Concetti Base

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[Concetti base] Il Diaframma e la ProfonditĂ  di Campo

posted by VMStaff

Con l’avvento della fotografia e cinematografia digitale molti tabù, che rendevano questa espressione artistica alla portata di pochi eletti, in apparenza sono caduti.
Se molte difficoltà sono state parzialmente eliminate dalla tecnologia, resta pur vero che le conoscenze per poter utilizzare un mezzo così espressivo rimangono inalterate.
Molte funzioni sono state enormemente semplificate, lasciando all’utilizzatore più tempo per concentrarsi sulla composizione fotografica.
Senza una solida base, però, non è possibile sfruttare un mezzo tecnologico così avanzato; il contributo dato dalla tecnologia al cineamatore è addirittura spropositato.
Chi usava le cineprese professionali ricorderà senza alcun dubbio quali peripezie bisognava compiere per ottenere buoni risultati: misurare la luce con l’esposimetro, riportare i valori sull’obiettivo, tenere aperto il diaframma per fare la messa a fuoco, richiudere il diaframma al valore corretto e, se il soggetto c’era ancora, finalmente si riprendeva.

Leggendo i vari post nei Forum risulta evidente che per alcuni, ed in particolare per i videoamatori, la conoscenza della tecnica fotografica è piuttosto lacunosa.
Questa piccola guida NON ha certo la pretesa di risolvere i problemi che si pongono nell’uso della macchina fotografica o della telecamera, ma ha lo scopo di far conoscere alcune potenzialità della fotografia e cinematografia basate sull’uso del diaframma e della profondità di campo.

Esposizione
La quantità di luce necessaria per impressionare un negativo fotografico, un sensore di una fotocamera digitale o di una telecamera deve essere dosata con precisione, i dispositivi che si occupano di questa regolazione sono l’OTTURATORE e il DIAFRAMMA.
L’otturatore (shutter in inglese) ha il compito di regolare il tempo durante il quale il sensore riceve l’immagine, mentre il diaframma, che fisicamente si trova all’interno dell’obiettivo, ha la funzione di variare il diametro del foro in cui la luce transita attraverso l’obiettivo stesso.
Il diaframma è costituito da una serie di lamelle di forma particolare che, comandate da una ghiera o da un servomotore, possono aprirsi o chiudersi in funzione dell’intensità luminosa, formando sempre un foro di forma circolare: l’analogia che viene spontanea è con l’iride del nostro occhio.

[Concetti base] Il Diaframma e la ProfonditĂ  di Campo

Maggiore è il numero delle lamelle, migliore è la regolazione che esercita.

Un numero esiguo di lamelle può provocare un’illuminazione non uniforme dell’ immagine riprodotta.
Per capire la funzione del diaframma dobbiamo conoscere alcune caratteristiche degli obiettivi: tutti gli obiettivi presentano specifiche caratteristiche fisiche che ne determinano l’impiego quali campo utile, lunghezza focale ed apertura relativa.
Tralasciamo volontariamente altre caratteristiche come curvatura di campo, aberrazione sferica, astigmatismo, coma, etc. che renderebbero il discorso complesso e non pertinente con lo scopo della guida.

Campo utile
Il campo utile è la superficie che può coprire un obiettivo indipendentemente dalla sua lunghezza focale.
Avremo così degli obiettivi che sono costruiti per il formato 24x36mm (FX) con una determinata lunghezza focale e altri che, sebbene abbiano la medesima lunghezza focale, costruiti per un formato più piccolo (DX), hanno un campo utile minore.
A rigor di logica bisogna dire che un obiettivo può essere adattato a un formato più piccolo, se si superano però i problemi di accoppiamento meccanico, mentre non è possibile fare il contrario.
In sintesi dal campo utile di un obiettivo dipende la possibilità di poterlo usare anche per altri formati: quanto maggiore è il campo utile, tanto più grande è il formato che esso potrà coprire.
Esistono però dei casi che permettono di usare obiettivi costruiti per un formato con apparecchi dove sarebbe necessario un altro tipo di obiettivo (ottiche invertite in macro fotografia).
Bisogna precisare anche che il campo utile non ha nulla a che fare con la lunghezza focale e apertura relativa.

Lunghezza focale
La lunghezza focale di un obiettivo è la distanza tra il centro ottico dell’obiettivo e il sensore (dove viene proiettata l’immagine) quando l’obiettivo è impostato sulla massima distanza di messa a fuoco.
Si dice anche che l’obiettivo è messo a fuoco sull’infinito ed è anche la distanza minima (tiraggio meccanico) tra l’obiettivo e il piano di messa a fuoco (sensore).

La lunghezza focale di un obiettivo (o focale) determina il rapporto di ingrandimento dell’immagine sul sensore: maggiore è la lunghezza focale, maggiore sarà la dimensione dell’immagine riprodotta sul sensore (a parità di distanza); viceversa minore sarà la lunghezza focale, minore sarà la dimensione dell’immagine riprodotta.

Gli obiettivi, in base alla loro lunghezza focale, vengono definiti normali, a fuoco lungo o “teleobiettivi”, e fuoco corto o “grandangolari”.
La lunghezza focale di un obiettivo definito normale è all’incirca uguale alla diagonale del formato per il quale l’obiettivo è stato costruito e fornisce un’immagine simile a quella che vede il nostro occhio.

Esempio:
Per una fotocamera 24x36mm (FX) come focale normale avremo un obiettivo di circa 43mm (è stato portato convenzionalmente un 50mm), mentre per una telecamera da 2/3” l’obiettivo normale sarà di circa 17mm e per 1/3” di circa 8,5mm.

Per determinare il rapporto di ingrandimento (teleobiettivo) o riduzione (grandangolo) dobbiamo dividere la lunghezza focale dell’obiettivo per la lunghezza focale dell’ottica standard o normale.

Da quanto esposto possiamo asserire che un obiettivo normale per una fotocamera 24x36mm diventa un teleobiettivo di circa 6 ingrandimenti per una telecamera con ottiche da 1/3”.

Esempio: 50mm / 8,5mm = 5,88 (ingrandimento)

Se invece volessimo impiegare l’ottica da 8,5mm su una fotocamera 24x36mm, avremmo un obiettivo grandangolo da 0,17 ingrandimenti (riduzione).

N.B.
In pratica non è possibile impiegare questa soluzione per l’insufficiente campo utile.

Un semplice esperimento consiste nel montare un obiettivo per il formato DX su una camera per il formato FX, potremo notare che l’immagine non riempie completamente il formato.

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