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Freewell 4K Series All Day Filter 8 Pack per Osmo Pocket

posted by Yarin VooDoo
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La regola dei 180° (ovvero, come ottenere una giusta quantità di Motion Blur)

La velocità di otturazione (o per gli anglofoni Shutter Speed) indica il valore temporale, espresso in secondi o frazioni di secondo, per il quale il fotogramma (sia esso singolo per lo scatto fotografico o come sequenza per il video, sia esso su pellicola o su un sensore digitale) rimane esposto alla luce così da catturare la scena inquadrata.

Nelle macchine fotografiche tale tempo di esposizione corrisponde al tempo di apertura della tendina che nasconde la pellicola o il sensore (nei dispositivi digitali viene sempre più spesso sostituito anche da un sistema elettronico, quindi senza parti in movimento); quando si è iniziato a costruire le macchine da presa per il cinema si è presentato il problema di costruire un meccanismo che avesse la stessa funzione della tendina delle macchine fotografiche, ma che fosse anche sincronizzato con la pellicola, si è quindi ricorsi da un semicerchio, interposto tra ottica e pellicola…

Il meccanismo è costruito in maniera tale che la rotazione del semicerchio, che funge da otturatore, è sincronizzata con il movimento (quindi la velocità) della pellicola, dato che ne opera anche lo scorrimento, quindi, nella condizione ideale, il semicerchio fa passare la luce quando il fotogramma è in posizione assiale con l’obiettivo e la blocca per il tempo necessario a posizionare un nuovo fotogramma al centro dell’obiettivo: per tale motivo, nella ripresa video (anche digitale) si parla di Shutter Angle (angolo di otturazione) invece che di Shutter Speed (velocità di otturazione).

Inizialmente l’angolo di esposizione per ogni fotogramma era di 180° (il fotogramma viene esposto per metà del tempo di scorrimento della pellicola, cioè del framerate), poi lo sviluppo tecnologico ha fatto sì che sui modelli più moderni di cinepresa a pellicola si potesse modificare l’angolo dell’otturatore, così da controllare il tempo di esposizione di ogni singolo fotogramma della pellicola.

Ma perché modificare l’angolo (quindi il tempo) di esposizione?

Nella ripresa video, l’esposizione della pellicola/sensore determina la quantità di sfocatura da movimento presente nel fotogramma: più il fotogramma viene impressionato dalla luce, maggiore sarà la sfocatura da movimento, dal momento che, tendenzialmente, quanto inquadrato sarà in movimento o sarà la macchina da presa stessa in movimento; questo concetto viene sfruttato anche in fotografia nelle foto a lunga esposizione per dare la sensazione di movimento.

Scendendo nel tecnico, esiste una specifica formula che correla angolo di otturazione, tempo di otturazione e framerate:

Shutter Angle / 360° = Shutter Speed / Intervallo fotogramma

Considerando la condizione tipica di ripresa in pellicola, cioè i classici 24 fotogrammi al secondo, e considerando un otturatore meccanico ad angolo fisso, avremo che ogni fotogramma viene esposto per 180°, quindi dalla formula riportata poco sopra potremo ricavare che:

Shutter Speed = (Shutter Angle / 360°) * Intervallo fotogramma

Shutter Speed = (180/360) * 1/24 = 0,5 * 0,04167 = 0,0208

Il valore ottenuto corrisponde sostanzialmente ad un tempo di esposizione di 1/48 sec (=0,0208 sec).

Proviamo ad utilizzare un framerate piĂą alto, ad es. 50fps:

Shutter Speed = (180/360) * 1/50 = 0,5 * 0,02 = 0,01

Valore che corrisponde ad un tempo di esposizione 1/100 sec.

Ma in una recensione su filtri ottici, perché siamo finiti a parlare di esposizione e formule matematiche?

Niente paura, non ci sono errori, quanto esposto sopra è necessario per chiarire quanto possano essere importanti i filtri ND nella ripresa video.
Infatti, dai calcoli è facile evincere una naturale e ovvia correlazione tra framerate e tempo di esposizione, questa correlazione, anche per ragioni storiche, ha portato a definire una delle caratteristiche fondamentali per ottenere il famoso (e tanto ricercato dai videomaker) CineLook.

Per quanto non basti un solo elemento a rendere “cinematografico” un video, certamente avere una specifica quantità di sfocatura da movimento (Motion Blur) consente di dare allo spettatore la sensazione di un video più fluido, naturale e simile al classico feeling da cinema.
Formalizzando il concetto espresso, per avere una quantitĂ  di sfocatura da movimento naturale, quindi un look del video assimilabile a quello ottenibile con una cinepresa a pellicola:

Tempo di esposizione = 1 / (2*fps)

Semplificando per i valori di framerate comuni, il tempo di esposizione sarĂ :

    • 24 fps > 1/48 sec
    • 25 fps > 1/50 sec
    • 29.97/30 fps > 1/60 sec
    • 50 fps > 1/100 sec
    • 59.94/60 fps > 1/120 sec

A questo punto, se la velocità di otturazione diventa un valore fisso e specifico, per ottenere un’esposizione corretta dovremo agire su apertura di diaframma e ISO, ma se, a causa dell’illuminazione ambientale, queste regolazioni non sono sufficienti?
Ecco che in nostro soccorso arrivano i filtri ND che consentono di ridurre la quantitĂ  di luce catturata dal sensore e ottenere la corretta esposizione della scena inquadrata.

Il kit di filtri Freewell Gear risulta ancor più efficace perché oltre ai tre filtri ND semplici, abbiamo anche quattro filtri ND/PL che oltre a spingere il valore ND massimo a 64 (-6 F-Stop), uniscono anche il polarizzatore circolare per ridurre riflessi e migliorare contrasto e saturazione.

La regola esposta in questo articolo, ovviamente, non è scolpita nella pietra e va presa solo come base di partenza, avendo cura di analizzare prima il tipo di movimento e l’intento che si vuol dare al filmato: se si deve riprendere una scena con movimenti veloci (una scena d’azione) è preferibile avere un tempo di otturazione più basso (=più veloce) per evitare che la sfocatura eccessiva renda l’immagine poco “leggibile”, di contro occorre prestare attenzione quando si eseguono dei pan perché l’utilizzo di un tempo di otturazione veloce e poco motion blur possono rendere il movimento scattoso e poco fluido.

Di seguito vi riproponiamo il video realizzato con Osmo Pocket presso l’Abbazia di San Galgano e girato interamente con il kit di filtri Freewell Gear, seguendo la regola sopra esposta.

Per la selezione del giusto filtro, quindi del giusto valore ND, possiamo affidarci ad una delle tante applicazioni reperibili sugli App Store Apple o Android, oppure utilizzare metodi piĂą semplici e pratici.

Innanzitutto dobbiamo impostare il nostro Osmo Pocket in modalità manuale, così da avere il pieno controllo delle impostazioni di ripresa; dal momento che il gimbal DJI ha apertura del diaframma fissa, gli unici due valori che potremo regolare sono ISO e tempo di otturazione.
Il valore di ISO andrà impostato sul valore più basso ammissibile per le condizioni di ripresa: se siamo in pieno giorno imposteremo ISO 100, in condizioni di scarsa luce cercheremo di non superare ISO 800 per evitare di avere troppo rumore video; inquadriamo la nostra scena e leggiamo il valore riportato dall’esposimetro sullo schermo, a questo punto potremo procedere in due modi…

Freewell Gear 4K Series - All Day Filter 8 Pack

Esposimetro e Zebra Pattern su Osmo Pocket

Metodo A

Impostiamo il valore di Shutter Speed secondo la regola dei 180° in base al framerate che vorremo utilizzare in fase di ripresa (ad es. 1/50 se riprendiamo a 25fps), quindi leggiamo il valore riportato dall’esposimetro: questo ci darà indicazione su quale filtro ND dovremo utilizzare.

Se, ad es., il valore indicato è +3.0, molto semplicemente dovremo utilizzare un filtro ND8 che filtra la luce riducendola di 3 F-stop, consentendoci di avere la corretta esposizione in base al valore di ISO e Shutter Speed impostati.

Metodo B

Inquadrando la nostra scena, spostiamo il valore di Shutter Speed fino a che l’esposimetro non indicherà +0.0 o un valore immediatamente vicino, questo ci indicherà che l’immagine è correttamente esposta, a questo punto prendiamo la parte frazionaria del valore di Shutter Speed impostato e lo divideremo per la parte frazionaria del tempo di otturazione necessario per mantenere la regola dei 180° in base al framerate di ripresa.

Ad es., se il tempo di esposizione corretto è 1/3200 sec e vogliamo riprendere a 25fps, quindi con un valore di shutter speed corretto di 1/50, eseguiremo il seguente calcolo:

    • Shutter Speed per corretta esposizione = 1/3200
    • Shutter Speed secondo regola 180° = 1/50

 

3200 : 50 = 64 > ND64/PL, a parità di ISO, l’immagine sarà correttamente esposta

Ovviamente non sempre i valori calcolati saranno così lineari, quindi dovremo orientarci verso il filtro ND con valore più vicino e, se possibile, compensare con gli ISO; facendo altri esempi:

2000 : 50 = 40 > ND32/PL, a parità di ISO, l’immagine sarà lievemente sovraesposta

640 : 50 = 12,8 > ND16 o ND16/PL, a parità di ISO, l’immagine sarà lievemente sottoesposta

250 : 50 = 5 > ND4, a parità di ISO, l’immagine sarà leggermente sovraesposta

Per quanto riguarda lo scatto fotografico, in genere si utilizzano filtri ND con valori molto più alti (con un una trasmittanza molto più bassa), ma il ragionamento sarà simile: partendo dal valore di shutter speed che ci consente di esporre correttamente l’immagine, lo moltiplicheremo per il valore del filtro ND per capire di quanto allungare il tempo di scatto per avere la stessa esposizione una volta installato il filtro sull’ottica.
Se l’immagine inquadrata, dato un certo valore di ISO, è correttamente esposta con un valore di 1/30 sec, se applichiamo un filtro ND64 dovremo moltiplicare il valore in secondi per 64 per individuare il nuovo valore corretto.

1/30 = 0,033 sec > 0,033 * 64 = 2,112 sec

Il nuovo valore di esposizione corretto, con il filtro montato, sarà quindi di 2 secondi; aumentando il tempo di esposizione potremo ottenere effetti creativi d’impatto come le classiche scie luminose inquadrando, di notte, una strada trafficata o l’effetto seta sull’acqua di un fiume.

Da tenere in considerazione che per ogni f-stop di luce bloccata dal filtro, il tempo di esposizione raddoppia (il filtro ND64 riduce la luce di 6 F-stop, infatti 2^6 = 64).

Un ulteriore strumento, oltre all’esposimetro, che ci aiuta nel determinare la corretta esposizione è lo Zebra Pattern, attivabile dalle opzioni dell’Osmo Pocket; lo Zebra Pattern visualizza in sovraimpressione un motivo “zebrato” nelle aree sovraesposte, aiutandoci a determinare quali siano queste aree e quanto siano estese.

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Profilo dell'Autore

Progettista di automazioni industriali e anche Sony Certified Vegas Editor dal 2008, Sony Certified Vegas Trainer, Sony ICE dal 2009 oltre che Trainer ufficiale Sony Creative Software per l'Italia.software utilizzati: Sony Vegas Pro, Sony DVD Architect Pro, Sony Acid Pro, Sony Soundforge, Sony Cinescore, Boris Red, After Effects; competenze: Editing Audio, Music Creation, Editing Video, Authoring DVD

User Name: Yarin VooDoo

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