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Videomakers.net incontra Gigi Tufano

posted by blies

VideoMakers.net incontra Gigi Tufano (Ginuz) per conoscerlo meglio e saperne di più sul suo lavoro.

VM: Parlaci un po’ di te.

GT: Classe 1976. La mia passione per StarWars mi ha portato a interessarmi al mondo dei cosiddetti “effetti speciali”, e fin da quando ne ho avuto possibilità, insieme all’amico Fabio Bozzetto, ho sperimentato rudimentali bluescreen, modellini riempiti di colla e dati alle fiamme e altre cose del genere.
L’università mi ha strappato alla musica ma ho consolidato, grazie anche a condizioni fortuite, la passione per il cinema. Durante gli anni dell’università ho iniziato a lavorare come montatore AVID.
Poi, appena laureato, mi sono dedicato a tempo pieno alla professione di videomaker. Mi piacerebbe dire filmmaker ma devo ammettere che per il momento prevale l’ambito commerciale nelle mie attività. Ed è una cosa che non mi entusiasma molto perchè sento di non avere assolutamente un animo commerciale, anzi.
Fondamentalmente lavoro nel campo dal ’96.

VM: Come sei arrivato alla Motion Graphics? Hai fatto studi specifici o altro?

GT: La MG è arrivata a me come estensione del compositing che utilizzavo già per comporre gli effetti nei miei esperimenti. Pian piano mi sono appassionato all’animazione Cut-out e poi varie esigenze lavorative mi hanno portato a sperimentare nella MG. Mi piace molto provare sempre cose nuove e cerco, nel mio piccolo, di sperimentare molto.
Non ho fatto studi di nessun tipo a riguardo, solo lunghe nottate con passione.

VM: Quali software utilizzi?

GT: Per il montaggio fino a poco tempo fa usavo AVID, ora sono dovuto passare a Final Cut per poter gestire meglio la mia telecamera HDV, formato su cui c’è inspiegabilmente ancora un po’ di confusione da parte delle software house (anche perchè ormai è in circolazione da anni).
Per il compositing After Effects. Mi piacerebbe molto imparare altri software ma devo essere arrivato alla mia soglia di tolleranza…ogni volta che apro Shake o qualcos’altro lo richiudo immediatamente. 
Anche se muoio dalla voglia di riuscire ad imparare Shake perchè mi sembra così bello!
Ovviamente Photoshop e Painter.
Mi piace comunque usare un po’ di tutto.

VM: Che hardware hai a disposizione?

GT: Da circa quattro anni lavoro solo su portatile, quando non uso workstation messe a disposizioni dalle società con cui collaboro.
Ho passato 3 anni con un portatile pc PentiumIV e da gennaio sono tornato al mio primo amore: il MAC.
Uso sempre la tavoletta, sia per comodità che per la mia tendinite da mouse 

VM: Sei un “One Man Band” o ti appoggi a collaboratori?

GT: Senz’altro so essere autonomo, ma mi piace molto coinvolgere altre persone, tante quando posso.
Collaboro da anni con Alienatio, per l’animazione, con Multimagine e Moltimedia, società di Bergamo, dove vivo, con Paolo De Francesco, grafico eccezionale, con Mauro Gatti, grande designer italiano, ormai da qualche anno e ora con Mutado la sua società; con Andrea Toniolo, buon film/videomaker e designer vicentino, con Paolo Ubiali e Jonas Santana per il 3D…e poi ho tantissimi altri contatti che chiamo a seconda dei lavori e delle opportunità. Ultimamente sto collaborando anche con Beppe De Caro, regista bergamasco, con cui ho montato un documentario sul Rock’n’Roll anni ’50 e con cui ora sto girando un cortometraggio.
Marco Riva per la fotografia, Mauro Galbiati per l’audio…potrei citarne veramente per pagine intere.
L’ordine con cui li ho nominati è ovviamente casuale, dettato dalla mia ormai delirante e devastata memoria a breve termine. 

VM: (OMB) qual’è il tuo workflow?

GT: Dipende dalla situazione. Ci sono lavori in cui hai carta bianca, altri in cui devi assolutamente rimanere su binari già disposti. In genere dopo un briefing con il cliente cerco, da solo o con i miei collaboratori, di delineare come sarà il prodotto e come devo organizzare il lavoro per poterci arrivare con il minor spreco di risorse possibile.
Poi procedo a step tenendo sempre aggiornato il cliente, così sono sicuro di non poter incappare in clamorose sorprese.
Ovviamente dipende sempre dal tipo di lavoro e dal tipo di cliente.
Poi organizzo e delego ai collaboratori le diverse parti del lavoro, le supervisiono personalmente, e poi, in genere, spetta a me assemblare il prodotto finale.

VM: (COLL) come scegli i tuoi collaboratori? Cosa cerchi (creatività, tecnica, conoscenza, velocità)?

GT: Creatività e tecnica sicuramente, ma le cose a cui do più importanza in assoluto sono l’entusiasmo e la voglia di provare sempre cose nuove. E poi devono essere persone con cui andare d’accordo a livello umano e in cui poter riporre piena fiducia. E questa è una questione di sensazioni.
Non a caso molti dei miei collaboratori sono gli stessi da anni. Perchè quando trovi le persone giuste e con queste caratteristiche è un piacere lavorare e i rapporti durano nel tempo. Moltissimi, quasi tutti direi, i miei collaboratori fissi sono comunque amici anche fuori dall’ambito lavorativo.


VM: Lavori solo con aziende italiane o anche all’estero? Se solo con Italia hai mai pensato di allargarti al mercato estero?

GT: Mi è capitato, soprattutto grazie a Mauro Gatti, di collaborare con Mtv London e di avere qualche piccola incursione nel mercato estero.
In questi mesi sto coinvolgendo uno studio di stop motion di Parigi in alcuni progetti e mi piacerebbe molto lavorare con questi ragazzi che ho conosciuto a un’edizione passata del festival di Annecy. L’animazione è una delle mia grandi passioni.

VM: Quali sono le tue produzioni recenti?

GT: Sto seguendo una serie di progetti, parecchi, tutti in parallelo. Spot pubblicitari, video musicali e anche un cortometraggio. Un promo per Ligabue, per i concerti L7, sotto la direzione di Paolo DeFrancesco, che cura tutta la grafica di Ligabue ormai da parecchio tempo. Alcuni spot per l’acqua Norda, uno spot per la Nike chiamato Madunina United, girato insieme a Giuliano Garonzi di Happycentro, di Verona, uno spot per la campagna teatrale dell’Arena di Verona, un cortometraggio mio, e un cortometraggio che mi hanno commissionato. Quest’ultimo progetto, in questi giorni in lavorazione, è particolarmente interessante. Si tratta di un piccolo film drammatico, di pochi minuti. Un esperimento interessante per convogliare in pochi minuti tensione e dramma narrativo. Mi affascina molto, speriamo venga bene.

VM: Finora qual’è il progetto che ti ha entusiasmato di più, che ti ha dato maggiori soddisfazioni personali e professionali?

GT: I progetti che mi hanno entusiasmato di più sono vari e non sono sempre legati a successi commerciali.
Ho appena finito di girare un cortometraggio, basato su una storia vera, drammatico. Penso sia l’esperienza lavorativa più esaltante mai fatta. Praticamente un piccolo film di poco più di 20 minuti.
Il video dei Jailsound è secondo me uno dei miei preferiti, perchè ho avuto veramente carta bianca e perchè ho potuto mettere in scena esattamente il video che avevo in mente, senza restrizioni commerciali, cosa che spesso nel campo musicale attuale è difficile che capiti.
Poi senz’altro lo spot per la Nike Coppa Cannavaro, realizzato insieme a Moltimedia, Mutado e Happycentro tutti insieme.
E il prodotto a cui sono legato di più, a cui ho dedicato due anni interi della mia vita, anima e corpo, sudore e fatica e nottate inteminabili è il cofanetto di DVD “Tutto Bozzetto (o quasi)”: un box di quattro dischi di cui io sono stato il curatore e creatore del progetto, di cui ho realizzato insieme a Multimagine e a Moltimedia i documentari, i menu animati insieme ad Alienatio e il restauro dei film.
Ancora una volta un lavoro guidato dalla passione e non dal commercio. La San Paolo ha saputo aspettare il tempo necessario e penso che abbia avuto in mano un prodotto di cui essere veramente orgogliosa. Io lo sono molto.


VM: Qual’è la tua visione della MG in Italia?

GT: Abbiamo artisti validissimi, come del resto, in svariati campi, noi italiani siamo sempre ai primi posti. Il nostro problema è nella struttura della società che ci soffoca e non ci permette di avere la libertà necessaria, economicamente parlando, di poterci esprimere al meglio. Però non ci manca nulla, anzi.

VM: Come ti approcci al mercato della MG?

GT: Dopo tanti anni nel campo ho una serie di contatti che inevitabilmente ne generano nuovi, man mano che passa il tempo, e il giro si allarga ogni anno di più…non mi posso lamentare, anzi.

VM: Conoscevi già VideoMakers.net?

GT: No.

VM: Cosa ne pensi delle community su Internet?

GT: Sono sempre una grandissima fonte di ispirazione. Ne seguo personalmente alcune, relative alla motion graphics, alcune tecniche su apparecchiature di ripresa, ecc.

VM: Cosa puoi consigliare ad un giovane che si avvicina o si appassiona al mondo della Motion Graphics?

GT: Consiglio di guardarsi in giro il più possibile, di comprare libri, di guardare ogni giorno filmati nuovi e siti di grafica, di non limitarsi a quello che già conosce ma di cercare sempre cose nuove. Di incamerare tutte le esperienze personali e imparare ad esprimerle. Di voler osare, sempre, di voler sperimentare cose nuove. Di non mollare mai perchè in Italia la strada, più che in salita, sembra essere sempre un muro verticale, di farsi le sue belle nottate (amo lavorare di notte! al di là delle classiche nottate di lavoro forzato che non sono certo piacevoli, mi piace molto lavorare ai miei progetti di notte, mentre tutti dormono, in silenzio), di faticare ma di imparare a liberare la propria fantasia senza freni: i limiti li scoprirò da solo…ma scoprirò anche che man mano che si avanza i limiti si spostano sempre più in là.

VM: Ti aspettiamo ancora su VideoMakers.net, magari presentandoci qualche tuo nuovo lavoro sul nostro forum.

GT: Lo spero vivamente anche io! Anche se premetto che sono talmente incasinato che avrò sicuramente una frequenza da schizofrenico…già ci ho messo un bel po’ per darvi questa intervista!!!
Ciao e grazie a tutti voi!


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