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VideoMakers.net incontra Studio Sumatra

posted by VMStaff

Le nuove tecnologie digitali hanno permesso risultati impensabili fino a pochi anni addietro a favore di piccole produzioni cinematografiche con risultati sorprendenti se confrontati a realizzazioni con budget milionari e la fatica di un numero svariato di persone.
In questo senso la tecnologia si offre come possibilità di sviluppo delle idee che altrimenti rimarrebbero progetti nel cassetto o con una realizzazione troppo “casalinga” per trovare spazio e interesse in un mercato fatto per grandi produzioni.
VideoMakers.net incontra una piccola azienda di produzioni cinematografiche che rispecchia queste caratteristiche sfruttando la propria esperienza affiancata dall’uso di nuove tecnologie: il SUMATRA STUDIO.
Locato a Viareggio, città balneare della Toscana, è composta da tre amici uniti dalle stessa passione per il cinema: Igor Bertolucci, Maicol Borghetti e Francesco Basso.

VideoMakers.net incontra Studio Sumatra

VM: Studio Sumatra? Qual’è l’origine del Vostro nome?

IGOR: Erano già diversi anni che si discuteva della nascita di questo gruppo di artisti associati, quindi si cercava un nome non strettamente legato al mondo del Cinema in quanto ci si occupa anche di altre cose, come fotografia, pittura, scultura, teatro, quindi un nome facile da ricordare e un po’ esotico.

MAICOL: La scelta è ricaduta soprattutto alla sonorità del nome che al suo reale contesto, di un’isola del pacifico con una sua leggenda legata all’oro, per fare un esempi, noi usiamo la RED CAMERA, ma non potevamo chiamarci Studio Red proprio per non avere legame con un strumento che temporaneamente viene usato dall’artista, ma semmai evidenziare quest’ultimo.

FRANCESCO: Possiamo aggiungere che riassume il nostro concetto, in cui i mezzi sono secondari alle nostre idee, i computer, programmi o cineprese, sono solo strumenti.

Nota da Wikipedia.it

“ …Uno dei primi nomi con cui Sumatra venne indicata nell’antichitĂ  fu Suvarna Dvipa (in Sanscrito Isola dell’Oro), che probabilmente meritò per via dell’attivitĂ  estrattiva di minerale aurifero iniziata sin dalla piĂą remota antichitĂ .
Grazie alla sua collocazione strategica sulla rotta commerciale navale tra la Cina e l’India, sull’isola fiorirono numerose cittĂ  commerciali, specialmente sulla costa orientale, perlopiĂą influenzate dalla cultura e dalle religioni Indiane.
Una delle piĂą notevoli fra queste cittĂ  fu senza dubbio Srivijaya (probabilmente identificabile con l’odierna Palembang), che dette vita ad una monarchia buddhista che tra il VII ed il IX secolo d.C. governò un impero talassocratico che arrivò ad estendersi nella penisola Malese e nel Borneo Occidentale, ed a cui probabilmente dobbiamo l’estendersi in quest’area della cultura e dell’etnia Malese..”

VM: Quali sono le esperienze che hanno portato alla nascita di Studio Sumatra?

IGOR: Le esperienze in realtà sono varie comunque tutti e tre siamo nel mondo della Grafica e dell’arte da quasi vent’anni, iniziando da piccoli con programmi e macchine fotografiche, chiaramente con percorsi diversi, nel mio specifico ho iniziato sui 14 anni con un programma di grafica 3D e poi lo studio degli effetti speciali usati nel cinema. Da lì sono andato a studiare alla Academy of Art University di San Francisco in cui mi sono indirizzato verso la regia e la direzione della fotografia, dopo qualche anno sono tornato in Italia come animatore 3D ad uno studio di Pisa chiamato TOPOSODO, dove veniva realizzata una serie di cartoni animati trasmessa su RAI2, dopodiché sono passato come direttore tecnico per uno studio di Roma, dove abbiamo realizzato due produzioni per la FERRERO S.p.a, i LAMPACLIMA e gli SCATENINI entrambe sui 50 minuti, adesso ho concluso da poco la prima regia per una serie 2D, che dovrebbe andare in onda verso la fine del 2009 chiamata RED CAPS e Buttercup Wood, poi il lungometraggio dedicato a questo cartone che dovrebbero essere pronto per natale 2010 chiamato The Magic Crystal per concludere abbiamo dato alla luce Studio Sumatra, assieme a Maicol e Francesco e ad altri artisti come Elodie Lebigre.

MAICOL: Per me il percorso è stato diverso da IGOR, principalmente fatto di sperimentazioni personali, anche se provengo dal 3D mi sono indirizzato piĂą verso la grafica, passando attivamente alla fotografia, in quanto anche nel 3D ero piĂą attento al rendering finale, all’illuminazione o posizionamento della camera, solitamente è il contrario, dalla fotografia si passa al 3D, come poi gli strumenti usati, ora si usa molto il digitale per la fotografia, invece ho concentrato di piĂą il tempo sulla foto in pellicola, o Hasselblad, malgrado la sua macchinositĂ , ma questo mi ha portato ad alcune ricerche piĂą approfondite sull’immagine. Mentre i primi esperimenti con il video li abbiamo fatti a sua tempo con una Canon XL1 presa da IGOR che ci ha permesso di fare cose piĂą artistiche unendo la fotografia al video. Nel 2005 feci una cosa dedicata al carnevale di Viareggio, il diametro delle idee, che si trova anche su internet in siti come VIMEO, nel quale si parla di un’artista in cui fonde arte e manualitĂ , e poi diversi cortometraggi per trovare diverse soluzioni fino a un mediometraggio, sempre dedicato ad un’artista, opera che ho presentato a Volterra teatro, tutto fatto con una camera semplice, quasi come sfida personale nel poter realizzare senza mezzi particolari, dal quale ho ricevuto diversi consensi positivi. infine diverse mostre fotografiche di cui l’ultima a Firenze intitolata ALIENI, nel quale la surrealitĂ  lasciava ampio spazio all’immaginazione dello spettatore.

VideoMakers.net incontra Studio Sumatra

VideoMakers.net incontra Studio Sumatra

VideoMakers.net incontra Studio Sumatra
(Immagini tratte dal sito http://www.maicolborghetti.com)

FRANCESCO: Anche io sono partito dal 3D, facendo una scuola che offriva un corso dedicato all’argomento trovando poi un lavoro in un’Azienda di Milano chiamata Clic Studios prevalentemente come modellatore 3D per clienti come RIELLO S.p.a. e Ferrovie dello stato, scoprendo poi la mia vera strada che è l’animazione. Questa scoperta mi ha portato a cambiare società andando a lavorare a Varese per un breve periodo per poi spostarmi a PISA dove ho conosciuto in ambito lavorativo Igor, alla prima serie animata chiamata PotLach: una produzione italo-francese basata su un gruppo di animali. Questa esperienza è stata la prima a farmi conoscere il vero mondo dell’animazione in cui produzione e lavoro in gruppo si fondono assieme, imparando tantissimo, in quanto si percorrono varie fasi, dalla stesura del soggetto allo sviluppo dello storyboard. Questo lo abbiamo fatto in prevalenza nelle ultime due produzioni, Taratabong e La banda volante attualmente in onda entrambe su RAI2 su RAI3, realizzate integralmente da questo studio di Pisa chiamato TOPOSODO. Questo ambito lavorativo è quello personalmente più significativo, in quanto avendo contatto diretto con la produzione e scadenze di consegna inflessibili a ritmi di lavoro impressionanti, sono tutte difficoltà che poi svaniscono nel nulla quando vedi il tuo personaggio che si muove e recita assieme agli altri. Dopo questa esperienza assieme a Igor e Maicol stiamo creando Studio Sumatra.

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