Apple Shake

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[Shake] Nodo ROTOSHAPE (Rotoscoping) – Parte 2

posted by briciola.bixio

Come detto sia qui che nel precedente tutorial i tracciati vuoti possono essere riempiti e saturati direttamente con i filtri di luce, colore, etc.
Nello screenshot successivo riporto un esempio di legaggi e flusso di nodi, già visto nel tutorial precedente, utilizzati per la saturazione, per creare effetti di fumo, fiamme, etc.
Naturalmente gli effetti si creano variando opportunamente i valori delle singole variabili (potete sperimentare anche voi per osservare i risultati che si ottengono con piccole variazioni).

[Shake] Nodo ROTOSHAPE (Rotoscoping) - Parte 2

Nello screenshot seguente sono, invece, mostrati alcuni dei possibili risultati derivanti dalla combinazione dei legaggi vista sopra e dall’applicazione e modifica delle variabili dei filtri che saturano le tracce vuote.

[Shake] Nodo ROTOSHAPE (Rotoscoping) - Parte 2

Particolarmente utile, sopratutto perchè molto versatile, è l’uso di Nodi ROTOSHAPE per creare dei compositing video, grazie ad una straordinaria e particolarissima versatilità operativa come ad esempio nell’uso del rototracking.
Nello screenshot che segue è mostrato un esempio pratico dei flussi di legaggio utilizzati per un semplice e rapido video compositing.

[Shake] Nodo ROTOSHAPE (Rotoscoping) - Parte 2

Nello screenshot successivo è mostrata una delle tante possibili combinazioni di videocomposizione ottenibili utilizzando il flusso di legaggio visto sopra.

[Shake] Nodo ROTOSHAPE (Rotoscoping) - Parte 2

Considerando che si può riutilizzare in più progetti un flusso di legaggio del genere, sostituendo gli oggetti grafici, variando un semplice ordine di legaggio fra due nodi, capirete come sia possibile ottenere in modo molto rapido risultati continuamente diversi.
Quanto detto può sembrare piuttosto ovvio e banale, essendo una situazione fattibile anche con altri software equivalenti, ma è da valutare la differenza di praticità e come è gestito il sistema a flussi di nodi in Apple Shake.
Il potenziale offerto è decisamente diverso e di questo ve ne accorgerete immediatamente provando ad utilizzare da soli il software.
Inoltre, non è raro che ciascuno possa crearsi vari flussi di legaggio e li possa memorizzare, così da poterli riutilizzare in diversi lavori, avendoli già pronti da applicare.

Come detto il tutorial è indirizzato a chi è all’inizio; spero che sia sufficiente a consentire un primo utilizzo pratico di questo versatile, prezioso e indispensabile strumento di videocompositing.

Arrivederci ai prossimi tutorial su Apple Shake Rotoshape su VideoMakers.net.

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