM: Come ti approcci al mercato della MG?

FV: Posso dire che in questo momento lavoro come libero professionista. Sono stato impiegato per SKY quasi due anni a ritmo di contratti a tempo determinato, ma non posso certo lamentarmi. Ora la vita freelance si addice molto di più alle mie esigenze e desideri, anche se ci sono dei lati negativi. Ma la libertà dell’essere professionisti mi piace molto e mi ha dato la possibilità di lavorare per gli Stati Uniti molto più facilmente. Potrei dire che quando si inizia, se si trova un buon posto dove crescere e fare esperienza, può essere molto positivo essere assunti. Ma col passare degli anni credo che sia comune fra designer il desiderio di lasciare un posto fisso in favore della miglior varietà di esperienze che la figura di freelance permette di fare.

VM: Conoscevi già Videomakers.net?

FV: ehm…no.

VM: Cosa ne pensi delle community su Internet?

FV: Internet sta davvero rivoluzionando il mondo in generale, dunque anche quello della motion graphics. Se non fosse per Interent e per community virtuali come motionographer.com o explsv.tv avrei senza dubbio avuto molte più difficoltà a poter lavorare all’estero.
Davvero ora è tutto più semplice. Si può fare tutto da casa propria. Bastano un portatile e una connessione veloce.
Per non parlare di quanto internet sia una preziosa risorsa per noi designer avidi ogni giorno di nuovi stimoli o soluzioni ai nostri problemi di linee e quadrati. E’ proprio in questo caso che forum, community, blog, etc…diventano insostituibili ormai.
Prendiamo YouTube. Un sito spesso utilizzato malamente e a fini a dir poco idioti. Ma se si sa cosa cercare si possono passare ore a guardare rarità o preziosi documenti che hanno fatto storia, anche nella motion graphics.
Infine trovo meravigliosa la facilità con cui si può condividere tutto ciò…mail, chat, forum….ok…ora farò una lista asettica (ma molto utile) di siti a cui faccio riferimento spesso…in ordine sparso…

  • motionographer.com
  • youtube.com
  • flickr.com
  • google
  • google immagini
  • xplsv.tv
  • mograph.com
  • mographwiki.net
  • apple.com
  • apple.com/trailers
  • cgart.com
  • motiongraphics.it
  • maxon.net
  • submarinechannel.com
  • imdb.com
  • repubblica.it
  • wikipedia
  • last.fm

VM: Cosa puoi consigliare ad un giovane che si avvicina o si appassiona al mondo della Motion Graphics?

FV: Wow. Questo è un domandone. “Dall’alto” dei mie ben 24 anni posso dire che nell’ambito specifico della motion graphic non è così importante il titolo di studio. Anzi, posso dire serenamente che a nessuno frega niente se hai fatto questa scuola piuttosto che l’altra. Importante però è la conoscenza specifica degli strumenti e degli aspetti che caratterizzano la comunicazione visiva. Un’ampia cultura generale e l’attenzione nello specifico per tutto ciò che riguarda le arti visive fanno davvero la differenza. Per il nostro lavoro credo sia fondamentale la maniacale attenzione ad ogni aspetto, ogni particolare della produzione. Inoltre è bene cercare di avere sempre riguardo non solo per la parte artistica, ma anche per quella tecnica. Può davvero essere importante saper avere a che fare con situazioni in cui le macchine non funzionano, o semplicemente saper ottimizzare i proprio progetti in modo da rendere il workflow il più rapido possibile.
Importante credo sia anche allenarsi ad avere a che fare con gli altri. Lavorando si impara facilmente a capire che non bisogna troppo “affezionarsi” al proprio lavoro. Qualcuno, nei numerosi stadi di approvazione che sono al di sopra di noi, potrebbe tranquillamente bocciare, magari anche per una ragione ai nostri occhi stupida o errata (e ciò accade spessissimo!), il nostro lavoro, la nostro idea, proposta,…
Mai dimenticare che il nostro lavoro, in realtà, non è solo “nostro”. Se si lavora nel dipartimento grafico di un canale o anche in una società, è facile che il proprio progetto possa servire ad altri o debba comunque in futuro essere aperto, modificato e compreso da chiunque. Dunque essere ordinati, precisi e chiari diventa una caratteristica fondamentale del buon designer.
Il mondo della motion graphic in questo momento è davvero ricco e in chiara espansione. Può essere davvero facile per chiunque riuscire ad avvicinarsi e cominciare a lavorare. L’importante è avere tanta passione, non pensare di essere subito “l’artista che fa le cose fighe” ma essere umili e pronti a sgobbare per fare tanta pratica e arricchire il proprio portfolio senza pretendere di essere chissà chi. C’è tanto lavoro in giro, specie in città come Milano. Internet può essere una buona risorsa per cercare, ma come sempre, la vecchia tecnica del bussare porta a porta funziona ancora bene.
Buona fortuna a tutti…eh eh.

VM: Ti aspettiamo ancora su VideoMakers.net, magari presentandoci qualche tuo nuovo lavoro sul nostro forum.

FV: sicuro! grazie ancora per l’attenzione dimostrata nei miei confronti…spero tanto che il vostro progetto cresca ancora e possa essere utile a tanti in giro per l’Italia!

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