Telecamere

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DJI Osmo Pocket

posted by Yarin VooDoo
4.5
4.5
  • UsabilitĂ  4.5
  • Caratteristiche 4.5
  • Bundle 4.5
  • Innovazione 4.5
  • Rapporto QualitĂ /Prezzo 4.5

Prova Su Strada

Per la nostra prova su strada siamo partiti con l’aggiornamento firmware del dispositivo, in particolare con la versione v1.04.00.20 che ha introdotto importanti novità come la possibilità di utilizzare il PRO Mode senza utilizzare uno smartphone collegato e il profilo colore D-Cinelike che consente di ottenere immagini flat per un’efficace color correction in post-produzione.

Per l’aggiornamento del firmware è necessario che la batteria sia completamente carica (se il dispositivo si spegne durante l’aggiornamento potrebbero esserci problemi di funzionamento) e la scheda microSD inserita e con sufficiente spazio libero per il download e l’installazione del nuovo firmware; si collega il DJI Osmo Pocket allo smartphone e, dopo pochi secondi dall’avvio dell’app DJI Mimo, riceveremo una specifica notifica se è presente un aggiornamento.

Accedendo alla schermata Home potremo visualizzare il changelog e avviare il download, al cui termine verrà avviato l’aggiornamento, con il led di stato che lampeggerà in rosso e verde per indicare l’operazione in corso.

Finalmente possiamo mettere alla prova questo piccolo concentrato di tecnologia…

DJI Osmo Pocket

DJI Osmo Pocket – Aggiornamento Firmware

Per quanto riguarda l’ottica, DJI ha scelto di non utilizzare una lente particolarmente grandangolare; infatti il campo visivo dichiarato è di 80° (focale circa 26mm equivalente 35mm), questo differenzia l’Osmo Pocket in modo netto dalle Action-Cam che, tendenzialmente, hanno ottiche molto più grandangolari.

La scelta è sicuramente vincente per quanto riguarda il contenimento delle distorsioni e, in generale, la qualità dell’immagine anche ai bordi. Tuttavia il campo visivo può risultare eccessivamente stretto se si tiene conto che è prevista la possibilità di ruotare l’ottica verso di se per auto-riprendersi (es. per realizzare dei VLog), in questa modalità occorre allontanare in modo significativo l’Osmo Pocket per avere un’inquadratura sufficientemente ampia, tenendo conto anche che a distanze ravvicinate l’auto-focus a volte fallisce (anche se viene migliorato ad ogni aggiornamento), sintomo evidenziato dalla classica “pulsazione” dell’immagine con il dispositivo che cerca di identificare il punto da mettere a fuoco: la distanza minima di messa a fuoco dichiarata nella ripresa video è di 20 cm e di 10 cm per le foto.

Sia utilizzando lo smartphone che l’Osmo Pocket stand-alone, potremo gestire la messa a fuoco con un tocco sul display nel punto desiderato, ma i recenti aggiornamenti hanno reso possibile anche la completa gestione del dispositivo senza l’app, fatto che ne ha espanso notevolmente l’usabilità e la versatilità, anche se l’utilizzo dell’ampio schermo di uno smartphone certamente aiuta in molte situazioni, anche perché lo schermo integrato, per quanto ben leggibile in quasi tutte le situazioni, non eccelle in condizioni di forte luce incidente.

Va segnalato, tuttavia, che il collegamento dello smartphone fa sì che questo sia alimentato tramite la batteria dell’Osmo Pocket e questo “drenaggio” ovviamente non aiuta a massimizzare il tempo di utilizzo: non è chiaro se il problema sia di tipo hardware o software, quindi risolvibile con un futuro update del firmware, anche se la FAQ sul forum ufficiale indica che tale fenomeno è dovuto allo specifico protocollo di collegamento, sebbene altri dispositivi similari non sembra soffrano dello stesso problema; l’unico modo per evitare il passaggio di energia tra dispositivo e smartphone è quello di utilizzare il modulo wireless opzionale con cui controllare l’Osmo Pocket da remoto, oppure collegare un powerbank al dispositivo, dal momento che è possibile ricaricarlo anche da acceso (molto utile se si vogliono eseguire timelapse molto lunghi).

Fortunatamente è possibile sfruttare la versatilità del proprio smartphone, senza impattare eccessivamente sulla batteria; infatti il software dell’Osmo Pocket è progettato affinché mantenga tutte le impostazioni configurate tramite l’app: potremo collegare temporaneamente il cellulare al dispositivo, eseguire tutte le varie configurazioni, quindi scollegarlo ed eseguire le riprese, con la certezza che tutte le impostazioni saranno mantenute.

La qualità di video e foto è molto buona, considerando anche la piccola ottica; utile la possibilità di attivare la modalità Super-Fine che, pur mantenendo sostanzialmente invariato il bitrate, migliora nettamente la qualità video a scapito di un maggior surriscaldamento del dispositivo e di una minor durata della batteria; da ricordare che la modalità Super-Fine è attivabile solo fino a 25fps per la risoluzione UHD e 30fps per la risoluzione Full HD.

Adesso analizziamo nel dettaglio le tre differenti modalitĂ  con cui potremo gestire la sospensione cardanica:

    • FPV (First Person View): il gimbal accompagna i movimenti su tutti e 3 gli assi (pan, tilt e roll).
      In questa modalità, la ripresa segue il movimento della mano, utile per riprese su mezzi in movimento ( auto, moto o bici) o quando ci si auto-riprende (es. Vlog) così da ottenere un video stabilizzato, ma con un movimento di camera naturale, con spostamenti fluidi e progressivi.
    • Follow: In questa modalitĂ  la camera verrĂ  bloccata per quanto riguarda il rollio (quindi i movimenti sui piani inclinati) ma seguirĂ  i movimenti di pan (destra-sinistra) e tilt (alto-basso), l’orizzonte sarĂ  costantemente livellato: molto utile per eseguire panoramiche e riprese d’effetto;
    • Tilt Locked: la testa viene bloccata in posizione fissa e viene accompagnato solo il movimento di pan, in questa modalitĂ  è possibile orientare la camera anche in modalitĂ  “flashlight“, cioè impugnandola come fosse una torcia, con il corpo macchina parallelo al terreno.
      In modalità Tilt Locked possiamo modificare l’orientamento della camera spostandola a mano o con il controllo di tilt dal piccolo schermo integrato (tramite scroll sul bordo destro, se attivato dalle impostazioni) o tramite smartphone dall’app DJI Mimo.
      Questo modalità è particolarmente utile quando si segue il movimento di una persona o di un oggetto, mantenendo l’ottica sempre livellata sul piano iniziale di ripresa, mentre con la mano potremo alzare o abbassare il dispositivo, ottenendo riprese molto stabili e fluide.

Oltre a queste tre differenti modalità di gestione del gimbal (e quindi tre differenti modalità di ripresa) potremo determinare se l’inseguimento sugli assi liberi debba essere rapido (Fast Follow) o lento (Slow Follow): nel primo caso avremo dei movimenti di camera più naturali e tipici di riprese con telecamere palmari, nel secondo caso i movimenti della mano saranno molto più morbidi e progressivi.
Tipicamente è consigliabile utilizzare la modalità Fast Follow quando si eseguono riprese FPV, mentre nelle modalità Follow e Tilt Locked generalmente è preferibile la modalità Slow Follow.

Di seguito un video registrato interamente con il DJI Osmo Pocket:

Approfondiamo, adesso, le funzionalitĂ  avanzate del DJI Osmo Pocket.

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Profilo dell'Autore

Progettista di automazioni industriali e anche Sony Certified Vegas Editor dal 2008, Sony Certified Vegas Trainer, Sony ICE dal 2009 oltre che Trainer ufficiale Sony Creative Software per l'Italia.software utilizzati: Sony Vegas Pro, Sony DVD Architect Pro, Sony Acid Pro, Sony Soundforge, Sony Cinescore, Boris Red, After Effects; competenze: Editing Audio, Music Creation, Editing Video, Authoring DVD

User Name: Yarin VooDoo

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